La partecipazione dei genitori è una risorsa per la scuola.
I genitori sono i primi educatori dei figli e una risorsa per la scuola.
Il "patto" fra società, famiglie e scuole sembra oggi indebolito ed occorre
avviare nuovi percorsi di ascolto reciproco
per ridare ai genitori fiducia nella possibilità di partecipare alle scelte
educative messe in campo dalle scuole;
per ridare agli insegnanti la consapevolezza che i genitori sono i primi alleati
in un compito educativo da svolgere insieme.
La Consulta delle Scuole dell'Infanzia, Primarie e Secondarie di Primo Grado
del Comune di Modena invita le Istituzioni Scolastiche
ad informare i genitori: essere informati, conoscere i contenuti dell'offerta
formativa e le ragioni delle scelte delle scuole è una condizione indispensabile
per esercitare davvero qualsiasi diritto/dovere di partecipazione;
a consultare i genitori : tutti i genitori, e non solo le rappresentanze elette,
sono portatori di interessi verso il servizio scolastico. E' importante
consultarli per offrire loro la possibilità di esprimere attese ma anche dubbi
che possono orientare chi progetta il servizio scolastico;
a formare i genitori: il mestiere di genitore è complicato ma può essere
appreso; si impara ad essere genitori anche confrontandosi, nelle scuole, con
gli altri genitori e con gli insegnanti;
a condividere con i genitori le scelte educative: i ruoli di genitori ed
insegnanti sono diversi ma i genitori debbono essere maggiormente coinvolti
nelle scelte educative per condividerle consapevolmente.
Discutiamo contenuti e modalità della partecipazione
nelle classi e negli Organi Collegiali.
Inseriamo nel P.O.F. di ogni scuola azioni a sostegno
della partecipazione dei genitori.
La Consulta si propone come luogo di diffusione e scambio delle esperienze
realizzate.
La Consulta delle Scuole dell'Infanzia, Primarie e Secondarie di Primo Grado del
Comune di Modena
Segreteria della Consulta
Tel 059 2032741 fax 059 2033862 e-mail enrico.scannavini @comune.modena.it
http://istruzione.comune.modena.it/scuolamosito/allegati/volantino%20consulta.do\
c
http://istruzione.comune.modena.it/scuolamosito/allegati/Patto_per_la_scuola.pdf
Scuole Statali Primarie
Scuole Statali Secondarie di Primo Grado
Patto per la Scuola 2006/2009
Direzione Didattica 1° Circolo di Modena
Delibera del Consiglio di Circolo n° 4 del 20/04/2006
Direzione Didattica 3° Circolo di Modena
Delibera del Consiglio di Circolo n° 29 del 29/06/2006
Direzione Didattica 6° Circolo di Modena
Delibera del Consiglio di Circolo n° 1 del 15/09/2006
Direzione Didattica 7° Circolo di Modena
Delibera del Consiglio di Circolo n° 8 del 22/06/2006
Direzione Didattica 8° Circolo di Modena
Delibera del Consiglio di Circolo n° 8 del 19/06/2006
Direzione Didattica 9° Circolo di Modena
Delibera del Consiglio di Circolo n° 4 del 20/06/2006
Direzione Didattica 10° Circolo di Modena
Delibera del Consiglio di Circolo n° 15 del 10/05/2006
Direzione Didattica 11° Circolo di Modena
Delibera del Consiglio di Circolo n° 4 del 14/06/2006
Scuola Secondaria 1° grado "Carducci"
Delibera del Consiglio di Istituto n° 11 del 29/06/2006
Scuola Secondaria 1° grado "Cavour"
Delibera del Consiglio di Istituto n° 3 del 29/06/2006
Scuola Secondaria 1° grado "Ferraris"
Delibera del Consiglio di Istituto n° 88 del 15/06/2006
Scuola Secondaria 1° grado "Lanfranco"
Delibera del Consiglio di Istituto n° 2 del 31/05/2006
Scuola Secondaria 1° grado "Paoli"
Delibera del Consiglio di Istituto n° 9 del 29/06/2006
Delibera del Consiglio Comunale n° 61 del 18/09/2006
2
TITOLO I
Il sistema integrato di istruzione pubblica
Articolo 1 Finalità
Articolo 2 Oggetto
Articolo 3 Soggetti
Articolo 4 Ambito territoriale
TITOLO II
Ambiti di concertazione
Articolo 5 Definizione degli ambiti
Articolo 6 Servizi per il diritto allo studio
Articolo 7 Erogazione di beni, servizi e risorse da parte del Comune alle scuole
Articolo 8 Manutenzione degli edifici scolastici
Articolo 9 Applicazione D.Lgs.vo n. 626/1994
Articolo 10 Utilizzo degli immobili scolastici per attività extrascolastiche
Articolo 11 Iscrizioni
Articolo 12 Sistema integrato delle scuole dell'infanzia pubbliche
Articolo 13 Prevenzione del disagio
Articolo 14 Sostegno all'integrazione scolastica degli alunni stranieri
Articolo 15 Sostegno all'integrazione scolastica degli alunni nomadi
Articolo 16 Prevenzione del maltrattamento e dell'abuso
Articolo 17 Sostegno all'integrazione degli alunni disabili
Articolo 18 Educazione degli adulti
Articolo 19 Sostegno ai Piani dell'Offerta Formativa
Articolo 20 Servizi e consulenze alle scuole
Articolo 21 Formazione per i docenti
Articolo 22 Programmazione dell'offerta formativa territoriale
TITOLO III
Gestione del "Patto per la scuola"
Articolo 23 Organi
Articolo 24 Comitato di coordinamento
Articolo 25 Conferenza di servizio
Articolo 26 Gruppi di lavoro
Articolo 27 Consulta delle scuole dell'infanzia primarie e secondarie di primo
grado del Comune
di Modena
Titolo IV
Norme finali
Articolo 28 Percorsi di informazione e consultazione
Articolo 29 Modifiche, integrazioni e accordi applicativi
Articolo 30 Durata
3
Il Sindaco di Modena
e
i Dirigenti Scolastici
delle scuole statali primarie e secondarie di primo grado
del Comune di Modena
premesso
- che l'approvazione della Legge Costituzionale n. 3/2001, in particolare per
quanto concerne la
costituzionalizzazione del principio dell'autonomia scolastica e l'attribuzione
ai Comuni delle
funzioni amministrative secondo il principio di sussidiarietà, disegna un nuovo
quadro normativo
che basa i rapporti fra Comuni e Istituzioni Scolastiche Autonome sulle forme
dell'accordo, della
concertazione, della gestione associata;
- che il D.P.R. 275/1999 prevede che le Istituzioni Scolastiche Autonome
programmino un'offerta
formativa che rifletta "le esigenze del contesto culturale, sociale ed economico
della realtà locale,
tenendo conto della programmazione territoriale dell' offerta formativa" (art.
