From: "The Climate Team" <climate@...>
To: <santori.pianoforti@...>
Sent: Thursday, April 05, 2001 7:31 PM
Subject: FLOOD BUSH ! climate e-protest needs your help!
>
> -- please distribute this eMail widely --
>
> SAVE THE CLIMATE TREATY !
>
> FLOOD GEORGE BUSH WITH YOUR E-MAILS!
>
> >Stop President Bush from betraying the UN climate change treaty!
>
> Last year the US blocked progress at negotiations in The
> Netherlands, now Texas oil-man President George W. Bush wants to
> destroy the Kyoto Protocol on climate change.
>
> Friends of the Earth asks people around the world to
> electronically flood the White House with protest E-mails.
>
> Let's give President Bush a taste of what climate change means
> and how much people are concerned about it.
>
> =========================
> Please cut and paste the message below into a new E-mail and send
> it to: PRESIDENT BUSH:
> president@...
> Please copy (CC) to: protest@... (IMPORTANT!)
> You can also send the letter via:
> http://www.foeeurope.org/climate
> =========================
>
> Dear President Bush,
>
> I call on you as President of the USA not to betray the Kyoto
> Protocol.
>
> The United States must live up to its commitment to the UN
> negotiations to prevent global warming. Sabotaging the Kyoto
> Protocol puts the USA into a position of environmental
> isolationism and makes it responsible for climate catastrophe.
>
> The US has one of the highest per capita CO2 emissions in the
> world. People around the world already faced with the first signs
> of climate change, suffering from floods and hurricanes, expect
> your country to be in the forefront of tackling climate change.
>
> An enormous potential of creativity, innovation and efficiency is
> there to be harvested once we have decided to really reduce CO2
> emissions. If you fail to reverse your decision to kill the Kyoto
> Protocol, future generations will not forgive you.
>
> President Bush, the science is clear and the international
> political will is there to tackle climate change. The US must
> join the world in fighting global warming!
>
> Sincerely,
> X
>
> =====================
>
> Background:
>
> - A White House spokesman said: "The president has been
> unequivocal. He does not support the Kyoto treaty." The Swedish
> Environment Minister described the move as "appalling and
> provocative".
>
> - Bush's campaign for presidency was backed and financed by major
> US oil giants, which campaigned against the international treaty
> to prevent global warming.
>
> - The US promised to cut their climate changing gases by 7% over
> 1990 levels before 2012 at the latest, but US emissions in fact
> rose by more than 10% between 1990 and 2000.
>
> The Climate Team @ Friends of the Earth
> questions/comments to: protest-comment@...
>
>
>
>
cari amici
sono molto contento di annunciarvi che il 21 aprile
sul programma Mediterraneo di Rai3 sarà trasmesso il
documentario che Nuccio Vara ha realizzato a Trappeto
un mese fa circa.
diffondete quanto più possibile questa
informazione.
un abbraccio a tutti
vito
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To unsubscribe from this group, send an email to:
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Fabrizio Santori
santori@...
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L'Associazione PAEA - Progetti Alternativi per l'Energia e l'Ambiente organizza al Centro per le energie rinnovabili e permacoltura SOLARIA un corso su: COSTRUZIONE DI UN FORNO SOLARE PER LA COTTURA DEI CIBI Dal 25 Aprile al 1 Maggio 2001 Nel corso teorico/pratico verrà dapprima illustrato il progetto e poi si procederà assieme alla costruzione del forno solare scegliendo i materiali idonei e valutandone le caratteristiche e modalità di impiego. Il tipo di forno che verrà costruito è ad alto rendimento con temperature che raggiungono i trecento gradi e al suo interno può essere cotto qualsiasi cibo come in un qualsiasi altro forno. Ingrediente essenziale : una giornata di sole. Alla fine del corso verrà rilasciato ai partecipanti un manuale per poter realizzare un forno solare come quello che è stato costruito durante il corso. Per informazioni ulteriori Associazione PAEA Tel/Fax 0522/605251 Email paea@...
Centro Solaria Tel 0328/4817529 >
Per ritirare la sottoscrizione a questo gruppo, inviare un'e-mail a ecosolidale-unsubscribe@egroups.com
Mi chiamo Renzo Samaritani (Mut@nte Ramananda) e rappresento il
progetto "Citta' dei Mut@nti" (www.akhetaton.it) che conta al momento
poco piu' di cinquanta membri.
un Cosmico Abbraccio
Renzo Samaritani
(Mut@nte Ramananda)
Citta' dei Mut@nti
www.akhetaton.it
coordinatore
Ciao Renzo, benvenuto ne..."la Rete delle Reti".........
come vedi ci si incontra un po' tutti, tra affini mut@nze,
prima o poi.
Saluti G@ng@
e buon lavoro.
----- Original Message -----
From: Renzo Samaritani <cakhet@...>
To: <ecosolidale@it.egroups.com>
Sent: Wednesday, April 11, 2001 2:26 AM
Subject: [VES] Mi presento
> Mi chiamo Renzo Samaritani (Mut@nte Ramananda) e rappresento il
> progetto "Citta' dei Mut@nti" (www.akhetaton.it) che conta al momento
> poco piu' di cinquanta membri.
>
> un Cosmico Abbraccio
>
> Renzo Samaritani
> (Mut@nte Ramananda)
> Citta' dei Mut@nti
> www.akhetaton.it
> coordinatore
>
>
> Per ritirare la sottoscrizione a questo gruppo, inviare un'e-mail a
> ecosolidale-unsubscribe@egroups.com
>
>
>
eh eh.... si.... vedo..... Un bacione a te ed un abbraccio a tutti.
Rama
> Ciao Renzo, benvenuto ne..."la Rete delle Reti".........
> come vedi ci si incontra un po' tutti, tra affini mut@nze,
> prima o poi.
> Saluti G@ng@
> e buon lavoro.
----- Original Message -----
From: Lepre Viola
To: Rive list
Sent: Friday, April 06, 2001 10:21 AM
Subject: Fw: Incontro di Rive, relazione
Buongiorno a tutti,
Ecco la relazione dell'incontro degli ecovillaggi, svoltosi a Torri Superiore lo
scorso 30 marzo, 1 aprile.
Per quanto riguarda l'incontro estivo a Damanhur, potete prenotare a questo
recapito, entro il 30 giugno:
Husky Vaniglia
tel 0124 512226
cell 0348 3423798
fax 0124 512237
e-mail: husky@...
10080 Baldissero Canavese
con voi
lepre viola
Lepre Viola
Damanhur Federation
10080 Baldissero C.se - ITALY
tel/fax +39.0124.512184
mobile +39.348.3314064
lepre@...
http://www.damanhur.org
Incontro di Rive a Torri Superiore - 30 Marzo e 1 Aprile 2001
(Rete Italiana Villaggi Ecologici)
Sono presenti all'incontro:
AAM Terranova (Mimmo Tringale)
Gli Elfi (Mario Cecchi)
Federazione di Damanhur (Lepre Viola)
Damanhur Tentyris (Cigno)
La comune di Bagnaia (Guerrino Degli Esposti)
Torri Superiore (Antonella Rauseo, Cristina Evangelisti, Massimo Candela )
Upacchi (Eva Lotz)
Villaggio Verde (Carlo Sestito)
GEN-Europe (Lucilla Borio)
Ordine del giorno:
1. Costituzione di Rive come Associazione di Promozione Sociale
2. Adesione di Rive al CONACREIS
3. Iscrizione a GEN
4. Festambiente, a Grosseto dal 3 al 19 agosto 2001
5. Incontro estivo a Damanhur, 25-29 luglio 2001
6. Guida agli eco villaggi Italiani
7. Varie ed eventuali
Costituzione di Rive come Associazione di Promozione Sociale
Si costituisce un gruppo di lavoro con il compito di scrivere lo statuto
dell'Associazione. Il gruppo formato da Eva Lotz (Upacchi), Elfo Frassino
(Damanhur), Mario Cecchi (Elfi), Mimmo Tringale (AAM) si incontrerà a Firenze
fra il 24 e il 26 aprile prossimi.
Adesione di Rive al CONACREIS
Valutata la possibilità di iscriversi al Conacreis, Guerrino muove alcune
perplessità. Viene deciso di chiedere un incontro a Lucia d'Arbitrio o,
possibilmente, partecipare ad un incontro del Conacreis (a Firenze, nelle stesse
date di cui sopra) per chiarire la politica e i passi futuri del Conacreis
stesso.
Iscrizione a GEN
Si verifica la data di scadenza che è luglio 2001.
Festambiente, a Grosseto dal 3 al 19 agosto 2001
Abbiamo la possibilità di avere uno stand misto con AAM Terranova (che ha
offerto 1 pagina di pubblicità per l'iniziativa, in cambio dello stand). Ci
hanno anche offerto una giornata (pomeriggio e sera) da dedicare agli
ecovillaggi. Dopo aver valutato idee e proposte, decidiamo di utilizzare tutto
lo spazio offertoci, valorizzando, soprattutto la serata in cui ci sarà, quasi
sicuramente, più gente.
Occorre che ogni ecovillaggio copra almeno 3 giorni. Attendiamo la conferma
con la data della nostra conferenza e, entro Pasqua, faremo un calendario delle
presenze (se ne occupa Mimmo).
Siccome c'è un pubblico di circa 100.000 presenze, valutiamo di preparare un
pieghevole divulgativo su Rive e sui singoli ecovillaggi (se ne occupano Lucilla
e Lepre).
Si farà anche uno striscione, viene chiesto a Damanhur di occuparsene.
C'è, inoltre la possibilità di esporre e vendere i prodotti dei singoli
ecovillaggi. Questa inizizativa sarà autogestita dai singoli, con la possibilità
di raccogliere tutto il materiale (non troppo) durante l'incontro a Damanhur che
sarà pochi giorni prima di Festambiente. Quindi, chi scenderà a fare il primo
turno potrà, eventualmente e gentilmente, portare tutto a Grosseto, da subito.
Lucilla si occupa di organizzare la mostra fotografica di GEN.
Sintesi del Materiale occorrente:
- volantino divulgativo (10.000 copie)
- eventuali pieghevoli dei singoli ecovillaggi
- prodotti per la vendita
- mostra fotografica di GEN
- foto ecovillaggi
- striscione
INCONTRO DAMANHUR
L'incontro si svolgerà presso la comunità di Tentyris. Ci sono circa 100/120
posti disponibili fra tende, roulotte, foresterie. Eventualmente, se ci fossero
più persone, si potrà pensare ad una collocazione diversa.
L'arrivo degli ecovillaggi è previsto per il 25 sera, il 26 l'incontro è
riservato ai soci di Rive con la presentazione dello statuto e varie.
Per il 26, in serata sono previsti i primi arrivi delle persone.
Il programma per il 27: al mattino presentazione di Gen, di Rive e degli eco
villaggi (10 minuti a testa, dedicati agli aggiornamenti), a cui seguirà una
fase dinamica. Nel pomeriggio, è prevista una passeggiata e visita ai territori
di Tentyris, alle 17 ci si rincontra per la presentazione dei nuovi progetti.
Dopo cena, improvvisazione teatrale e dinamiche con coinvolgimento del pubblico.
Sabato 28 e domenica 29 sono dedicate al Convegno su Energie e tecnologie
appropriate.
Cigno si occupa di fare una proposta per i relatori.
Il Convegno utilizza come tema conduttore gli elementi. Al sabato mattina,
lavoreremo sull'acqua, al sabato pomeriggio su terra e aria, alla domenica
mattina su sole/fuoco.
AL sabato sera ci sarà una festa musicale e danzante.
La conclusione dei lavori è prevista per la tarda mattinata e il pomeriggio è
libero per il mercato che si svolgerà a Damjl (Damanhur). Tutti gli ecovillaggi
che vogliono esporre o vendere prodotti, sono invitati a partecipare.
