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Messaggi: Mostra riassunti messaggi   (Raggruppa per argomento) Disponi per data v  
#8196 Da: genitori in rete <organi_collegiali@...>
Data: Mar 20 Ott 2009 3:03 pm
Oggetto: Cosa é il FoNAGS? ...
genitori_in_...
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Cosa é il FoNAGS?

Il FoNAGS - Forum Nazionale delle Associazioni dei Genitori della Scuola -
previsto dal DPR 567/96 e istituito con il DM 14 del 18/02/2002, nasce con lo
scopo di valorizzare il contributo che la componente dei genitori offre al mondo
della scuola. Le associazioni dei genitori maggiormente rappresentative possono
inviare due delegati per partecipare agli incontri del FoNAGS, che in questo
modo garantiscono una sede stabile di consultazione delle famiglie sulle
problematiche scolastiche. Il FoNAGS ha sede presso il Dipartimento per
l'Istruzione - Direzione Generale per lo Studente, l'Integrazione, la
Partecipazione e la Comunicazione.

Quali associazioni fanno parte del FoNAGS?
http://iostudio.pubblica.istruzione.it/web/guest/413

VII Forum dei Genitori - 17 Febbraio - Giornata Europea dei Genitori
http://iostudio.pubblica.istruzione.it/web/guest/411

VIII Giornata dei genitori - 13 Ottobre - Giornata Europea dei Genitori
http://iostudio.pubblica.istruzione.it/web/guest/412

http://iostudio.pubblica.istruzione.it/web/guest/forum_genitori

Seminario di studio per dirigenti scolastici
Il 22 e il 23 ottobre 2009 si svolgerà a Peschiera del Garda al Parc Hotel
Paradiso & Golf Resort il seminario di studio per dirigenti scolastici dal
titolo "Responsabilità e Corresponsabilità". Nell´ultima giornata sono
invitati alla tavola rotonda i componenti del Fo.P.A.G.S.
http://www.genitorinellascuolaveneto.it/?cat=13

Un caro saluto, Flavio
http://www.edscuola.it/famiglie.html
> Sportello Genitori Studenti e Scuola

#8195 Da: genitori in rete <organi_collegiali@...>
Data: Mar 20 Ott 2009 11:46 am
Oggetto: Forum dei Genitori: Finalità ...
genitori_in_...
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Forum dei Genitori: Finalità

L´OBIETTIVO VERO

Dopo tanto parlare di formazione e di strategie di coinvolgimento dei genitori,
si rischia forse di perdere di vista l´obiettivo finale. È verissimo: noi
vogliamo formare i genitori e renderli partecipi della vita scolastica, risorse
preziose alle quali attingere, ma questo è soltanto l´obiettivo a medio
periodo.

C´è un obiettivo più grande che vogliamo raggiungere e che può realizzarsi
solo grazie alla collaborazione di tutti: creare in ogni scuola una comunità
educante che aiuti concretamente i nostri figli a mettere a frutto gli anni
dello studio per diventare cittadini migliori e persone serene e realizzate.

A conclusione di un incontro di formazione, una dirigente scolastica di San
Giorgio nel Sannio disse ai tanti genitori presenti: "Guardate che quando si
entra in una classe si percepisce subito se intorno c´è un gruppo di adulti
che funziona". È questo l´auspicio che facciamo a tutti voi, insieme ai
nostri più cordiali auguri di buon lavoro.

       <<
http://www.agetoscana.it/at/index.php?option=com_content&view=article&id=52&Item\
id=58

http://www.agetoscana.it/at/index.php?option=com_content&view=article&id=255&Ite\
mid=58

FORUM: Come coinvolgere i genitori
http://www.agetoscana.it/at/index.php?option=com_content&view=article&id=52&Item\
\
id=58
Cerca:
http://www.google.it/search?q=FORUM+Come+coinvolgere+i+genitori

Un caro saluto, Flavio
http://www.edscuola.it/famiglie.html
> Sportello Genitori Studenti e Scuola

#8194 Da: famiglie-edscuola@yahoogroups.com
Data: Lun 19 Ott 2009 4:18 pm
Oggetto: New file uploaded to famiglie-edscuola
famiglie-edscuola@yahoogroups.com
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Ciao,

desideriamo farti sapere che, nella sezione File del gruppo
famiglie-edscuola, troverai un nuovo file appena caricato.

