PACE CON LA TERRA, SPAZIO ALLA VITA
In occasione della presentazione di IN DIALOGO CON LA TERRA, nell’ambito del
quinto Salone della Editoria della Pace, che si svolge a Venezia dal 22 al 24
Ottobre, alla Scuola Grande di San Rocco, sarà presente a Venezia uno degli
autori, Marko Pogacnik, di cui il curatore Maurizio Martinelli illustra nel
libro la collaborazione artistica con Sabine Lichtenfels e Dieter Duhm,
fondatori del “primo biotopo di guarigione” Tamera, in Portogallo.
SABATO 22 OTTOBRE 2005, dalle ore 16 alle 17,45 nella Sala TAFURI di Palazzo
BADOER (sede universitaria vicino alla Scuola Grande di San Giovanni
Evangelista), è previsto l’incontro con Marko Pogacnik sul tema TRASFORMAZIONE
PERSONALE PER UNA PACE CREATIVA.
L’incontro offre l’opportunità di iscriversi per la Domenica successiva a una
giornata di dialogo con la Terra per sintonizzarsi con la qualità originaria del
cuore di Venezia e collegarsi ad altre iniziative di pace nel mondo, in
particolare con il pellegrinaggio che Sabine Lichtenfels sta compiendo verso
Israele/Palestina.
Per chi vuole partecipare alla sola giornata di Domenica 23 Ottobre con Marko
Pogacnik l’appuntamento è alle ore 9,30 davanti alla Scuola Grande di San Rocco
e avrà termine intorno alle ore 19.
Ulteriori informazioni e iscrizioni: Maurizio Martinelli, tel. 348 8140449,
e.mail: ecovia@...
---------- Initial Header -----------
From : ecosolidale@yahoogroups.com
To : ecosolidale@yahoogroups.com
Cc :
Date : Sat, 20 Aug 2005 14:47:36 +0200
Subject : Re: [VES] un pellegrinaggio per l'umanizzazione dei soldi
> l'allegato non è arrivato. Forse potresti copiaincollarlo per scavalcare
> divieti
> ciao miri e gattapelata ass. cult.
>
> ----- Original Message -----
> From: <ecovia@...>
> To: "ecosolidale" <ecosolidale@yahoogroups.com>
> Sent: Saturday, August 20, 2005 12:26 PM
> Subject: [VES] un pellegrinaggio per l'umanizzazione dei soldi
>
>
> Ciao Fabrizio. In allegato mando a te e alla tua rete un comunicato che
> viene da Tamera, il villaggio di pace in Portogallo con cui sono in contatto
> da Tempo. So che molte cose andrebbero spiegate per comprendere tutto il
> senso di questa iniziativa, ma può essere un primo impulso... Ciao, a presto
> spero...
>
> ---------- Initial Header -----------
>
> From : ecosolidale@yahoogroups.com
> To : ecosolidale@yahoogroups.com
> Cc :
> Date : Sat, 20 Aug 2005 01:12:36 +0200
> Subject : R: [VES] conflitti: un consiglio per affrontarne uno
>
>
>
>
>
>
>
> >
> > Caro "abuonfiglio",
> > accolgo i tuoi punti e cerco di aggiungere altri elementi che potrebbero
> > essere utili ad altri in altre situazioni.
> >
> > a) Altri particolari
> > b)Teoria: Guerra o conflitto?
> > c) e il vostro consiglio?
> >
> >
> >
> > a) Altri particolari
> >
> > <<Di che si tratta? E perché?>>
> > Si tratta di un bene che era inutilizzabile. Siamo riusciti ad averlo in
> uso
> > con l'impegno di renderlo utilizzabile a nostre spese.
> > Lo abbiamo riparato e lo abbiamo fornito di tecnologie che lo hanno reso
> > ancora più utilizzabile.
> > La cifra improntata è stata maggiore di quanto stimato inizialmente e
> > sarebbe stata ammortizzata con l'utilizzo del bene per un periodo lungo di
> > diversi anni.
> > La nostra situazione familiare cambia. Ci rendiamo conto che questo bene
> non
> > soddisfa le nostre nuove esigenze.