L'iscrizione all'incontro è di 10.000 e prevede anche l'iscrizione
all'associazione Tentyris (copertura legale e assicurazioni). Lepre si occupa
del volantino di presentazione (preventivo per 1000, 3000, 5000 copie).
Lucilla si occupa di definire un possibile parziale finanziamento di GEN
Europe.
Guida Ecovillaggi
Si crea un nuovo gruppo di lavoro, formato da Mimmo, Lepre, Lucilla e
Cristina.
Ci si divide ed organizza il lavoro. Lepre raccoglierà tutto il materiale (o
l'elenco del materiale) esistente, sentendo anche Elena di Lumen. Lucilla e
Cristina di occuperanno dei progetti e delle iniziative. Mimmo farà l'editing.
Si decide di stampare un libro formato standard, con copertina a colori ed
interno in bianco e nero, con fotografie.
Sia Mimmo che Lepre si occuperanno dei preventivi.
Il libro verrà sostenuto da Damanhur, AAM, Gen Europe e in parte da tutti gli
ecovillaggi. Questi enti anticiperanno il denaro necessario alla stampa ed
avranno in cambio un proporzionale numero di copie di libri. Il restante numero
sarà a disposizione di Rive per auto-finanziarsi e per la promozione.
Sito di AAM
Il nuovo sito offre delle pagine dedicata agli ecovillaggi. Ognuno di noi si
fa carico di far pervenire a Mimmo i testi da pubblicare e gli eventuali link.
Lucilla richiede un migliore coordinamenti con le pagine in Italiano del sito
GEN-Europe.
Situazione cassa
Si verifica la situazione economica che è felicemente rosea!!!!! Si
rimpinguano le finanze con le nuove iscrizioni per il 2001.
L'incontro termina con un luculliano pasto curato dallo staff di Torri che ci
ha nutriti - abbondantemente - per tre giorni.
Durante la serata di sabato, tra l'altro, Lucilla, Antonella, Cristina,
Massimo e Stefano ci hanno intrattenuti con le diapositive del loro viaggio in
Guinea.
Arrivederci a luglio.
Appunti presi da Lepre Viola e corretti con Mimmo Tringale e Lucilla Borio.
___________________________________________
SANTORI PIANOFORTI
Via San Bernardino 16/a
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TiscaliNet, libero accesso ad Internet.
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Vi prego di far precedere l'oggetto di messaggi non proprio attinenti alla
mailing list del VES (villaggio ecologico solidale) con le lettere OT
(off topic)
Questo, come richiesto caldamente da piu' parti, per dare la possibilita'
di selezionare a priori i messaggi a chi vuole leggere solamente quelli
strettamente attinenti all'argomento.
Grazie
Fabrizio Santori
del
Villaggio Ecologico Solidale
santori@...
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WOL Webmail - http://www.wol.it
Jeremy Rifkin aprirà a Rimini la Conferenza internazionale sul turismo
sostenibile
* La Conferenza si terrà dal 28 al 30 giugno al Palacongressi di Rimini
* La sfida di un'industria delle vacanze compatibile con l'ambiente
raccolta da una realtà ad alto sviluppo turistico come l'area riminese
* Sarà presentato uno studio di carrying capacity sul territorio della
provincia di Rimini
* Il progetto sperimentale di un marchio ecologico per gli alberghi
* A Rimini anche la convention di Tour Operators Iniziative
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Fabrizio Santori
santori@...
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Il gestore della nostra mailing list e' stato assorbito da Yahoo
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Tutto continuera' a funzionare come prima ma si potranno utilizzare
anche i seguenti nuovi indirizzi:
Per inviare messaggi/Post message: ecosolidale@yahoogroups.com
Per iscriversi alla Mailing List / Subscribe: ecosolidale-
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Per Cancellarsi / Unsubscribe: ecosolidale-
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Per accedere al sito della Mailing List e Condivere e mettere in
condivisione Foto, Documenti Links ecc :
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Ricordo che quando si inviano messaggi di argomento non strettamente
correlato al villaggio ( come succede spesso) e' GENTILMENTE
richiesto di anteporre all'oggetto le lettere OT
Questo permettera' di non aprire il messaggio a chi e' interessato
strettamente a quelli del Villaggio Ecologico Solidale.
Grazie
Saluti
Fabrizio
>
> E' l'appello di Bobbio: leggilo. Se lo condividi, firma con
il tuo nome e
> fallo girare.
>
> ----------
> E' necessario battere col voto la cosiddetta "Casa delle
libertà".
> Destra e sinistra non c'entrano: è in gioco la democrazia.
> Berlusconi ha dichiarato di voler riformare la prima parte
della
> Costituzione, e cioè i valori fondamentali su cui poggia la
Repubblica
> italiana. Ha annunciato una legge che darebbe al Parlamento
la facoltà di
> stabilire ogni anno la priorità dei reati da perseguire. Una
tale legge
> subordinerebbe il potere giudiziario al potere politico,
abbattendo così
> uno dei pilastri dello Stato di diritto.
> Oltre a ciò, Berlusconi, già più volte condannato e indagato
in Italia e
> all'estero, per reati diversi, fra cui uno riguardante la
mafia, insulta i
> giudici e cerca di delegittimarli in tutti i modi, un fatto
che non ha
> riscontri al mondo. Ma siamo ancora un paese civile?
> Chi pensa ai propri affari economici e ai propri vantaggi
fiscali governa
> malissimo: nei sette mesi del1994 il governo Berlusconi dette
una prova
> disastrosa.
> Gli innumerevoli conflitti d'interesse creerebbero ostacoli
tremendi a un
> suo governo sia in Italia sia, e ancora di più, in Europa.
> Le grandiose opere pubbliche promesse dalla "casa delle
libertà"
dovrebbero
> essere finanziate almeno in gran parte col debito pubblico:
ciò ci
> condurrebbe fuori dall'Europa.
> A coloro che, delusi dal centrosinistra, pensano di non
andare a votare,
> diciamo: chi si astiene vota Berlusconi.
> Una vittoria della "casa delle libertà" minerebbe le basi
stesse della
> democrazia.
>
> 1) Norberto Bobbio
> 2) Alessandro Galante Garrone
> 3) Paolo Sylos Labini
> 4) Paola Amedola
> 5) Giovanni Bachelet
> 6) Roberto Benigni
> 7) Margherita Hack
> 8) Rita Levi Montalcini
> 9) Antonio Giolitti
> 10) Andrea Camilleri
> 11) Diego Novelli
> 12) Antonio Tabucchi
> 13) Elena Gianini Belotti
> 14) Paolo Flores d'Arcais
> 15) Nino Caponnetto
> 16) Clotilde Pontecorvo
> 17) Massimo Caviglia
> 18) Dino Foa
> 19) Elio Veltri
> 20) Enrico Modigliani
> 21) Lucio Pietrantoni
> 22) Gennaro Sasso
> 23) Renata Gaddini
> 24) Laura Grassi
> 25) Aldo Visalberghi
> 26) Cristina Russo
> 27) Cecilia Cagnola
> 28) Michele Girardi
> 29) Luca Battaglini
> 30) Giovanni Mirabella
> 31) Anna Paola Ercolani
> 32) Angioletta Sereni
> 33) Diego Zani
> 34) Camillo Pregnolato
> 35) Emilia Bitossi
> 36) Roberta Pizzullo
> 37) Sergio Cossu
> 38) Magda Mandrioli
> 39) Alessandro Piccolo
> 40) Susanna Bianconi
> 41) Fabrizio Fassio
> 42) Elisabeth Boeke
> 43) Nicola Mazzarotto
> 44) Eduardo Missoni
> 45) Giorgio Dall'Aglio
> 46) Laura Novelli Dall'Aglio
> 47) Wanda Botti
> 48) Bruna Rambaldi
> 49) Carla Rambaldi
> 50) Paola Bottoni
> 51) Loredana Giani
> 52) Andrea Frova
> 53) Cesare Biondelli
> 54) Piergiorgio Battistelli
> 55) Claudia Terracina
> 56) Rosetta Mazzone
> 57) Marta Fiore
> 58) Antonio Monari
> 59) Lara Bellini
> 60) Pierangelo Borsa
> 61) Silvia Borsa
> 62) Stefano Borsa
> 63) Annalisa Iannacci
> 64) Gabriele Pallotti
> 65) Paola Muscetta
> 66) Mario Mattioli
> 67) Maria Antonietta Casamassima
> 68) Rosella Melis
> 69) Claudia Finzi
> 70) Comitato Giuseppe Lazzati per la Costituzione
> 71) Enrico Onofri
> 72) Lucia Mason
> 73) Carlo Montenegro
> 74) Gianni Mula
> 75) Diana Goldschmied
> 76) Paolo Aite
> 77) Sergio Rostagno
> 78) Sonia Ercolani
> 79) Donatella Diamanti
> 80) Elena Gallo
> 81) Carlo Gallo
> 82) Gabriele Gallo
> 83) Annarosa Luzzatto
> 84) Rebecca Pambianco
> 85) Ines Vedovato
> 86) Elena Lorenzoni
> 87) Stefano Lorenzoni
> 88) Alberto Lorenzoni
> 89) Loris Mazzer
> 90) Silvio Della Torre
> 91) Daniela Foray
> 92) Erminio Capitani
> 93) Lella Costa
> 94) Bortolo Centeleghe
> 95) Paolo Centeleghe
> 96) Giuseppe Golini
> 97) Sara Cornali
> 98) Chiara Furiani
> 99) Marco Musella
> 100) Lavinia Azzone
> 101) Alessandro Azzone
> 102) Massimiliano Azzone
> 103) Mario Colombo
> 104) Rossella D'Alfonso
> 105) Teresa Calvano
> 106) Greta Spagnoli
> 107) Giulia Migliaccio
> 108) Stefano Rosso
> 109) Massimo Gentile
> 110) Francesca Pico
> 111) Pablo Armellino
> 112) Vera Orano
> 113) Gianni Rigamonti
> 114) Giacomo D'Urso
> 115) Adele Mazzotti
> 116) Gabriella Fabbricino Trivellini
> 117) Luciano Celi
> 118) Carlo Natali
> 119) Paolo Pontiggia
> 120) Fabrizia Marangon
> 121) Stefano Minardi
> 122) Claudio Lamberti
> 123) Irene Carlone
> 124) Luciana Arnulfo
> 125) Umberto Arru
> 126) Bartolomea Alasia
> 127) Francesco Lisa
> 128) Tommaso Lisa
> 129) Sergio Lisa
> 130) Monica Fiorini
> 131) Giusy Lauriola
> 132) Filippo Fossati
> 133) Cristina Coiutti
> 134) Paola Placidi
> 135) Sabrina Pasquini
> 136) Francesco Di Cataldo
> 137) Edisetta Pozzati
> 138) Alessia Folcio
> 139) Sara Veronesi Drews
> 140) Piera Maggi
> 141) Marco Minelli
> 142) Enrico Peppe
> 143) Viviana Tarantino
> 144) Eleonora Fioravanti
> 145) Luca Bergamo
> 146) Mario Cambi
> 147) Diego Papaccio
> 148) Maria Antonietta Nigro
> 149) Giulio Mozzi
> 150) Angelo Ferrarini
> 151) Maria Elda Muzzani
> 152) Emmanuele Ferrarini
> 153) Angelo Fiocco
> 154) Marinella Lombini
> 155) Franco Bomprezzi
> 156) Andrea Pedrana
>157) Simonetta Sulis
158) Ester Forno
159) Giuseppa Michela Contini
160)Chiara Ottaviano
Ciao a tutti
dove possiamo avere piú informazioni sulla conferenza?