   File :        /Guida_all'autovalutazione[1].pdf
   Caricato da : pierfelice_licitra <pierfelice_licitra@...>
   Descrizione : Guida all'autovalutazione
http://www.anp.it/usr/download.bfr?file_ID=775

Puoi accedere al file dal seguente indirizzo:
http://it.groups.yahoo.com/group/famiglie-edscuola/files/Guida_all%27autovalutaz\
ione%5B1%5D.pdf

Per ulteriori informazioni su come condividere i file con gli altri
iscritti al tuo gruppo, vai invece alla sezione di Aiuto al seguente
indirizzo:
http://eur.help.yahoo.com/help/it/groups/files


Cordiali saluti,

pierfelice_licitra <pierfelice_licitra@...>

#8193 Da: "pierfelice_licitra" <pierfelice_licitra@...>
Data: Lun 19 Ott 2009 3:15 pm
Oggetto: Ogg: Giornata europea dei genitori… quasi senza genitori
pierfelice_l...
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Il progetto "Cosa c'è ke nn va" protagonista dell'ottava edizione della Giornata
europea dei genitori e della scuola.
http://www.cosacekennva.it/index2.htm

#8192 Da: "pierfelice_licitra" <pierfelice_licitra@...>
Data: Dom 18 Ott 2009 5:02 pm
Oggetto: Lo Stato “from provider to commissioner”.
pierfelice_l...
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Mentre il dibattito su: "E i genitori...?" U.R.L. http://tinyurl.com/yldpond  è
fermo, "Education 2.O" lancia una nuova provocazione:
"Lo Stato "from provider to commissioner" U.R.L. http://tinyurl.com/yj9jo4c
E' una bella sfida da vivere non in termini di identità politica, ma per una
riflessione più approfondita sulle "funzionalità e regole" del servizio
scolastico. E la prima domanda che mi sono fatto quali sono le caratteristiche
del primo e quali quelle del secondo, e se rispetto alle due vie non ce ne
potrebbe essere un'altra - fino ad oggi inesplorata - ad esempio sulla
formazione professionale nell'ambito della modifica del Titolo V^ della
Costituzione assegnando all'Ente Locale un ruolo attivo a servizio della propria
comunità.
Ciao.
Pierfelice

#8191 Da: genitori in rete <organi_collegiali@...>
Data: Gio 15 Ott 2009 3:38 pm
Oggetto: R: A proposito del ruolo dei genitori nel mondo della scuola...
genitori_in_...
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I sondaggi di Education 2.0 non hanno valore statistico, poiché non sono basati
su un campione scientifico rappresentativo. Dunque hanno l'unico scopo di
permettere agli utenti di esprimere la propria opinione sui temi di dibattito
del sito.

A proposito del ruolo dei genitori nel mondo della scuola...

75%
Contribuisce in maniera sufficiente alla qualificazione del processo educativo.
0%
È adeguatamente sostenuto dall´organizzazione scolastica.
0%
È sostenuto nell´approfondimento delle problematiche del singolo alunno.
25%
Non contribuisce in maniera sufficiente alla qualificazione del processo
educativo.

Numero votanti: 4
http://www.educationduepuntozero.it/

GiR

--- Gio 15/10/09, genitori in rete <organi_collegiali@...> ha scritto:

Da: genitori in rete <organi_collegiali@...>
Oggetto: [famiglie-edscuola] A proposito del ruolo dei genitori nel mondo della
scuola...
A: "ML" <famiglie-edscuola@yahoogroups.com>
Cc: "ML" <dw-genitori@yahoogroups.com>
Data: Giovedì 15 ottobre 2009, 14:13

I sondaggi di Education 2.0 non hanno valore statistico, poiché non sono basati
su un campione scientifico rappresentativo. Dunque hanno l'unico scopo di
permettere agli utenti di esprimere la propria opinione sui temi di dibattito
del sito.

A proposito del ruolo dei genitori nel mondo della scuola...

4%
C´è un´adeguata partecipazione.
30%
La partecipazione dovrebbe essere sostenuta da una più adeguata organizzazione.
24%
Si dovrebbe rendere più incisiva la partecipazione.
40%
La partecipazione è del tutto formale.