3, comma 2°) e che sia
adeguata "ai diversi contesti, alla domanda delle famiglie e alle
caratteristiche specifiche dei soggetti
coinvolti" (art. 1, comma 2°);
- che le Istituzioni Scolastiche Autonome intendono concorrere fattivamente alla
elaborazione ed
attuazione dei Piani di Zona di cui all'art. 19 della Legge n. 328/2000 per
tutto quanto concerne il
benessere degli alunni;
- che l'art. 2 della L. n. 142/1990 prevede che il Comune sia "l'ente locale che
rappresenta la propria
comunità, ne cura gli interessi, ne promuove lo sviluppo";
- che il Comune ritiene di svolgere un ruolo di organizzazione delle richieste
del territorio e di
supporto alle risposte da parte delle Istituzioni Scolastiche, anche valutando
che "la determinazione
del curricolo tiene conto (...) delle attese espresse dalle famiglie, dagli enti
locali, dai contesti sociali,
culturali ed economici del territorio" (D.P.R. 275/1999, art. 8, comma 4°);
- che la crescente complessità dei problemi cui la scuola deve far fronte rende
indispensabile
affrontarli con una azione integrata e concertata con le altre Istituzioni ed
agenzie pubbliche e private
operanti sul territorio;
- che l'autonomia scolastica rende necessario consolidare l'insieme di relazioni
fra singole Istituzioni
Scolastiche, territorio ed Ente Locale di riferimento, privilegiando la pratica
delle gestioni associate,
delle gestioni per conto, delle collaborazioni a diverso titolo per tutte le
funzioni che eccedono le
possibilità della singola Istituzione;
- che è venuto a scadenza il Patto per la scuola siglato fra Sindaco del Comune
di Modena e Dirigenti
Scolastici delle Scuole Statali Primarie e Secondarie di Primo Grado, approvato
con delibera di
Consiglio comunale n. 95 del 4/11/2002 e con analoghe delibere dei Consigli di
Circolo e di Istituto
modenesi, col quale le Istituzioni Scolastiche concordavano col Comune una serie
di obiettivi e
l'individuazione di alcune azioni e modalità per perseguirli;
- che permane l'esigenza di proseguire l'azione di qualificazione della rete di
scuole pubbliche per la
generalizzazione su tutto il territorio comunale di elevati livelli di offerta
formativa e di condizioni di
uguaglianza nel percorso scolastico di tutti gli alunni;
- che tutte le verifiche svolte con operatori, forze politiche, utenti hanno
confermato l'opportunità di
procedere al rinnovo del Patto per la scuola, che ha contribuito ad evitare la
frammentazione degli
interventi, ad assicurare un governo complessivo della rete formativa di base
della scuola modenese;
4
- che risulta opportuno perseguire il pieno coinvolgimento di tutti gli
operatori ed utenti della scuola
nell'elaborazione e gestione delle azioni previste nel presente Patto per la
scuola, anche ricordando
che l'art. 118 della Costituzione stabilisce che i cittadini, nella misura in
cui concorrono a realizzare
il bene comune, svolgono una funzione pubblica al pari delle Istituzioni;
- che il Patto per la scuola assicura, a livello locale, che l'esercizio delle
funzioni amministrative sia
ispirato ai principi di sussidiarietà, differenziazione ed adeguatezza come
enunciati dall'art. 118
della Costituzione, 1° comma, e dell'art. 7, 1° comma, della Legge n. 131/2003;
visti
- la Legge n. 59 del 15/03/1997 "Delega al Governo per il conferimento di
funzioni e compiti alle
regioni ed agli enti locali";
- il D.Lgs.vo n. 112 del 31/03/1998 "Conferimento di funzioni e compiti
amministrativi alle regioni ed
agli enti locali";
- il D.P.R. n. 275 del 08/03/1999 "Regolamento recante norme in materia di
autonomia delle
istituzioni scolastiche";
- la Legge 8/11/2000 n. 328 "Legge Quadro per la realizzazione del sistema
integrato di interventi e
servizi sociali";
- la Legge n. 3 del 18/10/2001, che modifica il Titolo V della Costituzione;
- il C.C.N.L. dei Dirigenti Scolastici - Area V siglato l' 1/3/2002;
- la Legge n. 53 del 28/3/2003 "Delega al governo per la definizione delle norme
generali
sull'istruzione e dei livelli essenziali delle prestazioni in materia di
istruzione e di formazione
professionale";
- della Legge n. 131 del 5/6/2003 "Disposizioni per l'adeguamento
dell'ordinamento della Repubblica
alla Legge Costituzionale 18/10/2001 n.3";
- la Legge Regione Emilia - Romagna 30/6/2003 n. 12 "Norme per l'uguaglianza
delle opportunità di
accesso al sapere, per ognuno e per tutto l'arco della vita, attraverso il
rafforzamento dell'istruzione
e della formazione professionale anche in integrazione fra loro";
- lo Statuto della Regione Emilia-Romagna, approvato con Legge Regionale n. 13
del 31/3/2005,
artt.2 e 6;
convengono e stipulano il seguente accordo
5
TITOLO I
Il sistema integrato di istruzione pubblica
Articolo 1
Finalità
1. Finalità del Patto per la scuola è la qualificazione del sistema integrato di
istruzione pubblica
quale condizione strategica per lo sviluppo culturale, sociale e civile della
città.
