Mi sembra una notizia interessante...
Bye.
John
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http://www.tuoquotidiano.it/quotidiano/intarticolo.php?
id=2531&sendid=279
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Roma: 4mila specialisti a confronto sulle ultime soluzioni per
curare ferite difficili e cicatrici patologiche. Piano taglia-costi
dal ministero della Salute
Una sorta di 'Expo' - la più grande mai realizzata in Italia - di
tutto quanto c'è di meglio a disposizione per trattare ulcere,
ferite difficili e cicatrici patologiche. Questo l'intento del 1°
Congresso Nazionale CORTE, iniziato ieri e destinato a concludersi
domani, organizzato dal prof. Nicolò Scuderi dell'università 'La
Sapienza' di Roma. Quello delle ulcere e delle ferite difficili è un
problema antico come il mondo, che oggi è possibile affrontare con
presidi e strumentazioni high-tech, in centri specializzati come a
casa. "Gli strumenti e le expertise per curare al meglio questi
problemi non mancano nel nostro Paese - afferma il professor Mauro
Picardo, Direttore Scientifico Istituto San Gallicano - e adesso ci
stiamo adoperando affinché il Ministero della Salute recepisca
l'importanza di avere a disposizione medicazioni avanzate e
quant'altro per affrontare ulcere da decubito e ferite difficili. A
questo proposito, verranno presentati i risultati di una ricerca
multicentrica condotta su 250 casi di ferite difficili, che dopo un
follow up di appena quattro mesi ha fatto registrare differenze
statisticamente significative rispetto alle medicazioni
tradizionali. Curare con medicazioni avanzate una ferita grande alla
fine costa la metà che con le medicazioni tradizionali". E quello
delle lesioni cutanee croniche è un problema sociale di notevoli
dimensioni, che costa al Ssn 1 miliardo di euro l'anno - ha detto il
presidente di Corte Giovanni Micali - mentre al sistema produttivo
fa perdere poco meno di 500 mila giornate di lavoro (tra pazienti e
familiari). Ma nell'attesa che si risolvano i problemi burocratico-
amministrativi si guarda già al futuro, che per la verità è molto
più vicino! di quanto si pensi ed ha un nome. "Si chiama cute 'one-
step' ! - spiega il professor Nicolò Scuderi - e consiste nella
ricostruzione non più di un tessuto ma di tutto l'organo 'cute',
comprensivo di derma ed epidermide. Questo è stato reso possibile
grazie alla disponibilità di nuovi 'scheletri' di acido ialuronico,
all'interno dei quali vengono 'coltivati' fibroblasti e
cheratinociti, rispettivamente le cellule costitutive del derma e
dell'epidermide. Esperimenti del genere sono in corso anche in
Francia e in Giappone ma noi siamo stati i primi a portare la
cute 'one-step' dal laboratorio alla sala operatoria e l'abbiamo già
utilizzata con successo su 13 pazienti".
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