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Rispondi | Inoltra Messaggio #940 di 2598 |

Ciao tutti,
sono Roberta Ventura del nodo di Roma della Rete Lilliput.
Ho conosciuto Fabrizio e Angela ad un corso con Mercedes Mas la bellezza di
3 anni fa.
Sono iscritta alla vostra m-list perchè VOGLIO coltivare il mio sogno di
vivere, un giorno, in un VES!
Vi volevo solo comunicare la mia gioia-soddisfazione nel vedere due realtà
così ricche e preziose come VES e Lilliput unire le loro potenzialità.
Per come la vedo io, la Rete Lilliput rappresenta un interessantissimo
esperimento sia per la sua orizzontalità nella organizzazione (con tutti i
pro e i contro!), sia per il valore aggiunto che apporta alle realtà che ne
fanno parte.
Dal 23 al 25 maggio ci sarà la terza assemblea nazionale a Marina di Massa.
E' un appuntamento molto importante per capire (ed aggiustare il tiro) cosa
significa "FARE RETE".
Ci si vede lì???

BUON 1° MAGGIO!
roberta

P.S.
Se vi può interessare, io faccio parte del gruppo di lavoro tematico (GLT)
sulla nonviolenza e conflitti e sono una formatrice alla NV.




----- Original Message -----
From: Villaggio Ecologico Solidale www.sostenibile.org
<ecosolidale@...>
To: <ecosolidale@yahoogroups.com>
Sent: Thursday, May 01, 2003 11:45 AM
Subject: [VES] Nodo LILLIPUT a FABRIANO


RETE DI LILLIPUT
DI FABRIANO




VILLAGGIO ECOLOGICO SOLIDALE

C/O FABRIZIO BELLUCCI

VIA SERRALOGGIA

60044 FABRIANO (AN)

OGGETTO: nascita del Nodo della Rete di Lilliput di Fabriano

Circa un anno fa alcuni amici hanno sentito l'esigenza di dare vita
anche a Fabriano ad una realtà come quella della Rete di Lilliput.
Ci è sembrata un'esperienza importante ed interessante perché non ci
chiedeva di moltiplicare i nostri impegni già numerosi in associazioni,
gruppi e realtà di volontariato, ma di "metterli in rete" creando un
movimento d'opinione su temi importanti quali la pace, l'economia, la
giustizia, l'ambiente, i diritti umani. Ci è sembrata soprattutto
fondamentale la chiarezza della Rete: infatti si aderisce ad un
manifesto e a dei criteri condivisi, all'interno dei quali si trova un
particolare riferimento alla nonviolenza che a noi sembra assolutamente
necessario.

Da un anno a questa parte abbiamo cercato di lavorare su tanti temi, ma
soprattutto abbiamo voluto creare dei momenti privilegiati di formazione
e confronto tra di noi: abbiamo parlato di guerra, o meglio della
possibilità di una guerra in Iraq, della nostra città in vista delle
elezioni amministrative, di denaro e di lavoro. Accanto a questi momenti
di formazione abbiamo sostenuto delle iniziative importanti, prima fra
tutte una raccolta di firme spedite poi ai nostri deputati locali per
salvaguardare la legge 185/90 che regola il traffico di armi. Abbiamo
organizzato un "faccia a faccia" pubblico con i 4 candidati a sindaco
durante il periodo della campagna elettorale ed una mostra sulla storia
del Medio Oriente che abbiamo fatto girare nelle scuole ed in altre
occasioni. In questo periodo abbiamo partecipato a tante manifestazioni
in giro per l'Italia tra cui le marce Perugia-Assisi, il Social Forum
di Firenze, la grande manifestazione di Roma per la Pace.

In questo momento abbiamo in programma un incontro pubblico con padre
Alex Zanotelli (uno degli ideatori della Rete di Lilliput), due corsi di
educazione alla pace per insegnanti ed educatori - uno in collaborazione
con Libera (l'associazione contro le mafie fondata da don Ciotti) e
l'altro con il Centro Psicopedagogico di Educazione alla Pace di
Piacenza (diretto da Daniele Novara) -, ed infine la partecipazione al
comitato organizzativo del Consiglio comunale aperto sulla pace.

