Skuola.net ritorna sull'argomento di tasse e contributi scolastici: inviateci le
vostre segnalazioni!
"La scuola è aperta a tutti. L'istruzione inferiore, impartita per almeno otto
anni, è obbligatoria e gratuita". Così recita l'articolo 34 della Costituzione
italiana. In soldoni, finché uno studente rientra nell'età dell'obbligo, non
dovrebbe sborsare un'euro per frequentare la scuola. E infatti le tasse
scolastiche vere e proprie, cioè quelle versate allo Stato Italiano,si pagano a
partire dal quarto e quinto anno delle superiori. Si riconoscono perché il
bollettino è intestato all'Agenzia delle Entrate di Pescara e l'importo è molto
contenuto, poco meno di 20 euro.
SEGUITECI OGGI SUL GT RAGAZZI - ORE 16 RAI TRE - SI PARLERA' DI TASSE E
CONTRIBUTI SCOLASTICI
NELLA REALTA' INVECE... - Nella realtà è esperienza comune che fin dalle
elementari gli studenti, o meglio le famiglie, debbano pagare alla scuola un
"contributo scolastico". Da poche decine di euro fino a centinaia di euro,
eppure la costituzione sembra parlare chiaro. In realtà dalle segnalazioni che
riceviamo ci accorgiamo che la situazione è davvero confusa.
LE VOSTRE SEGNALAZIONI - Ne abbiamo ricevute moltissime negli ultimi due anni.
Si è sfogato il papà di cinque figlie, che non ce la fa a pagare 50 euro di
contributo scolastico per ognuna di esse. Si è indignato il papà di un ragazzo
che si è visto chiedere un contributo di 200 euro invece dei 120 dell'anno
precedente. Gli studenti del Liceo Verga di Adrano hanno denunciato la richiesta
dei contributi, a partire da quest'anno, senza essere prevista alcuna esenzione
per i redditi bassi.
COSA DICE LA LEGGE - In realtà la situazione è davvero complicatissima, tant'è
che l'Ufficio Scolastico Regionale dell'Emilia Romagna ha inviato ai dirigenti
scolastici un parere di ben 10 pagine per fare chiarezza. Uno dei passi più
significativi afferma questo: "Nel rispetto dei canoni di trasparenza e di
partecipazione alle procedure di adozione del POF, innanzi ricordati, è da
ritenere consentita la richiesta alle famiglie di risorse aggiuntive, a titolo
di contribuzione volontaria, (fatta eccezione per le somme dovute a titolo di
rimborso delle spese sostenute dalla scuola per conto delle stesse), per la
realizzazione di particolari iniziative ed attività volte all'arricchimento
dell'offerta formativa oltre i livelli essenziali del sistema educativo di
istruzione e formazione garantiti dallo Stato". (clicca qui per il testo
completo)
CONTRIBUTI VOLONTARI - Quindi i cosiddetti contributi scolastici sono da
ritenersi volontari fatta eccezione per alcuni servizi extra, come ad esempio
l'assicurazione responsabilità civile e infortuni, libretti delle
giustificazioni, corsi extra-scolastici, gite scolastiche e via dicendo. Tali
contributi sono considerati come dei rimborsi delle spese che la scuola sostiene
per conto delle famiglie. Tutto ciò che invece è connesso con la normale
attività didattica, dalla carta delle fotocopie alla manutenzione degli edifici
non può essere a carico delle famiglie.
PERCHE' LO FANNO? - Dalle segnalazioni ricevute, abbiamo potuto comprendere che
le scuole peccano in chiarezza di comunicazione: ovvero poche di esse
chiariscono cosa bisogna pagare obbligatoriamente e cosa sia facoltativo, ma si
limitano semplicemente a chiedere. Così la maggioranza dei genitori paga. Il
motivo ce lo ha spiegato lo scorso anno il prof. Mario Rusconi, preside del
Liceo Newton di Roma e vicepresidente dell'ANP, Associazione Nazionale Presidi e
Alte Professionalità della Scuola: " Se non ci fossero i contributi volontari
dei genitori, pari a 120.000 euro annui, non ci sarebbero i soldi nemmeno per
comprare la carta igienica o cambiare le lampadine". Insomma mancano i soldi per
garantire il funzionamento essenziale della scuola, del quale invece dovrebbe
farsi carico lo Stato.
PROBLEMA SERIO - E' un problema che va risolto, perché laddove non c'è una
normativa certa c'è confusione. Di scuola in scuola cambiano le richieste di
contributi, non è prevista esenzione per i più indigenti: insomma ognuno fa la
sue regole.
Per questo motivo Skuola.net ha deciso di intervenire: inviateci le vostre
testimonianze a segnala@.... Più ne raccoglieremo più possibilità avremo
di difendere i vostri diritti!
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