Numero votanti: 49
http://www.educationduepuntozero.it/
GiR

#8190 Da: genitori in rete <organi_collegiali@...>
Data: Gio 15 Ott 2009 12:13 pm
Oggetto: A proposito del ruolo dei genitori nel mondo della scuola...
genitori_in_...
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I sondaggi di Education 2.0 non hanno valore statistico, poiché non sono basati
su un campione scientifico rappresentativo. Dunque hanno l'unico scopo di
permettere agli utenti di esprimere la propria opinione sui temi di dibattito
del sito.

A proposito del ruolo dei genitori nel mondo della scuola...

4%
C´è un´adeguata partecipazione.
30%
La partecipazione dovrebbe essere sostenuta da una più adeguata organizzazione.
24%
Si dovrebbe rendere più incisiva la partecipazione.
40%
La partecipazione è del tutto formale.

Numero votanti: 49
http://www.educationduepuntozero.it/sondaggi/vota.action

GiR

#8189 Da: genitori in rete <organi_collegiali@...>
Data: Gio 15 Ott 2009 7:19 am
Oggetto: Giovani e Media: scuola guida per genitori ...
genitori_in_...
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Giovani e Media: scuola guida per genitori

Il mondo dei media si espande ogni giorno di più ed è sempre più difficile da
governare. I giovani ci si tuffano con entusiasmo, ma quale adulto è in grado
di stare al loro fianco per guidarli e sostenerli? Il corso di formazione
"Media e nuovi media: presenti a fianco dei nostri figli" (Firenze, 16
ottobre-28 novembre 2009) si propone l´obbiettivo di fornire a genitori ed
agenzie educative gli strumenti necessari per orientarsi all´interno della
sterminata offerta mediatica, per essere poi a loro volta capaci di guidare i
più giovani a un uso privo di insidie.

Il primo ciclo d´incontri è destinato a genitori ed educatori, per apprendere
strategie utili ad affiancare i giovani nell´avventura mediatica. Ecco gli
appuntamenti: venerdì 16 Ottobre ore 21,15, I media: come orientarsi
all´interno dell´offerta di informazione, Andrea Fagioli - Direttore
ToscanaOggi; venerdì 30 Ottobre ore 21,15, La notizia: valutare e interpretare
le notizie, (Riccardo Bigi - ToscanaOggi; venerdì 13 Novembre ore 21,15, I
nuovi media: conoscerli, usarli, difendersi, (Elena Farinelli - Esperta
Internet e Web2); sabato 28 Novembre ore 9,30, Media e nuovi media, presenti a
fianco dei nostri figli, Marianna Pacucci - Esperta di problematiche
familiari.

Nel periodo 5 febbraio/19 marzo 2010 è previsto un secondo ciclo di incontri
rivolto a parrocchie e associazioni, nel corso del quale gli esperti tracceranno
percorsi efficaci per muoversi all´interno del mondo dei media. La frequenza
del primo corso è da considerarsi propedeutica a un migliore approfondimento
del secondo ciclo di incontri.
A coloro che parteciperanno ad entrambi i corsi sarà offerta la possibilità di
vivere in prima persona l´atmosfera di una redazione: dall´arrivo delle
agenzie, alla riunione di redazione fino alla concreta impaginazione on line.

L´iniziativa è realizzata dall´Associazione Genitori A.Ge. Toscana con la
collaborazione di: Associazione AIART Firenze, Azione Cattolica Diocesana di
Firenze, Consulta delle Associazioni Laicali di Firenze, Forum Toscano
Associazioni Familiari, Parrocchia di S. Maria Madre della Chiesa a Torregalli,
Radio Toscana, ToscanaOggi, Ufficio Comunicazioni Sociali della Diocesi di
Firenze.

Il corso si svolge presso il Teatro della Parrocchia S. Maria Madre della Chiesa
a Torregalli, Via Torregalli 13 a Scandicci, che è facilmente raggiungibile
dalla Stazione Firenze SMN con il bus n. 27 (Via della Scala) ed è dotato di un
ampio parcheggio.

