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dw-lingue · insegnamento lingue straniere

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#203 Da: "claudio" <clmelle@...>
Data: Mer 31 Gen 2001 9:53 pm
Oggetto: Valore didattico di videogames, giochi di ruolo e multimedia
clmelle@...
Invia email Invia email
 
Non sono assolutamente un esperto, ma mi è capitato di considerare un CD ROM
per la classe (che non ho usato) ma che forse poterbbe esservi di aiuto per
avere una idea più precisa. Il titolo del CD è Who is Oscar Lake?
(mondadori), è un gioco interattivo che prevede che l'utente si muova in un
mondo virtuale nel quale per sopravvivere deve interagire con dei personaggi
virtuali usando un inglese adatto alla situazione. L'utente decide la
propria risposta alle varie domande che i personaggi gli rivolgono
scegliendo tra due opzioni, entrambe corrette, ma che portano la
conversazione su due strade diverse. L'idea è interessante. Io ho deciso di
non usarlo perchè le attività di dialogo mi sembrano occupare uno spazio
troppo limitato, molto tempo invece lo si trascorre con il mouse a cercare
di trovare la via giusta, e spesso si compiono le stesse azioni più volte
con un'enorme perdita di tempo.
Spero che il mio contributo possa servire a qualche cosa, anche se, mi rendo
conto, non è molto
In bocca al lupo
Claudio


----- Original Message -----
From: "Simon&Martini" <simonemartini@...>


> Cari compagni di lista,
>
> devo svolgere una ricerca  abbastanza urgente per la quale apprezzerei
> moltissimo indicazioni biblio e webliografiche su alcuni punti specifici:
> ...

#204 Da: "antonio gallo" <anga2000@...>
Data: Gio 1 Feb 2001 8:49 pm
Oggetto: conversatori in lingua
anga2000@...
Invia email Invia email
 
Gradirei ricevere e scambiare osservazioni e commenti da parte di colleghi ed
esperti sul ruolo e sulla funzione dei docenti 'conversatori' di lingue
straniere negli istituti superiori, in particolare nei licei linguistici
sperimentali del cosidetto 'progetto Brocca'. Personalmente sono contro questa
'presenza' o 'compresenza' che si sovrappone alla figura del docente titolare,
anzi gli sottrae ore all'interno della classe. Questa figura di docente e'
ambigua e mi sa tanto di 'assistenzialismo'. Non dico altro e attendo interventi
ed opinioni. Grazie.
Antonio


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#205 Da: "Mette Buchreitz" <m.buchreitz@...>
Data: Gio 1 Feb 2001 9:41 pm
Oggetto: L2 in prima e in seconda
m.buchreitz@...
Invia email Invia email
 
>    Date: Wed, 31 Jan 2001 15:47:12 +0100
>    From: "scuolaf.rossi" <scuolaf.rossi@...>
> Subject: inglese in classe 2'
>
> Vorrei sapere se una classe seconda elementare, in una scuola dove ci sia
> disponibilità di insegnante di lingua straniera, è obbligata ad avere la
> lingua inglese o se è solamente facoltativo.
> Qualcuno conosce anche gli estremi legislativi?
> Grazie
> Benini Gabriele

Non so esattamente cosa dica la legge, ma secondo la mia esperienza (come
specialista di inglese), l'insegnamento di L2 in prima ed in seconda deve
essere approvato dal collegio dei docenti.
Inoltre, bisogna tenere conto che un eventuale libro "di supporto" è,
comunque, a carico delle famiglie, anche se so che in alcuni casi il Comune
è così generoso da offrire i libri ai bambini!

Mette Buchreitz

#206 Da: "bassi" <mg.bassi@...>
Data: Ven 2 Feb 2001 10:07 am
Oggetto: R: conversatori in lingua
mg.bassi@...
Invia email Invia email
 
Gentilissimo collega,
l'introduzione di un docente madrelingua nei liguistici Brocca è un pò la
conseguenza di alcune sperimentazioni e di richieste pervenute al ministero
anche a seguito di tutta la massiccia formazione che fu effettuata a livello
nazionale dai Corsi del PSLS (da fine anni '70, tramutatasi poi in PL 2000)
. Dopo il primo Threshold di Van Ek, con la diffusione di un approccio
funzionale e comunicativo i docenti cominciarono a rendersi conto che - se
il loro punto forte era la competenza culturale e metalinguistica- il loro
punto debole era, in generale, l'aspetto comunicativo.
Un docente madrelingua è stato visto e vissuto come un'importante occasione
per gli studenti e, perché no, anche per i docenti, stimolati a usare la
lingua con più naturalezza.
Il fatto poi che alcuni madrelingua, per lo più ormai naturalizzati
italiani, siano competenti, volenterosi e comunque utili, dipende
principalmente dalle loro competenze individuali. Dipende però anche dalla
volontà di collaborare da parte del docente titolare, che deve programmare
con loro soprattutto attività di interazione. Se siamo noi i primi a
considerare i loro interventi "ore buttate" temo che alla fine lo
diventeranno davvero.
Cordialmente
M. Gabriella Bassi


----- Original Message -----
From: antonio gallo <anga2000@...>
To: lingue <dw-lingue@yahoogroups.com>
Sent: Thursday, February 01, 2001 8:49 PM
Subject: [dw-lingue] conversatori in lingua


> Gradirei ricevere e scambiare osservazioni e commenti da parte di colleghi
ed esperti sul ruolo e sulla funzione dei docenti 'conversatori' di lingue
straniere negli istituti superiori, in particolare nei licei linguistici
sperimentali del cosidetto 'progetto Brocca'. Personalmente sono contro
questa 'presenza' o 'compresenza' che si sovrappone alla figura del docente
titolare, anzi gli sottrae ore all'interno della classe. Questa figura di
docente e' ambigua e mi sa tanto di 'assistenzialismo'. Non dico altro e
attendo interventi ed opinioni. Grazie.
> Antonio

#207 Da: "annag" <anna_gg@...>
Data: Ven 2 Feb 2001 10:55 am
Oggetto: R: conversatori in lingua
anna_gg@...
Invia email Invia email
 
----- Original Message -----
From: antonio gallo <anga2000@...>
To: lingue <dw-lingue@yahoogroups.com>
Sent: Thursday, February 01, 2001 8:49 PM
Subject: [dw-lingue] conversatori in lingua

> Gradirei ricevere e scambiare osservazioni e commenti da parte di colleghi
ed esperti sul ruolo e sulla funzione dei docenti 'conversatori' di lingue
straniere negli istituti superiori ...> Antonio



-------------> Insegno in un liceo scientifico (da poco - ahimè - confluito in
un *Polo*), nella sezione a minisperimentazione linguistica.

Noi abbiamo optato per la presenza di un 'conversatore inglese' a POTENZIAMENTO
della lingua, non IN SOVRAPPOSIZIONE alle già scarse ore curricolari:
in questa minisperimentazione, infatti, le ore settimanali di  1a lingua
(inglese) risultano essere inferiori non solo a quelle di francese (2a lingua),
ma addirittura alle ore curricolari di inglese nella sezione ad indirizzo
scientifico. Si trattava, quindi, di AGGIUNGERE ore di conversazione SENZA
SOTTRARNE al docente titolare  - escludendo la possibilità di un corso
OBBLIGATORIO pomeridiano, dato che la ns scuola raccoglie un'utenza "disseminata
sui monti" e strettamente vincolata a mezzi di trasporto.

Le modalità di attuazione dell' intervento sono state le seguenti:
- destinatari: le classi del triennio;
- N° di ore previste:  20 per classe - suddivise in due 'blocchi' di 10 ore (uno
nel 1° ed uno nel 2° quad.)
- 'compresenza' ... non con l'insegnante di lingua, ma con GLI ALTRI INSEGNANTI
DELLA CLASSE; ogni docente ha *concesso* un'ora della propria disciplina per
quadrimestre (la contrattazione è stata lunga e complessa) =
'perdita' di due ore ANNUE per ogni disciplina / 'guadagno' di 20 ore di lingua
straniera parlata.

Abbiamo appena concluso il primo blocco di ore e mi sento di poter esprimere una
valutazione positiva:
I miei colleghi mi ... rivolgono ancora la parola e non sembrano troppo
scocciati ... ;
i ragazzi sembrano soddisfatti ...;
la madrelinguista ...  :-)

Il problema più difficile è stato, sicuramente,  predisporre l'orario!

Un caro saluto a tutti i colleghi.
Anna

#208 Da: "iolecapuano" <icapuano@...>
Data: Ven 2 Feb 2001 4:21 pm
Oggetto: Londra
icapuano@...
Invia email Invia email
 
Cari amici di lista,
sono alla ricerca di un appartamento alla periferia di Londra per il periodo
estivo,
chi può darmi indicazioni?
Grazie

#209 Da: "Mariella" <c.brocardo@...>
Data: Lun 5 Feb 2001 4:37 pm
Oggetto: relazione finale
c.brocardo@...
Invia email Invia email
 
cari colleghi,
chi di voi ha una relazione finale anno di prova passaggio dalle medie alle
superiori, lingua straniera, da farmi vedere? il  mio preside mi stressa,
ricordandomi, ogni volta che mi vede, che dovrò presentarla a fine anno!!! mi
date qualche imput? Grazie.
NOTIZIA: nella mia scuola e,comunque, in altre scuole superiori della città, è
molto "sentito" l'esame DELF per la certificazione esterna di lingua francese;
gli studenti sono motivati a sostenere questi esami (anche se devono pagare loro
stessi) e il risultato, sul piano dell'impegno e delle competenze ricade
positivamente sull'andamento scolastico in lingua straniera. Essi vanno presso
l'Alliance Française  a dare gli esami, i primi, DELF A1 A2, sono il 9
febbraio......Speriamo in bene!!
Saluti cari colleghi d'Italia, Marì.