> > Con calma incominciamo a prendere in considerazioni la possibilità di
> cedere
> > in uso il bene ad altri cercando il modo per rientrare di quanto
> improntato
> > sul bene. Spargiamo la voce di questa nostra disponibilità a prendere in
> > esame modalità per lasciare il bene.
> > Rispondono quasi immediatamente alcune persone interessate all'utilizzo
> del
> > bene.
> > Spieghiamo loro la situazione:
> > il bene è in comodato d'uso;
> > abbiamo speso dei soldi per renderlo utilizzabile;
> > per prendere in considerazione la eventualità di cederne l'uso ad altri
> > vorremmo rientrare delle spese improntate;
> > calcoliamo in modo forfetario quanto l'intervento sul bene ci è costato
> > escludendo da subito la manodopera ma lasciando il valore di acquisto
> delle
> > tecnologie e i materiali utilizzati;
> > la controparte ritiene la cifra stimata troppo elevata e fa una
> > controfferta da versare a rate;
> > la cifra è inferiore alle nostre aspettative, ci dispiace perdere dei
> soldi
> > ma, condizionati dall'interesse della controparte a partecipare al nostro
> > progetto di ecovillaggio, accettiamo la loro offerta e facciamo anche
> tutto
> > il possibile (stravolgendo i nostri piano familiari) per andare incontro
> > alle esigenze della controparte;
> >
> >
> >
> > << come l'accordo è stato impostato? L'oggetto dell'accordo?>>
> > L'accordo è tutto verbale basato sulla fiducia, abbiamo dato piena fiducia
> > pur non conoscendo la controparte;
> > Cediamo l'uso del bene prima ancora di farci dare una caparra o un
> anticipo;
> > la controparte prende possesso del bene senza aver versato niente ma solo
> > avendo promesso di versare la cifra pattuita a rate ma senza una scaletta
> > prestabilita.
> >
> > << che problemi si sono verificati nel tempo? >>
> > I giorni e le settimane passavano e noi "percepivamo" una certa tendenza,
> da
> > parte della controparte, a evitare l'aspetto economico.
> > Visto che questo aspetto non veniva sollevato dalla controparte ci siamo
> > armati di coraggio e abbiamo esplicitato quello che pensavamo: era il caso
> > di stabilire da quando e come la cifra pattuita ci sarebbe stata
> restituita.
> > Chiediamo alla controparte di farci una scaletta di date di come avrebbe
> > avuto piacere di restituire la cifra pattuita.
> > La controparte formula una scaletta di rate e noi accettiamo.
> > Ci vengono versate le prime rate ma poi la scaletta non viene più
> rispettata
> > senza nessun chiarimento, silenzio assoluto.
> > Ci armiamo nuovamente di coraggio e esplicitiamo questa scorrettezza. Ci
> > vengono fatte promesse per una nuova scaletta di versamenti sempre
> proposti
> > dalla controparte. Accettiamo la seconda nuova scaletta.
> >
> > << quali contestazioni? >>
> > Percepiamo da parte della controparte segnali di una certa crescente
> > freddezza nei nostri confronti.
> > Questa percezione la colleghiamo alle difficoltà riscontrate all'interno
> del
> > gruppo dell'ecovillaggio.
> > La freddezza aumenta, non ci vediamo quasi più se non per le rate e gli
> > incontri per il progetto di ecovillaggio.
> > La controparte esplicita la propria volontà ad uscire dal progetto
> > dell'ecovillaggio perché trova che nessuno si impegna quanto lei si
> > aspettava.
> > Considerato che con questa scelta ci saremmo visti SOLO ed esclusivamente
> > per le rate da pagare, ho esplicitato che avrei gradito se avessimo
> cercato
> > insieme un modo per accelerare i tempi per liberarmi dalle responsabilità
> > verso la proprietà del bene. Infatti il bene era ancora a nome nostro e la
> > proprietà era pienamente al corrente del cambio graduale che era in corso
> e
> > non lo ostacolava assolutamente.
> > Incominciamo a percepire che forse la freddezza dimostrata dalla
> controparte
> > non è legata al progetto di ecovillaggio ma al bene in questione.