Per informazioni:
Tel. : 328 8424375; E-mail: agetoscana@... Questo indirizzo e-mail è
protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. ; Internet:
http://www.agetoscana.it

La Locandina
http://www.agetoscana.it/at/CS/2009/EducMedia/LocandinaCorsoEducMedia.pdf

La sede degli incontri
http://maps.google.it/maps?f=q&source=s_q&hl=it&geocode=&q=via+torregalli,+13+a+\
scandicci&sll=41.442726,12.392578&sspn=18.429204,33.310547&ie=UTF8&hq=&hnear=Via\
+Torregalli,+13,+50124+Firenze,+Toscana&z=16

Ultimo aggiornamento Mercoledì 14 Ottobre 2009 21:51

http://www.agetoscana.it/at/index.php?option=com_content&view=article&id=261:gio\
vani-e-media-scuola-guida-per-genitori&catid=56:comunicati-stampa

FORUM: Come coinvolgere i genitori
http://www.agetoscana.it/at/index.php?option=com_content&view=article&id=52&Item\
id=58
Cerca:
http://www.google.it/search?q=FORUM+Come+coinvolgere+i+genitori

Un caro saluto, Flavio
http://www.edscuola.it/famiglie.html
> Sportello Genitori Studenti e Scuola

#8188 Da: Sergio Tamborrino <ser.tamborrino@...>
Data: Mer 14 Ott 2009 11:15 pm
Oggetto: Re: Giornata europea dei genitori… quasi senza genitori
sergio.tambo...
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Ma se una ministra ha paura delle contestazioni quale rispetto ha dei
genitori?
Sergio Tamborrino

pierfelice_licitra ha scritto:
>
>
> Il Ministero dell'istruzione celebra oggi, 13 ottobre 2009, l'ottava
> "Giornata Europea dei Genitori e della Scuola", che quest'anno si
> inserisce nell'ambito delle iniziative previste in occasione della
> Settimana contro la violenza (12-18 ottobre). Il comunicato dell'Age
> Toscana.
> L'iniziativa, promossa dall'Associazione europea dei genitori (EPA), è
> sostenuta dal Forum nazionale delle Associazioni dei genitori della
> scuola (FoNAGS).
> Al centro dell'incontro, dal titolo "Educare insieme: la Scuola che fa
> bene", il disagio dei bambini e dei ragazzi e le strategie e i
> progetti che la scuola e le famiglie sono chiamate a mettere in essere
> nell'ottica di prevenirlo.
> Per il Ministero l'incontro si pone "come momento di confronto tra le
> due principali agenzie educative e come conferma di quella fattiva
> collaborazione che lega la Scuola alle famiglie e che viene sancita
> ogni anno con la firma del Patto di corresponsabilità".
> Intanto il presidente dell'A.Ge. Toscana, Rita Manzani Di Goro, in un
> comunicato fa notare che la Giornata Europea dei Genitori e della
> Scuola è stata "preannunciata con una circolare ministeriale appena
> cinque giorni prima, senza nessuna evidenza sui media" e "vedrà
> presente solo uno sparuto gruppo di genitori, pare per evitare
> contestazioni".
> Il Presidente dell'Age Toscana aggiunge: "si rassicuri signor
> Ministro, nessuno la voleva contestare, volevamo solo celebrare la
> Giornata di noi genitori nella scuola con tutta l'evidenza che essa
> merita: ma senza genitori e senza scuola, che Giornata europea è?".
> 13/10/2009
>
> http://www2.tecnicadellascuola.it/index.php?id=26974&action=view
> <http://www2.tecnicadellascuola.it/index.php?id=26974&action=view>
>
>