Nel corso di questo primo anno, dopo un periodo iniziale di
sperimentazione su quali potessero essere le modalità di lavoro e di
incontro migliori per noi "lillipuziani", abbiamo deciso di fissare una
riunione mensile plenaria per il secondo venerdì di ogni mese,
generalmente dedicata a momenti di formazione, ma anche
all'organizzazione delle varie iniziative.
Abbiamo intenzione di continuare su questa strada e vogliamo coinvolgere
nel nostro cammino quante più persone e gruppi sensibili alle stesse
nostre tematiche. In prima istanza ci sono venuti in mente quei gruppi
che sono stati tra i fondatori della Rete a livello nazionale, come le
Botteghe del Commercio Equo e Solidale e il WWF; poi abbiamo pensato
alla possibilità di coinvolgere anche altre realtà attive sul nostro
territorio.
Per il momento non abbiamo una sede e siamo ospitati dall'Azione
Cattolica. Le nostre iniziative sono completamente auto-finanziate così
da non dover essere legati a nessuno, e di volta in volta valutiamo la
necessità di richiedere finanziamenti ad enti istituzionali, ma fin
d'ora non l'abbiamo mai fatto. Non ci sono coordinatori o responsabili,
ma solo referenti che da statuto vengono cambiati periodicamente. Ogni
decisione viene presa col metodo del consenso ed ogni persona conta uno
e non per quelle che rappresenta.
A questo punto.

Che cosa vi chiediamo?
Vi chiediamo una semplice adesione ideale al "Manifesto della Rete" e ai
"Criteri condivisi" (che sono allegati nelle pagine che seguono), il che
implica una messa in rete delle iniziative (nostre e vostre) e delle
tematiche care alla realtà di Lilliput.
NON VOGLIAMO MOLTIPLICARE I VOSTRI IMPEGNI, perché sappiamo che anche
voi, come noi, siete attivi in diverse associazioni e organizzazioni: la
Rete di Lilliput è semplicemente un'opportunità per collegare le
attività e condividere gli sforzi.

Perché dovresti aderire?
Perché anche il vostro gruppo/associazione è animato da alcune delle
nostre stesse idee, dalla convinzione che "un altro mondo è possibile" e
dall'ambizione di poter fare qualcosa per contribuire a cambiarlo.

Che cosa vi offriamo?
Vi offriamo la possibilità di confrontarvi con altre persone (giovani e
adulte) sui temi della pace, della nonviolenza, della giustizia,
dell'economia, dei diritti umani, e di poter usufruire, in relazione a
questi temi, di momenti formativi che per tanti motivi come singole
associazioni non sempre riusciamo ad organizzare.

Per confrontarvi con noi sulla possibilità di un'eventuale adesione o
comunque per discutere insieme, vi invitiamo

venerdì 9 maggio, ore 21

presso la sede dell'Azione Cattolica alla Domus Mariae entrata in via
Balbo vicino al Banco Roma

Questo invito è stato spedito ai seguenti gruppi/associazioni:

1. Bottega del Mondo Solidale di Fabriano
(Stefano Stopponi)
2. WWF Fabriano
(Jacopo Angelini)
3. Azione Cattolica Italiana - diocesi di Fabriano
(Paola Cimarra)
4. Agesci Fabriano 1
(Alessandro Mezzopera)
5. Agesci Fabriano 2
(Adolfo Maccari)
6. Villaggio ecologico e solidale
(Fabrizio Bellucci)
7. MASCI
(Teresa Maccari)
8. Amici di Roberto
(Emanuele Melacotte)

Se ritenete che ci siano altri gruppi o associazioni che possono essere
interessati, vi preghiamo di farcelo sapere, così che provvederemo a
contattarli. Chiaramente potete anche voi allargare l'invito a chiunque
pensate possa essere interessato ad aderire, singolarmente o come
gruppo.

Alleghiamo un po' di materiale per farvi conoscere un po' meglio la
Rete. Vi lasciamo anche i recapiti di due referenti che sono a
disposizione per qualunque chiarimento e informazione:

Gabriele Comodi gabcom@...
(328-8842952)
Lorenzo Vergnetta lorenzovergnetta@...
(328-3070424)

Grazie per l'attenzione che avete voluto prestarci. Cogliamo l'occasione
per presentare i nostri più cari saluti. A presto,


Fabriano, lì 1 maggio 2003



Per la Rete di Lilliput

Lorenzo e Gabriele




LA RETE DI LILLIPUT


Le associazioni che hanno dato vita al Tavolo Intercampagne che a sua
volta ha dato vita alla Rete di Lilliput sono:

