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Allego un articolo sugli Yuppie-Flu pubblicato sul settimanale
www.dilloadalice.it
L'articolo è a firma di L. Mallozzi (che conosco).
Ciao
Yuppie-Flu: l'indipendenza è importante
Cantano in inglese ma sono di Ancona. Gli Yuppie-Flu una delle band che
piu' ha impressionato critica e pubblico lo scorso anno con l'album "Days Before
the Day" sono perennemente in Tour. Abbiamo colto l'occasione per scambiare
quattro chiacchiere con il cantante ed interrogarci sulla attuale situazione del
mercato musicale italiano.
Ciao Matteo, l'ultima volta che ci siamo visti a Catania per il Tributo a
Francesco Virlinzi eravate un po' sconvolti.com'è la vita on the road?
Per un gruppo come noi ovviamente le condizioni di viaggio non sono mai il
massimo, di solito abbiamo un piccolo furgone per ridurre le spese. Quando fai
delle distanze lunghe e' abbastanza faticoso ma alla fine lo fai per suonare,
per portare avanti questo progetto, per cui lo fai volentieri
Days Before the Day è stato premiato come disco dell'anno al MEI, una
parte della critica vi ha sostenuto, ma non ho mai letto nulla sugli YF sui
grandi quotidiani. Come mai?
Tutto l'evento del Meeting delle Etichette Indipendenti e' stato seguito
soltanto dalla stampa specializzata, sui siti web musicali mentre sui grossi
media se n'è parlato poco. Probabilmente anche per il fatto che i grandi media
hanno un rapporto abbastanza stretto con le major, per loro un meeting di
etichette indipendenti è molto meno interessante di un evento di massa come puo'
essere S.Remo o qualunque tipo di concorso sponsorizzato dalle major. E' legato
al monopolio che hanno con i canali di diffusione, sia radio che media in
generale. Ad oggi è piu' facile andare su MTV che avere una recensione su un
quotidiano.
Esistono canali per uscire dall'underground o a voi e agli altri gruppi
indipendenti sta bene questa dimensione?
A noi sta bene questa dimensione, effettivamente in generale per la scena
indipendente, quella sotterranea che porta i fermenti piu' innovativi, ci
dovrebbe essere un po' piu' di interesse anche da parte dei grossi media.
Purtroppo non e' cosi in Italia.
"Food for the ants" è uno spot pubblicitario, avete suonato alla BBC
ricevendo i complimenti di Thom Yorke, il vostro lavoro è comunque la
dimostrazione che non solo la Pausini e Ramazzotti sono prodotti musicali
italiani esportabili all'estero.
Si, anche se e' ovvio che si parla di esportazione sempre a piccoli
livelli perché all'estero lavoriamo con distributori indipendenti, siamo stati
parecchie volte a Londra, in radio anche importanti pero' non c'è poi questa
cosi grossa esposizione anche all'estero. Rispetto ad anni fa qualcosa e'
cambiato, si riesce anche con mezzi piu' piccoli ad andare all'estero ed avere
un po' di visibilita'. Prima solo la Major decideva se portare fuori un gruppo
italiano ed in genere mai nel mercato europeo, si trattava sempre di mercati
latino- americani. I grossi nomi, Vasco Rossi, Ramazzotti hanno molto successo
dove c'è una comunità italiana all'estero, magari in America solo in certi posti
o dove c'è una lingua, tipo lo spagnolo, piu' vicina a quella italiana.
Non c'è mai stato da parte delle Major italiane l'interesse di provare a
investire su gruppi che possono funzionare anche all'estero, non si è mai
investito su gruppi che cantano in inglese e che possono essere adatti ad un
mercato globale estero.
Al Neapolis Festival non ho potuto sentirvi dal vivo perché stavo
organizzando il m&g con i R.E.M. ma nella stesse stanze c'erano discografici di
una famosa major che sono rimasti favorevolmente impressionati dal vostro sound
tanto da prendere informazioni su di voi. Mettiamo che il prossimo album sia un
successo clamoroso e la Sony invece che offrirvi la distribuzione ti propone un
bel contratto, abbandoni la HomeSleep di cui sei socio?
(Risate) Si
Avete paura di andare verso una Major, di fare il grande passo?
Dipende che situazione si pone, se ci sono delle buone condizioni non vedo
perché no, comunque io sono anche un socio della HomeSleep e gli Yuppie-Flu sono
sempre cresciuti insieme con l'etichetta ma non vive solo con noi in questo
momento, per cui se ci fosse la possibilità concreta ed abbiamo il vantaggio per
poter esporre la nostra musica a piu' persone possibili ovviamente penso
accetteremmo.
