Caro Guglielmo temo che ci sia un grosso equivoco…. Guarda che nessuno
penso intenda togliere attenzione e fondi ai problemi della carenza di
assistenza e di ausili adeguati, necessari a vivere il presente nel
modo migliore possibile.
L'impegno per la ricerca deve crescere in parallelo senza sottrarre
risorse alle necessità che hai elencato. Quindi sfondi una porta
aperta con le tue considerazioni.
Quando hai tempo dai un'occhiata ad AISM/FISM
http://www.aism.it/includes/homepage/home_core_40000.asp?cat=40000
Credo sia un ottimo esempio da seguire, non credi???
Ti faccio presente che grazie alle ricerche finanziate dalla FISM nel
2009 dovrebbe partire in Italia la sperimentazione di una terapia
cellulare per la SM. La stessa terapia cellulare (secondo il
ricercatore che l'ha sviluppata) dovrebbe dare risultati positivi
anche per le lesioni midollari. Il fatto è che fino ad ora nessuno ha
raccolto fondi per fare gli studi necessari nella direzione delle
lesione midollari. Se si fosse pensato anche a questo in passato,
adesso forse avremmo una potenziale terapia che migliorerebbe la
qualità della vita..
Comunque guardiamo avanti e scordiamoci il passato!
Per Alessio, quando dici: "…le emozioni sono di per se immediate…"
capisco che sai cosa sono le emozioni "tecnicamente", tuttavia
conoscerai anche il concetto di "intelligenza emotiva"… Ecco io sono
rimasto basito quando ho visto che quest'ultima non è stata usata
quanto necessario. Forse tu mi capisci..
Per Giuliano vorrei dire che dall'ultima parte del tuo articolo:
"Cosa possiamo sperare di ottenere se ancora non sappiamo cosa è
successo nei primi istanti a partire dal trauma, se non conosciamo il
motivo della totale assenza di risposte che ci dicevano essere dovuta
allo shock spinale, seguita solo poco tempo dopo da esagerati e
involontari riflessi che ci indicavano con il termine di spasmi? Ed
ancora: In che condizioni si trova ora il nostro midollo spinale? Come
si è modificata la composizione e l'organizzazione del resto del
midollo spinale rimasto scollegato per tanto tempo dai centri
cerebrali? Ha trascinato con sé, nella rovina, anche parte di quello
che stava sopra la lesione? Oppure c'è ancora qualcosa lì sotto che,
se solo risvegliato, ci potrebbe aiutare a vivere meglio?
Ecco, forse, prima di infiammarmi per il prossimo annuncio di una
sensazionale soluzione del problema, vorrei trovare risposta a queste
domande, perché, come ripeteva il mio Professore di Neuoroscienze
durante le sue lezioni, non si può pensare di riparare un orologio
senza sapere come è fatto, come funziona. "
Da queste parole si può assumere che il tuo pensiero è che bisogna
abbandonare la ricerca volta alla rigenerazione in luogo della ricerca
di base sul midollo spinale, ma questa interpretazione delle tue
parole mi sembra rispecchi la metafora dell'autogoal così come la
suggerisci tu, quindi forse è utile chiarire.
Considera anche come Pietro ha interpretato le tue parole, infatti scrive:
"Se poi registriamo uno stop sulla ricerca di base sul midollo spinale
così come denunciato da un serio ricercatore, nonché paraplegico e
quindi interessato direttamente tanto quanto
lo siamo noi, è evidente che non noi ma i finanziamenti ed i
ricercatori si
orientino sulla qualità della vita e sul tentativo di ritrovare il
bandolo della
matassa per quanto attiene la rigenerazione del midollo spinale".
Ha interpretato correttamente il tuo pensiero?
Ad ogni modo credo che aver discusso e discutere un po' della
questione faccia bene a tutti, se non altro per capire meglio la
realtà e far evolvere il proprio pensiero.
Cambiando argomento, sempre rivolgendomi a Giuliano, apprendo con
interesse degli incontri mensili che tenete con medici, terapisti e
pazienti e degli "Open Labs" e "Journal Club". Non sarebbe possibile
rendere disponibile online un report su questi incontri cosi che anche
chi vive in altre parti d'Italia possa beneficiare delle informazioni
scambiate?? Mi rendo conto che partecipare è un'altra cosa, tuttavia…
Allo stesso modo lo spunto di riflessione offerto da Teresa penso che
si potrebbe tentare di affrontarlo online, sia pure con un livello di
approfondimento inferiore a quello ottenibile in un incontro
personale… sempre pensando a chi non ha la possibilità di venire in
Friuli..Del resto sui forum della CareCure Community
http://sci.rutgers.edu/forum/index.php si possono leggere spesso
discussioni su pubblicazioni scientifiche.
Ciao
Paolo