Lucilla
>Jeremy Rifkin aprirà a Rimini la Conferenza internazionale sul turismo
>sostenibile
>
>* La Conferenza si terrà dal 28 al 30 giugno al Palacongressi di Rimini
>* La sfida di un'industria delle vacanze compatibile con l'ambiente
>raccolta da una realtà ad alto sviluppo turistico come l'area riminese
>* Sarà presentato uno studio di carrying capacity sul territorio della
>provincia di Rimini
>* Il progetto sperimentale di un marchio ecologico per gli alberghi
>* A Rimini anche la convention di Tour Operators Iniziative
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Lucilla Borio
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Date: Monday, April 23, 2001 at 06:15:59 PM
From: rive@... <rive@...>
Subject: Fw: dalla Federazione di Damanhur a RIVE
---------------------------------
Quello che segue è il carteggio avuto fra Damanhur, Lucilla di Torri Superiore e
Mimmo Tringale a seguito della richiesta delle quattro comunità di Damanhur
(Etulte, Damjl, Rama e Pan) che ancorano non erano iscritte alla rete (lo sono
attualmente la Federazione e la comunità di Tentyris) di entrare in
Rive.Rispondiamo attraverso la mailing list perché crediamo che sia importante e
utile per tutti prendere parte a questa riflessione. La prima lettera è la
nostra risposta, segue tutto lo scambio di mail.
Cari Lucilla e Mimmo, cari eco villaggi,
Sinceramente siamo rimasti turbati dalle vostre risposte.
Ciò che emerge in maniera chiara e forte da quanto voi scrivete è un forte
timore generale nei confronti di Damanhur, generato non si sa bene da che cosa.
Parlate di posizioni e di peso, addirittura di squilibrio, ma alla luce di
quanto fatto fino ad ora ci chiediamo, con preoccupazione, durante tutto questo
tempo in cui abbiamo lavorato insieme (almeno durante gli ultimi due/tre anni)
,dove eravamo tutti da non vedere contrapposizioni e tali divergenze d'idee che,
con un aumento della rappresentanza damanhuriana dovrebbero creare problemi alla
rete.
Ci è sembrato, fino ad ora, di aver abbondantemente contribuito allo sviluppo di
Rive, in perfetto accordo con le idee di tutti.
Ma, parlando anche ad un altro livello, ci chiediamo a quali altri gruppi,
ecovillaggi o presunti tali sia mai stata posta una così severa censura fino ad
oggi da chiedere l'uscita dalla Rete.
Vedete, Damanhur esiste da 25 anni, esiste così com'è, così come vedete e così
come la spieghiamo ogni volta che ne parliamo. Noi crediamo che sia vero e
funzionale ciò che esiste, ciò che permane nel tempo e ciò che trova una sua
convalida nell'esperienza continua.
Noi esistiamo con questa formula: cinque comunità diverse, con funzioni
differenziate, con obiettivi integrati e complementari, più una Federazione che
le collega, le mette a confronto, le stimola a crescere e a svilupparsi su più
fronti.
Probabilmente, nel giro di qualche anno, aumenteremo di numero e di comunità. La
nostra direzione è quella di esaltare così tanto le diversità da far sì che, non
appena ne saranno in grado, ogni nostro nucleo (e parlo di gruppi di 12/18
persone) diventi una comunità a sé stante. Arriveremo così presto magari a 50
comunità, anziché 5.
E continueremo a presentarci per quello che siamo e ad agire ed operare
sfruttando la nostra diversità e portando questa integrazione di diversità come
esempio nel Mondo.
Ci sembrava che negli intenti di Rive fosse proprio inclusa questa
valorizzazione delle diversità e delle singolarità.
Ora ci state dicendo che, proprio perché siamo cinque comunità diverse, ma unite
da un filo di pensiero comune, dovremmo essere discriminate?
Ci state dicendo che non volete la rappresentanza delle nostre comunità perché
queste funzionano e sono state in grado di accogliere, negli anni, centinaia di
persone?
Forse che il fatto di funzionare, di avere successo, di crescere, anziché essere
indici di salute sociale, culturale, economica e ideale devono diventare
handicap?
Che cosa c'è di diverso, di alternativo, di ecologico nel vostro pensiero che
non abbiano già espresso, imposto e utilizzato i regimi, le religioni, gli stati
totalitaristi?
Ci stupiamo di te, Lucilla, quando dici che Findhorn è fuori dalle reti inglesi:
ci stai chiedendo di uscire da Rive? Proprio tu che rappresenti GEN, che parla
di tolleranza, di valorizzazione delle caratteristiche di ognuno, di collegare
le realtà?
E ti chiediamo, caro Mimmo, chi o cosa rappresenti tu? A nome di chi parli?
Quante persone, esseri umani sono dietro le tue parole, i tuoi pensieri?
Parli di democrazia, in nome della quale ci neghi il diritto di esprimere quello
che siamo?
Durante questi anni di lavoro insieme, abbiamo fatto tante cose e nelle quantità
di parole dette - a volte, purtroppo sprecate, durante gli incontri - non
abbiamo mai e in nessun caso fatto pesare a nessuno il fatto che parlavamo a
nome di una Federazione di cinque comunità e di 800 persone, contrariamente a
chi parlava a titolo unicamente personale.
Rive ragiona per logica comunitaria, (c'è chi fa parte di Rive pur non essendo
un ecovillaggio, c'è chi ne fa parte a livello individuale - addirittura Mimmo
che ne ha la segreteria non vive ne' in un ecovillaggio, ne' in un progetto
simile), bene, noi siamo cinque diverse comunità. Lo ripetiamo: ne siamo
orgogliosi. Questo è il nostro modo di essere e, se la rete sceglierà di
esprimere nella concretezza i suoi ideali, il modo in cui continueremo a far
parte di Rive.
Desidereremmo avere un'espressione collettiva e motivata a questo proposito.
Noi siamo con voi
Lepre Viola- Elfo Frassino per la Federazione
Cigno - Husky Vaniglia per Tentyris
Scoiattola Ruta per Etulte
Cernia Malva per Rama
Gattopardo Tek per Damjl
Medusa Silene per Pan
Segue carteggio dettagliato
----- Original Message -----
From: Lepre Viola <lepre@...>
To: Lucilla Borio <Cc: <>; Editrice AAMTerra Nuova
<info@...>
Sent: Friday, April 20, 2001 4:07 PM
Subject: Re: volantino
>
> Devo essere sincera con te e spero riuscire ad esprimermi bene.
> Sono combattuta tra due sentimenti opposti: da una parte mi fa molto
> piacere che anche le altre comunitá si coinvolgano di piú nel lavoro
> della rete RIVE, e credo che questo sia positivo anche per Damanhur;
> dall´altro, realisticamente, mi spaventa un po´il fatto che Damanhur
> avrebbe, da sola, quasi lo stesso peso di tutti gli altri villaggi
> partecipanti alla rete in termini di voti e di presenza. E´vero che
> numericamente siete molti di piú di tutti gli altri messi insieme, ma
> mi viene il dubbio che questo possa creare uno squilibrio al nostro
> interno e scoraggiare l´adesione da parte di altre realtá ancora in
> crescita. Vorrei che ne riparlassimo insieme quando ci incontriamo il
> primo giorno del convegno per valutare come muoverci a vantaggio di
> tutti.
>
>
> Cara Lucilla,
>
> ho letto con interesse le tue considerazioni e apprezzo la tua chiarezza e
> il tuo essere franca.
> Ti sei espressa benissimo e capisco il tuo pensiero, seppure non lo
> condivida.
>
> Quando tre anni fa Damanhur si è iscritta a GEN, l'allora consiglio - di
cui
> tu stessa facevi già parte - ci chiese chiaramente di lavorare con la rete
> italiana che, a vostro avviso, aveva anche necessità di un nostro
supporto.
> Tu ed io abbiamo parlato molte volte di questo, delle ragioni per cui
> Damanhur - per un certo periodo - non ha più lavorato strettamente con la
> rete (sebbene, nello stesso periodo, abbia assiduamente lavorato con
alcune
> comunità per creare il CONACREIS e tutto quanto ne ha conseguito), delle
> reciproche perplessità, della nostra disponibilità. Da questo, se ricordi,
> ne è nato l'incontro qui a Damanhu che, mi sembra, sia servito per dare un
> nuovo impulso alla rete stessa e abbia aiutato ad arrivare all'attuale
modo
> di lavorare.
>
> Damanhur, da subito, si è presentata come una realtà complessa e formata
> dalla Federazione e da più comunità (che da allora ad oggi sono aumentate
di
> numero ed arrivate alle attuali 5): mi sembra che questa sia esattamente
la
> concretizzazione di una delle idee base di Gen, cioè di una "rete di
reti".
>
> Agli incontri di Rive hanno partecipato, oltre a me, a turno,
rappresentanti
> delle singole comunità (Elfo e Alpaca per Etulte, Husky per Damjl, Gorrila
e
> Cigno per Tentyris, Guanaco per Rama, e altri) in quanto tali.
> Già quando si parlò del libro per la prima volta, spiegammo chiaramente
che
> avremmo presentato le singole realtà.
> Per noi è importante che ogni comunità esprima e rappresenti la propria
> singolarità e la propia diversità, così come la Federazione rappresenta la
> nostra unità ed identità comuni.
>
> Grazie alle comunità si è potuto fare l'incontro qui a Damanhur due anni
fa
> (lo ospitò Etulte), abbiamo partecipato a tutti gli incontri della reta,
si
> potrà fare l'incontro estivo (Tentyris). Si può pubblicare il libro che
> verrà sponsorizzato oltre che dalla Federazione da ogni singola realtà
> comunitaria.La nostra partecipazione a Festambiente, lo striscione che
> faremo (per Mimmo: gratis) si potranno realizzare grazie al lavoro delle
> singole comunità.
>
> Sì, siamo tanti e di questo - ti confesso - ne siamo pienamente
orgogliosi,
> abbiamo comunità ben strutturate e, ad essere osservatori onesti, possiamo
> dire che ciascuno dei nostri nuclei conta tante persone quante - e a
volte,
> purtroppo, di più - della maggior parte degli eco villaggi italiani (Elfi
a
> parte). Credo che questo sia un merito, piuttosto che un problema.
> Fino a questo momento abbiamo fatto le nostre scelte, portato avanti le
> nosre battaglie (vedi CONACREIS, di cui tutti ora possono trarne i
frutti),
> creato e ingrandito le nostre realtà grazie al lavoro di tutti e senza
> dipendere da nessuno.
>
> Abbiamo sempre messo a disposizione di tutti coloro che ce l'hanno chiesto
> la nostra esperienza, le nostre capacità, il nostro supporto. Anche con
> Rive, anche con GEN.
> Abbiamo insegnato ed imparato da questo.
> Quello che facciamo, sia all'interno che all'esterno di Damanhur, è ciò in
> cui crediamo: in un futuro basato sulla cooperazione di tante comunità che
> scambiano, che commerciano, che collaborano che si arricchiscono dalla
> reciproca diversità.
>
> Onestamente, non sono in grado di risolvere il tuo problema, pur
> rispettandone le ragioni che gli danno origine.
> Credo che, fino ad oggi, per Damanhur abbiano parlato i fatti e credo che
il
> nostro contributo - come quello di tutti - abbia portato ricchezza ed
> energia alla rete. Non so che cosa consideriate importante: lo spazio
> lasciato alla paura di qualcosa che "potrebbe" essere o quanto fatto e
> portato fino ad ora.
> Se Rive vuol "correre" questo rischio oppure no, dipende dalle vostre
> scelte.
> Vorrei però che questo venga definito al più presto, perchè lo spirito con
> cui ospiteremo l'incontro estivo vorrebbe essere il più sereno e chiaro
> possibile.
>
> Mi piacerebbe sapere che cosa ne pensano anche gli altri.
>
> grazie
>
> io sono con voi
> lepre viola
>
>
>
>
>
----- Original Message -----
From: Lucilla Borio
To: Lepre Viola
Cc: lacomune.bagnaia@... ; info@...
