DISABILITA': COME DEFINIRLA?
DATA DI INSERIMENTO: 10/10/2006
CONTENUTO: La proposta . La disabilità è il risultato dell'interazione tra la
condizione di salute e i fattori ambientali. Se si accetta questo punto di
partenza si può pensare che la definizione prodotta nel corso della Convention
delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità svoltasi nello
scorso agosto non sia del tutto adeguata. Questo sostiene un commento pubblicato
sull'ultimo numero del Lancet e firmato, tra gli altri, da Matilde Leonardi,
neurologa dell'IRCCS "Carlo Besta" di Milano. Il punto. "La disabilità è una
difficoltà nel funzionamento del corpo, è una difficoltà della persona e della
propria socialità in uno o più contesti della vita", questa la nuova definizione
di disabilità proposta alle Nazioni Unite. "La definizione, dunque, si allarga e
include non solo le ridotte o assenti funzionalità del corpo ma pone l'accento
anche sull'importanza del contesto sociale come barriera o facilitatore", ci ha
spiegato Matilde Leonardi. Attualmente l'ONU ha una definizione per le "persone
disabili", ma è ancora in corso il dibattito sulla definizione di disabilità.
Quella venuta fuori dalla Convention dello scorso agosto riduce, secondo la
Leonardi, il concetto di disabilità solo alle condizione croniche ma non
menziona affatto il livello di partecipazione sociale che può essere
fondamentale per definire realmente una disabilità. L´opinione. "Nell'articolo
pubblicato sul Lancet quello che si propone", continua la Leonardi, "è di
formulare una definizione che si ispiri alla International Classification of
Functioning, Disability and Health (IFC) dell'OMS, la quale accanto alla
malattia tiene conto del contesto in cui il malato si trova a vivere. Se si
considera un individuo in modo avulso dal contesto la disabilità si riduce solo
a una menomazione", arguisce la Leonardi. "Ci sono aspetti della disabilità che
non devono essere considerati esclusivamente di competenza medica e sanitaria;
fondamentale è tessere un tessuto sociale che non sia ostile alla vita dei
disabili. Spostare l'attenzione dal disabile alla disabilità modifica e amplia
la concezione stessa della diversa abilità: includendo anche i disagi
psicologici, emotivi, sociali oltre che l'aspetto medico ci si accorge che anche
la società deve farsi carico della disabilità. "Un tempo si concepiva la
disabilità come il momento in cui finiva la salute; quando si era disabili si
veniva categorizzati in un gruppo separato. La nuova definizione, così come
l'IFC, allontana da questo modello di pensiero. È un cambiamento radicale:
dall'enfasi sulla disabilità delle persone ci si focalizza sulla salute di ogni
aspetto della vita delle persone", ha concluso la Leonardi. Bibligrafia.
Leonardi M et al. The definition of disability: what is in a name? The Lancet
2006;368:1219-21. emanuela grasso Tratto da: http://it.news.yahoo.com
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