> >
> > Ci sono altre persone che, in ritardo, manifestano interesse al bene.
> > Mi sembra una possibile soluzione da vagliare anche per la controparte che
> > ci sembra non soddisfatta dell'accordo preso con noi e della cifra da
> > pagare. Chiedo alla controparte se conferma l'interesse per il bene. La
> > informo che in caso contrario ci sarebbero altre persone che, se entrambi
> > volessimo, potrebbero subentrare nell'utilizzo del bene.
> >
> > Questa mia richiesta/sondaggio è la goccia che fa precipitare la
> situazione.
> > La controparte chiede di incontrarci ma pur dichiarando che le decisioni
> che
> > stava per dire erano causate dalla mia richiesta/sondaggio, esplicitava
> > anche la volontà a non voler ascoltare nessun chiarimento in merito ma di
> > voler solo comunicarci la propria decisione:
> > - conferma dell'interesse per il bene,
> > - decisione di non versarci più nessuna rata perché da informazioni
> > con suoi esperti non avrebbe potuto mai dimostrare la proprietà dei
> > materiali e delle tecnologie. Il proprietario del bene avrebbe potuto non
> > riconoscere come proprietà della controparte i beni e i materiali e
> avrebbe
> > anche potuto cambiare il contratto di comodato, come richiesto dalla
> > controparte, ma con una richiesta economica troppo esosa per la
> controparte
> > ;
> > - per tanto potevamo anche andare a recuperare materiali e
> tecnologie
> > perché la controparte non avrebbe rivendicato indietro neanche i soldi già
> > versati;
> >
> > La controparte non disse niente, anche in questa occasione, della
> congruità
> > o meno della cifra concordata.
> > In questa modalità di porsi in modo rivendicativo invece che
> collaborativo,
> > senza nessuna disponibilità al dialogo ed all'ascolto riusciamo a stento
> a
> > comunicare alla controparte dell'impegno che ci prendevamo per fare il
> > possibile per dare alla controparte le garanzie richieste: che il
> > proprietario dichiarasse che i materiali e le tecnologie non erano proprie
> > del proprietario; e quanto avrebbe chiesto nel nuovo contratto.
> >
> > Di questa situazione di tensione con la controparte non ne avevamo parlato
> > con nessuno se non con una persona che aveva dato chiari segni di essere
> al
> > corrente di tutta la situazione. Pensavamo non fosse opportuno spandere ai
> > quattro venti un conflitto che era fra di noi.
> >
> > Parlando con il proprietario del bene e poi con degli amici ci rendiamo
> > conto che la situazione del conflitto non è riservato alle parti in causa
> ma
> > è di dominio pubblico. E la cosa più grave è che scopriamo che la
> > controparte fa circolare ai quattro venti critiche pesanti sulla cifra
> > concordata con noi portando preventivi (poi risultati falsi) e valutazioni
> > sulla nostra moralità e il tentativo di approfittare di loro. Questo senza
> > averne prima parlato assolutamente con noi.
> >
> > Il proprietario conferma che i materiali e le tecnologie non sono sue e
> > sappiamo che lo ha confermato anche alla controparte in un incontro
> privato.
> > Rassicura anche che la cifra che chiederà sarà il minimo calcolato dai
> > parametri relativi.
> >
> > Chiediamo di incontrarci con la controparte per parlare della situazione.
> > Per l'incontro prepariamo una documentazione di fatture, foto, appunti che
> > giustificano la cifra richiesta. Ma ripeto mai prima di quel momento era
> > stata messa in dubbio e mai era stato chiesto un giustificativo o fatta
> una
> > valutazione delle singole voci.
> >
> > L'incontro va malissimo. La controparte si ripresenta con un atteggiamento
> > ancora più aggressivo e non disponibile al dialogo. Anche questa volta non
> > lascia spazio all'incontro ma "urla" le proprie condizioni peggiorative:
> <<.
> > continuerò ad utilizzare il bene ma non darò altri soldi e se vi
> riprendete
> > i vostri materiali e tecnologie prima dovete ridarmi in mano tutto il
> danaro
> > che vi ho già dato >>. Smentisce cosa dette da lei stessa, prende degli
> > accordi verbali solo quello che le fa comodo.