Sent: Monday, April 23, 2001 11:12 AM
Subject: Re: volantino
Cara Lepre,
vorrei chiarire che non ho mai messo in dubbio la validitá e la generositá di
Damanhur nel contribuire al movimento del RIVE e del GEN, né tantomeno la grande
rilevanza che la vostra Federazione di Comunitá a livello nazionale (e non
solo). Il mio commento si riferisce piuttosto alla esiguitá numerica dei
partecipanti alla rete italiana, rappresentativi a loro volta di gruppi piccoli
in confronto alle vostre comunitá. Per esperienza so che gli equilibri interni
delle reti sono delicati e vanno tenuti nella dovuta considerazione. Ad esempio,
la rete scozzese "Sustainable Communities Network Scotland" non comprende
Findhorn, perché a dire degli organizzatori le piccole realtá nascenti si
sentono schiacciate dal peso di un gruppo cosí grande, ben organizzato e
internazionalmente riconosciuto (questa era la situazione nel 2000, da parecchio
tempo non ho contatti con Greig Robertson). Né Findhorn fa parte di EVNUK
(Ecovillage Network of the UK), con cui anzi i rapporti sono un po´ fred
dini.
Storicamente, ho visto spesso nascere conflitti e tensioni in gruppi che
presentano vistosi squilibri di forze, con conseguenti perdite di tempo ed
energia per tutti, cosa che dopo anni siamo finalmente riusciti ad evitare nel
RIVE.
Come segretaria del GEN-Europe ti porto l´esperienza di quanto accade altrove
e invito anche gli altri ad una riflessione sulle prospettive future del RIVE,
che al momento é una delle reti piú dinamiche e eterogenee.
Sarebbe da parte mia superficiale non richiamare la nostra attenzione su
tematiche cosí rilevanti, che hanno solide radici nella storia del movimento
"alternativo" che sta cuore a tutti noi.
Onestamente, non sono in grado di risolvere il tuo problema, pur
rispettandone le ragioni che gli danno origine.
Non credo che si tratti di un "mio" problema, e naturalmente non ti chiedo di
risolverlo, ma piuttosto di aprire un dibattito importante per tutti. Dal
confronto aperto e sincero non possono che emergere benefici ed i presupposti
per una crescita sana del nostro gruppo.
Vorrei però che questo venga definito al più presto, perchè lo spirito con
cui ospiteremo l'incontro estivo vorrebbe essere il più sereno e chiaro
possibile.
Mi piacerebbe sapere che cosa ne pensano anche gli altri.
Concordo con te, e spero che Mimmo e Bagnaia vogliano al piú presto
contribuire al dibattito.
Un saluto costruttivo e sicero a tutti,
Lucilla.
----- Original Message -----
From: " Editrice AAMTerra Nuova" <info@...>
To: "Lepre Viola" <lepre@...>; "Lucilla Borio"
<lucilla@...>; <lacomune.bagnaia@...>
Sent: Monday, April 23, 2001 1:48 PM
Subject: Per Lepre da Mimmo
Cara Lepre Viola, quando hai annunciato l'adesione al Rive di altre comunità
di Damanhur anch'io ho avuto le perplessità che poi Lucilla ha espresso;
scrivo perché mi piacerebbe trovare le ragioni che ci possono fare lavorare
insieme, anziché vedere solo quelle che possono ostacolare la
collaborazione. Sicuramente è una questione che meriterebbe più spazio e
tempo, ma mi sembra un'occasione molto interessante di crescita per il Rive.
Innanzitutto due considerazioni: se proviamo a contarci, i soci reali del
Rive sono si e no una decina, se cinque di questi sono comunità della
federazione di Damanhur è evidente che lo squilibrio è notevole. Come
superarlo? Immagino già estenuati assemblee per cercare una soluzione che
non ci può essere. E' un dato di fatto che oggi l'esperienza di Damanhur è
la più importante in Italia e una delle più significative del mondo; al suo
confronto la rete italiana degli ecovillaggi è un neonato ai primi passi. E'
proprio questo che rende difficile il confronto tra queste due realtà.
D'altra parte non si può affrontare il problema della presenza delle
comunità di Damnahur all'interno del Rive con la stessa ottica delle
alleanze politiche, io peso tot, controllo tot voti e voglio più visibilità,
più voti e potere possibile. Ai damanhuriani chiedo di dare una esemplare
lezione di democrazia agli ecovillaggi italiani, rinunciando al peso
politico reale che le sue comunità meriterebbero. Si potrebbe introdurre
nello statuto del Rive un articolo che stabilisce, in caso di comunità
federate tra loro, di iscrive solo la federazione in rappresentanza
delle diverse comunità. In pratica, quello che chiedo alle comunità di
Damanhur è un passo indietro per fare crescere il Rive ed evitare inutili
diatribe sulla democrazia, la rappresentatitività, il diritto di voto ecc.
Qui si tratta di inventarsi un criterio che non ha criterio, una regola che
non c'è. E' possibile?
Mimmo
--
TiscaliNet, libero accesso ad Internet.
http://www.tiscalinet.it
Date: Tuesday, April 24, 2001 at 05:44:35 PM
From: rive@... <rive@...>
Subject: R: dalla Federazione di Damanhur a RIVE
---------------------------------
Cari amici,
riguardo al carteggio nato a seguito della richiesta
delle quattro comunità di Damanhur di iscriversi al RIVE, raccolgo
l'appello di Lepre Viola ad esprimere un'opinione motivata. Credo che le
obiezioni di Lucilla e di Mimmo non siano del tutto prive di fondatezza,
ma nello stesso tempo comprendo l'esigenza della Federazione damanhuriana
di manifestare apertamente e concretamente la propria realtà. Non mi
sembra però che Lepre Viola abbia risposto adeguatamente alle legittime
perplessità espresse da Lucilla e Mimmo circa l'equilibro interno alla
Rete degli ecovillaggi. Non è una risposta dire: "Onestamente non sono in
grado di risolvere il tuo problema, pur rispettandone le ragioni che gli
danno origine". Anch'io al momento non ho soluzioni da suggerire, salvo il
ritenere opportuno continuare a discuterne pacatamente e proporre una
riflessione di tipo filosofico: nel mondo relativo delle cose nessuna
posizione è mai completamente giusta o sbagliata; sarebbe dunque opportuno
tentare sempre di comprendere l'elemento valido nel punto di vista di chi
ci sta di fronte. In questo caso abbiamo una spinta all'apertura e una
spinta a porre dei limiti; entrambe le posizioni hanno una loro validità:
se ci si apre a dismisura ci si disperde o si devia dall'intento
originario, se ci si chiude troppo non si cresce e matura. Spero in ogni
caso che si riuscirà a trovare una soluzione soddisfacente alla questione,
anche perché ritengo che le comunità di Damanhur, data la loro notevole
esperienza e preparazione, potrebbero portare un contributo decisivo non
solo alla crescita del RIVE, ma pure alla prosperità di ciascun
ecovillaggio e comunità.
Cordiali saluti,
Giuseppe-Aquila Grigia dei Cavalieri del Sole
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Ciao!
Colgo l'invito a contribuire alla discussione sulla richiesta di iscrizione al
RIVE di altri villaggi della federazione Damanhur.
Non penso si tratti di fare un processo per scovare chi ha piu' o meno ragione.
Indicare un colpevole sarebbe comunque una inutile lacerazione all'interno del
RIVE che ne ostacolerebbe la crescita.
Sono daccordo con Giuseppe nel ritenere che se c'e' un problema fra due parti
questo vada affrontato da entrambe facendo lo sforzo adeguato per trovare,
concordare consensualmente una soluzione.
Il RIVE dovrebbe dotarsi di strumenti per fare in modo di esercitare una
attrazione "inclusiva" nei confronti delle varie realta' dei villaggi.
Onestamente non mi auspicherei una decisione cosi' selettiva ed "esclusiva" che
tenesse fuori dal RIVE le varie comunita' di Damanhur.
La paura di uno sbilanciamento degli equilibri interni al RIVE penso che abbia
un suo fondamento nel sistema decisionale che si e' scelto: votazione per
maggioranza.
Penso che questa situazione possa essere l'occasione per riflettere sulla
validita' del metodo del consenso.
Adottando il metodo del consenso come metodologia decisionale il RIVE
diventerebbe "inclusivo": ogni nuovo partecipante sarebbe una nuova fonte di
ricchezza e non una minaccia.
Capisco che, come si era gia' valutato, alle riunioni del RIVE non c'e' il tempo
necessario per raggiungere il consenso. Ma penso che valga la pena avviare un
processo che ci porti a renderlo praticabile.
Ciao
Fabrizio Santori
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RIVE di altri villaggi della federazione Damanhur.
Non penso si tratti di fare un processo per scovare chi ha piu' o meno ragione.
Indicare un colpevole sarebbe comunque una inutile lacerazione all'interno del
RIVE che ne ostacolerebbe la crescita.
Sono daccordo con Giuseppe nel ritenere che se c'e' un problema fra due parti
questo vada affrontato da entrambe facendo lo sforzo adeguato per trovare,
concordare consensualmente una soluzione.
Il RIVE dovrebbe dotarsi di strumenti per fare in modo di esercitare una
attrazione "inclusiva" nei confronti delle varie realta' dei villaggi.
Onestamente non mi auspicherei una decisione cosi' selettiva ed "esclusiva" che
tenesse fuori dal RIVE le varie comunita' di Damanhur.
La paura di uno sbilanciamento degli equilibri interni al RIVE penso che abbia
un suo fondamento nel sistema decisionale che si e' scelto: votazione per
maggioranza.
Penso che questa situazione possa essere l'occasione per riflettere sulla
validita' del metodo del consenso.
Adottando il metodo del consenso come metodologia decisionale il RIVE
diventerebbe "inclusivo": ogni nuovo partecipante sarebbe una nuova fonte di
ricchezza e non una minaccia.
Capisco che, come si era gia' valutato, alle riunioni del RIVE non c'e' il tempo
necessario per raggiungere il consenso. Ma penso che valga la pena avviare un
processo che ci porti a renderlo praticabile.
Ciao
Fabrizio Santori
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Carissimi tutti,
letto e riletto tutto il materiale trovato in questi due giorni nella lista,
mi sento di inviarvi questo pezzo invitandovi ad una serena e
"bioregionale" lettura, anche come ulteriore spunto di riflessione.
RELAZIONE DELL' INCONTRO DELLA RETE DELLE RETI (luglio 2000)
Sul Briganzone, sopra l'Acquacheta, era stato convocato per
il 22 ed il 23 luglio un incontro delle varie reti e non solo
(CIR, Rete Bioregionale, Rete degli Ecovillaggi, ASCI, Indiani Padani,
AAM Terra, Nuova Rainbow Family, ecc.) che negli ultimi anni
stanno coinvolgendo migliaia di persone in tutta Italia nella ricerca
e nella ridefinizione di una visione e di una pratica del Riabitare umano,
che incarni un' alternativa netta e percorribile rispetto alla strada cieca,
sorda, muta e distruttiva del Dominio (dominio della specie umana sulla Terra,
di una piccola oligarchia sulla stragrande maggioranza del maschile sul
femminile,
dell'adulto sul bambino, della Razionalità sulla totalità della Mente, ecc.).
Per i più disparati motivi ipotizzabili (personali, di distanza, di tempo,
di concomitanze, di imprevisti e non ultimo, forse, il breve periodo di
preavviso)
il Cerchio - nella cucina del casale caparbiamente riabitato da due giovani
con bambino e nel cui enorme forno antico sono state cotte decine di pagnotte
di buon pane - ha visto la partecipazione di poco più di venti persone,
con varie delle realtà invitate completamente assenti.
