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Sabato manifestazione a Vicenza
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Vorrei essere lì con coloro che andranno a Vicenza ma, dalla comparsa di
Internet, dodici anni fa, mi sono impegnato con me stesso a dare il mio
contributo al cambiamento del mondo senza muovermi dalla mia terra. Per questa
ragione, ad esempio, faccio quel che posso
http://per-una-assemblea-telematica-del-movimento.hyperlinker.org
Ma ora vorrei affrontare brevemente il tema della prossima manifestazione di
Vicenza in un'epoca di necessario ridimensionamento dei nostri spostamenti per
evidenti ragioni d'ordine non solo ambientale (per risparmio energetico) ma
anche logistico (per riuscire nell'intento).
Ebbene permettetemi di esprimere il pensiero che noi progressisti, almeno penso
e spero che in questa definizione possiamo identificarci tutti, non possiamo
nemmeno pensare di correre quasi settimanalmente da una parte all'altra della
penisola per difendere una volta il territorio e le genti vicino alla minaccia
del Ponte, una volta vicino alla minaccia del terzo traforo del Gran Sasso
(dalle mie parti), una volta a Vicenza, una volta in Val di Susa, e così via ...
E' pure evidente, di una chiarezza più brillante del sole, che queste sono
semplici azioni di risposta ad eventi sociali prive di una qualsiasi strategia
che possa farci pensare di avere il benché minimo successo. Sono azioni che
denotano anche l'assenza di un progetto complessivo e quindi ognuna di esse
costa parecchio in termini di varie energie ma rende pochissimo, in quanto non
focalizzano l'attenzione su qualcosa da costruire che sia di grande interesse
per tutti ma essenzialmente su qualcosa che NON si vuole venga fatto localmente.
A mio avviso, o quanto meno questo è quello che ho fatto e sto facendo, occorre
riflettere a lungo per capire cosa non va nel nostro sistema. Una volta capito
ciò che non va (perché il sistema non funziona?), quindi una volta terminata
l'analisi sociale, si può SINTETIZZARE quell'insieme di soluzioni che possano
farci passare da questa becera epoca ad una di ben diversa luminosità e
chiarezza.
Ora con una estrema sintesi, brevissima ma mi pare pure chiarissima, questo è
esattamente, sempre nella mia personalissima visione delle cose ma
nell'interesse di tutti, il progetto da realizzare:
PUBBLICO IMPIEGO A ROTAZIONE
COMPRENDENTE ATTIVITÀ ECONOMICHE
PER UNA METÀ DELL'INTERO
Lo riporto ancora una volta, avendolo già citato più volte, perché a me pare che
questo complessivo progetto contenga pure la soluzione al problema odierno:
COME FARE PER PORTARE ALLA PUBBLICA ATTENZIONE I VARI PROBLEMI SOCIALI LUNGO LA
PENISOLA?
Ebbene a mio avviso la miglior azione non è quella di sfilare per le strade, di
marciare senza una méta di grande e diffuso interesse collettivo. Bensì di
puntare dritto, ognuno nella propria Regione, ognuno nel proprio territorio,
sulle rispettive sedi RAI, sulle sedi di quella organizzazione che dovrebbe
essere PUBBLICA, sarebbe a dire che dovrebbe accogliere ed esprimere il pensiero
di ognuno di noi, ed invece è stata accaparrata, monopolizzata da persone che vi
si sono insediate a vita e che per ottenere e mantenere i privilegi che ne
conseguono sono al SERVIZIO ACRITICO dell'oligarchia che ci comanda.
Manifestare davanti alle sedi RAI è pratica già usata, ad esempio si veda:
http://eventful.com/events/manifestazione-nazionale-davanti-alle-sedi-rai-/E0-00\
1-012590564-3#box-details
http://beppegrillo.meetup.com/boards/thread/4703398/
Tuttavia un conto è manifestare senza un progetto d'ampio respiro ed un conto è
farlo con un progetto grandioso ma chiaro e di incontrovertibile validità:
PUBBLICO IMPIEGO A ROTAZIONE
COMPRENDENTE ATTIVITÀ ECONOMICHE
PER UNA METÀ DELL'INTERO
Rimando a
http://territorio-sotto-attacco.hyperlinker.org per verificarne la
dichiarata incontrovertibilità.
