http://it.messenger.yahoo.comDa: "CCDU Italia" <lineastampa2005@...>
A: famiglie@...
Oggetto: Comunicato stampa cronaca/sanità/volontariato
Data: Wed, 1 Mar 2006 17:51:10 +0100
Alla c.a. della Redazione,
alleghiamo comunicato stampa che vi chiediamo
gentilmente di pubblicare
Cordiali saluti
Comitato dei Cittadini per i Diritti Umani
email ccdu_italia@...
tel 02 36510685
Comunicato Stampa
1/03/06
Ma è vero che queste cose in Italia non possono accadere?
Va avanti il dibattito scientifico sulla validità dei “disturbi del
comportamento e dell’apprendimento”. Continua in particolare per l’ADHD
(Disordine dell’Iperattività e Decifit dell’Attenzione), di cui non è mai
stato dimostrato un effettivo squilibrio biochimico. Eppure sei milioni di
bambini in America fanno uso di uno stimolante per curarlo.
Il Comitato Consultivo dell’FDA Statunitense per la Sicurezza e la Gestione
del Rischio da Farmaci si riunirà il 9 febbraio, per valutare l’eventuale
rischio cardiovascolare causato dai farmaci usati nel trattamento dell’ADHD.
Decessi improvvisi e seri effetti collaterali (ipertensione e infarto del
miocardio) sono stati segnalati tra i pazienti adulti e i bambini, in
associazione con l’assunzione di farmaci per l’ADHD. (SCRIP World
Pharmaceutical News – 16 gennaio 2006)
L'FDA ha proposto per questi prodotti specifici messaggi di avvertimento,
conosciuti col nome di "Black Box Warning". Secondo il Comitato Sulla
Sicurezza dei Farmaci e la Gestione del Rischio dell’FDA, le confezioni dei
farmaci psicostimolanti per l’ADHD dovrebbero contenere un “Black Box” sul
pericolo di morte improvvisa durante il trattamento. (SCRIP World
Pharmaceutical News - 10 febbraio 2006)
Le segnalazioni pervenute all’FDA sono aumentate nel corso degli ultimi anni
col crescere dell’uso di questi farmaci. Negli USA, tra il 1999 ed il 2003,
sono state riportate 28 morti tra pazienti che avevano assunto Adderall e 16
tra coloro che avevano assunto Ritalin. (Xagena News-27febbraio 2006).
Il Comitato dei Cittadini per i Diritti Umani da tempo sta lanciando
l’allarme e sta cercando di fare breccia sul cliché così diffuso che “in
Italia queste cose non possano mai accadere”. Intanto 30.000 bambini sono
già in cura psicofarmacologica (Ist. Mario Negri di Milano) e questionari
epidemiologici sono stati distribuiti e compilati nelle scuole italiane
(Progetto Prisma) ed altre iniziative similari continuano tutt’oggi; tutto
questo dando via libera alle famose statistiche con cui i bambini vengono
etichettati come malati dei vari disturbi di apprendimento, iperattività o
dislessia, secondo il recente Convegno a Bressanone dal 19 al 22/1/06
confrontati sulle problematiche dell'assistenza neuropsicologica nell'età
evolutiva, secondo cui In Italia il 5%-8% dei bambini soffre di disturbi
dell'apprendimento.
Riteniamo che non sia sufficiente la soluzione del nostro Ministero della
Salute di utilizzare un registro di controllo per monitorare l’utilizzo di
psicofarmaci per l’ADHD nei bambini (doc. Istituto Superiore di Sanità). Si
tratta di diagnosi che risultano tutt’oggi oscure e si basano unicamente su
questionari cui basta rispondere con un certo numero di risposte affermative
perché il bambino sia etichettato.
Riteniamo che anche un solo bambino morto a causa di questi trattamenti,
debba mettere in allarme. Il nostro sistema di salute mentale dovrebbe
escludere ogni possibilità di abuso, frode o morte derivante dai trattamenti
psichiatrici o dall’uso di potenti psicofarmaci sui bambini.
Dovrebbe invece promuove la ricerca di vere soluzioni, che peraltro
esistono, e proteggere il diritto inalienabile di essere educati senza l’uso
di psicofarmaci.
Il genitore il cui figlio sia stato sottoposto a test psichiatrico o
diagnosi, all'interno della scuola, senza il suo permesso o che ha subito
danni in seguito a trattamento psichiatrico, può mettersi in contatto con il
Comitato dei Cittadini per i Diritti Umani per esporre l’abuso o per
maggiori informazioni: tel 02 36510685
e-mail: ccdu_italia@...
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