> > La nostra documentazione viene ignorata ed in effetti l'argomento è
> evitato
> > dalla controparte anche questa volta.
> >
> > E' chiara la dichiarazione di guerra nei nostri confronti. E' chiaro
> > l'utilizzo di argomenti pretestuosi per alzare un polverone e coprire
> tutta
> > la situazione di una nebbia e renderla incomprensibile.
> >
> > Sono queste le situazioni in cui bisogna avere la forza di resistere e non
> > scendere in guerra anche se ti è stata dichiarata. Questo è quello che
> > abbiamo cercato di imparare in questi anni. Questa, la non violenza,
> l'unica
> > vera arma per non farsi del male e per contribuire ad un mondo migliore.
> > Sono contento che il percorso fatto in questi anni ha avuto un suo effetto
> > nelle mie azioni. Dopo un primo momento di smarrimento e una deriva
> > ipotetica verso le reazioni più disparate abbiamo capito che l'unica
> > soluzione vera era quella di affidarsi alla "giustizia superiore". Le
> bugie
> > hanno le gambe corte. La violenza porta violenza. Qualcuno deve prendersi
> la
> > responsabilità di bloccare la potenziale escalation. Noi abbiamo deciso di
> > continuare ad agire a nostro modo invece di Reagire ad una provocazione.
> > Se qualcuno vuole derubarci lo faccia, non diremo grazie ma, finche
> > riusciremo a resistere non reagiremo rubando o macchiandoci di crimini
> > simili o peggiori di quelli subiti.
> >
> > Di conseguenza a questo incontro la mia email alla lista.
> >
> >
> >
> >
> > b)Teoria: Guerra o conflitto?
> >
> > Come sai condivido: << .. i conflitti fanno parte della normalità nella
> > interazione fra persone .. anzi è "terapeutico" farli emergere..
> comunque
> > non devono essere subiti.>>
> > Questo consapevolezza a me sembra un punto cruciale se si vuole tentare
> > convivenze fra "pari" senza gerarchie di potere.
> > Quando si "percepisce" un comportamento altrui come un attacco, una
> > violenza, una provocazione, un insulto, una offesa che ci ferisce, si
> hanno
> > due strade principali che si possono percorrere:
> > 1) Dichiarare una guerra a colui che abbiamo percepito come nemico e
> > rincarare la dose con risposte e comportamenti a "tono".
> > 2) Prendere spunto da quanto percepito per lavorare prima su se stessi
> > chiedendosi "perché un comportamento ci ferisce" (spesso serve a farci
> > scoprire nostri punti deboli); "cosa avrei potuto/potrei fare per non
> starci
> > male" e poi, fare in modo di esplicitare a colui che ci ferisce quanto da
> > noi percepito facendo estrema attenzione a non ferirlo e distinguendo il
> > "comportamento" dalla "persona".
> >
> > La prima strada della guerra si baserebbe sulla presunzione di essere noi
> > nel giusto e di avere già capito tutto di quanto è accaduto ed è
> supportata
> > dall'istinto animale di difendersi attaccando. Ma la guerra porta a
> > degenerare la situazione, a far aumentare la violenza, ad ignorare il
> > rispetto dell'altro. Solitamente o nessuno esce vincitore o comunque è il
> > più "cattivo" o spregiudicato o semplicemente il più forte ad avere
> > maggiori possibilità di sopraffare l'altro pur riportando lui stesso
> perdite
> > e ferite gravi. Quindi non porta a soluzioni eque. Non serve a migliorare
> le
> > relazioni. Non aiuta a trovare modalità di convivenza costruttive e
> > pacifiche. Vedi le faide fra mafiosi, fra Isdraele e palestinesi ecc.
> >
> > La seconda strada partirebbe dal presupposto che quello che percepiamo non
> è
> > necessariamente la verità. E' solo quello che percepiamo NOI. Chi ci
> offende
> > può farlo senza nessuna intenzione volontaria, può non rendersi conto
> > totalmente di quello che percepiamo noi o anzi, per assurdo, agire con
> > l'intenzione di farci del bene. La seconda strada ci aiuterebbe a
> conoscere
> > meglio noi stessi, avere degli elementi in più per migliorarci e "curare"
> > vecchie ferite che scopriamo di avere.