Ogni volta che si manifesterà davanti alle sedi RAI si porteranno di volta in
volta le specifiche tematiche contingenti e contemporaneamente il comune tema di
fondo: il fatto che la RAI, essendo composta da dipendenti assunti a vita e per
questa ragione pilotabili e ricattabili con estrema facilità, non è
l'espressione della comunità Italia, al contrario è strumento strategico di
sistematico asservimento popolare da parte di uno Stato/Padrone che trova
nell'assunzione a vita, nei ruoli indegnamente definiti "pubblici", l'unico modo
d'essere e di perpetuarsi.
(Ricordo che gran parte dei politici proviene dal "pubblico" impiego:
introducendo la rotazione nella PA si rinnovano periodicamente automaticamente
tanto gli ASSUNTI quanto gli ELETTI).
In somma: Vicenza, Val di Susa, Gran Sasso, Ponte, e tutte le altre indegne
situazioni create dal marcio sistema politico/economico vengono originate o sono
permesse dal "pubblico" impiego a vita! Questa è esattamente la tesi.
Introducendo la rotazione tutto andrebbe al suo posto in un felice modo che non
abbiamo ancora avuto la fortuna di provare! E nessuno in pratica verrebbe
licenziato grazie al recupero nella sfera pubblica di metà delle attività
economiche complessive.
Mbhè, perdonatemi, ma questa sì che è STRATEGIA! Può essere strategia perché
finalmente compare un progetto ampio abbastanza da comprenderci tutti, un
disegno complessivo (che nasce appunto da un approccio organico) in cui ognuno
nel nostro Paese ritrova la sua giusta dimensione e sicuro collocamento. Un
progetto che tiene in gran conto non solo la funzionalità sociale ma pure il
benessere e la felicità delle persone:
http://www.hyperlinker.com/change/la_metamorfosi_0.htm
E' chiaro che un progetto come quello che oso proporre non può essere attuato
d'un botto e per intero. Occorre disegnare e costruire una ad una con attenzione
le varie parti del nuovo meccanismo. Proprio la RAI sarebbe allora allo stesso
tempo:
- primo obiettivo da conseguire, nell'introduzione della rotazione nella PA, che
potrà servire per sperimentare e mettere a punto il nuovo sistema,
- strumento attraverso cui operare la progressiva trasformazione della PA da
organizzazione rigida, statica (soggetta prima o poi a spaccarsi fragorosamente)
a fluida organizzazione dinamica (pressoché eternamente silenziosamente
funzionale).
Non mi dilungo oltre, rimandando a:
http://alla-riconquista-della-res-publica-perduta.hyperlinker.org
per avviare questo discorso.
Prima di salutare, invito le tante riviste e gli innumerevoli editori che
intendono essere progressisti ad occuparsi ORA di questo progetto. Attenzione:
non attendete che un qualche VECCHIO TROMBONE di un retrogrado progressismo dia
il beneplacito a questo progetto. I vecchi tromboni, progressisti e non, sono
quasi tutti assunti a vita nel pubblico impiego e fanno parte del marcio sistema
da cambiare, se non proprio di quella indegna categoria che avrebbe dovuto
occuparsi e presentare essa, negli ultimi cinquant'anni, nuove forme
d'organizzazione sociale e politica ed invece a ben altre attività s'è dedicata
e ben altra morale, che quella del sottoscritto, ha praticato:
http://baroni-e-baronesse.hyperlinker.org
Ringrazio per l'attenzione e grato saluto pure coloro che saranno a Vicenza.
Danilo D'Antonio
Laboratorio Eudemonia
Piazza del Municipio
64010 Rocca S. M.
TE - Abruzzo
tel. 339 5014947
tel. 328 0472332
http://Equo-Impiego-Pubblico-a-Rotazione.hyperlinker.org