#8187 Da: "pierfelice_licitra" <pierfelice_licitra@...>
Data: Mer 14 Ott 2009 8:09 pm
Oggetto: Giornata europea dei genitori… quasi senza genitori
pierfelice_l...
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Il Ministero dell'istruzione celebra oggi, 13 ottobre 2009, l'ottava "Giornata
Europea dei Genitori e della Scuola", che quest'anno si inserisce nell'ambito
delle iniziative previste in occasione della Settimana contro la violenza (12-18
ottobre). Il comunicato dell'Age Toscana.
  L'iniziativa, promossa dall'Associazione europea dei genitori (EPA), è
sostenuta dal Forum nazionale delle Associazioni dei genitori della scuola
(FoNAGS).
Al centro dell'incontro, dal titolo "Educare insieme: la Scuola che fa bene", il
disagio dei bambini e dei ragazzi e le strategie e i progetti che la scuola e le
famiglie sono chiamate a mettere in essere nell'ottica di prevenirlo.
Per il Ministero l'incontro si pone "come momento di confronto tra le due
principali agenzie educative e come conferma di quella fattiva collaborazione
che lega la Scuola alle famiglie e che viene sancita ogni anno con la firma del
Patto di corresponsabilità".
Intanto il presidente dell'A.Ge. Toscana, Rita Manzani Di Goro, in un comunicato
fa notare che la Giornata Europea dei Genitori e della Scuola è stata
"preannunciata con una circolare ministeriale appena cinque giorni prima, senza
nessuna evidenza sui media" e "vedrà presente solo uno sparuto gruppo di
genitori, pare per evitare contestazioni".
Il Presidente dell'Age Toscana aggiunge: "si rassicuri signor Ministro, nessuno
la voleva contestare, volevamo solo celebrare la Giornata di noi genitori nella
scuola con tutta l'evidenza che essa merita: ma senza genitori e senza scuola,
che Giornata europea è?".
13/10/2009



http://www2.tecnicadellascuola.it/index.php?id=26974&action=view

#8186 Da: "pierfelice_licitra" <pierfelice_licitra@...>
Data: Mer 14 Ott 2009 5:19 pm
Oggetto: Educationduepuntozero propone un sondaggio per i genitori.
pierfelice_l...
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A proposito del ruolo dei genitori nel mondo della scuola...

C'è un'adeguata partecipazione.

La partecipazione dovrebbe essere sostenuta da una più adeguata organizzazione.

Si dovrebbe rendere più incisiva la partecipazione.
La partecipazione è del tutto formale.

http://www.educationduepuntozero.it/

Potete rispondere al sondaggio ed intervenire nel dibattito
http://tinyurl.com/ygxml57

#8185 Da: genitori in rete <organi_collegiali@...>
Data: Mar 13 Ott 2009 6:11 am
Oggetto: R: Questa è la prevenzione nelle scuole
genitori_in_...
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Reinviamo...

--- Lun 12/10/09, codacoba@... <codacoba@...> ha scritto:

Da: codacoba@... <codacoba@...>
Oggetto: [famiglie-edscuola] Questa è la prevenzione nelle scuole
A: igiene_sicurezza-scuole@yahoogroups.com, edscuola@yahoogroups.com,
famiglie-edscuola@yahoogroups.com
Data: Lunedì 12 ottobre 2009, 19:51

Avventura o...a all´ITIS ... o al liceo..., o al circolo didattico di
...

Quel giorno ero andato a scuola di mio figlio con una serenità
inusuale perché dovevo parlare (rapporti scuola-famiglia) con l´
insegnante di scienze il cui colloquio, alla stregua degli altri avuti
con gli insegnanti delle altre materie, sicuramente sarebbe stato
positivo e così è stato.
Terminato il colloquio, proprio mentre stavo
per andarmene incontro Gianni Pallino , genitore attivo nella scuola,
che ho avuto modo di conoscere nell´ultimo incontro del coordinamento
genitori il quale, preso da molti impegni (per la scuola), con
insistenza mi chiedeva di accompagnarlo in giro per parlare e cercare
di risolvere alcuni problemi (poi si è appurato che uno dei problemi di
cui mi voleva parlare, caso strano, era proprio sulla sicurezza).

