http://www.christiania-italia.it/html/christiania%20storia.htm
Christiania è fondata nel 1971 a Copenhagen, quando un gruppo di attivisti
occupano una ex cittadina militare dismessa e la eleggono Stato libero di
Christiania.
I Christianiti sono riusciti, in questi anni, a raggiungere un accordo con
il governo danese per il riconoscimento di Christiania come suolo
autogestito.
La comunità si è basata per trent'anni sul principio dell'autogestione e
della proprietà collettiva.
Christiania rappresenta una esperienza unica in Europa, provenendo da una
stagione degli anni '70 fatta di occupazioni finalizzate a creare spazi
volti a reinventare il modo di vivere e di stare insieme. In parte è la
sopravvivenza di una stagione di lotte, ma è anche una sperimentazione
attiva tuttora vitale, che mette in difficoltà i governi.
Il fattore di rottura costituito dall'occupazione,
è ormai un elemento di secondo piano,
infatti ciò che è veramente importante è quanto avvenuto in questi 34 anni,
in cui oltre 800 persone sono vissute e tuttora vivono in 34 ettari nel
cuore della città.
La forza di questa esperienza si è determinata attraverso la costruzione di
nuove convenzioni e regole condivise.
Sono particolari ed inediti gli assetti delle attività di gestione degli
spazi, delle attività produttive e riproduttive: la
ristrutturazione-conversione delle case dell'ex area militare, le attività
quotidiane, l'arte, la cultura, la musica, la scultura, l'artigianato e l'
istruzione.
Oggi l'esperienza di Christiania testimonia con evidenza che un modo
differente di gestire la vita è possibile.
Questa esperienza è patrimonio collettivo, che va divulgato e difeso.
Dall'inizio della sua storia la comunità di Cristiania ha dovuto affrontare
notevoli richieste di normalizzazione, come tasse, l'obbligo di
installazioni antincendio, il regolamento dell' edilizia, l'obbligo di
licenza per i bar. Ma in questi anni Cristiania si è sviluppata, se non
liberamente, con una certa autonomia.
Oggi nessun partito ammette apertamente di voler porre fine a 35 anni di
autogestione, per mantenere quell'immagine di tolleranza e apertura che ha
sempre caratterizzato la Danimarca.
Sta di fatto che le leggi speciali su Christiania approvate dal parlamento,
inciderebbero in tal modo sull'idea originaria e nella vita di tutti i
giorni della comunità, che l'autonomia e l'autogestione andrebbero
completamente distrutte, e Christiania finirebbe col diventare un quartiere
come gli altri, in balia di nuovi e potenti interessi immobiliari.
I punti cruciali della legge speciale su Christiania, possono dividersi
grosso modo in due categorie:
i punti su cui poter raggiungere un compromesso:
legalizzazione dell'economia e dei posti di lavoro, che porterebbe a creare
le basi per una organizzazione alternativa della società;
imposizione di fabbricare nuove abitazioni, ma solo se amministrate e
finanziate dalla comunità;
obbligo di trovare un modello giuridicamente valido, come un'associazione di
abitanti o una cooperativa che salvaguardi una struttura democratica di
base, e dove le decisione vengono prese direttamente dagli abitanti;
eliminare la vendita aperta di droghe leggere.
i punti che in realtà distruggerebbero l'idea centrale della città libera
negazione dei diritti e della proprietà collettivi;
apertura all'edilizia speculativa e alla proprietà privata delle case;
scioglimento degli organi organizzativi.
Se il governo riuscisse a realizzare solo uno degli ultimi punti elencati,
stroncherebbe e annienterebbe in realtà tutto ciò che abbiamo costruito e
per cui abbiamo vissuto.
[Sono state eliminare la parti non di testo del messaggio]