* Consumatori Consapevoli Riciclati Compatibili
* Chiamo L'Africa
* Sdebitarsi
* Campagna Stop Millennium Round
* CTM - Cooperazione Terzo Mondo, per un commercio equo e solidale
* Nigrizia - Il mensile dell'Africa e del mondo nero
* Campagna per la riforma della banca mondiale
* Manitese - Un impegno di giustizia (Organismo contro la fame e
per lo sviluppo dei popoli)
* AIFO - Associazione Italiana Amici di Raoul Follereau
* Pax Christi - Movimento cattolico internazionale per la pace
* Beati i costruttori di pace
* Rete Radie Resch - Associazione di Solidarietà Internazionale
* WWF - Italia
* Associazione Botteghe del Mondo
* Bilanci di Giustizia
* Centro Nuovo Modello di Sviluppo
* Innovazioni e Reti per lo Sviluppo

Qui di seguito abbiamo voluto inserire la composizione dei nodi Lilliput
delle Marche e di alcune realtà importanti come Bologna e Reggio Emilia




NODO DI PESARO

Agesci
Betlemme 2000
Bottega del Mondo- Mondo Solidale
Comunità Via del Seminario
Gruppo Missionario Comboniano
Legambiente
Progetto Continenti
Rete Radié Resch




NODO DI MACERATA

Manioca Bottega del Mondo
Rete Radiè Resch (Macerata)
SERMIT


NODO DI FANO

Ass. Casa Nazareth
Ass. La Famiglia
Coop. Mondo Solidale
Donne in nero
Gruppo Carnevale Etico
M.I.R
WWF


NODO DI BOLOGNA

AIFO
Ass. "alberi non antenne"
Ass. Amici dei Popoli
Ass. solidarietà Bologna-Guatemala
Associzione Percorsi di Pace
Bandiera Gialla
Bilanci di Giustizia
Centro Documentazione Handicap
Centro Documentazione Mondialità
Cooperativa Ex-Aequo
Mani Tese
Pax Christi


NODO DI REGGIO-EMILIA

Centro Don Gualdi
Coop. e Ass. Mag6
Cooperativa Ravinala
Ethica
Movimento Nonviolento
Punto Pace Pax Christi
Resistenza e Pace













Un patto tra campagne, associazioni e arcipelago dei gruppi locali


per una strategia lillipuziana:


Venti anni di globalizzazione e neoliberismo hanno sconvolto la faccia
del pianeta.
La ricchezza non cessa di crescere, ma ancor più drammaticamente sono
aumentati i processi di esclusione, impoverimento, distruzione dei beni
naturali. Uno straordinario trasferimento di risorse e poteri si è
realizzato a beneficio di attori privati, in larga misura
transnazionali, socialmente non responsabili e non trasparenti. Le forme
della democrazia e della politica che tradizionalmente abbiamo
conosciuto, legate a doppio filo agli stati nazionali, risultano così
come sono largamente inadeguate a governare questi processi.

Tuttavia, alla metamorfosi dei poteri, alle nuove esigenze della
cittadinanza, più prontamente della politica classica nuove forme di
partecipazione hanno reagito, assorbendo le passioni e le inquietudini
del cambiamento: migliaia di associazioni in tutto il mondo si battono
per riaffermare diritti antichi e nuovi, con l'intelligenza di chi
guarda al proprio territorio in una prospettiva globale.

Qualcuno ha definito questo pezzo di società in movimento "l'arcipelago
lillipuziano".
Nella favola I viaggi di Gulliver, i minuscoli lillipuziani, alti appena
qualche centimetro, catturavano Gulliver il predone, di tante volte più
grande di loro, legandolo nel sonno con centinaia di fili. Gulliver
avrebbe potuto schiacciare qualsiasi lillipuziano sotto il tacco dello
stivale, ma la fitta rete di fili tessuta intorno a lui lo immobilizzava
e lo rendeva impotente.
Di fronte alle schiaccianti forze e istituzioni globali, cittadini e
associazioni possono in modo analogo utilizzare le fonti di potere
relativamente piccole di cui dispongono e combinarle con quelle in
possesso di altri partecipanti ad altri movimenti in altri luoghi.


Forza e debolezza delle associazioni.

