Non comprendo cosa intenda Agosti quando parla di “ si cominciano a sentire
le conseguenze dell’applicazione del nuovo Nomenclatore Tariffario legato ai
Lea”. Non comprendo perché i Lea non sono stati ratificati dalla Corte dei
Conti e a tutt’oggi chiaramente non pubblicati in Gazzetta Ufficiale, o
almeno io non la ho ancora vista. Quindi mi farebbe specie che qualche AUSL
la potesse metterla in atto, stante non sia ratificata. Altra cosa è
soffermarci sulla valutazione del contenuto e regolamentazione del
Nomenclatore presente nei Lea. Concordo in alcune considerazioni elencate da
Agosti, perché davvero il documento è mancante di contenuti oggettivi e in
alcuni casi scientifici , vedi sull’incontinenza, su come doveva essere
normato e risposto a bisogni sia normali che soprattutto particolari.
Concordo che nel mondo associativo non è passata una discussione propositiva
dell’argomento. Mi aspettavo una nota in merito del Pres. FISH che non c’è
stata all’inizio della discussione, come pure adesso per dire che non se ne
è fatto nulla.
Un saluto
Mauro Venturelli
Assoc. Paraplegici Emilia R.
Da: faip-onlus@yahoogroups.com [mailto:faip-onlus@yahoogroups.com] Per conto
di Enrico Agosti
Inviato: giovedì 10 luglio 2008 10.52
A: faip-onlus@yahoogroups.com
Oggetto: [faip-onlus] Applicazione del nuovo Nomenclatore Tariffario
Riprendo un argomento già trattato nello scorso anno dato che ora si
cominciano a sentire le conseguenze dell'applicazione del nuovo
Nomenclatore Tariffario legato ai LEA. In sintesi: abbiamo fatto un
gran passo IN DIETRO. Sia la stesura del testo sia il contenuto è
quanto meno ingarbugliato e complica la già "provata" vita alle
persone con disabilità. E' mai possibile che si permetta (mi rivolgo
alle nostre Associazioni di rappresentanza)l'adozione di tali obsolete
normative? Sembra che chi è preposto a tale compito sia completamente
estraneo alle problematiche interessate. Per fare un esempio banale:
non si è pensato di concedere una carrozzina di riserva a che ne fa
uso indispensabile... per non parlare del resto. Non so di chi è la
colpa di questo ma certamente anche nostra che subiamo supinamente.
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