2. In particolare le finalità del Patto per la scuola sono orientate a:
- rendere effettivi i contenuti della "Convenzione internazionale sui diritti
dell'infanzia" siglata
nel 1989 e ratificata dall'Italia con la Legge n. 176/1991, con particolare
riferimento ai diritti
dei bambini di vedere rispettate e valorizzate le loro diversità; di avere tempi
e luoghi per il
gioco e la vita di relazione; di esprimere liberamente le proprie opinioni sulle
questioni di loro
interesse; di riunirsi ed associarsi; di professare la propria religione e usare
la propria lingua nel
gruppo di provenienza;
- educare gli alunni alla conoscenza e rispetto dei doveri che il vivere in
integrazione con altri
comporta;
- promuovere il successo formativo coerentemente con le finalità e gli obiettivi
generali del
sistema di istruzione e con l'esigenza di migliorare l'efficacia del processo di
insegnamento e
apprendimento;
- prevenire situazioni di disagio scolastico che solitamente preludono a forme
di esclusione e
marginalità;
- contribuire al miglioramento dei processi di inclusione degli alunni stranieri
e delle loro
famiglie anche attraverso un'offerta formativa che sostenga la conoscenza delle
diverse culture,
la gestione del conflitto, il dialogo interculturale e interreligioso;
- sostenere l'integrazione degli alunni disabili per consentire loro di
raggiungere avvertibili
traguardi di sviluppo sia come concretizzazione di un diritto soggettivo che
come segno di
civiltà per la comunità di appartenenza;
- sostenere la partecipazione dei docenti alle scelte che li coinvolgono,
curando la diffusione
delle informazioni, la consultazione e la negoziazione;
- sostenere, secondo forme adeguate all'età, la partecipazione degli alunni al
loro percorso
formativo e alla vita della scuola;
- incrementare la partecipazione dei genitori nell'ambito della scuola
attraverso l'introduzione
di modalità, anche innovative, di informazione, consultazione e coinvolgimento;
- programmare l'offerta formativa territoriale attraverso la concertazione con
le istituzioni
scolastiche autonome e l'ampliamento della rete scolastica comunale in
attuazione delle "Linee
di indirizzo di edilizia scolastica" approvate dal Consiglio Comunale di Modena
con delibera n°
23 del 18/4/2005.
Articolo 2
Oggetto
1. Il Patto per la scuola
- concretizza le finalità comuni enunciate nell'articolo 1;
- riconosce l'opportunità di perseguirle in modo integrato;
- costituisce l'insieme degli strumenti di raccordo operativo tra le politiche e
i servizi del
Comune e la progettazione delle Istituzioni Scolastiche autonome così come
risulta espressa nei
rispettivi Piani dell'Offerta Formativa .
Articolo 3
Soggetti
1. I soggetti coinvolti nel Patto per la scuola sono il Sindaco pro-tempore del
Comune di Modena quale
rappresentante del medesimo Comune e i Dirigenti Scolastici pro-tempore delle
scuole statali
dell'infanzia, primarie e secondarie di primo grado del Comune di Modena che vi
aderiscono in
6
qualità di legali rappresentanti delle rispettive Istituzioni, previo parere dei
Collegi dei Docenti e
delibera dei Consigli di Circolo o Istituto.
Articolo 4
Ambito territoriale
1. L'ambito territoriale del Patto per la Scuola è il Comune di Modena. Le
Parti, nella consapevolezza
della interdipendenza del sistema dell'istruzione da molti enti ed istituzioni,
nella logica di
ottimizzare le risorse e di condividere un'idea concertata di educazione e
territorio, s'impegnano a
consolidare le relazioni e il coinvolgimento attivo di altri soggetti operanti
nel territorio quali: enti
locali territoriali, Università, A.U.S.L., Circoscrizioni, associazioni di
volontariato, associazioni
sportive, biblioteche, terzo settore, ecc.
TITOLO II
Ambiti di concertazione
Articolo 5
Definizione degli ambiti
1. Per la realizzazione delle finalità di cui all'art. 1 del Patto per la
Scuola, Ente Locale e Istituzioni
Scolastiche Autonome, fatte salve le rispettive competenze esclusive, concertano
gli interventi
rispetto ai seguenti ambiti:
- servizi per il diritto allo studio (mensa, trasporti, benefici economici ad
alunni disagiati);
- erogazione di beni, servizi e risorse da parte del Comune alle scuole;
- manutenzione degli edifici scolastici;
- applicazione D.Leg.vo n. 626/1994;
- utilizzo degli immobili per attività extrascolastiche;
- iscrizioni;
- sistema integrato delle scuole dell'infanzia pubbliche;
- prevenzione del disagio;
- sostegno all'integrazione scolastica degli alunni stranieri;
- sostegno all'integrazione scolastica degli alunni nomadi;
- prevenzione del maltrattamento e dell'abuso;
- sostegno all'integrazione degli alunni disabili;
- educazione degli adulti;
- partecipazione dei genitori alla vita della scuola;
- sostegno ai Piani dell'Offerta Formativa;
- servizi e consulenze alle scuole;
- formazione dei docenti;
- programmazione dell'offerta formativa territoriale.
Articolo 6
Servizi per il diritto allo studio
1. Il Comune di Modena, richiamata la normativa statale e regionale, garantisce
a tutti gli alunni e alle
loro famiglie, nel pieno rispetto dei principi costituzionali di inclusione
sociale, i servizi e le
prestazioni necessarie ad usufruire pienamente del diritto allo studio inteso
come effettiva rimozione
degli ostacoli materiali che si frappongono all'accesso a tutti i livelli di
istruzione.
2. In particolare fornisce:
- il servizio di trasporto scolastico;
- il servizio di refezione scolastica;
- benefici economici e materiali ad alunni disagiati.
3. Il servizio di trasporto scolastico.
Il Comune, nella redazione e aggiornamento del Piano del traffico, procede a
rilevare i bisogni degli
alunni e, al fine di permettere di raggiungere le scuole da zone particolarmente
distanti e/o non
servite dai mezzi pubblici di linea, attiva servizi di trasporto scolastico.
7
Di anno in anno, in base alle effettive esigenze degli utenti vengono definite
le linee di trasporto.
L'Amministrazione Comunale sostiene le scuole che organizzano uscite didattiche
nell'ambito della
loro offerta formativa, mettendo a disposizione, compatibilmente con le
disponibilità di bilancio,
risorse e strumenti organizzativi definiti con apposito accordo.1
4. Il servizio di refezione scolastica. Il
Comune di Modena garantisce ai bambini e ragazzi iscritti alle scuole
d'infanzia, primarie e secondarie
di primo grado il servizio di ristorazione scolastica. Il servizio tiene conto
delle Linee Guida
dell'Istituto Nazionale di Ricerca per gli Alimenti e la Nutrizione e viene
erogato nel rispetto delle
norme fissate dalla Legge n.29/2002 della Regione Emilia Romagna "Norme per
l'orientamento dei
consumi e l'educazione alimentare e per la qualificazione dei servizi di
ristorazione collettiva", nonché
delle normative che prevedono l'adozione di procedure di autocontrollo
H.A.C.C.P.
A livello comunale operano per le scuole dell'infanzia e primarie due
commissioni2 di cui fanno
parte un insegnante e un genitore di ogni scuola dell'infanzia statale e
comunale e di ogni scuola
primaria col compito di verificare il servizio erogato e fare proposte
migliorative.