Questo arcipelago vive in Italia un paradosso profondo: esso è ricco di
partecipazione e di creatività, di analisi e di strategie, ma è povero
di visibilità, di capacità di mettersi in relazione, di incidere,
rinchiudendosi continuamente in un orizzonte quasi solo testimoniale,
che ancora non modifica i meccanismi profondi, non fa opinione e non
diventa politica. Nel nostro paese c'è un tesoro nascosto, eppure è come
se fossimo privi della mappa per accedervi.


Quello che ci accomuna.

Quello che ci accomuna è la volontà di lottare contro i gravi problemi
che affliggono il mondo da un punto di vista sociale e ambientale.
Ciascuno di noi interviene nel modo che gli è più congeniale con
iniziative di solidarietà, di resistenza e di informazione con l'intento
di soccorrere le vittime e di fermare la mano degli oppressori. Ma il
nostro obiettivo ultimo è l'equità e proprio per questo sappiamo di
dovere fare di più.
Sappiamo che dobbiamo riscrivere le regole dell'economia, perché la
ricerca dell'equità fa cadere i presupposti di fondo su cui funziona
quest'economia.
Questa sfida potrà essere vinta solo se saremo capaci di introdurre
profondi cambiamenti nel modo di gestire le risorse, di concepire il
lavoro, di organizzare la produzione, di contribuire ai servizi
pubblici, di garantire la sicurezza sociale. In una parola potrà essere
vinta solo se sapremo costruire un'altra economia. Possiamo
realisticamente pensare di farcela continuando a lavorare in ordine
sparso, come attualmente facciamo, e limitando i nostri obiettivi al
solo piano della sensibilizzazione ?




Insieme, ma come?

La riflessione sulle modalità di un'azione comune ha costituito uno dei
punti su cui ci andiamo interrogando insieme da anni: come aumentare
l'efficacia senza irrigidire? Come incanalare le energie senza creare
gerarchie? Come coalizzarsi in determinati frangenti decisivi senza
perdere la ricchezza delle mille differenze? Come accentuare la
visibilità senza riprodurre in piccolo i meccanismi della
politica-spettacolo e vuota di partecipazione che subiamo ogni giorno?

Non si tratta qui di pensare a delle strutture nazionali che soffochino
la molteplicità e la diversità in un'unica sigla. Si tratta piuttosto di
avviare un processo di comunicazione dal basso, una messa in rete, un
percorso federativo per la creazione di un contesto comune. Un contesto
in cui ogni singola associazione venga non solo salvaguardata, ma
addirittura possa trarre le risorse di cui necessita, in un orizzonte di
reciprocità. Un contesto, un contenitore che renda più coerenti ed
efficaci le microazioni di centinaia di gruppi e persone che si muovono
in ogni parte d'Italia sulle sollecitazioni che dalle tante campagne e
organismi nazionali partono.


Il progetto che vogliamo realizzare.

Vogliamo fare in modo che la disponibilità all'impegno di tanti gruppi
grandi e piccoli presenti in ogni angolo del paese riesca a diventare
una grande voce, capace di farsi sentire e di incidere rispetto alle
impostazioni economiche che stanno alla base dei gravi problemi sociali
e ambientali che affliggono il pianeta: il debito, il MAI, la
speculazione finanziaria internazionale, lo sfruttamento del lavoro, il
commercio selvaggio, le politiche di FMI e Banca Mondiale.
Vogliamo fare anche in modo che l'aspirazione ad un'economia nuova,
fondata sulla sobrietà, sull'equità, sulla sostenibilità, cominci a
farsi proposta concreta.

Per riuscire in questo progetto dovremo lavorare contemporaneamente sul
piano politico e su quello organizzativo. Sul piano politico dovremo
progettare le nostre campagne in modo da attuare un piano intelligente
di resistenza e di proposte. Sul piano organizzativo dovremo fare
crescere i coordinamenti a livello locale; dovremo mettere in rete, in
maniera stabile, i vari coordinamenti locali; dovremo creare dei canali
di comunicazione per far circolare le idee, le informazioni e per
diffondere le campagne; dovremo inventare delle modalità di
partecipazione agili ed effettive.
Se riusciremo a fare questo nelle tante città in cui le mille realtà
lillipuziane si mobilitano continuamente, a mettere in comunicazione le
tante reti territoriali costruendo una rete di reti, il salto di qualità
che auspichiamo sarà meno lontano.