[Non-text portions of this message have been removed]

#210 Da: "Enrico (gebi)" <enrico.hell@...>
Data: Lun 5 Feb 2001 5:28 pm
Oggetto: R: relazione finale
enrico.hell@...
Invia email Invia email
 
Mariella,  non lo so, ma a me sembra che chi passa dalle medie alle
superiori per inglese non deve presentare alcuna relazione.
Il tuo è un passaggio - non una nuova nomina in ruolo - e pertanto devi
superare un anno di prova ma non l'anno di formazione. Cosi' non dovresti
avere tutor, corsi da frequentare e nemmeno la relazione da presentare. Si
esprimerà il comitato di valutazione dei docenti, ma senza che tu discuta
alcuna relazione con loro.
Comunque prova a sentire in Provveditorato.

ciao

Enrico


----- Original Message -----
From: Mariella <c.brocardo@...>
To: dw-lingue <dw-lingue@yahoogroups.com>
Sent: Monday, February 05, 2001 5:37 PM
Subject: [dw-lingue] relazione finale


> cari colleghi,
> chi di voi ha una relazione finale anno di prova passaggio dalle medie
alle superiori, lingua straniera, da farmi vedere? il  mio preside mi
stressa, ricordandomi, ogni volta che mi vede, che dovrò presentarla a fine
anno!!! mi date qualche imput? Grazie.

#211 Da: "antonio gallo" <anga2000@...>
Data: Dom 4 Feb 2001 5:53 pm
Oggetto: conversatori in lingua
anga2000@...
Invia email Invia email
 
Desidero ringraziare i colleghi/le colleghe che hanno risposto sull'argomento.
La mia esperienza riguardava, e tuttora riguarda, l'inserimento dei conversatori
sul progetto Brocca dell'indirizzo linguistico: lingua inglese, prima lingua,
classi 1-5, cattedra ore 15, tre ore settimanali, classi consistenti, fino a
trenta studenti.
Questa e' la realta' sulla quale si sono inseriti i tre colleghi 'conversatori',
inglese, francese (seconda lingua, due ore curriculari in piu' rispetto
all'inglese, non si capisce bene perche'), tedesco (triennio terminale, terza
lingua, cinque ore settimanali per classe) .
Se si da' un'occhiata ai programmi Brocca, specialmente quelli del triennio, ci
si potra' rendere conto della loro 'consistenza' sia linguistica che letteraria.
Sarebbe troppo lungo qui obiettare alla collega Bassi, che quanto lei dice, alla
luce degli obiettivi da raggiungere, le ore 'cedute' alla/al collega di inglese,
sono ore difficilmente gestibili. Entrano in gioco fattori diversi e
conflittuali perche' riflettono realta' esperienziali, formative e curriculari
che solo chi lavora su classi con cattedre 'verticali' conosce. Entrano in gioco
elementi quali la continuita', la programmazione, le finalita', le diversita' di
indirizzo (va ricordato che la sperimentazione Brocca ha piu' indirizzi, e
quindi un pensiero alle 'microlingue' o linguaggi specialistici ESP, bisogna pur
farlo!
Mi rendo conto che non tutti possono essere interessati al discorso che sto
facendo. E' un fatto, pero', che va tenuto presente se si vuole migliorare
l'insegnamento delle lingue moderne nella scuola italiana.
Conversatori che vanno e che vengono, anno dopo anno, 'native speakers' che sono
ormai piu' 'nativi' dei 'locali', 'competenze' che sono solo 'divertissement',
oralita' gratuite quando i gruppi operativi di classe sono solo delle mere
occasioni da vane e sterili 'chat-room' alle quali gli studenti si aggrappano
volentieri per sfuggire ai contenuti reali della lingua testuale.
Se si volevano davvero sviluppare i momenti comunicativi allora le ore dei
'conversatori' si sarebbero dovute affiancare a quelle curriculari. Cosi' non e'
stato e il risultato lascia il tempo che trova. Perche' nei licei linguistici
'privati o parificati' le ore di conversazione sono aggiuntive a quelle
canoniche?
Come al solito, nel sistema Italia, la teoria e la prassi non potranno mai
convergere.
Antonio


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#212 Da: enrico.hell@...
Data: Mer 7 Feb 2001 8:47 pm
Oggetto: sintesi nuovi curricoli - 7 febbraio 2001
enrico.hell@...
Invia email Invia email
 
Oggi il Ministro della Pubblica Istruzione ha presentato il documento
di sintesi dei gruppi di lavoro, che dispone le finalità disciplinari
del nuovo ciclo della scuola di base. Il documento completo è in area
files

http://groups.yahoo.com/group/dw-lingue/files/cicli_curricoli_sintesi.rtf

Prima di essere approvati con decreto ministeriale, previsto per la
fine di febbraio, i nuovi curricoli saranno discussi nelle scuole.

Anche noi possiamo contribuire qui dalla mailing list alla
discussione soprattutto per quanto riguarda l'aggregazione
disciplinare linguistico letteraria.

Voigliamo provare a mettere insieme spunti critici e valutazioni da
sottoporre al ministero? Abbiamo sottomano un testo ufficiale.

Avanti con  gli interventi in lista allora.

Enrico Hell

Ps. trovate il documento di sintesi, zippato, anche al sito del
Ministero
www.istruzione.it

#213 Da: "Elizia" <elizia@...>
Data: Gio 8 Feb 2001 6:37 pm
Oggetto: art:
elizia@...
Invia email Invia email
 
Una proposta del pedagogista Benedetto Vertecchi, presidente dell'istituto
nazionale di valutazione ex Cede

A Roma e provincia gli studenti non italiani sono ufficialmente più di
diecimila, il 10 per cento albanesi

di Nunzia Latini

"In che modo non penalizzare gli studenti che hanno come lingua madre una
lingua diversa dall'italiano e non mortificare le culture di origine anche
se, ovviamente, l'apprendimento dell'italiano resta l'obiettivo prioritario"
e la proposta arriva da una "raccomandazione ufficiale" della commissione
ministeriale che ha messo a punto i curricoli del settennio di base e
spiegata dal pedagogista e presidente dell'Istituto nazionale di valutazione
ex Cede, il professor Benedetto Vertecchi.
A Roma e in Provincia gli alunni non italiani sono ufficialmente 10.074,
con il 10% di nazionalita' Albanese. Ma in totale i numeri sono molto piu'
alti, con classi che possono essere costituite anche da 14 stranieri e due
italiani, come in provincia di Roma. Come affrontare una tale situazione
multietnica in classe, per insegnare bene nell'interculturalita' passando
per la pluricultura? Attivando una serie di iniziative e utilizzare la quota
di
programma definita a livello locale da ogni singola scuola, pari al 20%,
contro l'80% del curricolo definito a livello centrale dal ministero della
Pubblica Istruzione: " Tutta la quota di  competenze delle scuole deve
essere riservata a discipline o ad attività tradizionalmente intese: una
parte potra' invece essere destinata ai percorsi individualizzati di
accoglienza, di orientamento di recupero di approfondimento non sempre
riconducibili ad attivita' e insegnamenti disciplinari".
Questo significa che le scuole potranno organizzare attivita' che potranno
aiutare sia i bambini stranieri, sia i bambini italiani a conoscersi, a
integrarsi. Ai bambini stranieri potranno essere utili programmi di lingua
italiana per apprendere ma anche per comunicare, una lingua che sia veicolo
di bisogni primari; ai bambini italiani potranno interessare invece corsi di
lingua straniera propria del compagno di banco che e' magari cinese o arabo.
I problemi di lingua sono primari, subito dopo ci sono i problemi di altre
culture, di altri modi di presentarsi o studiare. Le scuole potranno
servirsi della quota di programma per definire obiettivi che possano " non
far perdere la continuità con le culture di origine" continua il prof.
Vertecchi "collegando pero' tali apprendimenti all'acquisizione della lingua
e della cultura italiana, che resta il fine primario", la scuola quindi "
dovrebbe valorizzare tutti gli elementi culturali gia' presenti nella
popolazione, ma che, a volte, risultano compressi, come nel caso degli
immigrati, e vanno quindi sprecati" e' importante infatti porre il problema
"
in termini di sensibilita' culturale: la tutela delle culture d'origine e'
infatti una scelta  civile e rappresenta un'opportunita' di arricchimento
anche per gli studenti italiani".
Tra le soluzioni specifiche prese dalle scuole,  secondo il tipo di studenti
stranieri e la percentuale di presenza, si potra' individuare il "mediatore"
che potra' essere sia "linguistico" che "culturale". Una figura nuova,
particolare e complessa, di cui si parlerà a marzo in un convegno dedicato a
queste tematiche e organizzato dall'ANILS, l'associazione nazionale di
insegnanti di lingue straniere.