5. Benefici economici ad alunni disagiati.
Gli alunni in situazione di disagio economico delle scuole primarie e secondarie
di primo grado statali
e parificate possono usufruire della fornitura gratuita o semi gratuita dei
libri di testo e/o
dell'assegnazione di borse di studio ed altri benefici secondo le disposizioni
vigenti; possono altresì
fruire di riduzioni della retta dei trasporti e della refezione scolastica. A
questi ultimi benefici hanno
accesso anche i bambini iscritti alla scuola d'infanzia.
6. Le scuole supportano l' Amministrazione Comunale sul piano organizzativo e
amministrativo
nell'erogazione dei servizi del presente articolo anche al fine di agevolare gli
studenti e le loro
famiglie.
Articolo 7
Erogazione di beni, servizi e risorse da parte del Comune alle scuole
1. Il Comune di Modena conferisce annualmente alle singole Istituzioni
Scolastiche Autonome risorse
e servizi finalizzati alla gestione ordinaria delle attività.
2. Contributi ordinari.
Il contributo ordinario viene erogato annualmente a ciascuna Istituzione
Scolastica ed è rapportato
al numero delle classi/sezioni effettivamente funzionanti.
E' finalizzato alle spese relative alla gestione amministrativa della scuola, in
particolare all'acquisto,
gestione e manutenzione delle macchine per l'ufficio, software, acquisto di
materiale di cancelleria,
di stampati vari, e al pagamento delle spese telefoniche.
Il medesimo contributo può comprendere il finanziamento per l'acquisto di
materiale didattico
legato alla realizzazione di particolari progetti3.
3. Fornitura arredi.
Il Comune fornisce ad ogni Istituzione Scolastica gli arredi di base in rapporto
al numero delle
classi/sezioni effettivamente funzionanti e a sostituirli in caso di necessità.
Fornisce inoltre eventuali
ulteriori arredi funzionali all'attività didattica sulla base di criteri
concordati coi Dirigenti Scolastici
e compatibilmente con le esigenze di bilancio.
Su specifica e motivata richiesta, il Comune può delegare le singole Istituzioni
Scolastiche
all'acquisto diretto degli arredi necessari.
Le singole Istituzioni Scolastiche si impegnano a curare un inventario distinto
dei beni mobili
comunali.
4. Gestione servizi ausiliari.
Con particolare riferimento alle scuole dell'infanzia e primarie le Parti
concordano sulla opportunità
di gestire in modo integrato i servizi ausiliari delle scuole, siano essi di
competenza del Comune,
siano di competenza delle Istituzioni Scolastiche, siano di competenza mista
fino a quando ciò sia
possibile a norma di legge e regolamento. Con specifico accordo vengono definite
le modalità di
1 Accordo tra Comune di Modena e Istituzioni Scolastiche Autonome sulle modalità
applicative delle forniture dovute
alle scuole d'infanzia, primarie e secondarie di primo grado.
2 Modalità di partecipazione dell'utenza alla gestione del servizio di
ristorazione scolastica.
3 Accordo tra Comune di Modena e Istituzioni Scolastiche Autonome sulle modalità
applicative delle forniture dovute
alle scuole d'infanzia, primarie e secondarie di primo grado.
8
svolgimento dei servizi di apparecchiatura e sparecchiatura, di scodellamento
dei pasti, di pre-scuola,
anche in base alle intese nazionali fra Stato e Comuni.
Articolo 8
Manutenzione degli edifici scolastici.
1. Le Parti convengono che edifici scolastici funzionali, ben conservati e
sicuri contribuiscono
notevolmente a qualificare l'offerta formativa del sistema scolastico cittadino.
2. Il Comune interviene nella manutenzione ordinaria e straordinaria degli
edifici scolastici al fine
di garantirne la funzionalità e la sicurezza.
Il Comune si impegna a presentare annualmente il piano degli interventi anche
tenendo conto delle
motivate richieste delle scuole.
Articolo 9
Applicazione D.Lgs.vo n. 626/1994
1. Le Parti ritengono che la sicurezza e prevenzione dei rischi, oltre che
discendere da un preciso
obbligo di legge, si configurano come elementi culturali e formativi e come
processi di
apprendimento e miglioramento.
2. L'Amministrazione Comunale, nel rispetto della normativa vigente e
nell'intento di garantire alla
comunità elevati standard di sicurezza degli edifici scolastici si impegna:
- a incaricare per tutte le scuole cittadine un tecnico quale Responsabile del
servizio prevenzione
e protezione nominato dai Dirigenti Scolastici;
- a fornire annualmente, anche mediante specifiche conferenze di servizio, le
informazioni
necessarie sulla programmazione degli interventi di messa a norma degli edifici
scolastici;
- a mettere a disposizione, su richiesta delle singole scuole, tecnici comunali
per l'effettuazione di
sopralluoghi periodici sullo stato di sicurezza degli edifici scolastici e per
la definizione delle
richieste di intervento;
- a rendere disponibile tutta la documentazione necessaria prevista dal D.Leg.vo
n. 626/1994.
3. I Dirigenti scolastici si impegnano:
- a rispettare le destinazioni d'uso dei locali scolastici, concordandone
preventivamente
l'eventuale modifica coi competenti servizi del Settore LL.PP. del Comune;
- ad inoltrare al Comune entro il 31/12 di ogni anno, l'aggiornamento del
documento di
valutazione dei rischi degli edifici scolastici di loro competenza e le
richieste di interventi
eventualmente necessari.
4. Per l'applicazione puntuale del presente articolo, le parti siglano uno
specifico accordo.4
Articolo 10
Utilizzo degli immobili scolastici per attività extrascolastiche
1. Le Parti ritengono opportuno agevolare l'utilizzo degli immobili scolastici
per attività
extrascolastiche di interesse per la collettività. Le Parti si impegnano:
- a concordare un piano di utilizzo delle palestre e delle strutture sportive in
favore della
cittadinanza sottoscrivendo apposita convenzione5;
- a concordare un piano di utilizzo degli immobili per la collocazione dei
centri estivi;
- ad adottare misure che, previa delibera dei Consigli di Circolo e Istituto
permettano la fruizione di
locali ed aree scolastiche cortilive da parte di genitori e ragazzi per attività
culturali, ludiche e
ricreative in orari extrascolastici e/o in periodi di sospensione delle attività
didattiche.
Articolo 11
Iscrizioni
4 Accordo tra le Istituzioni Scolastiche Autonome ed il Comune di Modena per
l'applicazione del D.Lgs.vo n°
626/1994 nelle scuole d'infanzia, primarie e secondarie di primo grado del
Comune di Modena.
5 Convenzione con le Direzioni Didattiche di Modena per l'uso delle palestre
scolastiche in orario extrascolastico.