Cosa vi chiediamo: uscire dalla propria particolarità... per tornarci
con più forza

E' per questo che come responsabili di campagne e organismi nazionali
impegnati da anni su questi temi abbiamo pensato di collegarci nel
Tavolo delle Campagne e di chiedere a te e a ciascuno di voi, che
abbiamo individuato come primi referenti territoriali possibili di un
simile percorso, di segnalarci la vostra eventuale disponibilità a
collaborare con noi nei prossimi mesi.

Noi sappiamo che tutti voi già siete mobilitati su una o più Campagne o
iniziative promosse dai partecipanti al Tavolo. Quello che vi chiediamo
non è di aggiungere un'altra Campagna alla vostra già fitta agenda, né
di mettere da parte quanto state già facendo, ma di potenziarlo,
sperimentando una diversa modalità di intervento. Individuare dei fuochi
comuni, dei temi determinanti particolarmente urgenti, su cui far
convergere una mobilitazione comune in tutta Italia. Su questi vogliamo
creare una forza unitaria che possa anzitutto aumentare la capacità di
mobilitazione locale.
Non vi stiamo chiedendo di collaborare di più con noi. Vi chiediamo di
collaborare tutti insieme, uscendo ciascuno dalla particolarità
(territoriale, di obiettivi) della propria azione.














MANIFESTO DELLA RETE LILLIPUT PER UNA ECONOMIA DI GIUSTIZIA
In un momento in cui sembrano valere solo le leggi del mercato e del
profitto mentre le istituzioni democratiche stanno perdendo credibilità
e potere
NOI
associazioni, gruppi e cittadini impegnati nel volontariato, nel mondo
della cultura, nella cooperazione Nord/Sud, nel commercio e nella
finanza etica, nel sindacato, nei centri sociali,nella difesa
dell'ambiente, nel mondo religioso, nel campo della solidarietà, della
pace e della nonviolenza
DIAMO AVVIO ALLA RETE DI LILLIPUT PER UNIRE IN UN'UNICA VOCE ALLE NOSTRE
MOLTEPLICI FORME DI RESISTENZA CONTRO SCELTE ECONOMICHE CHE CONCENTRANO
IL POTERE NELLE MANI DI POCHI E CHE ANTEPONGONO LA LOGICA DEL PROFITTO E
DEL CONSUMISMO ALLA SALVAGUARDIA DELLA VITA, DELLA DIGNITÀ UMANA, DELLA
SALUTE E DELL'AMBIENTE.
Come i piccoli lillipuziani riuscirono a bloccare il gigante Gulliver,
legando ciascuno un singolo capello del predone, così noi cerchiamo di
fermare il tiranno economico conducendo ciascuno la nostra piccola lotta
in collegamento con gli altri.
Per questo abbiamo costituito la Rete di Lilliput: per ampliare
l'efficacia delle nostre singole opposizioni condividendo esperienze,
informazioni, collaborazioni e concordando mobilitazioni comuni.
La recente sconfitta dell'Accordo Multilaterale sugli Investimenti, lo
stop che l'Organizzazione Mondiale del Commercio ha subito a Seattle, la
creazione di sempre più stretti contatti, collaborazioni ed iniziative
tra i movimenti che a livello mondiale si oppongono agli effetti
devastanti della globalizzazione e dell'economia dimostrano che è
possibile bloccare la macchina globale con i granelli di sabbia. Il
nostro obiettivo a lungo termine è la costruzione di un mondo dove ogni
abitante della terra possa soddisfare i propri bisogni materiali,
sociali e spirituali nel rispetto dell'integrità dell'ambiente e del
diritto delle generazioni future ad ereditare una terra feconda, bella e
vivibile.
Nell'immediato ci opponiamo alle scelte economiche che attentano alla
democrazia, che portano a morte il pianeta e che condannano miliardi di
persone alla miseria.
Le nostre strategie d'intervento sono di carattere non violento e
comprendono l'informazione e la denuncia per accrescere la
consapevolezza e indebolire i centri di potere, il consumo critico e il
boicottaggio per condizionare le imprese , la sperimentazione di
iniziative di economia alternativa e di stili di vita più sobri per
dimostrare che un'economia di giustizia è possibile.
Ci impegniamo a realizzare tutto questo in un rapporto di dialogo e di
collaborazione con tutti gli altri gruppi, reti e movimenti che in
Italia e all'estero si battono per gli stessi obiettivi.
Siamo certi che mettendo in comune idee, conoscenze, risorse, e
iniziative, potremo ostacolare il cammino della globalizzazione al
servizio delle multinazionali per contrapporre una globalizzazione al
servizio degli essere umani.
Questa è la nostra strategia lillipuziana, questo è il potere di cui
ciascuno di noi dispone.
Esercitiamolo insieme per ottenere dei risultati concreti.