Se, perciò, è vero che l'auspicato incontro allargato della Rete delle Reti
andrà riconvocato in futuro, è anche vero che le parole dette nel Cerchio,
nella cui intima magia ogni volta viene smantellato il Dominio del linguaggio
e del Pensiero Unico ed Egoico e vengono riaperte brecce nei muri incrostati
della Comunicazione, non possono essere ignorate, poiché, mentre
hanno sottolineato con forza l'importanza e la necessità di una Rete unificante
ne hanno anche messo crudamente in evidenza le attuali debolezze
e le contraddizioni interne.
Mentre, ad esempio, alcuni hanno ritenuto inopportuno e scandaloso che
all'interno della rete degli ecovillaggi coesistano realtà tanto differenti
- villaggi turistici in cui gente danarosa di città in cerca di un contatto
vacanziero
con la natura paga molti soldi per attività ricreative, e villaggi basati
sull'autoproduzione, sullo scambio, sull'ospitalità e su uno stile di vita
che taglia radicalmente i ponti con l'economia del mercato e del consumo -,
altri hanno osservato come l'attuale complessità dei comportamenti e
dei bisogni indotti di gran parte della popolazione non può essere affrontata
da tutti nello stesso modo e che, anzi, il processo di rieducazione
per alcuni sarà fatto di piccoli passi intermedi, non troppo shockanti.
Quello di cui si è discusso per buona parte del Cerchio è il vecchio
e sempre nuovo dilemma tra Unicità e Molteplicità, tra Uguaglianza e
Diversità, che è stato riproposto con la vecchia e sempre nuova con-fusione
tra piano Metafisico (qualcuno ha detto "Tutto è Uno" ed ha invitato
ad unificare le energie del cuore e della testa per risanare la Madre Terra)
e piano Strategico-Politico (qualcun altro ha messo in evidenza come
le realtà virtualmente facenti parte della Rete hanno nemici comuni
ben più grossi delle pur esistenti varietà degli stili, delle ideologie e
della coerenza teoria-pratica). Dobbiamo arroccarci nella nostra ostentata
Diversità,
marcando il territorio, definendo una nuova Ortodossia, amici-nemici,
bene-male,
rischiando l'autoghettizzazione e la sclerosi per Rigidità,
o dobbiamo aprirci alle Diversità altrui in nome di un' Unità più Vasta,
di un Tutto Metafisico-Naturale-Umano di cui siamo solo specchi riflettenti
collocati nello Spazio e nel Tempo, rischiando di confluire
nel minestrone del buonismo mondializzato?
Se riusciamo a penetrare il Paradosso di questa domanda che aleggiava
al Briganzone come negli incontri precedenti che hanno condotto a questo;
se riusciamo a comprendere e a valorizzare le diversità dei percorsi individuali
e collettivi che tendono comunque ad un riequilibrio con il Grande Flusso;
se riusciamo a guardare in faccia alla molteplicità dei nodi, dei problemi,
dei campi aperti su cui sguinzagliarci ed agire senza cadere nei due estremi
opposti
della paralisi mistica e della foga rivoluzionaria
("Nessuno può far tutto. Non ingenerate sensi di colpa");
se riusciamo a comprendere e a sentire che la condizione gravemente
compromessa del pianeta Terra e delle culture umane porta nuovi germogli,
rami, fiori, mani, occhi, braccia di un organismo in crescita:
I) la necessità sentita di continuare a pensare positivamente all'idea
di Rete comune, considerando che virtualmente già esiste, che alcuni
di noi si sentono parte contemporaneamente dei diversi fili che la formano,
e che spesso già operano in simbiosi o si annusano;
2) la necessità sentita di intensificare gli scambi, gli incontri, le
discussioni,
gli sforzi a livello locale, bio-regionale, poiché questa è la dimensione in cui
- in sintonia ed in contatto con i movimenti peninsulari, continentali e
planetari -
può prendere corpo "una società nuova nel guscio della vecchia", che coinvolga
integralmente la quotidianità in una cultura radicata, comunitaria,
politicamente autonoma, autogovernata, economicamente inserita
nella sostenibilità della Grande Economia della Natura;
3) la necessità di continuare a chiarificare sempre più i punti polari verso
cui tendere, coltivandoli in sè, indicandoli con forza ovunque ci si trovi,
senza custodirli gelosamente, ma cercando di espanderli attorno per
contaminare contigui e remoti, sapendo e facendo vedere che
"la vita non vale la pena di essere vissuta se non si è
dalla parte dell'energia trasformatrice" (Gary Snyder).
............grazie, saluti Anna gangacir@...
######### qui c'è la mia stanza del Reiki
http://guide.supereva.it/salute_e_benessere/reiki/interventi/2000/08/9471.shtml
######### qui siti di amici
http://www.sakina.org
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http://digilander.iol.it/anok4u/Doc/aids.htm
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http://www.planetdrum.org/
----- Original Message -----
From: Villaggio Ecologico Solidale <santori@...>
To: <rive@...>
Cc: <ecosolidale@it.egroups.com>
Sent: Wednesday, April 25, 2001 12:43 PM
Subject: [VES] Richiesta Comunita' Damanhur
> Ciao!
> Colgo l'invito a contribuire alla discussione sulla richiesta di iscrizione
al RIVE di altri villaggi della federazione Damanhur.
> ...............................
Date: Saturday, April 28, 2001 at 11:29:09 AM
From: rive@... <rive@...>
Subject: Sul metodo del consenso
---------------------------------
Caro Fabrizio,
mi permetto di intervenire nella discussione sul "metodo del consenso".
Secondo me, il metodo consensuale è sicuramente migliore di quello
maggioritario, ma non esaurisce la realtà con le sue infinite variazioni ed
eccezioni e quindi non risolve alle radici il problema dell'ingiustizia.
Esso può essere usato come prassi relativa alla soluzione di questioni
ordinarie o propedeutica ad una decisione difficile, ma in ogni caso non può
che fondarsi su un'autorità-intelligenza che lo trascende, e alla quale
spettano le decisioni essenziali. Esattamente come il cerchio non può
esistere senza centro, del quale è una semplice estensione, il metodo del
consenso può essere applicato con autentica volontà di bene soltanto se
esprime, nella consapevolezza dei propri limiti, un'autorità di tipo
verticale. Qualora manchi la consapevolezza della sorgente alla quale la
comprensione e la volontà attingono, tale metodo finisce inevitabilmente col
prestarsi a veicolare poteri occulti distruttivi della dignità umana.
Trovo, inoltre, utopistico e sostanzialmente errato il credere che si possa
applicare con beneficio la rotazione artificiosa ("razionale") dei leader e
dei gregari; mi sembra che qui siamo in presenza di un'astrazione ideologica
che non tiene conto della più elementare verità: non si può "diventare"
leader o gregari, o lo si è, almeno in potenza, o non lo si è. Diverso è
auspicarsi che ciascuno realizzi, in accordo con la propria natura, il
meglio di se stesso, diventando nella propria sfera di competenza "maestro"
o "grande re" (in India questo appellativo, maharaja, viene tributato a
tutti quelli - comprese le persone più umili - che dimostrano di aver
portato pienamente a maturazione il proprio valore, piccolo o grande che
sia). Anch'io concordo con quanto dici circa la necessità per ogni uomo di
esprimere una sana autorevolezza, coincidente con le proprie effettive
capacità, ma ciò può essere fatto soltanto all'interno di un cerchio in cui
l'autorità, o Centro, viene riconosciuta apertamente, senza ipocrisie.
In virtù di quale diritto il gruppo accetta o rifiuta la validità
dell'opposizione del singolo? E se il singolo è convinto della bontà della
sua visione perché dovrebbe sottomettersi? Supponiamo che il gruppo di
amici, fratelli, figli nel quale vivo decida consensualmente di scegliere
una determinata strada che io so, al di là di ogni dubbio, non solo
pericolosa ma fatale, quale sarà il mio dovere: abbandonarli al proprio
destino o, utilizzando tutti i mezzi validi a mia disposizione, compresa la
coercizione, tentare di salvarli?
Mi rendo conto che tu e gli altri amici intervenuti nella discussione avete
un concetto abbastanza negativo del potere, associandolo alla facoltà di
beneficiare arbitrariamente di privilegi. Dal punto di vista della
Tradizione (intesa come trasmissione di contenuti immutabili e non di gusci
vuoti), invece, il potere, la cui etimologia (potis-esse) rimanda all'esser
signori di se stessi, è sempre associato ad un valore di natura sovramondana
capace di assumere su di sé pesi gravosi e responsabilità. Ce ne danno un
valido esempio alcune leggende giapponesi e cinesi nelle quali si narra che
gli imperatori mitici dell'Età aurea, antecedenti alla caduta nella "grande
ipocrisia" di cui scrisse Lao-Tzu già nel sesto sec. a.C., prima di mangiare
salivano metaforicamente sulle terrazze dei loro palazzi per verificare che
il fumo si alzasse da tutte le case. Se anche un solo comignolo non fumava,
l'imperatore non si metteva a tavola e provvedeva affinché in quella
famiglia il cibo non mancasse. In tutto il mondo arcaico l'autorità viene
riconosciuta come stigma della Divinità e vale quale più diretta espressione
della presenza di un'intelligenza sovrarazionale.
La distinzione tra autorità riconosciuta razionalmente e magicamente è, a
mio modesto avviso, assai riduttiva e fuorviante. Da quanto scrivi si deduce
che la "magia" è un inganno e la ragione mentale, dicotomica, è l'unico
criterio di scelta valido. In proposito mi vengono in mente alcuni versi di
Prevert: "Répétons-le Messsssieurs / Quand on le laisse seul / Le mond
mental / Ment / Monumentalement" ("Ripetiamolo signori / Quando lo si lascia
solo / Il mondo metale / Mente / Monumentalmente", da "Il ne faut pas...").
La ragione, come ammettono pure alcuni rappresentativi uomini di scienza
(per es: F.Capra) non può che pervenire ad approssimazioni. E allora perché
l'approssimazione del gruppo dev'essere più veritiera ed autorevole di
quella del singolo? E poi, sostenere che il leader magico "è riconosciuto
magicamente non tanto per quello che è o sa, ma per quello che fa credere di
essere o solo perché si trova ad essere il leader" significa travisare
completamente il pensiero arcaico. Mircea Eliade, il grande studioso rumeno
di storia delle religioni, scrive in "Miti, sogni e misteri": "Tali società
[arcaiche] ritengono che il mito esprima la verità assoluta perché racconta
una storia sacra, cioè una rivelazione transumana che è avvenuta all'alba
del Grande Tempo, nel tempo sacro degli inizi (in illo tempore). Essendo
reale e sacro, il mito diventa esemplare, e di conseguenza ripetibile,
poiché serve da modello e anche da giustificazione a tutti gli atti umani.
In altri termini, il mito è una storia vera...". Quel che è certo è che la
ragione, assurta con la Rivoluzione Francese al rango di dea, non è in grado
di assorbire la totalità dell'Essere. La sapienza atemporale o "philosophia
perennis", sulla quale scrissero, tra gli altri, Ananda Coomaraswamy e
Aldous Huxley, riconosce l'esistenza di un aspetto superiore della mente
capace di penetrare la coincidenza degli opposti e di intuire il Summum
Bonum; esso coincide con la "buddhi" del Vedanta e funge da ponte tra il
Manifesto e l'Immanifesto. Da lì provengono l'autorità e la gerarchia: gli
uomini sono tutti Uno in essenza, ma sul piano della Molteplicità sono tutti
diversi e ciascuno vibra la propria maggiore o minore consapevolezza
d'essere in realtà l'Uno senza secondo. Gli unici leader validi saranno
pertanto quelli che si lasciano penetrare direttamente dal Sole e cioè gli
Illuminati; soltanto ad essi, in una società "normale", spetterebbero
l'esercizio della giustizia e la responsabilità di governare. In ogni caso
dev'esser chiaro che anche il leader più illuminato non potrà mai essere più
di un rappresentante dell'Unico Potere che tutto permea e trascende. Una
comunità che abbia un Centro nel quale tutti si riconoscono e un'autorità
capace di custodirne il corretto orientamento, vive e prospera,
testimoniando un barlume di presenza dell'Età dell'Oro in quest'Era Oscura
(Kali-yuga), diversamente è destinata a perire.