9
1. Le iscrizioni alle scuole dell'infanzia, primarie e secondarie di primo grado
si basano sul criterio
della territorialità.
2. Il Comune definisce annualmente, in accordo con le Istituzioni Scolastiche,
gli stradari delle singole
scuole sulla base del numero dei ragazzi residenti nelle diverse aree cittadine,
della capienza delle
strutture e del numero di sezioni di nuova formazione.
Il Comune informa le famiglie dei bambini che devono iscriversi al primo anno di
scuola d'infanzia,
primaria e secondaria di primo grado sulla scuola di assegnazione.
3. L' iscrizioni alla scuola d'infanzia avvengono secondo le modalità del
successivo articolo 12.
4. Le Istituzioni Scolastiche, per quanto concerne le scuole primarie e
secondarie di primo grado,
raccolgono le iscrizioni e procedono ad ammettere i bambini a scuola secondo i
criteri di
precedenza approvati dagli Organi Collegiali.
5. Il Comune e le Istituzioni Scolastiche nel rispetto della normativa vigente
in materia di handicap si
impegnano a favorire un'equa distribuzione numerica degli alunni.
6. Il Comune cercherà soluzioni per garantire il diritto alla frequenza
scolastica di alunni che
risultassero assegnati, anche in corso d'anno, a scuole che abbiano già
raggiunto il limite di cui alla
normativa vigente.
Articolo 12
Sistema integrato delle scuole dell'infanzia pubbliche
1. Le Parti condividono l'opportunità e la necessità di proseguire nella
costituzione di un sistema
integrato di Scuole dell'Infanzia, finalizzato al miglioramento ed
all'arricchimento dell'offerta
formativa rivolta ai bambini dai tre ai cinque anni.
2. Il sistema integrato delle scuole dell'infanzia è costituito dalle scuole
statali, comunali,
convenzionate e F.I.S.M. ed è finalizzato al miglioramento ed all'arricchimento
dell'offerta formativa rivolta ai bambini dai tre ai cinque anni.
3. In particolare
- vengono attivate e diffuse esperienze comuni di snellimento
burocratico-amministrativo;
- sono potenziati i servizi parascolastici;
- vengono diffuse le esperienze musicali, teatrali e pittoriche;
- sono condivise le attività formative rivolte agli insegnanti.
4. Le domande d'iscrizione alle scuole d'infanzia vengono presentate dalle
famiglie agli uffici del
Comune, i quali ordinano i richiedenti in base alle preferenze espresse dai
genitori e ai criteri di
precedenza definiti con apposito accordo tra le Istituzioni Scolastiche e il
Comune di Modena 6.
I criteri di precedenza sono definiti annualmente e sono validi per tutte le
scuole d'infanzia cittadine
comunali, statali, private convenzionate aderenti al sistema unico di
iscrizione.
Articolo 13
Prevenzione del disagio
1. Le Parti ritengono prioritario il contenimento delle situazioni di disagio
socio-culturale e scolastico
anche per contrastare e contenere le forme di marginalizzazione che da queste
situazioni discendono.
2. Le Istituzioni Scolastiche si impegnano ad elaborare ed attuare specifici
progetti da inserire nei
P.O.F. orientati a contenere il disagio e promuovere l'integrazione e
l'inclusione investendo,
compatibilmente con le disponibilità di bilancio, anche risorse proprie.
Si impegnano inoltre a coinvolgere in tali progetti, quando possibile ed
opportuno, associazioni,
volontari, genitori, studenti delle scuole secondarie di secondo grado e
università in una logica di
sussidiarietà e di valorizzazione delle risorse del territorio.
3. Il Comune si impegna a trasferire risorse proprie e a reperire risorse
economiche da soggetti terzi,
quali altri Enti pubblici, fondazioni bancarie e soggetti privati, da utilizzare
nei progetti per la
prevenzione dell'insuccesso scolastico e formativo.
4. Il Comune si impegna ad integrare le politiche sociali ed educative
individuando, nella sinergia
delle azioni, uno strumento per migliorarne l'efficacia.
6 Accordo per l'ammissione alle scuole dell'infanzia statali, comunali e
parificate del Comune di Modena.
10
5. Il Comune, al quale è demandata la vigilanza sull'adempimento dell'obbligo
scolastico, si impegna
ad individuare, di concerto con le scuole, le azioni più idonee per monitorare e
contrastare le
forme di evasione o di frequenza scolastica irregolare.
6. Il Comune si impegna a consultare le Istituzioni Scolastiche per
l'elaborazione e il monitoraggio
delle azioni di contrasto al disagio minorile dei Piani di Zona di cui alla L.
328/2000.
Articolo 14
Sostegno dell'integrazione scolastica degli alunni stranieri
1. Le Parti ritengono prioritario promuovere l'integrazione degli alunni
stranieri per garantire loro il
diritto all'istruzione, promuovere forme di convivenza civile, valorizzazione
delle diversità, dialogo
interculturale e contrasto di ogni forma di xenofobia e razzismo.
2. Le Istituzioni Scolastiche, condividendo questa priorità, si impegnano a
promuovere una cultura
della convivenza e del rispetto dell'altro, elaborando azioni specifiche da
inserire nei P.O.F.
orientate all'accoglienza e all'alfabetizzazione investendo, compatibilmente con
le disponibilità di
bilancio, risorse proprie. Si impegnano inoltre a coinvolgere in queste azioni
le Circoscrizioni, le
associazioni di stranieri, i volontari, i genitori.
3. Il Comune si impegna a potenziare gli interventi svolti da mediatori
culturali per facilitare i
rapporti fra insegnanti e genitori e fra insegnanti e alunni.
Il Comune mette a disposizione, nei limiti delle disponibilità del bilancio e ad
integrazione degli
interventi di competenza delle Istituzioni scolastiche, insegnanti per la prima
alfabetizzazione di
alunni neo-arrivati e per il sostegno linguistico finalizzato alla facilitazione
delle attività di studio.
4. Il Comune partecipa , nell'ambito delle disponibilità di bilancio , al
finanziamento di corsi
eventualmente organizzati dalle scuole in orario extrascolastico o in periodi di
sospensione delle
attività didattiche, finalizzati al mantenimento della lingua e della cultura
d'origine e al
consolidamento della lingua italiana.
Articolo 15
Sostegno dell'integrazione scolastica degli alunni nomadi
1. Le Parti concordano di confermare la politica di piena integrazione degli
alunni nomadi nel
percorso scolastico. In particolare si valuteranno le azioni adeguate a
sostenere la frequenza
generalizzata degli alunni nomadi nelle scuole dell'infanzia, primarie e
secondarie, estendendo la
frequenza ai percorsi scolastici successivi.