CRITERI DI FONDO CONDIVISI:

1. Lilliput non è una associazione, è una rete. L'adesione non avviene
mediante tesseramento individuale, ma attraverso l'adesione,
preferibilmente in sede locale, al Manifesto nazionale. Si mettono in
rete persone, associazioni e gruppi che si riconoscono in orientamenti
comuni definiti a livello nazionale. Non sussistono vincoli rigidi di
appartenenza, né automatismi esecutivi rispetto a decisioni assunte in
qualunque sede. Persiste ed è auspicata, in ogni caso, la massima
autonomia dei nodi locali, delle associazioni e delle persone coinvolte.


2. La rete è un insieme di luoghi di incontro, confronto e relazione tra
persone che aprano e sperimentino nuove possibilità per l'azione
politica e sociale.

3. Privilegia l'impegno locale, coordinandolo e potenziandolo in rete,
in connessione a campagne ed altre reti nazionali ed internazionali.

4. Dà centralità ai contenuti, alle campagne, ai temi di lavoro, alle
competenze. La preminenza delle azioni concrete, l'importanza dei gruppi
di lavoro tematici e la loro diffusione e sviluppo appaiono punti comuni
per tutti.

5. Crede nelle potenzialità della nonviolenza e reputa suo impegno
primario approfondirle, esprimerle e realizzarle.

6. Valorizza le differenze e i contributi diretti e attivi di ciascuno
alla ricerca comune. Vuole favorire una crescita culturale di tutta la
rete e della società che tenga più conto delle differenze di genere.

7. Rifiuta la personalizzazione e la professionalizzazione dell'impegno
politico e vuole evitare di essere identificata dal grande pubblico con
una o più persone. Sostiene prioritariamente la partecipazione diretta
degli aderenti limitando formule di delega e di rappresentanza. In
questa chiave può essere letto anche l'orientamento ad escludere
l'adesione di partiti e sindacati in quanto tali.

8. Valorizza una scelta dei tempi funzionale ai metodi 'lillipuziani':
dà priorità ai suoi programmi, non si attiva ad ogni emergenza e non
vuole essere visibile ad ogni costo a scapito di una reale crescita del
movimento e di un suo reale radicamento nella società civile.

9. Promuove la fiducia in tutti gli aderenti alla rete che si
riconoscono nel Manifesto, siano essi singoli o rappresentanti di
associazioni, nella convinzione che tutti agiscono comunque nella
prospettiva di percorrere un cammino comune per raggiungere i medesimi
obbiettivi.

10. Favorisce la circolazione veloce ed esauriente dell' informazione in
modo da permettere la costruzione di processi basati sul consenso, dando
la possibilità ad ognuno d'intervenire per esprimere sia l'accordo che
il disaccordo.

11. Applica criteri di verifica costanti sulle modalità organizzative,
sul lavoro effettuato e gli eventuali incarichi affidati. Laddove vi
fossero incarichi di portavoce, referente, coordinatore o altro questi
devono essere vincolati a dei limiti temporali, definiti dalla durata
dell'iniziativa/campagna e/o da criteri di rotazione.



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Gio 1 Mag 2003 11:35 am

r.ventura@...
Invia email Invia email

Inoltra Messaggio #940 di 2598 |
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Ciao tutti, sono Roberta Ventura del nodo di Roma della Rete Lilliput. Ho conosciuto Fabrizio e Angela ad un corso con Mercedes Mas la bellezza di 3 anni fa. ...
Roberta Ventura
r.ventura@...
Invia email
1 Mag 2003
11:32 am

Ciao Roberta! Ti auguro di vivere in un VES molto presto. Noi abbiamo la fortuna di essere dentro un embrione di VES. Vienici a trovare! Mi piacerebbe molto...
Fabrizio Santori ...
santoripiano...
Offline Invia email
4 Mag 2003
12:15 pm
Avanzata

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