Scusate il silenzio ma non ho internet a casa (in questi giorni).
Prendo spundo dall'email di Luca per chiarire cosa intendevo con !
amicizia passiva?".
In effetti nel messaggio c'erano due cose distinte:
1) uno stimolo di riflessione, confronto in mailing list su questa
domanda che mi pongo: E' utile, auspicabile, opportuno che un amico
rimanga spettatore passivo di un conflitto fra due suoi amici? Questo
era per stimolare un confronto in generale sull'argomento.
2)poi c'era la richiesta esplicita (per chi è amico fuori dalla
mailing list nel mondo reale e conosce bene ed è amica sia con me che
con le persone con cui ho un conflitto) di assumere, gentilmente e
per favore e se possibile un ruolo attivo da mediatore e non da
giudice o da colui che sostituisce me nelle decisioni. Nei conflitti
dove le parti non dialogano più, un mediatore che ha a cuore la sorte
di entrambe le parti ma non si schiera con nessuna delle due, penso
che l'unica cosa costruttiva e utile che può fare è attivarsi per
dare occasione alle parti di parlare/confrontarsi e cercare insieme
soluzioni per cercare di affrontare il conflitto e uscirne nel minor
modo doloroso per entrambe.
Io parto dal presupposto che entrambe le parti hanno sempre ragione.
Non c'è da cercare chi ha ragione. Ma se c'è rispetto reciproco si
possono fare passi per rispettare le posizioni che apparentemente
sono contrastanti ma che sicuramente possono trovare un modo per
consiliarsi se le due parti lo vogliono veramente e non vogliono fare
del male volutamente all'altra parte.
grazie per l'ascolto.
fabrizio
--- In ecosolidale@yahoogroups.com, "Fabrizio Santori - Progetto
Villaggio Ecologico Solidale www.sostenibile.org" <ecosolidale@t...>
ha scritto:
> Amicizia passiva?
>
> Quando fra un gruppo di amici due di questi hanno un conflitto cosa
è
> opportuno che gli altri facciano per fare in modo che le parti si
> riconcilino, si chiariscano, imparino dal conflitto per migliorare
se stessi
> e la relazioni con l'altro e con gli altri?
> Io ci ho pensato è ho messo a fuoco alcune considerazioni che cerco
di
> esplicitare.
>
> Affinché il conflitto non aumenti, non coinvolga anche il gruppo
(creando
> schieramenti contrapposti), non alimenti fratture nel gruppo sino
a farle
> diventare insanabili, mi sembra giusto che chi fra gli amici non è
> coinvolto nel conflitto tenga una posizione di equi distanza fra
le due
> parti in conflitto;
> Ma è utile al gruppo che chi non è coinvolto nel conflitto rimanga
in una
> posizione passiva?
> Se fosse così che differenza ci sarebbe fra uno sconosciuto che
fosse
> giustamente indifferente ai due in conflitto e un amico che, pur
> dichiarandosi coinvolto emotivamente con entrambe le parti ( per
amicizia,
> perché vuole loro bene, perché si augura il bene di entrambi )
rimane
> comunque osservatore passivo?
> Si, per rispetto delle parti, per non essere degli intrusi, gli
amici
> "osservatori" potrebbero tenersi giustamente da parte.
> Ma è plausibile? Io non ci riuscirei a stare fermo? Farei il
possibile per
> il bene dei miei amici.
> Se poi anche solo una delle parti in conflitto chiedesse
gentilmente aiuto
> o comunque un ruolo più attivo perchè ha bisogno di essere
ascoltato e di
> parlare del conflitto per capirlo, per essere aiutato a risolvere il
> conflitto, per essere aiutato a vedere con occhi più distaccati il
> conflitto, ad essere aiutato a ricucire, a chiarire con l'altra
parte,
> sarebbe giustificato continuare a dichiararsi amico pur continuando
ad avere
> un ruolo passivo?
> Io mi sto convincendo di no !!
> Un ruolo costruttivo di un amico che vede cadere in conflitto due
suoi
> amici penso che non sia assolutamente di rimanere ad osservare e
sperare che
> vinca il "migliore" o il più forte o sperare che in qualche modo si
risolvi
> senza fare nulla. Io penso che un amico dovrebbe essere molto
attivo e fare
> tutto il possibile per facilitare il percorso verso una soluzione
del
> conflitto pur continuando a rimanere equidistante.
>
> Io chiedo aiuto agli amici. Chi si dichiara tale mi aiuti per
favore. Non
> sostenendo la mia parte ma creando occasioni, situazioni, seminando
semi che
> possano aiutare a risolvere il conflitto che ho con coloro che, pur
nella
> brutta vicenda in cui siamo arrivati a cadere, continuo a
considerare
> ancora come dei potenziali amici.
>
> Oppure cosa ne pensate?
> Grazie
> Fabrizio
>
>
>
> [Sono state eliminare la parti non di testo del messaggio]