Mentre Gianni sbrigava le varie faccende e concordava il da farsi con l´
insegnante referente di un progetto procurandosi anche l´elenco degli
alunni che vi avevano aderito, per deformazione professionale, mi
guardavo in giro e, con mia grande meraviglia, notavo che il D. Lgs.
626/94 nella scuola di mio figlio non era tanto di casa, anzi era
proprio fuori della scuola. Estintori con targhette senza data e senza
firma del tecnico manutentore, idranti senza manutenzione con cassette
porta naspo deteriorate e non a norma e naspo aggrovigliato,
attorcigliato e deteriorato, planimetrie con indicata le vie di fuga in
parte inesistenti e in parte errate, archivi cartacei e laboratori vari
senza impianto di rilevazione incendi (chissà se vi è il CPI! -
certificato prevenzione incendi - ci sono più di 1200 persone presenti
- e il certificato di agibilità?), fili elettrici a penzoloni (chissà
se l´impianto elettrico e gli altri impianti hanno la dichiarazione di
conformità alla Legge nr. 46/90), cartelli illuminati che indicano le
vie di fuga mancanti, ecc.. Chissà se il datore di lavoro (nelle
scuole è stato identificato nel dirigente scolastico) ha informato mio
figlio e tutto il personale circa i rischi ai quali è e sono esposti o
sulle misure che dovevano adottare in caso di pericolo o per esempio
in caso d´incendio (art. 12 comma 1 lett. C - D. Lgs. 626/94). In
attesa dell´esecuzione dei lavori di adeguamento dell´edificio, di
competenza della provincia e dal DS comunicati a suo tempo ai sensi
dell´art. 4 comma 12 del 626, il datore di lavoro, ha adottato le
MISURE ALTERNATIVE che garantiscono un equivalente livello di
sicurezza? (art. 31 comma 3 D. Lgs. 626/94). E le squadre di emergenza
e di lotta agli incendi (art. 13 D.Lgs. 626/94 e D. Interministeriale
10/3/98) e di primo soccorso (art. 15 D.Lgs. 626/94 e DM Salute 388/03)
sono state costituite, formate e sempre presenti? Mentalmente mi ero
ripromesso di chiederlo in segreteria o in vice presidenza.
Mentre
eravamo nell´ala di ponente del 2° piano, - non so - un alunno, un
docente o un´altra persona, pur sapendo che nei locali chiusi è
"VIETATO FUMARE" (ma nessuno vigila perché anche gli addetti ai
controlli fumano), lascia cadere una cicca di sigaretta (speriamo non
di Marijuana) ancora accesa, in un contenitore pieno di carta. Più o
meno la stessa cosa sarebbe potuta succedere anche a causa di impianto
elettrico non a norma o a seguito di caduta di fulmine su edificio con
impianto contro le scariche atmosferiche non a norma, non controllato
periodicamente o, addirittura, del tutto mancante (entrando a scuola
non mi è per niente sembrato di aver visto i classici cavi della gabbia
di Faradey che scendono lungo le pareti esterne).
Il caso volle
(non solo il caso, ma il menefreghismo di chi è preposto a prendere
tutte le misure intese ad evitare l´insorgere di un incendio ex art. 13
comma 1 D.Lgs. 626/94) che il cestino si trovasse vicino ad un armadio
pieno di carta e magari anche di legno stagionato e ben essiccato.
In
men che non si dica si sviluppò un incendio di incalcolabili dimensioni
per quasi tutta la zona centrale del 2°piano.
Il mio pensiero
corse subito a mio figlio che, alla stregua del personale della scuola
(ed anche perché al primo anno), sicuramente non aveva ricevuto
istruzioni per come mettersi al sicuro (art. 12 comma 1 lettera D - D.
Lgs. 626/94). Aguzzando meglio la vista (si perché di cartelli delle
vie di fuga non è che ve ne erano tanti) notai che nelle immediate
vicinanze vi era una porta, forse taglia fuoco (chissà se è omologata
REI 120, ovvero che resiste 120 minuti al fuoco) e che avrebbe dovuto
portare ad una scala (si, quella del lato di ponente) in modo tale da
poter raggiungere (in emergenza gli ascensori non vanno mai usati) mio
figlio che era al 4° piano e che sicuramente si trovava in grave
difficoltà. L´amico Gianni non si vedeva più in giro e, se non preso
dal panico, sicuramente era andato dal proprio figlio.
Con
velocità sorprendente apro la porta lasciandola chiudere (per modo di
dire perché le cerniere automatiche di chiusura non funzionavano ed ho
dovuto farlo a mano -chissà se il responsabile dell´attività ha
istituito il registro della manutenzione! ). Cercavo a tastoni ed invano
l´interruttore della luce delle scale non trovandolo (poi si è scoperto
che tutti gli interruttori non ci sono per niente) e la tromba delle
scale era completamente al buio. Aspettavo interminabili secondi