> > Porta a migliorare le relazioni mantenendo il rispetto reciproco e creando
> > le condizioni perché entrambi le parti abbiamo l'occasione per contribuire
> > alla gestione verso una possibile soluzione del conflitto.
> >
> >
> >
> > c) e il vostro consiglio?
> >
> > Con la mia email chiedevo un feedback su come avreste reagito voi. Se
> avete
> > delle idee per favore ditemelo.
> > Io ho colto l'occasione per lavorare su di me e chiedermi delle cose.
> > Ho evidenziato dei punti deboli e dei punti di forza.
> > Ho evidenziato dei comportamenti che avrei potuto tenere diversamente e
> > avrei potuto contribuire a smorzare un po' la situazione. Ma ho capito
> anche
> > che non posso e non devo prendermi la responsabilità di tutto quello che
> > succede intorno a me. Anche gli altri attori coinvolti hanno la loro
> grande
> > fetta di responsabilità altrimenti peccherei di sopravvalutazione del mio
> > potere di influenza.
> > Ho capito che non è possibile non avere fiducia. Si tratta solo di quanta
> > darne. Ma un mondo migliore ha bisogno della fiducia reciproca. Ma quando
> si
> > dà fiducia si rischia di essere delusi.
> > Ogni volta che usciamo di casa diamo fiducia agli altri. Se non lo
> facessimo
> > non potremmo vivere.
> > Quando scendiamo in strada abbiamo fiducia che il prossimo tenga la sua
> mano
> > e non ci venga contro con l'automobile. Se ci venisse contro rimarremmo
> > molto delusi e alterati. Imprecheremmo contro l'autista spericolato. Gli
> > augureremmo le peggiori cose. Ma non possiamo sapere cosa passa per la
> testa
> > di quell'autista che "percepiamo" spericolato. Forse avrà delle sue
> ragioni
> > per comportarsi così, forse avrà altre priorità da difendere, paure da cui
> > scappare, fantasmi da cui fuggire. Tante motivazioni per lui valide.
> > Questo non ci dovrebbe spingere a vendicarci o a punirlo. Per quanto
> > possibile dovremmo evitare reazioni / rappresaglie di guerra se ci stà a
> > cuore un mondo migliore.
> >
> > Comunque la prossima volta in una situazione simile farò un contratto
> > scritto e non darò la possibilità di dilazionare. Per i prestiti ci sono
> le
> > banche e i contratti verbali sono una tentazione troppo forte da NON
> > rispettare per chiunque abbia una qualsiasi situazione, appiglio, paura,
> > fantasma a cui aggrapparsi per non pagare. Solo con delle parole si
> > risparmiano un sacco di soldi. E' una tentazione troppo forte.
> >
> > Ciao
> > Saluti
> > Fabrizio
> >
> >
> >
> >
> >
> >
> > -----Messaggio originale-----
> > Da: ecosolidale@yahoogroups.com [mailto:ecosolidale@yahoogroups.com] Per
> > conto di abuonfiglio
> > Inviato: giovedì 11 agosto 2005 10.44
> > A: ecosolidale@yahoogroups.com
> > Oggetto: Re: [VES] conflitti: un consiglio per affrontarne uno
> >
> > Sono d'accordo con Fabrizio Santori sul fatto che non vuole aggiungere
> altri
> > elementi, ma il mio accordo è parziale, perché ritengo che Roberto ha
> > ragione di chiedere qualche notizia in più in funzione di futuri accordi
> > analoghi.
> > Io direi di che si tratta, cioè cosa e perché, non direi mai "chi": non
> > interessa, ed aggiungo, non deve interessare questo dettaglio.
> > Ma come l'accordo è stato impostato, anche se a parole (forma contrattuale
> > non più in uso tra gli italiani, perché le parole ormai sono "vuote"!),
> > quale l'oggetto dell'accordo e le responsabilità delle parti al
> > raggiungimento dello stesso, che problemi si sono verificati nel tempo in
> > cui era in vigore l'accordo, quali contestazioni, in sostanza, vengono
> mosse
> > per non tener fede agli impegni presi o per non averli tenuti, ebbene
> questo
> > sì, lo direi!