Il Tempo, Scuola e Università, pag 25, 8 febbraio 2001

#214 Da: "Renato Corsetti" <corsetti@...>
Data: Ven 9 Feb 2001 3:12 pm
Oggetto: proposta Vertecchi
corsetti@...
Invia email Invia email
 
> Una proposta del pedagogista Benedetto Vertecchi, presidente
dell'istituto
> nazionale di valutazione ex Cede
>
> A Roma e provincia gli studenti non italiani sono ufficialmente pi di
> diecimila, il 10 per cento albanesi

Finalmente una proposta sensata, di qualcuno che si preoccupa della realta'
vera.

Sono contento

Renato Corsetti

#215 Da: "antonio gallo" <anga2000@...>
Data: Ven 9 Feb 2001 4:33 pm
Oggetto: Conversatori in lingua
anga2000@...
Invia email Invia email
 
L'intervento sui 'conversatori in lingua' e' passato. Ringrazio il moderatore.
Antonio


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#216 Da: "Alessandra" <alessandra.t@...>
Data: Sab 27 Gen 2001 5:50 pm
Oggetto: R: progetto di ricerca-azione
alessandra.t@...
Invia email Invia email
 
Grazie per aver inviato la notizia del progetto di ricerca-azione.
Desidererei sapere se la Sicilia è coinvolta nel progetto e se in provincia
di Enna si sta costituendo questo gruppo.
Grazie
Alessandra Tigano
----- Original Message -----
From: E.Burchietti <elibur@...>
To: <dw-lingue@yahoogroups.com>
Sent: Friday, January 26, 2001 1:55 PM
Subject: [dw-lingue] progetto di ricerca-azione


UNA INIZIATIVA INTERESSANTE

Comunico che è in attuazione un progetto di ricerca-azione che ha come
obiettivo quello di osservare la prassi didattica dei docenti di lingue
(inglese, francese, tedesco e spagnolo) e in seguito di correlare i dati
emersi con gli esiti in uscita degli alunni nei diversi 'anni terminali' di
ogni ordine di scuola. Il tutto servirà a ripensare i curricoli delle lingue
straniere anche in vista del riordino dei cicli. A breve partiranno i corsi
di formazione/ricerca per ristretti gruppi di docenti in diverse province.

L'aspetto interessante è che non è stato formato un comitato di 'cervelloni'
estranei alla scuola ma il progetto è portato avanti dagli stessi docenti
che operano nella scuola attraverso modalità di ricerca-azione. Inoltre il
MPI ha costituito un protocollo di intesa con le associazioni professionali
degli insegnanti di lingue (Tesol, Anils, Lend ecc.) che hanno fornito
indicazioni e hanno attivamente delineato il progetto e le modalità di
attuazione.

Tutti i dettagli possono essere reperiti sul sito del MPI nella rubrica
"news" di gennaio (http://www.istruzione.it/news/2001/news0101.htm) in data
23/1 con oggetto Progetto Lingue 2000.

Per qualsiasi chiarimento potete contattare la sottoscritta (provincia di
Latina) o mettervi in contatto con il formatore della vostra provincia.

Elisabetta Burchietti

elibur@...


[Non-text portions of this message have been removed]


il web digest della mailing list dw-lingue al sito:
http://www.egroups.com/files/digest-lingue/digest/dw-lingue.htm

Moderatore: Enrico Hell (enricohl@...)

#217 Da: "Alessandra" <alessandra.t@...>
Data: Sab 27 Gen 2001 5:46 pm
Oggetto: R: Re: R: ricerca azione nelle lingue
alessandra.t@...
Invia email Invia email
 
sono un'insegnante specialista di lingua francese in una scuola elementare
della provincia di Enna e desidererei sapere se la regione Sicilia è
inserita in questo progetto di ricerca -azione.
Inoltre vorrei sapere che cosa ne pensate della riforma della scuola di base
per quanto riguarda le lingue straniere.si insegnerà solo l'inglese o ci
sarà spazio anche per il bilinguismo? E' il caso di pensare ad un
trasferimento su un'altra disciplina e lasciare l'insegnamento del francese?
Grazie
Alessandra Tigano

----- Original Message -----
From: cjhge <cjhog@...>
To: <dw-lingue@yahoogroups.com>
Sent: Friday, January 26, 2001 9:45 PM
Subject: R: [dw-lingue] Re: R: ricerca azione nelle lingue


Trovo sicuramente interessante questo progetto di ricerca - azione; vorrei
però esprimere le mie forti perplessità sul fatto che molte province e
addirittura alcune regioni siano rimaste escluse dall'iniziativa; questo
perchè la scelta dei formatori è stata effettuata dalle associazioni  in
base all'attività svolta da questi nell'ambito delle stesse;  il progetto
prevede che questi primi 65 formatori debbano operare esclusivamente nelle
loro province, lasciando così inesorabilmente fuori dal progetto una grossa
fetta del territorio nazionale.

Pietro Gentile - formatore Progetto Lingue 2000 provincia di Vibo Valentia
-----Messaggio originale-----
Da: antonio gallo <anga2000@...>
A: dw-lingue@yahoogroups.com <dw-lingue@yahoogroups.com>
Cc: elibur@... <elibur@...>
Data: venerdì 26 gennaio 2001 20.44
Oggetto: [dw-lingue] Re: R: ricerca azione nelle lingue


Grazie a Elisabetta Burchietti per le preziose informazioni sulla ricerca
azione nelle lingue. Sono il referente per l'Italia dell'ente culturale
britannico "English Speaking Board" firmatario del protocollo di intesa col
MPI per le certificazioni esterne. Sono a disposizione dei colleghi per
qualsiasi informazione in merito.
Antonio Gallo
--

On Fri, 26 Jan 2001 16:15:49
E.Burchietti wrote:
>Antonio, nell'Allegato C c'h l'elenco dei formatori divisi per provincia.
>Non ricordo se nella provincia di Salerno ci sia un formatore. Grazie per
le
>tue informazioni e mi piacerebbe sapere di piy di questo ente culturale.
>Esiste un sito?
>Elisabetta
>
>----- Original Message -----
>From: antonio gallo <anga2000@...>
>To: <dw-lingue@...>
>Cc: <elibur@...>
>Sent: Friday, January 26, 2001 2:57 PM
>Subject: ricerca azione nelle lingue
>
>
>> Grazie a Elisabetta Burchietti per l'interessante segnalazione in
oggetto.
>Ho reperito i dettagli al sito indicato. Gradirei sapere chi e' il
formatore
>per la provincia di Salerno. Sono il referente in Italia dell'ente
culturale
>inglese "English Speaking Board" che ha sottoscritto il protocollo di
intesa
>col MPI circa le certificazioni esterne nel Progetto 'Lingue 2000'. Sono a
>disposizione di tutti quei colleghi i quali desiderano ricevere
informazioni
>sul lavoro svolto e che tuttora svolge l'ESB sia in Italia che nel mondo.
>> Antonio Gallo

#218 Da: "nella panzarasa" <n.panzarasa@...>
Data: Sab 10 Feb 2001 5:14 pm
Oggetto: R: proposta Vertecchi
n.panzarasa@...
Invia email Invia email
 
Caro Renato,
mi aiuti a capire la propsta di Vertecchi che ti fatto così contento? a me
pare semplicemente una ..constatazione di fatto: dobbiamo accontentarci di
questo o mi sfugge qualche pezzo della storia?
Nella Panzarasa

-----Messaggio originale-----
Da: Renato Corsetti <corsetti@...>
A: dw-lingue@yahoogroups.com <dw-lingue@yahoogroups.com>
Data: venerdì 9 febbraio 2001 20.32
Oggetto: [dw-lingue] proposta Vertecchi


>> Una proposta del pedagogista Benedetto Vertecchi, presidente
>dell'istituto
>> nazionale di valutazione ex Cede
>>
>> A Roma e provincia gli studenti non italiani sono ufficialmente pi di
>> diecimila, il 10 per cento albanesi
>
>Finalmente una proposta sensata, di qualcuno che si preoccupa della realta'
>vera.
>
>Sono contento
>
>Renato Corsetti

#219 Da: Sandra <viet@...>
Data: Sab 10 Feb 2001 7:48 pm
Oggetto: Re: R: progetto di ricerca-azione
viet@...
Invia email Invia email
 
Per Alesssandra  Tigano

Il progetto ricerca -azione Lingue 2000 coinvolge anche la Sicilia. Per avere
informazioni  precise potresti rivolgerti alla responsabile del LEND per la
Sicilia: federica magi <fedemike@...>.
Non mi risulta che  Enna sia coinvolta , ma ti mando gli indirizzi dei
formatori di Agrigento e di Caltanissetta.

Virga Carmela
<carmenv@...>
IPSIA “Archimede” - Agrigento


Andolina Giovanna
giovannando@...