confidando nel fatto che di li a poco si sarebbero accese le lampade di
emergenza (sempre che gli sia stata fatta la prevista manutenzione
semestrale e siano state fatte le prove di durata e funzionamento) , ma
luce non fu e restai inesorabilmente al buio.
Decisi di salire a
tastoni lungo le pareti della scala (non lungo la balaustra perché
avevo avuto l´impressione che era più bassa del previsto) e, incontrata
la porta taglia fuoco del 3° piano, con mia grande sorpresa e stupore,
scoprii che era sprovvista di maniglia e non si apriva. Prosegui sempre
a tastoni e senza perdere il contatto con la parete fino al 4° piano e,
questa volta con il sangue gelato, constatai che anche questa era
sprovvista di maniglia e non si apriva. Senza perdermi d´animo (il
pensiero di mio figlio in difficoltà mi spronava) ridiscesi a tastoni
le scale fino al 2° piano trovando la porta aperta, anch´essa senza
maniglia, forse perché nel frattempo qualcuno era andato o a "fumare" o
a trovare una via di fuga.
Prendendo a due mani il coraggio e pure
due estintori di soli 6 Kg a polvere (sarebbe stato meglio un estintore
carrellato ma non c´era o un idrante ma erano aggrovigliati i naspi),
mi ricordavo la formazione antincendio ricevuta e, allo scopo di creare
un varco fra le fiamme fino alla scala centrale, li usai efficacemente.
Imboccando la tromba delle scale (sprovvista di compartimentazione e di
porte taglia fuoco), fra il fuggi fuggi generale e disordinato degli
alunni e del personale della scuola e il pensiero di dove caspita si
trovavano le squadre di emergenza e antincendio e cosa stavano
facendo, ecco che vedo mio figlio ed alcuni suoi compagni,
spaventatissimi ed in preda al panico, scendere dalle scale fra il fumo
acre e soffocante. Dopo alcuni secondi per calmarli e fare il punto
della situazione, ci dirigemmo al piano inferiore e, arrivati, ci siamo
resi conto che la situazione lì era peggiore. Pensavo: ma dove c...o è la
squadra di emergenza? E il piano di emergenza in caso d´incendio perché
non viene attuato? Ma dov´è la segnaletica che indica la via di fuga?
Ma perché i pompieri non arrivano ancora? Improvvisamente mi venne alla
mente che i VV.F. per arrivare dovevano essere stati chiamati da
qualcuno (chissà se qualcuno lo ha fatto?) ma che il loro tempo di
intervento va da zero a 30 minuti e che per i principi d´incendio e per
i primi 30 minuti ci deve pensare il datore di lavoro con gli
estintori, idranti (che devono funzionare ed avere una riserva di acqua
per 30 minuti) e squadre di emergenza. Capirai, con il traffico di
Bari, i pompieri arriveranno proprio allo scadere dei trenta minuti.
Continuammo ad andare avanti, inciampando e cadendo giù per le
scale (finalmente eravamo riusciti a trovarle ma non quelle giuste,
forse quelle dell´ala di ponente) che stranamente erano senza fumo ma
completamente al buio, senza finestre, e in più non si riuscendo a
trovare gli interruttori. Quasi tramortiti arrivammo al piano terra
sbattendo contro un maniglione antipanico. Siamo salvi! gridai!!! La
spinsi ma non si aprì! Spinsi ancora, ma mi accorsi che era chiusa e
che oltre alla porta con il maniglione, forse vi erano delle
inferiate.
Mi chiedevo allora: " le uscite di emergenza non devono
essere di facile apertura nel verso dell´esodo e qualora siano chiuse
non devono poter essere aperte facilmente ed immediatamente da parte di
qualsiasi persona? " (art. 33 comma 6 - D. Lgs. 626/94) No, questo non
vale per l´ITIS ......., perché - disattendendo anche il comma 7 - la
porta (incredibile ma vero) era chiusa da un lucchetto.
Da buon
Cristiano, coinvolgendo anche mio figlio e gli altri compagni, non mi
restava altro che inginocchiarmi e pregare. Mentre pregavamo abbiano
avvertito i classici rumori di quando si tranciano le catene! Erano
forse arrivati i VV.F. in anticipo rispetto ai 30 minuti? Forse si, per
fortuna.
Udivo in quel momento una voce che gridava. La riconosco: era
quella di mia moglie che mi chiamava dicendomi: " svegliati dormiglione
che è tardi!" Poco dopo mi diceva ancora! "Ma la notte, mentre sogni,
la vuoi smettere di portare nostro figlio in mezzo agli incendi ed alle
emergenze?"
NON CI POSSO CREDERE: era un SOGNO quasi reale, se volete.
Meno male che sono arrivati in anticipo i pompieri anche se solo in
sogno.
Aggiungo che ogni riferimento a cose e persone è puramente
"causato", ma ciò che è stato scritto può essere vero. Fatevi un giro
nella scuola e buona fortuna.
Un genitore