Il nuovo album che uscirà quest'autunno sarà un lavoro solo vostro o avete
previsto qualche collaborazione?
Per ora non ci sono collaborazioni in vista, in genere abbiamo sempre
lavorato da soli, se c'è la possibilità di fare una post-produzione interessante
con un produttore che ci piace vedremo, ma ci possiamo pensare piu' avanti,
finite le registrazioni
Quali sono le maggiori difficolta' che incontrate per promuovervi, cosa ne
pensi degli sviluppi della promozione musicale su internet?
Sicuramente negli ultimi anni la rete in generale ha agevolato molto la
promozione, pero' non incide ancora cosi tanto sul risultato finale. E' comunque
un mezzo che e' meno ostacolato dalle infrastrutture del business musicale,
riuscire a promuovere i dischi della HomeSleep con canali piu' grandi e' ancora
difficile
Non ti vedro' mai a Top of the Pops o a CD Live per fare un esempio.
Probabilmente per andare li bisogna vendere parecchi dischi. Anche per
quanto riguarda le radio abbiamo un buon collegamento con tutte le radio
indipendenti italiane, a quelle piu' grandi mandiamo sempre promo ma è difficile
che ti passino.
Perché in Inghilterra vai sulla BBC e in Italia non puoi andare sulla RAI?
Sulla RAI ogni tanto ci siamo andati pero' non hai la stessa esposizione.
Effettivamente non lo so. Noi facciamo una musica sostanzialmente importata
dall'estero e per forza di cose rielaborata. Quando abbiamo iniziato a suonare i
nostri riferimenti venivano da gruppi che suonavano all'estero, in America e
Inghilterra, per cui effettivamente in Italia il problema esiste non solo per le
realta' indipendenti anche per quelle piu' grandi. In Inghilterra puoi vedere
primi in classifica i White Stripes o gruppi di etichette indipendenti che fanno
musica che in Italia non e' assolutamente di massa, anche musiche piu'
particolari.
Secondo te e' in Italia c'e' un problema di Cultura?
La Cultura e' abbastanza diversa, in Italia e' stata imposta purtroppo dai
dinosauri della discografia. Il pubblico italiano e' molto guidato, sceglie poco
perché non gli è permesso di scegliere, le radio hanno dei legami forti con le
Major, le televisioni mandano soltanto le cose delle Major con cui hanno dei
rapporti ed interessi, per cui il pubblico ha poche possibilita' di sentire
musica diversa, non propriamente easy, ha difficolta' ad accresce la propria
Cultura musicale.
Rispetto a qualche anno fa con la HomeSleep un po' di movimento in un
mercato asfittico si è visto.
Sicuramente si, è migliorata molto la situazione in Italia rispetto a
diversi anni fa pero' e' comunque sempre molto indietro rispetto all'estero,
indietro diciamo differente.
Gente che ascolta questa musica ce n'è parecchia, magari sono anche un po'
indietro i media, comunque i critici musicali dei grandi quotidiani si fermano a
Renato Zero non e' un discorso di valori.
Sui critici dei quotidiani sarebbe un discorso a parte, magari non
ascoltano neanche la musica nuova, sono persone che sono li da decenni rimaste
un po' fossilizzate.
E' anche vero che negli ultimi anni e' leggermente cambiata la situazione
per le realta' indipendenti o le produzioni con un po' piu' di qualita'. Questo
è dovuto alla crisi del mercato musicale che ha fatto si che le Major si
incomincino ad interessare anche alle realta' piu' piccole, per cui anche la
crisi ha aiutato ad aprirsi di piu' rispetto al passato.
Insomma non tutto il male viene per nuocere.
DISCOGRAFIA
1997 Automatic But Static Valium/Vurt
1999 Yuppie Flu At The Zoo Home/Flop
2000 Hollow Beep Doxa Rec.
2000 The Boat E.P. Homesleep
2003 Days Before The Day Homesleep
2004 Yuppe Flu At The Zoo Ristampa+Inediti Homesleep
Prossime date:
17 Giugno: Foro Italico Roma
18 Giugno: Nuvolari Cuneo
24 Giugno: Made In Bo Bologna
25 Giugno: Berafest Poviglio (RE)
26 Giugno: Corbetta Festival Corbetta
07 Luglio: Arezzo Wave
www.yuppieflu.net
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