>ITIS Mottura -Caltanissetta

>Grazie per aver inviato la notizia del progetto di ricerca-azione.
>Desidererei sapere se la Sicilia è coinvolta nel progetto e se in provincia
>di Enna si sta costituendo questo gruppo.
>Grazie
>Alessandra Tigano

#220 Da: Sandra <viet@...>
Data: Sab 10 Feb 2001 7:54 pm
Oggetto: Re: R: Re: R: ricerca azione nelle lingue
viet@...
Invia email Invia email
 
At 18.46 27/01/01 +0100, you wrote:

>Inoltre vorrei sapere che cosa ne pensate della riforma della scuola di base
>per quanto riguarda le lingue straniere.si insegnerà solo l'inglese o ci
>sarà spazio anche per il bilinguismo? E' il caso di pensare ad un
>trasferimento su un'altra disciplina e lasciare l'insegnamento del francese?
>Grazie
>Alessandra Tigano

Si insegnerà anche una seconda lingua   nel sesto e settimo anno del ciclo
della scuola di base ( vedi documento di sintesi dei lavori della commissione
ministeriale per  il curricolo delle lingue straniere pubblicato nel sito
segnalato da questa mailing list)
http://groups.yahoo.com/group/dw-lingue/files/cicli_curricoli_sintesi.rtf

#221 Da: s.averna@...
Data: Sab 10 Feb 2001 8:30 pm
Oggetto: Ricerca-azione.
s.averna@...
Invia email Invia email
 
Qualcuno dei 65 fomatori può dirci se ha già fatto il primo
corso previsto? Risulta a qualcuno che sia stato dato un orientamento
di lavoro  specifico ai 65, cioè lavorare prevalentemente per il
biennio?
Saluti.
Salv

#222 Da: "Renato Corsetti" <corsetti@...>
Data: Sab 10 Feb 2001 10:02 pm
Oggetto: Seminario-Insegnamento lingue in scuole a rischio .
corsetti@...
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> LEND
> LINGUA E NUOVA DIDATTICA
> Via Suppa, 36/a  Bari
> Tel 0347 1109259

>          INSEGNARE LINGUE STRANIERE  A RAGAZZI DIFFICILI
>                             WORKSHOP
>              ANDRIA, 23 Febbraio 2001  Ore 16 - 20

> I lavori si terranno in lingua inglese, ma i contenuti
> potranno risultare di interesse anche per docenti di altre lingue.
. . .
> RELATRICE - SUSAN CANE
> Educational psychologist, works for the Open University in Italy
> teaching Psychology and Child Development.

E vissero colonizzati e contenti!

Mi sembra che la anglofilia dilaghi.

Auguri!

Renato Corsetti

#223 Da: Patrizia Corasaniti <patriziacora@...>
Data: Sab 10 Feb 2001 10:25 pm
Oggetto: Re: Ricerca-azione.
patriziacora@...
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I Provveditorati delle provincie coinvolte selezioneranno entro il 15
febbraio i curriculum dei candidadi e comunicheranno al Ministero i nomi
dei corsisti selezionati. Questo vuol dire che i corsi non sono ancora
partiti. Per quanto riguarda l'orientamento, i formatori coinvolti ,
insegnanti di lingua inglese, francese, tedesca e spagnola, appartengono a
tutti gli ordini di scuola. Io, per esempio, insegno inglese nella scuola
elementare. I gruppi di corsisti potranno anche essere organizzati in
verticale, e cioè raccogliere insegnanti dei 3 ordini di scuola, o in
orizzontale. Credo dipenda dai Provveditorati.
Il Provveditorato di Roma sino a ieri non aveva fissato alcun criterio.
A presto.

Patrizia Corasaniti



lAt 10/02/2001, you wrote:
>Qualcuno dei 65 fomatori può dirci se ha già fatto il primo
>corso previsto? Risulta a qualcuno che sia stato dato un orientamento
>di lavoro  specifico ai 65, cioè lavorare prevalentemente per il
>biennio?
>Saluti.
>Salv

#224 Da: "Nino" <nino@...>
Data: Lun 12 Feb 2001 5:30 am
Oggetto: R: Seminario-Insegnamento lingue in scuole a rischio .
nino@...
Invia email Invia email
 
Colonizzati? Ma scherzi!
Con i vari "question time", "election day", ecc. fino al consulente
americano del candidato del centrosinistra siamo diventati colonizzatori e
un'altra stella della bandiera.
Ciao,
Nino
(Prof. di inglese)
=================================
onin@... (onin=>nino)
onin@...

http://www.vessella.it (italiano, esperanto, kiswahili, english)
http://www.vessella.net

-----Messaggio Originale-----
Da: "Renato Corsetti" <corsetti@...>
A: <dw-lingue@yahoogroups.com>
Data invio: sabato 10 febbraio 2001 23.02
Oggetto: [dw-lingue] Seminario-Insegnamento lingue in scuole a rischio .


> > LEND
> > LINGUA E NUOVA DIDATTICA
> > Via Suppa, 36/a  Bari
> > Tel 0347 1109259
>
> >          INSEGNARE LINGUE STRANIERE  A RAGAZZI DIFFICILI
> >                             WORKSHOP
> >              ANDRIA, 23 Febbraio 2001  Ore 16 - 20
>
> > I lavori si terranno in lingua inglese, ma i contenuti
> > potranno risultare di interesse anche per docenti di altre lingue.
> . . .
> > RELATRICE - SUSAN CANE
> > Educational psychologist, works for the Open University in Italy
> > teaching Psychology and Child Development.
>
> E vissero colonizzati e contenti!
>
> Mi sembra che la anglofilia dilaghi.
>
> Auguri!
>
> Renato Corsetti

#225 Da: "Renato Corsetti" <corsetti@...>
Data: Dom 11 Feb 2001 12:42 pm
Oggetto: proposta Vertecchi
corsetti@...
Invia email Invia email
 
Nella:

> mi aiuti a capire la propsta di Vertecchi che ti fatto cos contento? a me
> pare semplicemente una ..constatazione di fatto: dobbiamo accontentarci
di
> questo o mi sfugge qualche pezzo della storia?

Veramente io l'avevo capita cosi':

* esistono tanti bambini albanesi (e non solo) nelle scuole italiane;

* cerchiamo di insegnare a loro ed ai loro compagni italiani la lingua e la
cultura albanese;

* cosi' otterremo due risultati: un maggiore rispetto di se' da parte degli
albanesi ed un minore razzismo da parte degli italiani.

Mi sembra una proposta che cerca di far leva su una situazione di fatto e
cerca di restituire un po' di dignita' anche a culture diverse da quella
imperiale americana, che al momento sembra essere l'unica alla quale tutti
vogliamo assimilarci.

Ciao

Renato

#226 Da: "antonio gallo" <anga2000@...>
Data: Dom 11 Feb 2001 11:40 am
Oggetto: colonialismo anglomane
anga2000@...
Invia email Invia email
 
Concordo con Nino (docente di inglese).
...E la Margaret Thatcher, madrina del Cavaliere, dove la mettiamo?
Questa mania tutta italiana di essere piu' 'inglesi' dei WASP (Whites
Angloo-Saxons, Protestants) non e' del tutto nuova. Basta rileggersi le pagine
di alcuni momenti della nostra storia per convincersi che tutto 'ritorna'.
Nel lavoro di insegnante di inglese, per oltre trenta anni, in tutti i tipi di
indirizzi di scuola, mi sono trovato spesso a dover difendere la mia 'identita'
di Italiano, specialmente con i colleghi insegnanti di lettere! Essi sono, a mio
parere, i maggiori 'colpevoli' di questi abusi linguistici. Chi ha inventato il
famoso "I care". Semplicemente ridicolo!
Quante volte ho detto ed insegnato agli studenti che per ogni parola che essi
ritenevano 'inglese' ed intraducibile, la stessa era di origine latina o greca,
e che, comunque, ne esisteva l'esatto corrispondente in italiano! Tutto vano
perche' nelle altre discipline essi ritrovano, stampate in corsivo o
virgolettate, presunte parole inglesi, usate per moda o per riempire vuoti
culturali e linguistici.
Quante volte, per vendetta, ho presentato alle classi le voci dei termini usati
dai WASP in lingua italiana chiedendo loro di 'tradurli' in inglese!
Io credo che l'anglomania linguistica viene usata da molti per coprire la loro
ignoranza della lingua italiana e colmare i vuoti della propria cultura.
Gradirei conoscere il parere di qualche collega docente di lettere. Dubito,
pero', che ci possano essere dei sottoscrittori a questa lista!
Antonio Gallo
(detto anche 'Nino', docente di Lingua e Letteratura Inglese da oltre 30 anni)


