Caro Federico,
ti ringrazio per aver fornito una immagine che appare semplicemente
perfetta per spiegare quello che sta accadendo.
Un'altra considerazione. Oggi, ringraziando cielo e terra, siamo in
democrazia. Ognuno ha così diritto di esprimersi e non possiamo che
rallegrarcene. Tuttavia per ogni diritto ci toccherebbe almeno un
dovere. Per la qual cosa, invece di pigiare sulla tastiera dicendo la
nostra senza aver minimanente studiato un problema, rispondendo invece
semplicemente perché va a toccare nostre convinzioni radicate, ma,
ripeto, senza averci mai speso un minuto sopra a ricercare,
analizzare, ed infine sintetizzare una conclusione, dovremmo tacere,
ascoltare, tuffarci in Internet e studiarci sopra fintantoché non
avessimo sviscerato a fondo il problema. Solo allora una persona
responsabile sentirà il diritto di esprimersi.
Persone irresponsabili, che vivono immersi in una cultura
dell'omologazione e dell'ignoranza portate in trionfo, sentono invece
subito il bisogno, e si prendono il diritto, di dir la loro senza
rendersi minimamente conto nemmeno del danno che fanno alla democrazia
stessa, in quanto è chiaro che continuando le fesserie a proliferare e
le idee corrette ad esserne sommerse, le cose degenerano, prima o poi
finendo come la storia ci insegna.
Dite un po': che ci si guadagna oggi a studiare a lungo ed a produrre
buone idee piuttosto che ripeter idee vecchie e quindi inutili quando
non dannose? Facilmente un bel cavolo di nulla. Chi ripete a
pappagallo ciò che individui coraggiosi hanno concepito decenni,
secoli, millenni prima, si riempie le saccocce, chi scopre nuovi
territori di pensiero se non muore di fame è solo per i tanti pesci in
faccia che si deve prendere.
Ecco perché le cose vanno male e vi tocca cercare rifugio in un
ecovillaggio: perché le idee migliori non sono premiate. Si cominci
allora a prendere dimestichezza con un nuovo corso delle cose:
http://il-mercato-delle-innovazioni-sociali.hyperlinker.org
E quando non si sa, si impari a tacere. Si inghiotti l'amara pillola,
e si faccia in modo che ben ci faccia.
danilo d'antonio
Citando Federico Fieni <federico.fieni@...>:
> Darsi dei pazzi reciprocamente è essa stessa una forma di pazzia.
> Mi ritengo sensibile agli argomenti esposti da Danilo e tuttavia non mi
> ritengo all'altezza di criticare chi si riproduce. E' uno di quegli
> argomenti che probabilmente non siamo in grado di affrontare con obiettività
> in questa fase storica... e tuttavia non è da sottovalutare se vogliamo
> avere un approccio razionale alla nostra esistenza sul pianeta.
> Mi viene sempre in mente l'esempio delle cellule di lievito che si mettono
> nello zucchero per fare l'alcool. Esse finiscono per morire in massa
> intossicate dai loro stessi escrementi, l'alcool appunto (con cui poi magari
> ci intossichiamo noi...).
> Probabilmente se una cellula di lievito avesse detto alle altre di smettere
> di mangiare e riprodursi sarebbe stata presa per pazza.
> Noi esseri umani stiamo facendo più o meno in grande scala la stessa cosa e
> forse non è possibile fermarsi, come non sarebbe possibile per il lievito.
> Ma forse non è nemmeno giusto...
> Probabilmente il nostro destino è proprio sparire e lasciare spazio a
> un'altra specie. O magari a una piccola percentuale della nostra specie...
> che eventualmente si autoproclamerà nuova specie (Homo eticus? Homo
> ecologicus?) ed erediterà il mondo.
> L'evoluzione continua...
>
> Federico
>