Cordiali saluti,
Giuseppe-Aquila Grigia
--
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http://www.tiscalinet.it
Caro Giuseppe,
sono molto contento della tua partecipazione alla mailing list. Il dialoghi
con te ricchi di equilibrio e saggezza e i tuoi interventi stimolano nuove
riflessioni.
Il metodo del consenso (MC
http://web.tiscalinet.it/ecosolidale/consenso.html#teoria )non penso che sia la
soluzione a tutti i problemi.
Personalmente ho dei seri dubbi sulla possibilita’ che esistano soluzioni
“definitive” e asolute a tutti i problemi. Ma penso che sia giusto, e io ne
sento il forte bisogno, il diritto e il dovere, cercare la migliore delle
soluzioni possibile.
Concordi che MC sia sicuramente meglio di quello maggioritario e questo penso
sia sufficiente per intraprendere il percorso per adottarlo. Io non ne conosco
altri che riescono a rispettare le differenze, la libertà di scelta del singolo
pur permettendo ad un gruppo eterogeneo di prendere delle decisioni.
Probabilmente esistono altri metodi e mi piacerebbe molto conoscerli e
sperimentarli.
Mi sembra che il metodo maggioritario possa essere facilmente utilizzato da
qualsiasi agglomerato eterogeneo di persone con all’interno anche forti
contrapposizioni, competizione e conflitti fra le diverse fazioni ma che,
stando sulla stessa barca, deve prendere una unica decisione che coinvolge
tutti .
Il MC non penso che abbia la capacità di attenuare le forti contrapposizioni e
non ha l’elasticità di applicazione a qualsiasi gruppo. Il MC presuppone che
ogni suo singolo partecipante abbia chiarito quale è il “bene comune” da
tutelare, la “mission” a cui si lavora, “l'autorità-intelligenza che lo
trascende” e abbia maturato una sincera fiducia nel sincero sforzo degli altri
nel cooperare alla stessa finalità.
Per questo viene definito “un metodo morbido per persone/gruppi forti”
sottintendendo la necessaria maturità e forza interiore dei singoli soggetti
che lo usano.
Come si raggiunge questo stato? E’ probabilmente un percorso a stadi che và
aiutato e accompagnato nel suo evolversi e puo’ sicuramente seguire molteplici
percorsi.
Quello che io preferisco, che ho avuto modo di sperimentare e che consiglio di
utilizzare è lo strumento dei Gruppi di Condivisione (
http://web.tiscalinet.it/ecosolidale/gc.html ). E’ un metodo nato
dall’esperienza della comunità francese dell’Arca che ha messo appunto sui
principi pacifisti dell’amico e seguace di Gandhi, Lanza Del Vasto.
Se ricordi, come Villaggio Ecologico Solidale, abbiamo cercato di spiegarlo
durante l’incontro del RIVE ad Alcatraz ma fu clamorosamente frainteso da molti
perché, per mancanza anche di tempo, non riuscimmo a spiegarlo adeguatamente.
Fra quelli che esplicitarono una considerazione tu fosti l’unico che capì il
vero senso della opportunità di “non discutere e non dibattere” quello che
ognuno è e racconta di se stesso per la necessaria accettazione di ogni essere
per quello che è come punto importante di partenza di ogni relazione. Lo ritengo
anche un valido esercizio alla capacità di “ascolto” e di “attenzione” agli
altri la cui carenza spesso ci fa cadere preda dei pregiudizi e della mancanza
di rispetto. (vedi: )
Sono d’accordo con te sulle considerazioni sulle capacità di essere “leader” :
<<o lo si è, almeno in potenza, o non lo si è>>. Il mio utilizzo era inteso nel
senso di << il meglio di se stesso diventando nella propria sfera di competenza
"maestro" o "grande re">>. E il MC penso che garantisca la possibilità di
espressione delle individuali competenze mettendo tutti nella “possibilità” e
non necessità di esprimerle. La rotazione dei leader la intendo in questo senso:
Tutti i componenti del gruppo hanno la “possibilità”, nella eventualità ed
occasione, di poter contribuire con le proprie competenze << nella propria
sfera>> mettendole a disposizione del cerchio e diventando, in queste occasione
“leader” a cui rivolgere ascolto. La rotazione non è intesa in modo meccanico ed
automatico calcolando i minuti di leadership a cui ognuno spetta di diritto. E’
una rotazione “dinamica” che si basa sul concetto di leader “razionale” e che
non mi sembra escludere la parte trascendete assoluta
mente.
Capisco che questa definizione di leader “razionale” possa dare adito a
malintesi.
La ragione è limitata ed avanza per approssimazioni e assolutamente non è
l'unico criterio di scelta valido.
Per capirci, il mio riferimento è la descrizione che ne fa Erich Fromm nelle
sue pubblicazioni e, da come lo ho interpretato, il “razionale” non esclude il
trascendente. Il leader “razionale” è quello che tutti riconoscono liberamente
come tale (gestore del potere) anche attraverso vie irrazionali e, nel caso non
lo riconoscano diventa “leader magico” e ne subiscono il potere (gestore del
dominio).
Qui emerge anche un altro punto da chiarire. Il Potere non va confuso con il
Dominio.
Anche per me il potere è più la capacità di <<assumere su di sé pesi gravosi e
responsabilità>> ma lo distinguo nettamente dal Dominio che ha in se
caratteristiche di sopraffazione, mancanza di rispetto e << beneficio arbitrario
di privilegi>>.
La leadership dinamica mi sembra preservare e proteggere un gruppo dalle
possibilità del tutto umane alla degenerazione verso un leader dominatore e
“tiranno” che cede alla propria vanità e narcisismo. Il leader che non è
intenzionato a mettere in discussione la propria posizione, a lasciare sempre
aperta la possibilità di una sua alternanza ostacola la manifestazione ciclica
della vita stessa. Diventa facilmente strumento di morte (staticità )
intraprendendo un cammino degenerativo che lo puo’ portare a giustificare anche
a se stesso l’utilizzo di coercizioni, ricatti, demagogia esclusivamente per
mantenere la propria posizione. Il flusso vitale guidato probabilmente da
qualcosa che ci trascende significa non ostacolare gli sviluppi e le evoluzioni,
ed è tutt’altro che fermo rinascendo ciclicamente in nuove esplosioni di vita.
Un leader “razionale” non ha bisogno di nessun strumento subdolo per avere dei
gregari ( che in caso contrario diventerebbero altrimenti dei sudditi) perché è
legittimato liberamente dagli stessi. Essendo riconosciuto come tale e sentendo
questa responsabilità dentro se stesso, non teme la possibilità che un altro
possa essere “illuminato” perché come lui è un <<rappresentante dell'Unico
Potere che tutto permea e trascende>> e quindi come creatura della stessa
sostanza non puo’ che benedirla.
Un Budda, un Gesu’ non avrebbero timori competitivi verso altri illuminati. Se
non fossero stati dei leader “razionali” non avrebbero avuto l’eco che hanno
avuto.
Una gerarchia di potere dinamicamente condivisa e partecipata è secondo me
sana.
Una gerarchia fossilizzata corre dei rischi grandissimi di degenerare in dominio
tirannico.
Per questo non penso che nessuno si debba prendere la libertà di decidere per
gli altri se non espressamente autorizzato. Anche un leader “razionale” non puo’
imporre la propria volontà su quella di altri anche se mosso da sentimenti
sinceri. Anche se è consapevole che è <<la scelta al di là di ogni dubbio, non
solo pericolosa ma fatale>> non puo’ prendersi questa libertà da tutore con dei
maggiorenni ma deve limitarsi ad esplicitare in tutti i modi i suoi timori.
Domandi:
<<In virtù di quale diritto il gruppo accetta o rifiuta la validità
dell'opposizione del singolo? E se il singolo è convinto della bontà della sua
visione perché dovrebbe sottomettersi?>>. La soluzione per il MC è spiegata
così:
<<Problema legittimato/non legittimato: quando il disaccordo è tale da portare a
un blocco della decisione, tale blocco per potere avvenire dentro una cornice
consensuale deve essere in qualche misura riconosciuto dal gruppo nel suo
insieme. Questo riconoscimento è definito da alcuni autori come legittimazione.
La legittimazione avviene quando la parte avversa convince che la decisione che
si sta per prendere è veramente dannosa per il gruppo o in contrasto con i suoi
principi fondanti. In assenza di ciò abbiamo un "problema non legittimato", dove
la parte avversa non può mai bloccare la decisione del gruppo (potere di veto),
a meno che il gruppo non abbia altre ragioni per farsi bloccare.
Stare da parte: accettare che una decisione venga presa dal gruppo nonostante vi
sia un convinto disaccordo. Ciò implica, oltre all'esplicitazione delle ragioni
del disaccordo, anche l'esplicitazione della posizione che la parte avversa
prenderà rispetto alla decisione e al suo impegno nel sostenerla. Quindi la
parte avversa potrebbe legittimamente dichiarare di non supportare (in modo
parziale o totale) la particolare decisione che il gruppo sta per prendere, ma
comunque senza arrivare mai a boicottare la decisione del gruppo di cui,
consensualmente, continua a far parte>>
Infatti : Consenso non è unanimità.
Ciao Saluti
Fabrizio Santori
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Date: Monday, April 30, 2001 at 06:23:49 PM
From: rive@... <rive@...>
Subject: Seminario sul metodo del consenso
---------------------------------
Cari amici della Rete,
il metodo del consenso é uno strumento di fondamentale importanza sia
all'interno delle comunitá sia, piú in generale, nel movimento per la
creazione di un mondo piú equo, rispettoso di tutte le opinioni,
sostenibile e responsabile. Si tratta di un metodo che unisce abilitá
e capacitá personali, sensibilitá e conoscenze tecniche, una modalitá
che va appresa e praticata giorno per giorno.
La rete Europea GEN-Europe lo considera un fattore fondamentale per
la creazione e la gestione di comunitá e di reti di comunitá; abbiamo
quindi deciso di organizzare un seminario di conoscenza e pratica sul
metodo del consenso e sulla facilitazione degli incontri, condotto
da Bea Briggs dal 10 al 15 luglio. Il costo di partecipazione é
simbolico, e si aggirerá prababilmente intorno alle 100.000 lire per
i membri del GEN-E e lire 200.000 per non membri. La cattiva notizia
é che tutto ció avverrá a Wolimierz in Polonia, subito prima
dell´assemblea generale del GEN-E (che avrá luogo dal 16 al 22).
La conduttrice Beatrice Briggs é qualificata a livello
internazionale, fondatrice del gruppo "Facilitation and Consensus" e
lavora professionalmente sulla diffusione del metodo del consenso dal
1994. Risiede nell´Ecovillaggio di Huehuecoyotl e fa parte della rete
bioregionale e dell´ENA (Ecovillage Network of the Americas). Il
seminario si svolgerá in Inglese (sorry...).
Si potrebbe inviare qualcuno come rete RIVE, magari dividendo i costi
del viaggio come abbiamo fatto l'anno scorso per l'incontro in
Spagna. Mi sembra una buona possibilitá di crescita e formazione,
un´opportunitá di accedere ad informazioni utili da riportare
all´interno della rete.
Per le persone interessate, abbiamo altre informazioni (in Inglese)
sia su Bea Briggs sia sul seminario.
Saluti a tutti,
Lucilla.
--
* * * * * * * * * * * * * * *
One person´s dream is just a dream
When it becomes everyone´s dream
It becomes true.