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#227 Da: s.averna@...
Data: Dom 11 Feb 2001 10:47 am
Oggetto: Colonizzazione, anglofilia e luoghi comuni.
s.averna@...
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Buongiorno a Renato Corsetti,
sono l'organizzatore del seminario di Susan Cane sull'insegnamento
delle lingue straniere a ragazzi difficili.
Ho quasi 50 anni, insegno inglese e da una vita combatto anglofilia e
luoghi comuni.
L'anno scorso ho insegnato in un quartiere noto per la presenza di
traffici illeciti, scippi, furti e chi piu' ne ha piu' ne metta.
Non mancavano i giorni in cui occorresse chiedere l'intervento delle
forze dell'ordine.
Quest'anno insegno in classi di 29 ragazzi, iperattivi ed
ingestibili. Il problema in queste circostanze non è quello di
insegnare inglese, storia o geografia, ma quello di fare l'assistente
sociale e di riuscire a tenere in mano le classi per evitare di non
venirne travolti.
Faccio parte del LEND, ne ho parlato con colleghi di inglese, ma
anche di francese, tedesco e spagnolo (spiacente: non ho trovato
docenti di Esperanto!). Abbiamo considerato che il problema e' molto
diffuso e non solo perche' nella nostra provincia (meridione) ci sono
molte scuole a rischio, ma perche' anche in quelle
apparentemente "normali" sono sempre piu' frequenti gli ingressi di
ragazzi disadattati o con forti disturbi del comportamento: qualcuno
ne da' una spiegazione sociologica-ambientale, altri psicologica,
altri addirittura ventilano una mutamento genetico (lo sostiene
un'amica educatrice in una scuola materna, di un quartiere bene, la
quale lamenta che negli ultimi due anni anche i bimbi di 2-3 anni
danno grossi problemi). Sta di fatto che la questione e' evidente, le
scuole stanno diventando delle trincee ed il problema piu' rilevante
e' che i docenti dopo anni di didattica, modularità, unità
didattiche, psicolinguistica, pedagogia sperimentale, oggi si trovano
senza strumenti per affrontare la situazione. E se i docenti di
materie umanistiche e tecniche bene o male possono riuscire
ad "affascinare" con qualche espediente i ragazzi, quelli di lingue
straniere partono con il grosso svantaggio di dover utilizzare un
idioma diverso che i "reluctant learners" apoditticamente rifiutano.
E allora cosa fare? Ci siamo guardati in giro, chiedendoci: ci sono
esperienze utili in circolazione? C'è qualcuno che e' in grado di
dare una mano in questo campo? Abbiamo indagato in varie parti
d'Italia ed oltre, nonche' nelle varie lingue. Forse ci e' sfuggito
qualcosa, siamo venuti a conoscenza di una letteratura specifica
(Marocco Muttini, Kirby & Grimley ecc.), ma abbiamo avuto difficolta'
a trovare qualcuno che se ne fosse occupato dal punto di vista del
docente di L2. Girando per convegni, abbiamo scoperto Susan Cane.
L'abbiamo ascoltata nei suoi workshops, ci e' piaciuta e, in attesa
di scoprire altri esperti, ci siamo affrettati ad organizzare questo
primo seminario (gratuito per i partecipanti e senza il sostegno
finanziario di alcuno) presso il CRT di Andria, mossi proprio
dall'esigenza concreta di cominciare a dare qualche aiuto a noi
stessi ed ai colleghi che operano in classi difficili. Abbiamo avuto
molte adesioni, tanto che pensiamo di dover eventualmente replicare
l'iniziative anche altrove (il problema sono i costi). Crediamo che
l'iniziativa sia utile, ma non solo per i docenti di lingua inglese.
Se poi l'esperta che siamo riusciti a scovare e' inglese cosa
possiamo farci?
Pensavamo d'aver fatto un'operazione meritoria ed invece eccoci
associati a colonizzazione ed anglofilia.
Forse ci siamo sbagliati. Allora ben venga una discussione in
argomento. Ci interesserebbe sapere dai colleghi: avete tutti classi
di 15 studenti? i vostri ragazzi sono tutti responsabili e attenti? e
se non e' cosi',  come operate?
Caro Corsetti, se conosci qualche altro esperto formatore in grado di
affrontare la materia fammelo sapere. Saro' ben lieto di proporlo per
un successivo intervento.
Pace e bene.
Salvatore Averna

#228 Da: "Simon&Martini" <simonemartini@...>
Data: Dom 11 Feb 2001 5:02 pm
Oggetto: Valore didattico di Videogames, Giochi di ruolo e multimedia: Digest
simonemartini@...
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Cari compagni e collaboratori,

in seguito alla mia recente richiesta di indicazioni utili per addentrarmi
nel vasto e complesso mondo che comprende la combinazione

didattica della lingua 2
gioco di ruolo
ambiente virtuale (in rete o no)
e piu’ genericamente
multimedialita’, quindi uso delle nuove tecnologie

ho ricevuto una miriade di suggerimenti ed indicazioni, per i quali
ringrazio di cuore tutti.

Credo nel web, nella collaborazione tra comunita’ virtuali di
ricercatori-interessati-e ?.
Credo che il problema di organizzare e raccapezzarsi nella marea di
informazione che ci invade sia ogni giorno piu’ pressante, quindi da
affrontare insieme, senza competitivita’ o gelosie di sorta.
(Scusate il romanticismo...)

Per quello, offro un riassunto delle indicazioni ricevute, sperando che
possano essere utili ad altri e sperando anche che qualcuno possa
correggere, arricchire e razionalizzare un'esposizione di risultati
sicuramente incompleta e maldestra, con dati estremamente disomogenei e non
si sa bene quanto rappresentativi. Del resto, come potrebbe essere
altrimenti? Ci mettero’ un mese solo a "dare un'occhiata" a tutti questi
siti, senza contare che i libri non sono reperibili in tempo utile per la
presentazione della tesi e che i programmi commerciali hanno un costo il cui
unico riscontro sarebbe quello di formare un'esperienza di base -
ciononostante dovrebbero essere presi in considerazione!

Sapendo che una fredda serie di links e’ praticamente inutile perche’ il
tempo per esplorarli e’ prezioso, ho lasciato, dove mi sono stati forniti, i
"commenti" ai siti-testi consigliati. (li ho fatti precedere da ... per
indicare che sono frammenti riportati)

Spero che gli autori non se ne abbiano a male. Se cosi’ fosse vi prego di
indicarmelo.

Un riconoscimento caldo, democratico ed imparziale a tutti coloro che mi
hanno risposto:

Renata Carloni
Lien Goedeme’
Rita Grassato
Morena Terraschi
Stefano Rapisarda
Anna Rita Tamponi
Catherine Camugli-Gallardo
Linda Giannini
Alessandro Rabbone
Piero Nicolafrancesco
Antonio Manno
Claudio
Francesco Caviglia
Marina Di Stefano Cocuzza



Ho diviso le indicazioni in tre tipi:

>>>>>PROGRAMMI DI DIDATTICA MULTIMEDIALE E GIOCO DI RUOLO
>>>>>BIBLIO E WEBLIOGRAFIA TEORICA
>>>>>ALTRO
Infine, un articolo che riporto per esteso (in inglese) che mi sembra
rappresentativo per quanto riguarda questo problema.



Davide Martini
di
Federica e Davide
Simon&Martini
simonemartini@...
http://groups.yahoo.com/group/simonemartini


>>>>>PROGRAMMI DI DIDATTICA MULTIMEDIALE E GIOCO DI RUOLO:

· MURDER PARTY (COMUNITA’ DI APPASSIONATI AL "WHODUNIT" IN MOLTEPLICI FORME,
SIA IN RETE CHE DAL VIVO)
http://mysite.ciaoweb.it/farfui/
Dalla pagina personale di Remo Chiosso si accede a un mondo basato sui
giochi di ruolo, perlopiu’ stile "whodunit". Vi si trovano anche "demo", che
ho utilizzato con successo per la lezione di lingua, per esempio:
http://www.murderparty.it/Filo_ra/introduz.htm
L'equipe di Murder Party collabora con me nella produzione di giochi di
ruolo di diverso tipo da applicare alla didattica della lingua.

· ITALIA 2000
http://www.italia-2000.org/english.htlm
http://www.italia2000.aber.ac.uk
C'e` anche un sito Web per il CDRom che abbiamo prodotto:
http://canto.mml.cam.ac.uk/ital2000/CD/
...Per dei riferimenti didattici piu` precisi sull'uso di questi materiali
dovresti consultare l'introduzione all'eserciziario, che fa parte di un
pacchetto multimediale, edito dalla Giunti Multimedia di Milano.

· GIOCO DIDATTICO INTERATTIVO: "Who is Oscar Lake?"
http://www.multilingualbooks.com/oscar.html
, distribuito in Italia da Mondadori.
...e’ un gioco interattivo che prevede che l'utente si muova in un mondo
virtuale nel quale per sopravvivere deve interagire con dei personaggi
virtuali usando un inglese adatto alla situazione. L'utente decide la
propria risposta alle varie domande che i personaggi gli rivolgono
scegliendo tra due opzioni, entrambe corrette, ma che portano la
conversazione su due strade diverse.
...le attivita’ di dialogo mi sembrano occupare uno spazio troppo limitato,
molto tempo invece lo si trascorre con il mouse a cercare di trovare la via
giusta, e spesso si compiono le stesse azioni piu’ volte con un'enorme
perdita di tempo.

· 3D ACTIVE WORLD (AMBIENTE VIRTUALE IN RETE)
Ho utilizzato con bambini della scuola dell'infanzia (3-4-5) il gioco di
ruolo in una chat 3D (active worlds).
http://progetti.webscuola.tin.it/multilab/lati07/nir99.html
http://progetti.webscuola.tin.it/multilab/lati07/99_00_virtual.htm
http://www.mediamente.rai.it/mediamentetv/mmquotidiano/mediascuola/docs/0205
00.asp

· LITTLE ITALY (AMBIENTE VIRTUALE IN RETE)
http://little.usr.dsi.unimi.it
...Per la mia tesi di laurea ho condotto una ricerca su un MOO Italiano
(Little Italy)
...Con delle attivita’ dentro il MOO, abbiamo sperimentato come puo' essere
interessante (e divertente) imparare la lingua e migliorare le abilita’
comunicative dentro una comunita’ virtuale. Ho lavorato con studenti
universitari, cioe' piu o meno adulti :-).