2. Le Parti concordano sull' opportunità che gli alunni nomadi e le loro
famiglie siano responsabilizzati
nell'individuazione di percorsi di integrazione condivisi e nella costruzione di
patti formativi .
Articolo 16
Prevenzione del maltrattamento e dell'abuso
1. Le Istituzioni Scolastiche e l'Amministrazione Comunale si impegnano a dare
attuazione al
Protocollo per la prevenzione dell'abuso e della violenza all'infanzia e
all'adolescenza.7
2. Tale protocollo:
- favorisce la condivisione di responsabilità da parte dei diversi soggetti
istituzionalmente
preposti alla tutela dei minori (Prefettura, Tribunale, Procura della
Repubblica, Questura,
Comuni , A.U.S.L., C.S.A., Scuole);
- promuove una cultura di attenzione al fenomeno;
- prevede da parte dei firmatari l'adozione di procedure condivise di
segnalazione di eventuali
fenomeni di maltrattamento e abuso.
Articolo 17
Sostegno all'integrazione degli alunni disabili
7 Protocollo d'intesa per le strategie di intervento e prevenzione sull'abuso e
la violenza all'infanzia e all'adolescenza.
11
1. Comune e Istituzioni Scolastiche Autonome, ai fini dell'integrazione
scolastica degli alunni disabili,
collaborano nell'applicazione degli accordi stipulati a livello provinciale e
distrettuale,
interagendo fra loro, con il C.S.A. , la Provincia, l'A.U.S.L. e gli altri
soggetti interessati8.
2. Le Parti ritengono prioritario promuovere un' integrazione scolastica di
qualità dei ragazzi disabili,
che coinvolga tutte le componenti scolastiche a partire dai docenti di classe,
perché l'integrazione
non è delegabile esclusivamente agli insegnanti di sostegno.
3. Le scuole si impegnano a favorire lo scambio di sussidi funzionali agli
alunni con handicap e la
diffusione di esperienze didattiche significative.
Articolo 18
Educazione degli adulti
1. Le Parti si impegnano a supportare l'educazione degli adulti intesa come
strategia per la
soddisfazione dei bisogni di apprendimento della persona lungo tutto l'arco
della vita, per la
promozione dell'occupabilità, dell'inclusione sociale, dell'autorealizzazione e
di una cittadinanza
attiva.
2. In ambito cittadino il Centro Territoriale Permanente viene individuato come
luogo di specifica
offerta formativa per gli adulti funzionale:
- alla formazione linguistica in particolare degli stranieri;
- all'apprendimento dei nuovi alfabeti (informatica e inglese);
- al conseguimento del diploma di licenza di scuola secondaria di primo grado;
- all'orientamento degli adulti a proseguire gli studi presso una scuola
secondaria di secondo grado
oppure fino al conseguimento di una qualifica presso un centro di formazione
professionale;
- al consolidamento linguistico degli alunni stranieri iscritti alla scuola
secondaria di secondo
grado.
3. Il Comune si impegna a garantire la piena funzionalità del Centro
Territoriale Permanente
supportando la lettura dei bisogni dell'utenza, le modalità d'accesso e
l'articolazione dell'offerta
formativa anche ricercando la collaborazione degli altri Enti Locali competenti
per territorio.
4. Le Parti convengono sulla necessità di ampliare l'offerta formativa
all'interno delle scuole,
eventualmente in collaborazione con altri enti, anche verso i genitori,
coinvolgendoli su tematiche
culturali, in percorsi di sostegno della genitorialità e nella partecipazione
democratica alla vita della
scuola.
Articolo 19
Sostegno ai Piani dell'Offerta Formativa
1. Il D.P.R. 275/1999 prevede che le Istituzioni Scolastiche programmino
un'offerta formativa che
rifletta le esigenze del contesto culturale, sociale ed economico della realtà
locale, tenendo conto
della realtà territoriale delle offerte formative e che sia adeguata ai diversi
contesti, alla domanda
delle famiglie e alle caratteristiche specifiche dei soggetti coinvolti. In
considerazione di ciò e a
fronte della crescente complessità dei problemi cui la scuola deve far fronte,
le Parti ritengono
indispensabile un'azione integrata e concertata con le altre Istituzioni ed
agenzie pubbliche e private
operanti sul territorio.
2. Le Istituzioni Scolastiche si impegnano ad attuare percorsi significativi di
continuità educativa e
didattica fra i vari gradi scolastici.
3. Le Parti ritengono che la valorizzazione della cultura locale costruisca
senso di appartenenza e
identità. In particolare ritengono importante favorire la conoscenza della città
e dell'ambiente di vita
dei ragazzi per quanto riguarda gli aspetti artistici, ambientali, produttivi,
storici, economici,
utilizzando modalità attive di costruzione dei saperi.
In questo quadro il Comune predispone gli "Itinerari scuola - città" che
valorizzano quanto
8 Accordo di programma provinciale per l'integrazione scolastica di allievi in
situazione di handicap nelle scuole di
ogni ordine e grado pubblicato sul Bollettino Ufficiale Regione Emilia Romagna
n.144. Parte seconda del
24/10/2005.
Accordo territoriale decentrato sull'integrazione scolastica di allievi in
situazione di handicap/Distretto di Modena 3.
12
espresso dalla comunità locale al fine di integrare i curricoli. Le scuole
aderiscono liberamente agli
Itinerari scuola - città e li inseriscono nei P.O.F.
4. Le Parti considerano che l'educazione allo sviluppo sostenibile sia elemento
integrante
dell'educazione dei cittadini di oggi e di domani e individuano nel processo
denominato "Agenda 21
Scuola" lo strumento operativo per l'attivazione di azioni educative a ciò
finalizzate. Tali azioni
sono definite da specifico accordo tra il Comune e le Istituzioni Scolastiche9 .
5. Le Parti convengono che la scuola rappresenti occasione di apprendimento
della convivenza e delle
regole della vita democratica. Ritengono inoltre che l'educazione alla
convivenza democratica sia
efficace se effettivamente praticata nei luoghi di vita dei ragazzi. A questo
proposito valorizzano e
sostengono le forme di democrazia diretta e partecipata dei ragazzi alla vita
della scuola e della
città.
6. Le Parti convengono che le Istituzioni Scolastiche hanno un ruolo importante
nella promozione del
benessere e della salute dei bambini e dei ragazzi e promuovono ogni azione
utile per contribuire
allo sviluppo di un buono stile di vita, sia per quanto riguarda l'assunzione di
corretti comportamenti
alimentari, la prevenzione di dipendenze, una regolare attività motoria.
