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Pacifico   Elenco di messaggi  
Rispondi | Inoltra Messaggio #431 di 448 |


Il raffinato incantesimo di Pacifico
Facciamo un passo indietro:
MusicAlice vi racconta l'esibizione di Pacifico
al Giffoni Music Concept dello scorso luglio.





Ci sono artisti che non solo cantano, ma incantano. Ti immergono in un
silenzio assorto e intento, quando parlano, e sanno avvolgerti con sapienti
atmosfere musicali che sanno parlare più di ogni parola. Pacifico è senz'altro
uno di questi.

Tornato per la terza volta sul palco del Giffoni Music Concept, concorso
per artisti emergenti per il quale ha composto in passato anche una sigla, Gino
De Crescenzo, in arte Pacifico, è riuscito il 19 luglio a dimostrare la sua
classe discreta e il suo raffinato talento di cantautore, musicista e
arrangiatore anche solo con una setlist di cinque pezzi. Il pluripremiato
artista milanese ha ben chiaro quale sia lo scopo della musica, ovvero
emozionare: ascoltando dal vivo le sue canzoni, si nota come siano state
abilmente ricostruite e adattate alla dimensione live per trasmettere al
pubblico, intatte e vivide, le stesse impalpabili sfumature ed increspature
delicate dell'animo che hanno ispirato i brani al momento della loro creazione.
Per tessere i suoi riti di fascinazione, ecco che De Crescenzo si avvale di un
campionario più che accattivante di connaturati suoi ingredienti segreti da
alchimista, quali pause intense, sussurri sospirati, momenti di enfasi spontanea
e commossa, lenti gesti e movimenti, sguardi che accarezzano e inchiodano, o
inseguono nel vuoto l'oscillare di un'immagine chimerica, l'incarnazione di un
pensiero. Niente è casuale, tutto contribuisce a potenziare l'efficacia di ogni
singolo verso, che Pacifico con grazia, intelligenza ed ironia sa rendere
leggero e vaporoso, oppure profondo e acuminato. Inoltre, il cantautore
quarantenne può contare su una band di "preziosi musicisti", come ama definirli,
dotati di tutte le qualità indispensabili alla realizzazione di un ottimo live,
cioè professionalità, passione e fantasia; essi formano con Gino un gruppo
affiatato e compatto, in cui ognuno cerca di amplificare il potere evocativo del
suo strumento, con linee musicali e vocali anche reinventate e rinnovate. Prima
di esibirsi, Pacifico immortala il suo pubblico con la sua fotocamera Polaroid:
nei concerti di normale durata la consuetudine delle istantanee precede "Il
presente", romantica variazione sul tema caro a Pacifico del "tempus fugit", e
diventa uno stratagemma, inconsueto su un palcoscenico, per imprigionare e
custodire temporaneamente i ricordi nella pellicola di una foto.

Lo show comincia invece, in questo caso, con le sequenze d'archi de "Gli
occhi al cielo", arricchite dal sintetizzatore: la canzone scivola via leggera,
con la sua scia di struggente malinconia ed il ritmo scandito magistralmente
dalla linea di basso di Camillo Bellinato. Il brano tocca l'acme di intensità
quando il ritmo rallenta all'improvviso nella dolcezza del ritornello, con gli
acuti di Gino, densi di emozione, e la tastiera di Diego Baiardi, che simula il
suono di un magnifico pianoforte, prima di un bellissimo crescendo strumentale
con gli assolo della chitarra di Silvio Masanotti: è in quei versi che Pacifico
concentra gli interrogativi inerenti all' imponderabile incertezza e mutevolezza
rappresentata dal cielo. Questa canzone a Giffoni non poteva mancare:
l'apprezzato singolo fu accompagnato nel 2003 da un originale videoclip ideato e
girato da Frankie Hi-NRG MC, che era impreziosito da un divertente cameo di
Simona Bencini (già Dirotta su Cuba), protagonista del Music Concept 2004 in
veste non solo di talentosa e grintosa cantante, ma anche di presentatrice,
affiancata in questo ruolo dal simpatico Pippo Pelo di Radio Kiss Kiss. Segue in
scaletta un altro singolo ancora più celebre: si tratta di "Fine fine", che dal
vivo si presenta come un coinvolgente pezzo imperniato sulla batteria di
Johannes Bickler e sulla chitarra di Gino. Essa fa da spina dorsale al brano
genuinamente pop-rock, in un arrangiamento che di fatti in questo caso non si
incentra sulla drum machine, come nella radio edit, ma ha anche sound meno
etereo di quello della versione dell'album. Le riprese proiettate sui
maxi-schermi si concentrano spesso proprio sulle mani esperte e affusolate di
Pacifico, che in questo brano riesce ad illuminare con lo sguardo minuzioso e
amorevole del fine poeta l'effetto pungente ma anche rigenerante delle minuscole
gocce di pioggia. Subito dopo, ecco che il Nostro presenta un brano sull'attesa
di una lettera, pur dicendosi conscio che in quest'epoca più che altro si
aspetti ansiosamente di aprire le bustine virtuali di un breve sms. "Quanto più
l'attesa è piena di spine, tanto più è colma di desiderio", conclude Pacifico,
con la sua voce tanto baritonale e profonda nel parlato, quanto nel cantato sa
arrampicarsi in un pregevole falsetto da pelle d'oca. Partono quindi le strofe
gradevolmente trascinanti de "Il Postino", in cui non è troppo azzardato
individuare una vaga influenza reggae, dato che De Crescenzo, prima di diventare
solista, nei Rosso Maltese ha composto brani dai ritmi più variegati,
lasciandosi conquistare per esempio anche dalla musica cubana e latina in
genere.