· ROLEPLAY ONLINE ...
http://webscuola.it/aulaperta/archivio/labo99_00/laboratori/lab_ws/prenota/1
bim_3001/index.shtml
e
http://webscuola.it/aulaperta/archivio/labo00_01/laboratori/lab_ws/prenota/1
bim00_astolfo/astolfo.shtml

· LUMEN ET UMBRA (AMBIENTE VIRTUALE IN RETE NON FINALIZZATO ALLE LINGUE)
http://www.teta.it/software/leu.html
Uno dei tanti esempi. Da quello che ho capito e’ praticamente in disuso, ma
ancora giocabile.

· DALILA 2 (AMBIENTE VIRTUALE IN RETE NON FINALIZZATO ALLE LINGUE)
http://dalila.shopitaly.net/
Un po' piu’ moderno del precedente. Il problema di questi ambienti virtuali
e’ la complicazione che implicano: imparare a giocare, imparare a muoversi,
capire l'ambiente e le regole, usare gli stumenti informatici...

· EURO TALK INTERACTIVE (CDRom con programma interattivo per l'apprendimento
delle lingue)
...Ti segnalo, ma sicuramente la conosci gia’, la serie EuroTalk Interactive
che e’ un prodotto multimediale indirizzato agli adulti, e ha una eccellente
sezione ludica di "Test your knowledge". Io possiedo il CD-ROM Learn Arabic
e funziona abbastanza bene per quanto riguarda l'acquisizione di un lessico
di base limitato (circa 300 parole). Piu’ in la’ non si va (non c'e’
morfosintassi, neanche elementare), ma i giochi sono didatticamente efficaci
e pure divertenti, anzi divertentissimi. Pur essendo progettato per adulti,
direi anche che ha una notevole presa sui bambini (ad esempio il gioco di
Frankenstein con i nomi delle parti del corpo). Mio figlio che ha 6 anni lo
ha sperimentato con molto entusiasmo.

· IPERBOLARIO WEB (Programmi)
http://www.lynxlab.com
...Collaboro con Lynx, un editore elettronico che si occupa di didattica
attraverso l'utilizzo delle nuove tecnologie. Le scrivo per segnalarle uno
dei nostri titoli: Iperbolario dedicato alla didattica della lingua e di cui
esistono due versioni la Junior e la Web.
Con Iperbolario Junior si possono costruire dei vocabolari digitali
inserendo i lemmi e le definizioni, associardoli a immagini, suoni o video,
collegando i lemmi e gli iperbolari tra loro.
Con Iperbolario WEB e' possibile costruire un dizionario a partire da un
testo, e quindi consultarlo e implementarlo durante le successive letture.
Inoltre consente l'epsortazione in HTML e il salvataggio in formato
eseguibile. In particolare di Iperbolario WEB trova: esempi di quaderni e
dizionari, materiali vari, documentazione e la versione trial del software.

· KID (Programma)
http://www.lynxlab.com/scuola/kid/index.php
...Le vorrei inoltre segnalare il nostro progetto per le scuole KID -
dizionario interculturale per ragazzi. Con KID e' possibile scrivere
racconti, creare dizionari e indovinare parole straniere giocando
direttamente on line. L'idea di fondo e' di consentire ai ragazzi italiani
di conoscere culture e paesi differenti attraverso le storie e i vocabolari
multimediali realizzati dagli alunni stranieri delle scuole elementari e
medie inferiori.
http://www.lynxlab.com
http://www.onlynx.it
http://wonderpark.com
http://www.lynxlab.com/stroccofillo

· SITO SCUOLAIDEA E RIFERIMENTI (Pagine di Link)
Sul sito SCUOLAIDEA ci sono due collegamenti attinenti al tema che mi
interessa che fanno riferimento allo stesso URL. Sono questi
Didattika: idee per una didattica multimediale
DIDATTICA MULTIMEDIALE: esperienze, corsi e materiale
e l'URL e’:
http://digilander.iol.it/didattika/index.htm

· LINKS:
http://web.arts.ubc.ca/italian/giochi.htm
Non ancora esplorata, una pagina con links a giochi in italiano.

· LINKS:
http://digilander.iol.it/ilbardo/linkfant.htm
Una pagina, non ancora esplorata, con links a giochi di ruolo e fantasy.

· LINKS ANCHE A GIOCHI DA GIOCARE E RIFERIMENTO ALL'EDUTAINMENT
http://www.gruppoentasis.com/iperteca
...e' vecchiotto, ma troverai, nella sezione edutainment, anche parecchi
link a siti di giochi da giocare...

· GIOCHI ON LINE, IN COSTRUZIONE
http://www.trovarsinrete.org
...su questo sto costruendo proprio un repertorio di giochi on line, ma e'
ancora da fare

· Naturalmente esistono moltissime case produttrici di software educativo, e
probabilmente tutte avranno prodotti interessanti. Per non contare cio' che
si e' fatto per quanto riguarda altre lingue...

Per fare un'esempio, la

· DIDA-EL
http://www.didael.it/sito/indexf.htm

· STRANIERE... PER ESEMPIO LANGUAGE ADVENTURE
http://www.magictheatre.com/la-products.htm


· ALTRI COLLEGAMENTI A SITI DI INTERESSE (non meglio identificati, per
adesso!)
http://www.sil.org/lingualinks/LingTool.html


>>>>>BIBLIO E WEBLIOGRAFIA TEORICA:

· PAGINA DI LINKS:
Per il software didattico un buon punto di partenza e’ la Biblioteca del
Software Didattico (BSD), consultAbile on-line all'indirizzo
http://sd2.itd.ge.cnr.it/main.htm

· ANTOLOGIA DI BRANI D'AUTORE SU PEDAGOGIA E IPERMEDIALITA’
...che si trova in ARTs, al seguente indirizzo:
http://members.tripod.com/artsnet/antologia/0summary.htm

· DISCUSSIONE SUI GIOCHI DI RUOLO IN RETE
Qui
http://www.educational.rai.it/corsiformazione/multimediascuola/lezione08/vid
eo/index.htm
puoi trovare una puntata di Multimediascuola dove, con alcuni colleghi,
affrontiamo proprio il tema dei giochi di ruolo.

· ARTICOLO SUGLI AMBIENTI VIRTUALI IN RETE
http://space.tin.it/giochi/andsampi/generale.html

· INDICAZIONI BIBLIOGRAFICHE (TEORIA)
...Una brevissima, ma recentissima bibliografia italiana (leggendo poi la
bibliografia di uno solo di questi libri potrai trovare riferimenti a testi
meno recenti)
R. Maragliano, Esseri Multimediali, La nuova Italia, 1996
C. Infante (a cura di), Educare online, Italian Press Multimedia, 1998
R. Maragliano, Nuovo Manuale di didattica multimediale, Laterza, 1998
F. Antinucci, Computer per un figlio, Laterza, 1999
C. Infante, Imparare giocando, Bollati Boringhieri, 2000
D. Parisi, Scuol@.it, Mondadori, 2000

· LA VITA SULLO SCHERMO (BIBLIOGRAFIA SU MUD)
...Sui giochi di ruolo online e sui MUD un ottimo libro da cui non si puo'
prescindere e'
S. Turkle, La vita sullo schermo, Apogeo, 1997

· RIFLESSIONE SUI GIOCHI DI RUOLO IN FRANCESE
...C'e’ stata una riflessione sui "jeux de roles" per l'apprendimento di una
lingua straniera nell'ottima  rivista "le français dans le monde" (editore
Hachette, Parigi) da J.M. Care’ nel n° 176 pp.38-42 ; pp.75-78.

· SEMPRE IN FRANCESE, LIBRO CON LA DESCRIZIONE DI UN PERCORSO CONCRETO
...Sempre negli anni '80,
Francis Debyser "L'immeuble", Hachette 1986 ISBN 2.01.008728.3
= canovaccio per una classe che decide di abitare a.. Parigi in un
condominio, sceglie identita’, professione, ecc.
...La presentazione anteriore nel n° 156 della rivista gia’ citata "le
français dans le monde" e’, a mio parere, piu’ ricca di stimoli. E'
un'esperienza che ho fatta due volte col francese in Italia con adulti e che
ho trasferita in italiano con una classe di adolescenti. Richiede molto
lavoro per la ricerca di materiale autentico ma vale la pena. E'
un'esperimento che consiglio a tutti.
...nello stesso periodo era uscito una cosa analoga con un titolo
(approssimativo) "l'isola".

· LIBRO: LINGUE STRANIERE E MULTIMEDIALITA’
...In seguito alla vostra richiesta mi permetto di segnalare un libro uscito
da poco su "Lingue Straniere e Multimedialita’. Nuovi Scenari Educativi" ,
casa ed. Liguori, Napoli, Genn.2001, autori Anna Rita Tamponi-Enrica
Flamini).
...Nel libro cerchiamo proprio di analizzare la "ratio" teorica che sostiene
un uso attivo e creativo delle tecnologie informatiche. Quindi vi sono parti
diciamo teoriche, parti legate ad esperienze non solo italiane (vedi
Multilab) e parti che sviluppano applicazioni di vari tipi di prodotti
informatici, sempre con la prospettiva glottodidattica. Una di queste e’
dedicata ai giochi, anche se non in modo molto esteso.