> > Lo direi, non per soddisfare una qualche curiosità, ma quale dovuta
> > condivisione tra quanti, seppur in maniera diversa, "stanno cercando di
> > contribuire ad una nuova via di civiltà dell'uomo" ed in spirito di
> > "costruttivo confronto con altri soggetti, aspiranti alla via comunitaria
> ed
> > ecosolidale".
> > Non è il motivo per cui è nata questa mailing list?
> > Sì, è vero, " i conflitti fanno parte della normalità nelle interazioni
> fra
> > individui" e non sono da temere. Aggiungo che, a volte, è "terapeutico"
> > farli emergere, quando in maniera strisciante condizionano i rapporti (ma
> > questa è un'altra storia) comunque non devono essere subiti.
> > Quindi io direi "cosa e perché", e se altri non lo fanno va bene
> ugualmente:
> > sarà solamente un pò difficile condividere pensieri e trovare soluzioni
> che
> > arricchirebbero, certamente, tutti.
> > Per quanto riguarda le maldicenze so bene, per esperienza, che fanno male
> ed
> > ancor più male quando vengono da persone con chi hai condiviso scelte
> > importanti; ma, sempre per la stessa esperienza, sò che, comunque vadano
> le
> > cose, esiste sempre una giustizia superiore! Esiste, esiste!
> > Anche io ho un progetto ma è ancora sulla carta (da ben vent'anni!) ma si
> > sta avvicinando il tempo che lascerà questa forma "piatta" e ne assumerà
> una
> > "tridimensionale".
> > Quale è stato il motivo frenante?
> > Come dice bene Fabrizio, la questione è sempre sui soldi!
> > Con simpatia a Voi tutti
> >
> > abuonfiglio@...
> >
> > ----- Original Message -----
> > From: "Fabrizio Santori" <ecosolidale@...>
> > To: <ecosolidale@yahoogroups.com>
> > Sent: Thursday, August 11, 2005 9:12 AM
> > Subject: Ogg: [VES] conflitti: un consiglio per affrontarne uno
> >
> >
> > Grazie dell'intervento.
> > Ma non vorrei aggiungere altri elementi a quanto detto nell'email:
> > <<La questione è sui soldi...
> > <<La selezione delle persone con le quali decidere di fare qualcosa è
> > basilare...Siamo tutti diversi e questo è bello e da rispettare. Ma
> > penso si debba prendere atto che non è possibile fare qualsiasi cosa
> > con chiunque. Quindi selezione o auodiscernimento ma senza giudicare.
> > Prendendo atto della incompatibilità fra degli elementi.
> >
> > Fabrizio
> >
> >
> > --- In ecosolidale@yahoogroups.com, "Roberto" <rocavali@l...> ha
> > scritto:
> > > Si può sapere di cosa si tratta in 2 parole ? Chi vuole a che
> > titolo che cosa e perchè ? Scusate ma penso sia utile anche per
> > tutti coloro che si accingono a stringere accordi per progetti
> > analoghi. Grazie
> > >
> > > Saluti
> > > Roberto
> > >
> > > ----- Original Message -----
> > > From: Fabrizio Santori - Progetto Villaggio Ecologico Solidale
> > www.sostenibile.org
> > > To: ecosolidale@yahoogroups.com
> > > Sent: Saturday, August 06, 2005 7:03 AM
> > > Subject: [VES] conflitti: un consiglio per affrontarne uno
> > >
> > >
> > > Come è possibile affrontare un conflitto con qualcuno che è
> > >avvezzo ad avere a che fare con i pescicani e che quindi ti tratta come
> uno
> > di loro
> > > utilizzando i mezzi più sleali e la forza invece della ragione e
> > comprensione?
> > > Con qualcuno che non ti ascolta e quindi non ti dà nessuna possibilità
> > di
> > > spiegare, replicare, cercare un incontro?
> > > Con qualcuno che pur dettando da solo le condizioni a cui dovresti
> > > sottoporti le cambia ogni volta che tenti un incontro?