7. Le Parti convengono che sia essenziale la promozione e la diffusione nelle
scuole dell'attività
motoria e sportiva intese come abitudine di vita e tutela della salute dei
bambini e delle bambine.
A tal fine, tra Comune di Modena e scuole primarie, è sottoscritto specifico
accordo10 .
Le società sportive contribuiscono all'avviamento allo sport per i ragazzi
dell'ultimo biennio delle
scuole primarie.
8. Le Parti concordano sulla necessità di favorire l'accesso ai plessi
scolastici tramite percorsi pedonali
e ciclabili o con mezzi pubblici. A tal fine realizzano sperimentazioni di
percorsi protetti casa -
scuola.
9. Le Parti concordano di valorizzare l'esperienza in atto volta ad incentivare
l'utilizzo dei mezzi
pubblici per le uscite didattiche in città. Si impegnano a mantenere le
facilitazioni attualmente in
atto a favore degli alunni delle scuole primarie e si propongono di operare per
perseguire
l'estensione delle facilitazioni di viaggio anche agli altri ordini di scuole
interessate al Patto.
Articolo 20
Servizi e consulenze alle scuole
1. Per rispondere alle crescenti esigenze di qualificazione dell'offerta
formativa il Comune di Modena
mette a disposizione delle Istituzioni Scolastiche Autonome i servizi erogati
dal Multicentro
Educativo Modenese "Sergio Neri", che attualmente unisce in un'unica struttura
integrata i
preesistenti Centro Documentazione Handicap, Centro Interculturale, Centro di
Documentazione
Educativa, Servizio Itinerari Scuola-Città.
Il Centro, a cui gli insegnanti possono accedere gratuitamente, svolge funzioni
di documentazione,
informazione, consulenza, formazione, ricerca e rapporto col territorio, nelle
diverse aree di sapere.
Articolo 21
Formazione per i docenti
1. Il Comune e le Istituzioni Scolastiche convengono che le azioni di formazione
ed aggiornamento del
personale della scuola hanno un ruolo centrale per la qualificazione
dell'offerta formativa.
2. Le Parti, al fine di ottimizzare le risorse, concertano annualmente, con
apposita convenzione, il
piano di formazione del personale della scuola11.
3. I Dirigenti Scolastici si impegnano a motivare gli insegnanti all'esercizio
responsabile del dirittodovere
all'aggiornamento e a coinvolgere i Collegi dei docenti per verificare il piano
di
9 Accordo volontario tra le scuole elementari e medie di Modena ed il Comune di
Modena, Assessorato alle politiche
ambientali per la realizzazione dei progetti di Agenda 21.
10 Accordo di rete tra le otto direzioni didattiche di Modena e convenzione tra
l'Assessorato allo Sport del Comune di
Modena e gli Enti C.O.N.I., A.I.C.S:, C.S.I:, e U.I.S.P. per la realizzazione di
interventi relativi alle attività motorie
nelle scuole primarie.
11 Convenzione tra Comune di Modena e Istituzioni Scolastiche autonome sulla
formazione del personale docente.
13
aggiornamento svolto e individuare i bisogni formativi per il piano di
aggiornamento dell'anno
successivo.
4. Il Comune e le Istituzioni Scolastiche designano annualmente un gruppo di
lavoro incaricato di
recepire le istanze emerse dai Collegi dei docenti ed elaborare la bozza del
piano di formazione, le
modalità organizzative, la suddivisione degli oneri fra le parti.
5. Tale piano di formazione viene deliberato dai Collegi dei docenti unitamente
alle modalità di
partecipazione degli insegnanti; è gestito dal M.E.MO. "S. Neri" che si avvale,
per la sua
realizzazione, di risorse proprie, delle risorse assegnate dalle singole
Istituzioni Scolastiche in
attuazione della convenzione di cui al precedente comma 2, di eventuali altri
contributi di enti
pubblici e privati.
6. Il M.E.MO. "Sergio Neri" del Comune di Modena, in quanto ente accreditato dal
Ministero della
Pubblica Istruzione, promuove autonomamente proposte formative rivolte al
personale della scuola ,
anche al di fuori della convenzione di cui al precedente comma 2.
A dette proposte i docenti del Comune di Modena possono partecipare senza oneri.
7. Le singole Istituzioni Scolastiche si impegnano ad accogliere nei percorsi di
formazione organizzati,
anche docenti provenienti da altre scuole.
Articolo 22
Programmazione dell'offerta formativa territoriale
1. Le Parti concordano nel promuovere ampie consultazioni e momenti di confronto
con gli Organi
Collegiali delle scuole per affrontare e risolvere i problemi legati agli
assetti territoriali delle scuole
modenesi, in particolare per quanto riguarda gli ambiti di applicazione
dell'art. 139 comma 1, lett. a
del D.lgs n. 112 /1998.
2. Le "Linee di indirizzo per l'edilizia scolastica 2005/2009" approvate con
delibera del Consiglio
Comunale del 18 aprile 2005 contengono le linee di sviluppo previsionale
dell'edilizia scolastica.
Nel caso si rendesse necessario rivedere tale piano, anche in funzione di
modifiche quantitative
dell'utenza in una o più zone della città, le Parti concordano di costituire un
gruppo di lavoro con
Dirigenti Scolastici dei due ordini di scuole ed i Dirigenti comunali
competenti. Tale gruppo rileverà
eventuali bisogni emergenti insoddisfatti e indicherà possibili soluzioni, di
cui il Comune terrà conto
nella stesura degli eventuali atti di modifica delle linee stesse.
TITOLO III
Gestione del "Patto per la scuola"
Articolo 23
Organi
1. Per la gestione del Patto si costituiscono i seguenti organi:
- Comitato di coordinamento,
- Conferenza di servizio,
- Gruppi di lavoro,
- Consulta delle scuole dell'infanzia, primarie e secondarie di primo grado del
Comune di
Modena.
2. Il Comune assicura i compiti di segreteria per le riunioni degli organi di
cui sopra.
Articolo 24
Comitato di coordinamento
1. Il Comitato di coordinamento è composto dall'Assessore all'Istruzione del
Comune di Modena, dal
Dirigente del Settore Istruzione, dai coordinatori dei Dirigenti delle scuole
primarie e secondarie di
primo grado.
2. Il Comitato di coordinamento propone iniziative di comune interesse delle
Parti; istituisce gruppi di
lavoro e ne individua i coordinatori; svolge funzioni di coordinamento della
Conferenza di servizio
del Patto per la scuola di cui al successivo art.24 e ne fissa l'ordine del
giorno.
