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la responsabilità personale   Elenco di messaggi  
Rispondi | Inoltra Messaggio #1993 di 2581 |
..........Ma ascoltiamo Grossman.

"Ci fa comodo, quando si parla di responsabilità personale, far parte d'una
massa indistinta, priva di volto, d'identità e all'apparenza libera da oneri
e colpe. Probabilmente è questa la grande domanda che l'uomo moderno deve
porsi: in quale situazione, in quale momento io divento massa?"

"Ci sono definizioni diverse per il processo con il quale un individuo si
confonde nella massa o accetta di consegnarle parti di sé. Io ho
l'impressione che ci trasformiamo in massa nel momento in cui rinunciamo a
pensare, a elaborare le cose secondo un nostro lessico e accettiamo
automaticamente e senza critiche espressioni terminologiche e un linguaggio
dettatoci da altri".

"I valori e gli orizzonti del nostro mondo e il linguaggio che lo domina
sono dettati in gran parte da ciò che noi chiamiamo "mass media". Ma siamo
davvero consapevoli del significato di questa espressione? Ci rendiamo conto
che gran parte di essi trasformano i loro utenti in massa? E lo fanno con
prepotenza e cinismo, utilizzando un linguaggio povero e volgare,
trasformando problemi politici e morali complessi con semplicismo e falsa
virtù, creando intorno a noi un'atmosfera di prostituzione spirituale ed
emotiva che ci irretisce rendendo "kitsch" tutto ciò che tocchiamo: le
guerre, la morte, l'amore, l'intimità. In molti modi, palesi o nascosti,
liberano l'individuo da ciò di cui lui è ansioso di liberarsi: la
responsabilità verso gli altri per le conseguenze delle sue azioni ed
omissioni. E' questo il messaggio dei "mass media": un ricambio rapido,
tanto che talvolta sembra che non siano le informazioni ad essere
significative ma il ritmo con cui si susseguono, la cadenza nevrotica,
avida, commerciale, seduttrice che creano. Secondo lo spirito del tempo il
messaggio è lo "zapping"".

Mi perdonerete, cari lettori, la citazione forse è troppo lunga, ma questo
brano del discorso di Grossman è così attuale al nostro tema che credo ne
sia l'indispensabile compimento. Egli inoltre addossa una parte rilevante di
quanto accade nello schiacciamento dell'individuo sulla massa ai mezzi di
comunicazione, al loro funzionamento che ormai ha preso la mano a quasi
tutti quelli che operano in quel settore, al "sistema" che tutti insieme
hanno costituito, dove la moneta cattiva scaccia la buona e la concorrenza
paradossalmente funziona più per peggiorare il prodotto che per migliorarlo.


Chi che come me ha dedicato una parte della vita ai giornali ed ha vissuto
da giornalista tra i giornalisti conosce bene questa realtà ed anche
l'estrema difficoltà di sottrarvisi. Eppure è uno sforzo che a questo punto
occorre fare. Ne verrebbe un forte miglioramento alla qualità della vita
pubblica, una vera e non fittizia attenzione alla moralità e anche la
gratificazione d'aver innovato un modo di comunicare in direzione contraria
ai "Vaffa" che ormai ci serrano da ogni parte trasformando il linguaggio in
un dialetto da taverna.

* * *

Mi resta ancora da esaminare i tre quesiti proposti ai tavoli delle firme da
Beppe Grillo. Molti che hanno firmato distinguono infatti la firma di quei
quesiti dall'adesione al "grillismo".

La distinzione è assolutamente legittima: si può firmare anche valutando il
movimento dei "Vaffa" per ciò che è. Ma esaminiamoli nella sostanza quei tre
quesiti.

Il primo stabilisce che tutti i cittadini che concorrono a cariche elettive
debbano essere scelti attraverso elezioni primarie preliminari. Questo
principio mi sembra meritevole di essere accolto. Il Partito democratico,
tanto per dire, ha deciso di farlo proprio. Tutto sta a come saranno
organizzate queste primarie. Grillo per esempio ha definito una
"mascalzonata" l'esclusione di Pannella e di Di Pietro dalle candidature per
la leadership del Pd, ignorando che entrambi fanno parte di altri partiti e
anzi li guidano e non hanno accettato di abbandonarli all'atto della
candidatura. Come se un nostro condomino, invocando questa qualifica,
pretendesse di decidere assieme a noi e ai nostri figli questioni
strettamente familiari. Dov'è la logica?

Il secondo quesito vieta ai membri del Parlamento di farne parte per più di
due legislature. Questo divieto è una pura sciocchezza. Ci obbligherebbe a
rinunciare ad esperienze talvolta preziose. Forse anche a molti vizi
acquisiti durante l'esercizio del mandato. Ma quei vizi non possono essere
presupposti e affidati all'automatismo di una norma. Spetta agli elettori
discernere tra vizi e virtù e decidere del loro voto. Per di più una norma
automatica del genere sarebbe incostituzionale perché priverebbe l'elettore
di una sua essenziale facoltà che è quella di poter votare per chi gli pare.
Che cosa sarebbe successo per esempio se nei primi anni Cinquanta fosse
stato impedito agli elettori democristiani di votare una terza volta per De
Gasperi, a quelli comunisti per Togliatti, ai socialisti per Nenni e ai
repubblicani per Pacciardi o La Malfa?

Il terzo quesito - impedire ai condannati fin dal primo grado di
giurisdizione di far parte del Parlamento - sembra a prima vista
ineccepibile. Per tutti i reati? E fin dal primo grado di giurisdizione? La
presunzione d'innocenza è un principio sancito dalla nostra Costituzione;
per modificarlo ci vuole una legge costituzionale, non basta una legge
ordinaria. I reati d'opinione andrebbero sanzionati come gli altri? Quando
Gramsci, Pertini, Saragat, Pajetta, furono arrestati io credo che gli
elettori di quei partiti li avrebbero votati e mandati in Parlamento se un
Parlamento elettivo fosse ancora esistito e se quei partiti non fossero
stati sciolti d'imperio. Personalmente ho fatto un'esperienza in qualche
modo consimile: entrai alla Camera dei deputati nel 1968 sull'onda dello
scandalo Sifar-De Lorenzo nonostante o proprio perché ero stato condannato
in primo grado dal tribunale di Roma. Lo ricordo perché è un piccolissimo
esempio di una proposta aberrante.

Questioni complesse - ha scritto il Grossman sopracitato - quando sono
semplificate sopprimono la responsabilità personale dell'individuo e
ottundono le sue capacità critiche. Ma è proprio a quelle capacità che è
affidato il nostro futuro.

EUGENIO SCALFARI

--
Santori Pianoforti Fano
www.santoripianoforti.com
santori@...
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Mer 12 Set 2007 10:49 am

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Inoltra Messaggio #1993 di 2581 |
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