* * * * * * * * * * * * * * *
Lucilla Borio
GEN-Europe service node,
Via Torri Superiore 5, 18039 Ventimiglia, Italy
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Date: Monday, April 30, 2001 at 05:44:06 PM
From: rive@... <rive@...>
Subject: A Rive da Damanhur
---------------------------------
Cari Eco villaggi, Lucilla e Mimmo,
abbiamo letto le vostre opinioni, Elfo ci ha relazionato dell'incontro avuto
con Mimmo e Mario a Firenze, ci siamo lungamente confrontati a riguardo.
Ci sembra, fino ad ora, di esserci sempre mossi in estrema correttezza e nel
rispetto delle idee di tutti, abbiamo lavorato insieme all'insegna del voler
costruire e dell'offrire la nostra esperienza. Damanhur, d'altronde, ha
sempre sostenuto di essere formata da più comunità e nessuno ha mai
obiettato o espresso perplessità in merito, ora, semplicemente si intendeva
formalizzare quanto sempre detto, attraverso l'iscrizione anche delle altre
comunità alla rete (il cui contributo economico, tra l'altro, non crediamo
potesse essere sgradito). Quindi noi pensiamo che questo sia il modo più
concreto con cui essere utili.
Se ci fossero altri gruppi, come gli Elfi ad esempio, che volessero
percorrere la stessa via, noi saremmo ben felici di avere più realtà attive
e partecipi alla rete (cosa che, negli anni, noi abbiamo dimostrato di
essere, nei fatti).
Non ci dilunghiamo nel ripetere cose già dette, ma viste le reciproche idee
a riguardo e non potendo e volendo Damanhur far finta di essere diversa da
quello che è, abbiamo pensato ad una soluzione alternativa che vi
illustriamo.
Poiché la cosa che sembra intimorire di più alcune persone è il nostro peso
politico che andrebbe a sbilanciare certi equilibri (anche se, sinceramente,
non afferriamo bene il senso di questo timore, vista la natura della rete
stessa e visto, nella pratica, il tipo di decisionalità che la rete esprime)
crediamo che un nostro ruolo di "osservatori" e non più organizzatori all'
interno della rete, possa essere la soluzione ideale.
In altre parole, Damanhur apparterrebbe alla rete come un qualsiasi singolo
che non ha ne' ruoli organizzativi, ne' ruoli decisionali. Parteciperebbe
agli incontri generali ma non avrebbe più alcun tipo d'onere o
responsabilità.
In questo modo, si ovvierebbe alla paura di alcuni che i nostri voti possano
sbilanciare le decisioni, si alleggerirebbe la nostra presenza "ingombrante"
all'interno della rete, pur lasciando una porta aperta su eventuali
collaborazioni d'altra natura.
E' chiaro che, a queste condizioni, non ci sentiamo più di sostenere impegni
volontari di lavoro o altro; siamo sempre disponibili ad offrire la nostra
collaborazione, la nostra ospitalità, il nostro contributo, compatibilmente
con le nostre esigenze.
Per quanto riguarda l'incontro estivo, saremo ben felici di ospitarlo e ci
servirebbe, al più presto, sapere come la rete intende procedere con la
stampa - o meno - del volantino (ovviamente, se Mimmo ha dei preventivi
migliori, potrebbe lui stesso provvedere alla stampa).
Ci sentiamo anche di declinare l'invito fattoci da Mimmo di un incontro a
Firenze per il 12 di maggio, avendo noi già in più ambiti chiaramente
espresso i nostri punti di vista. Ci sembra più costruttivo che sia la rete
a esprimersi su questo tema e non crediamo che la nostra presenza possa
aiutare il confronto. Pensiamo che sia meglio così per tutti sentirsi
"liberi" di esprimere le proprie opinioni a riguardo e vorremmo invece poi
sapere l'esito dell'incontro e accogliere serenamente ogni decisione. Quindi
ci fareste cosa estremamente gradita, a fine incontro, informarci attraverso
un contatto telefonico delle decisioni prese in merito.
Grazie
Noi siamo con voi
Lepre Viola, Elfo Frassino, Cigno, Husky Vaniglia, Scoiattola Ruta, Cernia
Malva, Medusa Silene, Medusa Silene, Cervo Volante
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Date: Wednesday, May 02, 2001 at 04:55:41 PM
From: rive@... <rive@...>
Subject: Incontro straordinario RIVE
---------------------------------
Ogni crisi è un'opportunità
Cari Rivaroli, se tutte le crisi sono salutari, ecco un'ottima occasione per
crescere e migliorare la salute del Rive. Si tratta di una prova sul campo nella
strada di formalizzare la Rete degli ecovillaggi : tutti voi avete seguito la
questione attraverso i vari documenti apparsi sulla lista. La proposta è di
riunire una sorta di segreteria allargata (a tutti) per trovare una soluzione
alla presenza della federazione di comunità Damanhur all'interno del Rive. Per
motivi logisti è necessario vederci al più presto: la data proposta è il 12
maggio a Firenze, presso il centro Amorovi, via Faentina 266 tel 055 5048155;
ore 10.00. Vi prego di farmi avere una conferma della vostra partecipazione al
più presto.
Per raggiungere il centro Amorovi:
In treno: dalla stazione di Firenze S.M.N., prendere il bus 1A (si trova subito
all'uscita di Viale Alemanni, quella con gli scalini, è l'uscita di destra della
stazione se vi mettete di spalle alla testa dei binari) e scendere alla prima
fermata di via Faentina. Il centro Amorovi si trova a 100 metri dalla fermata
sulla destra (durata del percorso circa 15 minuti).
In auto: da Sud; uscire a Firenze Sud, seguire le indicazioni per lo stadio, poi
Piazza delle Cure, via Faentina.
da Nord; uscire a Firenze Nord, seguire le indicazioni Viali, Piazza
della Libertà, Piazza delle Cure, via Faentina.
Un caro abbraccio a tutti, Mimmo Tringale
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Date: Wednesday, May 02, 2001 at 11:49:48 PM
From: rive@... <rive@...>
Subject: MC, Tao e linguaggio
---------------------------------
Caro Fabrizio,
ti ringrazio per la risposta chiarificatrice. Concordo con te nel
ritenere che, sebbene nella dimensione umana non esistano soluzioni assolute
e definitive, ci si debba ugualmente sforzare di fare del proprio meglio; è
probabile che nella sincera tensione alla comprensione e all'apertura sia
già contenuta la soluzione. Credo comunque che il "metodo" del consenso, pur
avendo un suo valido aspetto razionale, custodisca nel suo nocciolo qualcosa
per così dire di "magico" o forse, meglio, di sovrarazionale; come può
infatti la ragione spiegare esaurientemente l'iter che conduce un gruppo
alla concordia e al consenso? Personalmente ho sperimentato il metodo del
consenso ai Rainbow Gathering ai quali ho partecipato (circa una decina) e,
ogni giorno, lo sperimento nella Comunità in cui vivo, la cui vitalità e
durata (siamo insieme da vent'anni) si fonda sulla capacità di rinnovare
senza fratture il nostro accordo profondo. Secondo me, dunque, nel
raggiungimento del consenso v'è qualcosa di taoista, e cioè di paradossale,
che spinge a valicare d'un balzo le strettoie della dualità: giusto,
sbagliato; azione, non azione, razionale, irrazionale, ecc. Lao Tzu ne
parlava già 2600 anni fa. Bisogna infatti ammettere che il MC, chiedendo ai
suoi aderenti un'apertura all'inconoscibile e all'incomprensibile - senza
con ciò rinnegare quel che si conosce e capisce - è più un "non metodo" che
un metodo; e forse è proprio per tale motivo che solo un gruppo qualificato
o forte, i cui componenti nutrano una incrollabile stima e fiducia in se
stessi e reciproca, lo può adottare. Chuang Tzu, un altro mirabile taoista,
scriveva: "L'uomo saggio, quindi, quando deve governare, sa come non fare
nulla. Lasciando le cose come stanno, egli conserva la sua natura
originaria. Chi governa rispetta i suoi sudditi così come rispetta se
stesso. Chi si ama abbastanza da permettere a se stesso di restare nella
propria verità originaria, governerà sugli altri senza far loro del male.
Impedisca alle proprie pulsioni più profonde di entrare in azione. Resti
immobile, non veda e non senta. Stia seduto come un cadavere, con il potere
del drago ben vivo intorno a lui. Nel più totale silenzio, la sua voce sarà
come il tuono. I suoi movimenti saranno invisibili, come quelli di uno
spirito, ma li accompagneranno le potenze celesti. Imperturbato, inattivo,
vedrà tutte le cose giungere a maturazione intorno a lui. Dove troverà il
tempo di governare?" ("La via semplice di Chuang Tzu", a c. di T. Merton, Mi
'93). Il linguaggio paradossale della sapienza orientale mette a dura prova
la nostra pretesa di risolvere tutto con lo strumento mentale e ci sollecita
a risvegliare una facoltà che presso alcune tradizioni esoteriche viene
definita "Intelligenza del Cuore"; il cuore, infatti, e non il cervello, è
la sede dell'Io sono, ovvero della nostra coscienza di coincidere con
l'Essere. Nel centro del Cuore, tra l'altro, avviene l'incontro tra
l'energia tellurica che sale (Kundalini) e la forza uranica che discende
(Siva).
Mi sembra che Fukuoka ci abbia dato una luminosa testimonianza di come il
metodo-non metodo taoista sia applicabile persino nella relazione dell'uomo
con la Terra: da un lato abbiamo il violentatore e l'avido che estorce alla
terra cibo e ricchezza; dall'altro abbiamo il contadino saggio che con la
propria Madre colloquia e ottiene tutto ciò che è giusto entrando
amorevolmente in sintonia con essa.
In considerazione di quanto sopra detto insisto nel ritenere la locuzione
"leader razionale" impropria. La ragione è si importante, ma essa vale solo
all'interno di una spazio relativo e tutto sommato angusto dell'Essere o
Uno-Tutto. Inoltre, posso accettare il tuo proporre una "rotazione dinamica"
del leader soltanto se con tale espressione si vuole sottolineare la
necessità di armonizzarsi con il movimento ciclico della vita. Credo, come
te, che un uomo illuminato al quale venga dato il compito di governare non
potrebbe mai cadere nella meschinità di non voler riconoscere il momento in
cui l'individuo deve sapersi mettere da parte. La rotazione (meglio:
trasmissione della responsabilità), in ogni caso, non potrà mai essere
manifestazione di una volontà artificiosa, bensì di una verità impersonale
riconoscibile da tutti.
In sintesi, mi sembra che ci sia una buona concordanza tra i nostri modi di
pensare, e una certa differenza nel nostro linguaggio. Mettere a punto un
linguaggio comune è un fattore fondamentale ai fini della comunicazione; per
quanto mi concerne, attingo, ancorché imperfettamente, alla terminologia
sapienziale tradizionale che è di una precisione insuperata. La mia
opinione, lo ripeto, è che l'aggettivo "razionale" non sia adatto ad
esprimere la nostra aspirazione a lasciarci compenetrare dalla Realtà. La
malattia dell'uomo contemporaneo consiste proprio nell'aver sviluppato in
modo abnorme l'astrazione razionale, dalla quale deriva la pretesa di
ridurre l'Essere entro i rigidi schemi del calcolo, dell'analisi,
dell'unificazione-omologazione orizzontale e della quantità. Dietro il gran
parlare (spesso a sproposito) che oggi si fa intorno al "femminile" c'è una
verità immutabile, e pertanto "tradizionale": l'uomo non potrà mai evadere
dal labirinto dei propri aridi schemi concettuali se, innanzitutto nella
propria interiorità, non si riconciglierà con la donna-Arianna, l'intuizione
superconscia, la medioevale Donna di salute, il filo aureo che dalla
prigione della bruttezza conduce al Vero, al Bene e al Bello (Satyam, Sivam,
Sundaram).