· BIBLIOGRAFIA:

C. Haynes (ed.), J. R. Holmevik (ed.), High Wired: On the design, Use and
Theory of Educational MOOs, Ann Arbor, University of Michigan Press 1998

S.Turkle, Life on the screen. Identity in the age of the Internet,
Touchstone Books, London 1996

S. Turkle, La vita sullo schermo. Nuove identita’ e relazioni sociali nell’
epoca di Internet, trad.a cura di Bernardo Parrella, Apogeo, Milano 1997

M. Warschauer, R. Kern, Network based language teaching: concepts and
practice, Cambridge University Press, Cambridge 2000

M. Warschauer(ed), Virtual Connections, University of Hawaii, Manoa 1996

R. P. Donaldson, M. Kötter, "Language Learning in Cyberspace: Teleporting
the Classroom into the Target Culture", CALICO Journal 16(4) 1999, pp.
531-557

M.V. Noblia, "Conversacio’n y comunidad: las chats en la comunidad virtual",
Discurso y societad  2 (1) 2000, pp 77-99

S. Peyronel, L. Goedeme, "Un ambiente virtuale per l'apprendimento
dell'italiano come seconda lingua", Quaderni della sezione di Glottologia e
Linguistica. Dipartimento di Studi medievali e moderni, Universita’ degli
Studi "G. D’Annunzio" di Chieti. 2000 Numero 12.

B. Sanchez, "MOOving to a new frontier in language learning", M. Warschauer,
Telecollaboration in foreign language learning, University of Hawaii Press,
Honolulu 1996

· WEBLIOGRAFIA:

F. Antinucci, “Con il computer nelle scuole simulando (e giocando) s'impara”
, Tele’ma 16 1999
http://baldo.fub.it/telema/TELEMA16/Antinu16.html

E. Berthoud, “Virtual Education Environment : the case of EON”, s.d.
http://tecfa.unige.ch/~berthoud/staf14/eon_overview.html

A. Bruckman, M. Resnick, “The MediaMOO project: Constructionism and
professional community”, 1995
ftp://ftp.media.mit.edu/pub/asb/papers/convergence.txt

J. Chalmers, “Virtual education”, s.d.
http://www.musenet.org/~bkort/EdMud.html

P. Curtis, “Mudding, social phenomena in text-based virtual realities”, s.d.
http://www.www-marketing.com/virtuelle_gemeinschaft/text/curtis.n01.txt

P. Curtis – D. A. Nichols, “MUDs grow up: social virtual reality in the real
world”, 1993
solix.wiso.uni-koeln.de/etext/text/curtis.93.txt

The Daedalus Group, Inc., “MOO teacher’s tip sheet”, 1995
http://www.daedalus.com/net/MOOTIPS.html

T. L. Fanderclai, “MUDs in education: new environments, new pedagogies”,
Computer-Mediated Communication Magazine 2(1) 1995, p.8
http://sunsite.unc.edu/cmc/mag/1995/jan/fanderclai.html

T. L. Fanderclai, “Like Magic, Only Real”, L. Cherny (ed.) & E. R. Weise
(ed.), Wired Woman: Gender and New Realitites in Cyberspace, Seal Press,
1996
http://web.nwe.ufl.edu/~tari/magic.html

N. Germundson, “The social and educational aspects of MUD’s”, 1994
http://www.oise.on.ca/~jnolan/muds/about_muds/mud.paper

C. Haynes, “Inside the teaching machine: actual feminism and (virtual)
pedagogy”, EJournal Home Page 2(1) 1996
http://www.cwrl.utexas.edu/~cwrl/v2n1/haynes/

C. Haynes, “Welcome to Lingua MOO, an academic virtual community”,1995
http://wwwpub.utdallas.edu/~cynthiah/start.html

C. Haynes, J. R. Holmevik, “Synchrony/CITY: online collaboration, research
and testing in MOO space”, 1995
http://lingua.utdallas.edu/archive.html

J. R. Holmevik, (Bitstream), D. Wilkes-Gibbs, (Sky), C. Haynes-Burton (Cyn),
“Text-based Virtual Reality : What is it and how is it being used?”
Conference held at Meridian on 11 October, 1994.
http://wwwpub.utdallas.edu/cynthiah/lingua_archive/meridian-moo-seminar.txt
, raggiungibile da
http://lingua.utdallas.edu/archive.html

S.-K. Kim, N. Miyamoto, L. Meng-Chun, D. H. Kim, “Virtual Reality in
Education”, s.d.
http://deil.lang.uiuc.edu/class.Pages/rw2g/virtual.html

E. Mercer, “Webbed Ed MOO Systems”, 1996
http:// www.cyberstation.net/hf/rtic/moo/survey.htm

N. Rigole, “Virtual Reality: What VRML has to offer distance education”,
1996
http://www.mindspring.com/~rigole/vr.htm

D. K. Schneider, “Learning by Immersion at EON”, 1996
http://tecfa.unige.ch/moo/book1/node37.html

D. K. Schneider, “MOO Learning Environments”, 1996
http://tecfa.unige.ch/moo/book1/node32.html

S. Turkle, “La simulazione e’ seducente ma, se non la capisci, inganna”,
Tele’ma 12 1998
http://baldo.fub.it/telema/TELEMA12/telema12.html

J. Turner, “Using Text-Based Virtual Reality in the Classroom - A Narrative”
, 1995
http://elicos.qut.edu.au/moo/mpaper.html

“Why use a MOO for education?”, Virtual Online University, VOUInternational,
1998
http://www.athena.edu/campus/whymoo.html


· LINKS:
http://www.gruppoentasis.com/iperteca
...e' vecchiotto, ma troverai, nella sezione edutainment, anche parecchi
link a siti di giochi da giocare...




>>>>>ALTRO:

· RECENSIONI DI SOFTWARE EDUCATIVO:
http://www.bdp.it/scuoleinrete29to/rete/recensioni/recensi.htm
...ci sono un po' di recensioni di software educativo (edutainment, alcuni
sono proprio giochi) per bambini piccoli.

· RECENSIONI
...Su qualche numero della rivista Computer Idea della Jackson Libri c'era
una recensione comparata di vari programmi per l'apprendimento delle lingue.
Sul n. 12 della stessa rivista c'era la recensione di Talk to me espanol,
sul n. 20 c'era Tell Me More, sul 17 c'era Business English.

· RECENSIONI DA ELLEDUE
http://members.xoom.it/_XOOM/elledue/pagine_progetti_materiali/analisi_progr
ammi/analisi_programmi.htm

· ALTRI SITI CON RECENSIONI
http://sd2.itd.ge.cnr.it/
http://nts.lll.hawaii.edu/flmedia/languages/italian.html

· CONFERENZA:
Amsterdam
     9 February 2001
     DIP Colloquium
     Luc Steels: "Evolution, Learning and Games"
SPEAKER: Luc Steels (Free University of Brussels)
PLACE:   Philosophy Department, MFR ground floor (a.k.a. Room 001)
DATE:    Friday February 9th, 2001
TIME:    15.00-17.00
Homepage:  http://www.illc.uva.nl/dip

· SCUOLA COLLEGATA CERCA...
Comunico (con gioia e soddisfazione) al NG che nel Liceo Malpighi di Roma e'
stata attivata la rete interna costituita da circa 20 macchine  con SOWin9*
e da un server con SO Linux che fornisce servizi locali di HTTP, FTP e
telnet (Mail e News per ora sono esterne).
La configurazione del server - anche se minimale - non ha dato grossi
problemi ed il tutto si sta rivelando veloce ed affidabile.
Il collegamento esterno al nostro provider e' realizzato mediante router e
linea ISDN.
Per ora sembra che vada tutto bene...
Siamo interessati a contattare scuole con esperienze simili.
Per informazioni o consigli potete rivolgervi a:
sysadmin@...
oppure a:
Piero |\|icolafrancesco
mc9519@...


· INFINE, UN ARTICOLO :

Game-Based E-Learning Gets Real By Davis Klaila
Want to unlock the mystery of effective e-learning? Think design. And fun!

Trainers, facilitators, e-learning designers, and others engaged in
knowledge development could take a lesson from the computer games industry.
Gaming shows us that long, traditionally tedious, and difficult tasks can be
engaging and fun when they're part of a good story.

There's no question that--when harnessed effectively--e-learning can be a
faster, more cost-effective way to provide consistent information to people
wherever they are and whenever they need it. The challenge is to strike a
balance between cost-effectiveness and an engaging learning experience.

Initially, cost has seemed to overshadow content. Most early e-learning
efforts have been adaptations of text-based training delivered
electronically. These types of programs represent the worst of all possible
alternatives--they deprive participants of interaction while reducing them
to reading "green screens" of scrolling text. These electronic textbooks
don't make use of the interactive power of electronic delivery, such as
video, sound, and simulations.

E-learning consumers should expect programs that incorporate the same
innovative tools and techniques used in the computer gaming industry--such
as graphics, interaction, and skill-building challenges--to deliver an
educational experience that's compelling, informative, and fun. The learning
experience should be designed with a clear story line and interactive
exercises that are engaging and relevant to course objectives. Ideally,
computer game and other e-learning experiences should leave participants
free to make choices that directly impact the outcome.

For example, Riven is a complex and challenging commercial computer game
that offers puzzles to solve as you move through a series of locations to
complete a quest. The choices you make lead you to a variety of outcomes.
Each time you play, you learn, and ultimately master the game. Riven makes
full use of animation, sounds, and videoclips. The result is an experience
that draws you in completely. Should we expect any less from a business
e-learning program?
The next generation of e-learning has arrived; here are four ways you can
design e-learning with interaction and fun in mind.