Nelle canzoni firmate Pacifico, però, spesso, all'interno di un involucro
sereno e limpido, ci cela un magma di inquietudine quasi corrosiva. Su questo
pezzo, infatti, l'ironia certamente imprime il suo evidente sigillo, ma tale
disposizione mentale diventa l'unico baluardo in cui l'autocontrollo si possa
rifugiare dagli strali sanguinosi delle sofferenza. La canzone si arresta di
fatti per introdurre la tanto sospirata lettera, le cui frasi, pronunciate in un
parlato che misura lentamente il peso di ogni parola, sono una staffilata atroce
che mescola però il vetriolo al miele, in modo tale da farsi strada nelle
viscere e nella carne con maggiore facilità. Poi la musica riprende, quasi
vorticosa, con la sua batteria e i riff di chitarra elettrica solista: è quasi
un pianto, che cerca lo stordimento nella sbornia del ritmo. Il brano più
drammatico però è "Solo un sogno", presentato a Sanremo 2004. Dimenticate la
pomposa e roboante orchestra dell'Ariston (81 musicisti, con 81 microfoni aperti
a influire sull'acustica!), fardello pesante per il mood gentile del pezzo e per
la voce sottile e sognante di Pacifico, che rammenta talvolta, pur nella sua
unicità, l'eleganza vocale di un Battiato. Questo arrangiamento live è di
tutt'altra fattura, essenziale ma allo stesso ricercato, carico di classe e
grondante di emozione: introdotta dalla tastiera di Baiardi, che in questo pezzo
dimostra la sua bravura e la sua formazione jazzistica, la canzone si sviluppa
sovrapponendo progressivamente e poi ridissociando gli strumenti. Gino crea con
la magia della sua chitarra, probabilmente con l'ausilio di un pick-up acustico,
l'atmosfera raccolta necessaria ad evocare l'ebbrezza del sereno volo onirico
che caratterizza il momento senza tempo della stasi successiva ad una lotta e ad
una sconfitta esistenziale. E' sapientemente dosato l'intervento della batteria
di Bickler, prima e dopo una pausa mozzafiato e l'ultimo ritornello; il finale è
una magnifica e sorprendente chiusura jazzata, in cui c'è anche una linea di
basso favolosa di Bellinato. Gino chiude il pezzo con un suono stridente,
prodotto strisciando il palmo della mano sulle corde e risalendo il manico della
chitarra: è una specie di lancinante grido elettrico, enfatizzato da un effetto
wha-wha. Pacifico crea così un pathos estremo, con un gesto che è tanto
fortemente connotativo da sembrare quasi un atto masochistico: hai quasi
l'impressione di percepire la pressione prodotta sulle corde, in un movimento
quasi convulso, e di sentire il relativo attrito. La setlist termina con "Le mie
parole", celeberrima analisi liricheggiante dei molteplici valori delle parole,
che sono tenere carezze e "fumo di pistole", come ha detto di frequente De
Crescenzo; il cantautore evoca anche l'attimo in cui le parole vengono meno e si
arrendono, sconfitte dalla prepotenza del dolore, e lo sottolinea battendosi il
petto, in un gesto inevitabile e febbrile. Nel finale, il Nostro come sempre
invade il palco di bolle di sapone, prodigi iridescenti tipici dei casalinghi
effetti speciali targati Pacifico, che lasciano evaporare la commozione in un
sorriso. Così Gino celebra "la liturgia della leggerezza", mentre crea attorno a
sé un'atmosfera magica, piena di lirico stupore, come se grazie ad un semplice
giocattolo egli divenisse un prestigiatore d'eccezione: in fondo anche le
emozioni, come le bolle, non sono evanescenti meraviglie che fluttuano nell'aria
(e nell'animo) per poi svanire in modo impercettibile e lasciarti con il naso
all'insù?
J. S. "Ambrosia" Imbornone

Sito ufficiale: www.pacificomilano.com

Prossime date del "Musica leggera tour" al momento programmate:
19 agosto Castelbasso (TE) Piazza Belvedere
26 agosto Siena Piazza del Campo
3 settembre Milano Mazda Palace (Festival dell'Unità)

Discografia completa di Gino De Crescenzo:

2004 Pacifico - "Musica leggera" (Carosello)
2002 Pacifico - "Pacifico" (Carosello, ristampa con 2 inediti)
2001 Pacifico - "Pacifico" (Ponderosa)
1996 Rosso Maltese - "Mosche libere" (Baracca e burattini)
1993 Rosso Maltese - "Santantonio" (A.V. Arts)

Ha collaborato inoltre alla realizzazione dei seguenti dischi:
. come cantante:
2004 AA. VV. Tributo a Franco Battiato "Voli imprevedibili" (Edel)
. come autore:
2002 Adriano Celentano "Per Sempre" (Clan)
2002 Samuele Bersani "Che Vita!" (BMG)
1999 "Sud Side Stori OST" (Edel)
1997 Fiorella Mannoia "Belle speranze" (Harpo) (con i Rosso Maltese)
. come cantautore:
2003 Frankie Hi-NRG MC "Ero un autarchico" (BMG)
2003 AA. VV. "Ricordati di me OST" (BMG)
. come musicista:
1995 Vittorio Cosma "Colpo di luna OST" (Target)
1994 AA.VV. Tributo a Ivano Fossati "I Disertori" (Columbia) (con i Rosso
Maltese)
. come produttore:
2001 Aco Bocina "Aco Bocina" (Ponderosa)
2000 Stefano Berghella "C.R.I.S.A.L.I.D.E." (Polydor)

tratto da www.dilloadalice.it



[Sono state eliminare la parti non di testo del messaggio]




Mer 11 Ago 2004 3:04 pm

albyviv
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Inoltra Messaggio #431 di 448 |
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Viviani Alberta
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11 Ago 2004
2:36 pm
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