> > > Qualcuno che per ottenere quello che vuole ignorando volutamente
> > > le tue ragioni alza i toni del conflitto?
> > > In un primo momento la reazione all'ultimo incontro/scontro di
> > oggi è stato
> > > di profonda rabbia per la voglia di fare chiarezza e per la
> > voglia di verità
> > > e giustizia che sembrano impossibili da far venire fuori. In un
> > primo
> > > momento c'è stata la reazione istintiva di difendersi con tutte
> > le forze ad
> > > un attacco di forza e violenza come quello che abbiamo subito
> > (sia verbale
> > > che non verbale) con quasi nulla possibilità di replica concessa
> > dalla
> > > controparte.
> > > Non nascondo che per qualche momento mi sono lasciato prendere
> > anche da idee
> > > di vendetta, rappresaglia e si anche di violenza.
> > >
> > > Ma poi ci siamo resi conti che ci avrebbe portato a comportarci
> > come la
> > > controparte. Non dovevamo cedere alla provocazione e lasciare i
> > pescicani a
> > > sbranarsi fra di loro. Dopo un pianto liberatorio, abbiamo
> > capito che non
> > > volendo confonderci fra i pescicani non possiamo comportarci come
> > loro. Il
> > > conflitto, portato avanti così, richiede una slealtà che non
> > riusciamo
> > > nemmeno a concepire.
> > > La questione è sui soldi. Avevamo preso un impegno verbale su una
> > cifra ed
> > > ora non solo non viene rispettato ma ad ogni incontro ( ultimi
> > tre) le
> > > condizione "imposte" urlando ( e non proposte ) sono sempre più
> > > peggiorative per noi. Oramai abbiamo raggiunto il fondo e non
> > penso ci
> > > possano essere condizioni peggiori di queste.
> > > A questo si affianca una campagna di diffamazione con le persone
> > che
> > > conosciamo in comune. Il tutto è disarmante e quasi ti sembra
> > impossibile
> > > che possano succedere cose del genere con persone che avevi presi
> > in
> > > considerazione di farci un ecovillaggio insieme.
> > >
> > > Certo ci costa caro il perdere tutto il frutto di lavoro di mesi
> > e di tanto
> > > materiale acquistato specialmente se guardiamo le nostre magre
> > entrate e un
> > > bambino da sfamare.
> > > Ma non siamo in grado di sostenere questa escalation verso colpi
> > sempre più
> > > bassi che vorrebbero provocare risposte dello stesso tono ma che
> > pur
> > > accusando i colpi non riusciamo a rispondere con lo stesso
> > livello di
> > > cattiveria.
> > > La cosa più saggia ci sembra affidarci alla giustizia
> > universale. Siamo
> > > certi che le bugie hanno le gambe corte e che prima o poi
> > emergerà la verità
> > > e i responsabili pagheranno per quello che hanno fatto con
> > cattiveria.
> > > Quindi siamo orientati così:
> > > Accettiamo la condizione di non prendere più una lira mentre
> > tutte le cose
> > > in disputa rimarranno in uso alla controparte.
> > > Accettiamo senza reagire la volontà della controparte di non
> > rispettare gli
> > > impegni presi e di derubarci e danneggiarci.
> > > Ma non regaliamo niente. Accettiamo passivamente la volontà di
> > derubarci
> > > senza reagire ma li vedremo sempre come debitori.
> > >
> > > In questo modo non rischiamo di comprometterci in situazioni
> > degradanti e
> > > magari dare un pretesto per giustificare gli attacchi che ci
> > fanno.
> > >
> > > Già mi sento meglio.
> > >
> > > Cosa ne pensate?
> > > Potremmo comportarci diversamente?
> > > Accetto e ascolto attentamente, come sempre, i consigli di tutti.
> > >
> > > Grazie
> > > Buona notte
> > > Fabrizio
> > >
> > >
> > >
> > >
> > >
> > >
> > >
> > >
> > >
> > >
> > >
> > >
> > >
> > >
> > > [Sono state eliminare la parti non di testo del messaggio]
> > >
> > >
> > >
> > >
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