Choose your own adventure. A strong story line is key to the success of
interactive e-learning. Working through a story or simulation gives
participants context for learning valuable lessons as they address business
challenges, resolve workplace issues, and move ahead in the marketplace.
It's the experience of working through the issues that remains with
learners, so they're better equipped to handle real-life situations.

For example, an e-learning program might establish the following scenario:
Your business is at a crossroads, and you must select a strategy that will
help differentiate it in the marketplace. The strategy you select will
suggest the investments you need, the employees you hire, and the customers
you pursue. As events unfold, you may rethink your strategy, suffer the
consequences of poor decisions, and reap the rewards of good decisions.
Despite the outcome, the story line provides common frames of reference for
all participants and can facilitate individual or group learning at any
scale.

Build in e-facilitation. In a classroom environment, a facilitator's role is
to guide participants through an event and maximize their experience. The
role of facilitation within an e-learning experience may vary, though. To
ensure that participants absorb as much practical experience as possible
from their e-learning investment, it's important to provide a means for
accessing guidance and obtaining feedback.

E-facilitation can be built into the experience as computer-generated
feedback or delivered live as a screen image or chat room. Ideally, an
e-learning program should offer tips and a debrief for general feedback,
live or video images for context, and online chat rooms for expert feedback.

The challenge of e-facilitation is to identify and anticipate common issues
and provide ways to address the uncommon. In e-learning, as in classroom
training, setting the stage is key to success. Once the story line is clear
and the stage is set, it's simpler to anticipate issues. For example, as a
participant encounters situations and makes decisions, the program can use
established guidelines to reward his or her actions. These well-planned
computer prompts help keep participants focused and move the learning
process along.

Drive home value with feedback. Though it's important to build facilitation
into the e-learning--through tips, periodic debriefs, and the like--direct,
person-to-person feedback provides the final link that ensures success.
Through live interaction, a facilitator can provide closure by wrapping up
the experience, responding to open issues, and beginning the process of
transferring lessons learned to real-world situations.

To drive home lessons learned, you may want to provide participants with a
written review or ask them to forward questions to experts who can address
work issues. A collective group summary with a live facilitator may also be
helpful. In addition, a participant's manager may debrief and transfer
actions to day-to-day workplace situations.

When possible, it's best to adapt facilitation to meet the goals of the
learning experience. For the most part, offering email and chat lines that
address specific issues--combined with opportunities to debrief with a
manager--is optimal.

Keep the conversation going, e-style. Conversation draws people into
learning. When they interact, learners can help each other work through
simulations, games, and other interactive exercises and transfer what
they've learned to the workplace.

E-learning can be especially effective when conducted as a team exercise.
When two to four learners gather around a computer, they can discuss
strategies and interact in much the same way as in a classroom. When that's
not possible, it's important to incorporate other types of learner
interaction throughout the experience. This is where e-learning developers
should take a page from the gamers book.

For example, advanced computer games often use chat functions in both their
individual and team programs. Players can email questions and encourage one
another. They can also use email, chat rooms, and Web postings to pick up
tips, review strategies, and discuss outcomes. All of these tactics work
well in a business e-learning environment, too.

Adding interactive exercises into a learning program encourages discussion.
Once a participant makes a decision--selects a strategy, bids for or
releases a customer or employee, and so on--there should be an opportunity
to discuss the ramifications. And these consequences stimulate discussions
that start as, "I was doing fine until my largest customer decided to bring
the work in-house. So how do I hold on to the employees who were assigned to
that account?"

A strong story line also encourages discussion. You can gauge how well
participants are learning by noticing the game-specific vocabulary in online
chats and day-to-day conversation.

Participant interaction is important. The buzz around a learning experience
facilitates learning transfer. It's part of what differentiates traditional
teaching from true learning. It's active instead of static, and the outcome
lasts longer than the time it takes to read a textbook or attend a seminar.

E-learning, not e-boring. Let's face it, the structure of business
relationships is fluid today. Multidisciplinary work teams, distributed work
teams, and project-related work groups all demand rapid learning delivered
on site and just-in-time.

While debating the relative merits of e-learning versus traditional
classroom learning may make for a lively discussion, most arguments miss the
point. Online learning, like voice response systems, ATMs, and other
electronic self-service tools, is here to stay. The debate focus should be
how to make the most of new technologies to design e-learning tools that are
engaging and effective.

You can do this by paying attention to the design details. Incorporate
enough fun and excitement into learning so that a participant will want to
share it with colleagues. And you must make the most of technology to
deliver content in a way that encourages interaction. Posting 500 PowerPoint
slides on a Website is not e-learning; it's e-boring.

As you consider developing e-learning tools for your organization's learning
repertoire, explore the world of gaming and entertainment Websites and note
how they harness technology to engage and deliver.

Once you begin looking at e-learning as its own experience rather than
comparing it to classroom learning, the need for facilitation and
participation becomes obvious. And making e-learning effective is no longer
a mystery.

David Klaila is managing director of Celemi Learning Business. Contact him
at celemi@....

#229 Da: enrico.hell@...
Data: Dom 11 Feb 2001 9:08 pm
Oggetto: Re: Ricerca-azione.
enrico.hell@...
Invia email Invia email
 
--- In dw-lingue@y..., s.averna@i... wrote:
> Qualcuno dei 65 fomatori può dirci se ha già fatto il primo
> corso previsto? Risulta a qualcuno che sia stato dato un
orientamento
> di lavoro  specifico ai 65, cioè lavorare prevalentemente per il
> biennio?
> Saluti.
> Salv

++++++++++++++++++++++++++++

Elisabetta Burchietti
elibur@...
comunica a tale proposito che i corsi possono iniziare solo dopo il
15 febbraio ultimo giorno utile per i Provveditorati per comunicare
al MPI i nominativi dei docenti ammessi ai corsi. La scelta del tipo
di corso dipende dai formatori stessi, cioé se un formatore si sente
in grado di tenere un corso per biennio e triennio insieme può farlo.
Allo stesso tempo, dipende anche dai docenti che verranno
selezionati.

#230 Da: "nella panzarasa" <n.panzarasa@...>
Data: Lun 12 Feb 2001 5:24 am
Oggetto: R: proposta Vertecchi
n.panzarasa@...
Invia email Invia email
 
Ben detto! e mi pare che i curriculi di lingua ci diano una mano a
frenare.... l'imperialismo anglofono: si parla di 1° e 2° lingua straniera
senza nominare mai l'inglese. Una grande passo avanti, non ti pare?
Nella
-----Messaggio originale-----
Da: Renato Corsetti <corsetti@...>
A: dw-lingue@yahoogroups.com <dw-lingue@yahoogroups.com>
Data: domenica 11 febbraio 2001 18.32
Oggetto: [dw-lingue] proposta Vertecchi


>Nella:
>
>> mi aiuti a capire la propsta di Vertecchi che ti fatto cos contento? a me
>> pare semplicemente una ..constatazione di fatto: dobbiamo accontentarci
>di
>> questo o mi sfugge qualche pezzo della storia?
>
>Veramente io l'avevo capita cosi':
>
>* esistono tanti bambini albanesi (e non solo) nelle scuole italiane;
>
>* cerchiamo di insegnare a loro ed ai loro compagni italiani la lingua e la
>cultura albanese;
>
>* cosi' otterremo due risultati: un maggiore rispetto di se' da parte degli
>albanesi ed un minore razzismo da parte degli italiani.
>
>Mi sembra una proposta che cerca di far leva su una situazione di fatto e
>cerca di restituire un po' di dignita' anche a culture diverse da quella
>imperiale americana, che al momento sembra essere l'unica alla quale tutti
>vogliamo assimilarci.
>
>Ciao
>
>Renato
>
>
>
>
>il web digest della mailing list dw-lingue al sito:
>http://www.egroups.com/files/digest-lingue/digest/dw-lingue.htm
>
>Moderatore: Enrico Hell (enricohl@...)
>
>

#231 Da: "Nino" <nino@...>
Data: Lun 12 Feb 2001 9:16 pm
Oggetto: R: proposta Vertecchi
nino@...
Invia email Invia email
 
Forse mi sbaglio, ma mi sembra che la 1a lingua DEVE essere l'inglese...
Ciao,
Nino

===============================
onin@... (onin=>nino)
onin@...

http://www.vessella.it (italiano, esperanto, kiswahili, english)
http://www.vessella.net

-----Messaggio Originale-----
Da: "nella panzarasa" <n.panzarasa@...>
A: <dw-lingue@yahoogroups.com>
Data invio: lunedì 12 febbraio 2001 6.24
Oggetto: R: [dw-lingue] proposta Vertecchi


> Ben detto! e mi pare che i curriculi di lingua ci diano una mano a
> frenare.... l'imperialismo anglofono: si parla di 1° e 2° lingua straniera
> senza nominare mai l'inglese. Una grande passo avanti, non ti pare?
> Nella

#232 Da: "nella panzarasa" <n.panzarasa@...>
Data: Lun 12 Feb 2001 10:36 pm
Oggetto: R: proposta Vertecchi
n.panzarasa@...
Invia email Invia email
 
credo proprio di si!
Nella

-----Messaggio originale-----
Da: Nino <nino@...>

>Forse mi sbaglio, ma mi sembra che la 1a lingua DEVE essere l'inglese...
>Ciao,
>Nino

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