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Jevons, Selye e l'ecosciopero   Elenco di messaggi  
Rispondi | Inoltra Messaggio #1962 di 2598 |



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Jevons, Selye e l'ecosciopero
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1) Stanley Jevons

141 anni fa un certo signor Stanley Jevons intuì uno straordinario aspetto
paradossale della realtà, che qui brevemente condenso ed esprimo in termini
generici: man mano che i miglioramenti tecnologici aumentano l'efficienza
nell'uso di una data risorsa, il consumo totale della stessa piuttosto che
diminuire facilmente va ad aumentare, fino ad esaurirsi. L'aumentata efficienza
va infatti a favorire in vari modi un ulteriore uso di quella risorsa fino a
farla terminare. Successivamente la moderna teoria economica ha confermato
appieno le sue intuizioni.

Quanto affermato da Jevons, e confermato in seguito da fior di ricercatori,
mostra inequivocabile la necessità di porre delle condizioni d'ordine politico
quando si va a fornire ulteriore energia e risorse, tanto in termini di
risparmio quanto di fonti alternative, al nostro sistema.

Tanto quella del risparmio quanto ogni altra buona pratica ecologica deve venir
concessa ed esportata alle Istituzioni finalizzando chiaramente l'utilizzo delle
ultime, preziose, e nuove, incerte, risorse del nostro Pianeta alla
realizzazione del mutamento, al compimento dei passi necessari ad uscir fuori
dalla situazione di competizione/conflitto globale demografico, economico e
tecnologico che costringe ogni Paese del mondo ad una crescita continua per non
esser da meno degli altri, per non cadere in disgrazia rispetto agli altri.
Certamente tali risorse non devono venir concesse per continuare imperterriti
suicide politiche di espansione.

Perseguire una politica di risparmio/rendimento senza intervenire sulla causa
primaria che procura tale stato di necessità di sì ingenti consumi è come
ostinarsi a versare dell'acqua in un secchio senza fondo.



2) Hans Selye

Una ottantina di anni fa un certo signor Hans Selye definì "sindrome da
adattamento generale" l'insieme di fenomeni attraverso cui un organismo si
esprime in risposta ad una sollecitazione anomala. Selye identificò tre fasi: la
prima è una reazione di allarme, tesa a rispondere immediatamente allo stimolo
anomalo. Tale fase non può però, per come è velocemente concepita, durare a
lungo. Se la situazione anomala non viene risolta, inizia allora una seconda
fase, detta di resistenza, nella quale l'organismo cerca di adottare delle
strategie d'intervento che gli risultino più sostenibili nel tempo.

Se nemmeno durante questa seconda fase l'organismo riesce a risolvere
l'anomalia, la situazione che gli arreca danno, esso si ritrova a vivere la
terza, più triste ed ultima fase: quella di esaurimento, che ben poca speranza
lascia a chi vi incorre.

Non vi viene in mente nulla?

A noi viene in mente questo: i vari Paesi del mondo sono da sempre in lotta tra
loro. Si tratta di una lotta per la sopravvivenza cui siamo condannati, a meno
di un nostro sapiente intervento, da quelle stesse leggi che governano la
realtà. Questa lotta per la sopravvivenza, che negli ultimi decenni si è attuata
non tanto con le armi, ché annichilirebbero subito ogni cosa, bensì più
blandamente tramite una continua e frenetica pulsione alla crescita
(demografica, economica e tecnologica), è una situazione molto particolare che
ci sta procurando serissimi problemi soprattutto d'ordine ambientale.

Dopo una prima fase di allarmi inascoltati, l'organismo dell'umana società è
giunto ora nella seconda fase di questo complesso e prolungato fenomeno, quella
di resistenza. In questa fase un'ampia gamma di solerti quanto limitati, e per
questo pericolosi, agenti d'adattamento (ambientalisti, scienziati, tecnici,
progressisti, et similia) si sta adoperando per rendere sostenibile nel tempo la
risposta all'anomala situazione in cui è incorso l'organismo sociale umano.
Badate bene: stanno, anzi, presumibilmente: state adoprandovi non tanto per
rimuovere la situazione anomala bensì soprattutto per renderla sostenibile nel
tempo! (In questa luce si considerino i tanti ossimori, come ad esempio
"sviluppo sostenibile" e "capitalismo naturale", che ben rappresentano questa
tendenza).

La terza fase, quella dell'esaurimento delle energie e risorse fondamentali a
disposizione dell'organismo, è ormai alle porte, e così pure la nostra
ingloriosa fine come specie "pensante".


...



Il brano continua at http://ecosciopero.hyperlinker.org



I migliori saluti,

Danilo D'Antonio

Laboratorio Eudemonia
Via Fonte Regina, 23
64100 Teramo - Italy





























Dom 7 Gen 2007 9:22 am

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Inoltra Messaggio #1962 di 2598 |
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7 Gen 2007
8:05 pm
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