14
In particolare predispone l'agenda dei lavori che ad inizio anno scolastico
dovrà essere comunicata a tutti i
Dirigenti Scolastici ed alle parti in causa e che esaminerà, fra gli altri, i
seguenti temi:
- settembre: verifica sull'apertura dell'anno scolastico;
- novembre: piano delle iscrizioni;
- gennaio: previsioni degli organici;
- febbraio: interventi edilizi e manutentivi;
- maggio: piano di formazione per l'anno scolastico successivo.
Articolo 25
Conferenza di servizio
1. La Conferenza di servizio è composta dai Dirigenti Scolastici delle scuole
primarie e secondarie di primo
grado, dall'Assessore all'Istruzione del Comune e da un Dirigente del Settore
Istruzione.
2. Si riunisce, su convocazione del Comitato di coordinamento, in forma plenaria
o per gradi scolastici.
3. La Conferenza di servizio ha funzioni di attuazione e verifica del Patto per
la scuola.
4. Alla Conferenza , su proposta del Comitato di Coordinamento, possono essere
invitati ulteriori soggetti il
cui intervento si renda opportuno per meglio trattare gli argomenti stabiliti.
Articolo 26
Gruppi di lavoro
1. I gruppi di lavoro sono istituiti dal Comitato di coordinamento, che ne
stabilisce composizione e
coordinatore, sentite le disponibilità dei Dirigenti Scolastici.
2. I gruppi di lavoro sono specifici per grado scolastico o misti. Svolgono
funzioni istruttorie e danno
seguito alle azioni previste dal Patto ed ai progetti stabiliti dalla Conferenza
di servizio.
Articolo 27
Consulta delle scuole dell'infanzia primarie
e secondarie di primo grado del Comune di Modena
1. La Consulta delle scuole dell'infanzia primarie e secondarie di primo grado
del Comune di Modena ha lo
scopo di favorire l'incontro e il dialogo tra Amministrazione Comunale e
Istituzioni Scolastiche,
associazioni professionali e di genitori, organizzazioni sindacali sui temi
legati all'educazione e alla
scuola; costituisce momento di informazione e aggregazione e confronto per
singoli e gruppi interessati
alla realtà scolastica e formativa.
2. Essa è composta dai rappresentanti di tutte le scuole pubbliche e paritarie
delle scuole di infanzia,
primarie e secondarie di primo grado del Comune di Modena ed è disciplinata da
apposito regolamento.12
Titolo V
Norme finali
Articolo 28
Percorsi di informazione
1. Le Parti concordano di realizzare percorsi informativi preordinati alle
delibere degli Organi
Collegiali di sottoscrizione del Patto .
In particolare il Comune acquisirà pareri preventivi dai Consigli
Circoscrizionali e dalla Consulta
delle scuole dell'infanzia primarie e secondarie di primo grado.
I Dirigenti Scolastici, prima di acquisire i pareri e le delibere degli Organi
Collegiali di cui al
precedente art. 3 provvederanno, nelle modalità ritenute più opportune, ad
informare docenti,
genitori e personale A.T.A. e ad acquisire eventuali pareri.
12 Regolamento della Consulta delle scuole dell'infanzia primarie e secondarie
di primo grado del Comune di
Modena.
15
2. Le Parti ritengono necessario sostenere la diffusione dei contenuti del Patto
per la scuola e
coinvolgere docenti e genitori nella sua attuazione.
Articolo 29
Modifiche, integrazioni e accordi applicativi
1. Le Parti si impegnano a integrare o modificare il presente Patto, anche prima
della scadenza di cui al
successivo articolo 30 , qualora lo si ritenga necessario o opportuno, anche in
ragione di norme
sopravvenute.
2. In applicazione del presente Patto le Parti stipulano accordi di durata
temporale anche inferiore alla
durata del Patto stesso.
3. Gli accordi e i regolamenti applicativi del Patto sono:
- Accordo tra Comune di Modena e Istituzioni Scolastiche Autonome sulle modalità
applicative
delle forniture dovute alle scuole d'infanzia, primarie e secondarie di primo
grado.
- Accordo tra le Istituzioni Scolastiche ed il Comune di Modena per
l'applicazione del D.Lgs.vo
n. 626/1994.
- Convenzione tra Comune di Modena e Istituzioni Scolastiche autonome sulla
formazione del
personale docente.
- Accordo per l'ammissione alle scuole dell'infanzia statali, comunali e
parificate del Comune di
Modena.
- Convenzione con le Direzioni Didattiche di Modena per l'uso delle palestre
scolastiche in orario
extrascolastico.
- Accordo di rete tra le otto direzioni didattiche di Modena e convenzione tra
l'Assessorato allo
Sport del Comune di Modena e gli Enti C.O.N.I., A.I.C.S., C.S.I., e U.I.S.P. per
la realizzazione
di interventi relativi alle attività motorie nelle scuole primarie.
- Accordo volontario tra le scuole elementari e medie di Modena ed il Comune di
Modena,
Assessorato alle politiche ambientali per la realizzazione dei progetti di
Agenda 21.
- Modalità di partecipazione dell'utenza alla gestione del servizio di refezione
scolastica.
- Regolamento della Consulta delle scuole dell'infanzia primarie e secondarie di
primo grado del
Comune di Modena.
Articolo 30
Durata
1. Il Patto per la Scuola ha durata di tre anni a far tempo dalla data di
sottoscrizione.
Il Sindaco
16
del Comune di Modena Giorgio Pighi………………………………
I Dirigenti Scolastici
Direzione Didattica 1° Circolo Christine Cavallari…………………………
Direzione Didattica 3° Circolo Enrica Taglini.……………………………..
Direzione Didattica 6° Circolo Claudio Stentarelli…………………………
Direzione Didattica 7° Circolo Carlo Gardini…………..………………….
Direzione Didattica 8° Circolo Carla Zappaterra…………………………..
Direzione Didattica 9° Circolo Davide Chiappelli…………………….……
Direzione Didattica 10°Circolo Luigi Calanchi………….………………….
Direzione Didattica 11°Circolo Gualtiero Ferrari…………………………..
Scuola Secondaria 1° grado "Carducci" Giuseppina Gori……..…………………….
Scuola Secondaria 1° grado "Cavour" Emilio Gualtieri…………….……….…….
Scuola Secondaria 1° grado "Ferraris" Renato Luisi………………………………
Scuola Secondaria 1° grado "Lanfranco" Aldo Zitano………………………..….…..
Scuola Secondaria 1° grado "Paoli" Riccardo Russomando…………………….
Modena, 19/09/2006
17