Cordiali saluti,
Giuseppe-Aquila Grigia
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Mi avrebbe fatto molto piacere partecipare all’incontro di sabato 12. Lo
ritengo importante.
Ma purtroppo sono uno scrutinatore e dovro’ partecipare all’incontro
preliminare nel pomeriggio dello stesso giorno. Non penso che ci sia il tempo
sufficiente per fare entrambe le cose.
Se posso dare un consiglio io coglierei l’occasione per introdurre la figura
sopra le parti di un Facilitatore.
Chiarirei subito chi è il responsabile dell’incontro che farà il possibile
affinché si possano esprimere tutti, si possa raggiungere un accordo e abbia il
ruolo di facilitare che questo avvenga e abbia il potere di sospendere rimandare
o dichiarare l’incontro chiuso con il consenso di tutti.
Certo qualcuno con già dell’esperienza in questo ruolo “maieutico” da
“levatrice” sarebbe meglio. Comunque potrebbe essere una importante occasione
per iniziare a sperimentare il metodo del consenso.
Ciao Buon lavoro
Saluti a tutti
Fabrizio Santori
On Wednesday, May 02, 2001 at 04:55:41 PM, rive@... wrote:
> Ogni crisi è un'opportunità
>
> Cari Rivaroli, se tutte le crisi sono salutari, ecco un'ottima occasione per
crescere e migliorare la salute del Rive. Si tratta di una prova sul campo nella
strada di formalizzare la Rete degli ecovillaggi : tutti voi avete seguito la
questione attraverso i vari documenti apparsi sulla lista. La proposta è di
riunire una sorta di segreteria allargata (a tutti) per trovare una soluzione
alla presenza della federazione di comunità Damanhur all'interno del Rive. Per
motivi logisti è necessario vederci al più presto: la data proposta è il 12
maggio a Firenze, presso il centro Amorovi, via Faentina 266 tel 055 5048155;
ore 10.00. Vi prego di farmi avere una conferma della vostra partecipazione al
più presto.
> Per raggiungere il centro Amorovi:
> In treno: dalla stazione di Firenze S.M.N., prendere il bus 1A (si trova
subito all'uscita di Viale Alemanni, quella con gli scalini, è l'uscita di
destra della stazione se vi mettete di spalle alla testa dei binari) e scendere
alla prima fermata di via Faentina. Il centro Amorovi si trova a 100 metri dalla
fermata sulla destra (durata del percorso circa 15 minuti).
> In auto: da Sud; uscire a Firenze Sud, seguire le indicazioni per lo stadio,
poi Piazza delle Cure, via Faentina.
> da Nord; uscire a Firenze Nord, seguire le indicazioni Viali,
Piazza della Libertà, Piazza delle Cure, via Faentina.
>
> Un caro abbraccio a tutti, Mimmo Tringale
>
>
>
>
>
>
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Date: Thursday, May 03, 2001 at 09:43:32 PM
From: rive@... <rive@...>
Subject: Da Bagnaia sulla questione Damanhur-Rive
---------------------------------
Carissimi,
non siamo finora intervenuti nel dibattito sulle modalità della
partecipazione di Damanhur al RIVE in quanto abbiamo preferito discuterne in
modo approfondito in una riunione della nostra Comune al fine di dare una
risposta che contribuisca a rasserenare e riprendere il dialogo.
Ci sfuggono la ragione e il modo per cui tale diatriba è iniziata. Dal
nostro punto di vista , possiamo dire che vi stata mancanza di informazione
. La questione dell'adesione delle cinque comunità di Damanhur al RIVE non
può essere risolta né in incontri affrettati né per posta elettronica, anzi,
finora l'uso di questi strumenti di comunicazione ha generato confusione.
Proponiamo, pertanto, che si rinvii ogni discussione e decisione in merito
ad un'assemblea dei membri del RIVE, nella quale chiarire meccanismi e
responsabilità decisionali e, in questo contesto, le modalità di accesso al
RIVE, un'assemblea in cui siano invitati a partecipare che ha già aderito al
RIVE e chi intenda formalizzare la propria adesione , quindi anche le
diverse comunità di Damanhur. Tale assemblea potrebbe avere luogo domenica
10 giugno presso la nostra Comune o in altro luogo e data, ma prima
dell'incontro generale previsto a Damanhur per il mese di luglio. Fateci
sapere il vostro parere
Cordialmente
la Comune di Bagnaia
P.S. La nostra discussione e la stesura della lettera è avvenuta qualche ora
prima di leggere il messaggio di Mimmo che propone un incontro a Firenze il
12/5/01; abbiamo pensato di mandarla lo stesso per esprimere il nostro
pensiero, ma siamo pronti a partecipare all'incontro di Firenze.
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Caro Giuseppe,
condivido che la definizione “razionale”, ad una lettura immediata e fuori da
ogni contesto porti al collegamento con la “ragione”.
Ero conscio della difficoltà di comunicare con una parola un concetto abbastanza
complesso. Per tentare di evitare malintesi ho ritenuto utile utilizzare tale
definizione facendo riferimento a chi l’ha utilizzata in modo autorevole e ne
ha spiegato le molte sfaccettature ( Erich Fromm ).
Il significato che io do a “ leader razionale” è quello di Erich Fromm.
Quindi capisco che se non lo si collega alla sua analisi si puo’ intendere in
modo completamente diverso.
Probabilmente anche a Fromm non è riuscito a trovare una definizione migliore.
Il linguaggio ha dei grandi limiti. Capirsi veramente solamente parlando non è
facile.
Saluti
Fabrizio Santori
On Wednesday, May 02, 2001 at 11:49:48 PM, rive@... wrote:
> Caro Fabrizio,
> ti ringrazio per la risposta chiarificatrice. Concordo con te nel
> ritenere che, sebbene nella dimensione umana non esistano soluzioni assolute
> e definitive, ci si debba ugualmente sforzare di fare del proprio meglio; è
> probabile che nella sincera tensione alla comprensione e all'apertura sia
> già contenuta la soluzione. Credo comunque che il "metodo" del consenso, pur
> avendo un suo valido aspetto razionale, custodisca nel suo nocciolo qualcosa
> per così dire di "magico" o forse, meglio, di sovrarazionale; come può
> infatti la ragione spiegare esaurientemente l'iter che conduce un gruppo
> alla concordia e al consenso? Personalmente ho sperimentato il metodo del
> consenso ai Rainbow Gathering ai quali ho partecipato (circa una decina) e,
> ogni giorno, lo sperimento nella Comunità in cui vivo, la cui vitalità e
> durata (siamo insieme da vent'anni) si fonda sulla capacità di rinnovare
> senza fratture il nostro accordo profondo. Secondo me, dunque, nel
> raggiungimento del consenso v'è qualcosa di taoista, e cioè di paradossale,
> che spinge a valicare d'un balzo le strettoie della dualità: giusto,
> sbagliato; azione, non azione, razionale, irrazionale, ecc. Lao Tzu ne
> parlava già 2600 anni fa. Bisogna infatti ammettere che il MC, chiedendo ai
> suoi aderenti un'apertura all'inconoscibile e all'incomprensibile - senza
> con ciò rinnegare quel che si conosce e capisce - è più un "non metodo" che
> un metodo; e forse è proprio per tale motivo che solo un gruppo qualificato
> o forte, i cui componenti nutrano una incrollabile stima e fiducia in se
> stessi e reciproca, lo può adottare. Chuang Tzu, un altro mirabile taoista,
> scriveva: "L'uomo saggio, quindi, quando deve governare, sa come non fare
> nulla. Lasciando le cose come stanno, egli conserva la sua natura
> originaria. Chi governa rispetta i suoi sudditi così come rispetta se
> stesso. Chi si ama abbastanza da permettere a se stesso di restare nella
> propria verità originaria, governerà sugli altri senza far loro del male.
> Impedisca alle proprie pulsioni più profonde di entrare in azione. Resti
> immobile, non veda e non senta. Stia seduto come un cadavere, con il potere
> del drago ben vivo intorno a lui. Nel più totale silenzio, la sua voce sarà
> come il tuono. I suoi movimenti saranno invisibili, come quelli di uno
> spirito, ma li accompagneranno le potenze celesti. Imperturbato, inattivo,
> vedrà tutte le cose giungere a maturazione intorno a lui. Dove troverà il
> tempo di governare?" ("La via semplice di Chuang Tzu", a c. di T. Merton, Mi
> '93). Il linguaggio paradossale della sapienza orientale mette a dura prova
> la nostra pretesa di risolvere tutto con lo strumento mentale e ci sollecita
> a risvegliare una facoltà che presso alcune tradizioni esoteriche viene
> definita "Intelligenza del Cuore"; il cuore, infatti, e non il cervello, è
> la sede dell'Io sono, ovvero della nostra coscienza di coincidere con
> l'Essere. Nel centro del Cuore, tra l'altro, avviene l'incontro tra
> l'energia tellurica che sale (Kundalini) e la forza uranica che discende
> (Siva).
> Mi sembra che Fukuoka ci abbia dato una luminosa testimonianza di come il
> metodo-non metodo taoista sia applicabile persino nella relazione dell'uomo
> con la Terra: da un lato abbiamo il violentatore e l'avido che estorce alla
> terra cibo e ricchezza; dall'altro abbiamo il contadino saggio che con la
> propria Madre colloquia e ottiene tutto ciò che è giusto entrando
> amorevolmente in sintonia con essa.
> In considerazione di quanto sopra detto insisto nel ritenere la locuzione
> "leader razionale" impropria. La ragione è si importante, ma essa vale solo
> all'interno di una spazio relativo e tutto sommato angusto dell'Essere o
> Uno-Tutto. Inoltre, posso accettare il tuo proporre una "rotazione dinamica"
> del leader soltanto se con tale espressione si vuole sottolineare la
> necessità di armonizzarsi con il movimento ciclico della vita. Credo, come
> te, che un uomo illuminato al quale venga dato il compito di governare non
> potrebbe mai cadere nella meschinità di non voler riconoscere il momento in
> cui l'individuo deve sapersi mettere da parte. La rotazione (meglio:
> trasmissione della responsabilità), in ogni caso, non potrà mai essere
> manifestazione di una volontà artificiosa, bensì di una verità impersonale
> riconoscibile da tutti.
> In sintesi, mi sembra che ci sia una buona concordanza tra i nostri modi di
> pensare, e una certa differenza nel nostro linguaggio. Mettere a punto un
> linguaggio comune è un fattore fondamentale ai fini della comunicazione; per
> quanto mi concerne, attingo, ancorché imperfettamente, alla terminologia
> sapienziale tradizionale che è di una precisione insuperata. La mia
> opinione, lo ripeto, è che l'aggettivo "razionale" non sia adatto ad
> esprimere la nostra aspirazione a lasciarci compenetrare dalla Realtà. La
> malattia dell'uomo contemporaneo consiste proprio nell'aver sviluppato in
> modo abnorme l'astrazione razionale, dalla quale deriva la pretesa di
> ridurre l'Essere entro i rigidi schemi del calcolo, dell'analisi,
> dell'unificazione-omologazione orizzontale e della quantità. Dietro il gran
> parlare (spesso a sproposito) che oggi si fa intorno al "femminile" c'è una
> verità immutabile, e pertanto "tradizionale": l'uomo non potrà mai evadere
> dal labirinto dei propri aridi schemi concettuali se, innanzitutto nella
> propria interiorità, non si riconciglierà con la donna-Arianna, l'intuizione
> superconscia, la medioevale Donna di salute, il filo aureo che dalla
> prigione della bruttezza conduce al Vero, al Bene e al Bello (Satyam, Sivam,
> Sundaram).
>
> Cordiali saluti,
>
> Giuseppe-Aquila Grigia
>
>
>
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