Mimmo DIDONNA - http://www.codacons.it
Area tematica "Scuola" e sottoarea tematica "Scuola Sicura"
Igiene e sicurezza nelle scuole
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#8184 Da: "codacoba@..." <codacoba@...>
Data: Lun 12 Ott 2009 5:51 pm
Oggetto: Questa è la prevenzione nelle scuole
codacoba
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Avventura  o.....a  all´ITIS ...... o al liceo...., o al circolo didattico di
.......

Quel giorno ero andato a scuola di mio figlio con una serenità
inusuale perché dovevo parlare (rapporti scuola-famiglia) con l´
insegnante di scienze il cui colloquio, alla stregua degli altri avuti
con gli insegnanti delle altre materie, sicuramente sarebbe stato
positivo e così è stato.
Terminato il colloquio, proprio mentre stavo
per andarmene incontro Gianni Pallino , genitore  attivo nella scuola,
che ho avuto modo di conoscere nell´ultimo incontro del coordinamento
genitori il quale, preso da molti impegni (per la scuola), con
insistenza mi chiedeva di accompagnarlo in giro per parlare e cercare
di risolvere alcuni problemi (poi si è appurato che uno dei problemi di
cui mi voleva parlare, caso strano, era proprio sulla sicurezza).

Mentre Gianni sbrigava le varie faccende e concordava il da farsi con l´
insegnante referente di un progetto procurandosi anche l´elenco degli
alunni che vi  avevano aderito, per deformazione professionale, mi
guardavo in giro e, con mia grande meraviglia, notavo che il D. Lgs.
626/94 nella scuola di mio figlio non era tanto di casa, anzi era
proprio fuori della scuola. Estintori con targhette senza data e senza
firma del tecnico manutentore, idranti senza manutenzione con cassette
porta naspo deteriorate e non a norma e naspo aggrovigliato,
attorcigliato e deteriorato, planimetrie con indicata le vie di fuga in
parte inesistenti e in parte errate, archivi cartacei e laboratori vari
senza impianto di rilevazione incendi (chissà se vi è il CPI! -
certificato prevenzione incendi - ci sono più di 1200 persone presenti
- e il certificato di  agibilità?), fili elettrici a penzoloni (chissà
se l´impianto elettrico e gli altri impianti hanno la dichiarazione di
conformità alla Legge nr. 46/90), cartelli illuminati che indicano le
vie di  fuga mancanti, ecc.. Chissà se il datore di lavoro (nelle
scuole è stato identificato nel dirigente scolastico) ha informato mio
figlio e tutto il personale circa i rischi ai quali è e sono esposti o
sulle misure che dovevano  adottare in caso di pericolo o per esempio
in caso d´incendio (art. 12 comma 1 lett. C - D. Lgs. 626/94). In
attesa dell´esecuzione dei lavori di adeguamento dell´edificio, di
competenza della provincia e dal DS comunicati a suo tempo ai sensi
dell´art. 4 comma 12 del 626, il datore di lavoro, ha adottato le
MISURE ALTERNATIVE che garantiscono un equivalente livello di
sicurezza? (art. 31 comma 3 D. Lgs. 626/94). E le  squadre di emergenza
e di lotta agli incendi (art. 13 D.Lgs. 626/94 e D. Interministeriale
10/3/98) e di primo soccorso (art. 15 D.Lgs. 626/94 e DM Salute 388/03)
sono state costituite, formate e sempre presenti? Mentalmente mi ero
ripromesso di chiederlo in segreteria o in vice presidenza.
Mentre
eravamo nell´ala di ponente del 2° piano, - non so - un alunno, un
docente o un´altra persona, pur sapendo che nei locali chiusi è
"VIETATO FUMARE"  (ma nessuno vigila perché anche gli addetti ai
controlli fumano), lascia cadere una cicca di sigaretta (speriamo non
di Marijuana) ancora accesa, in un contenitore pieno di carta. Più o
meno la stessa cosa sarebbe potuta succedere anche a causa di impianto
elettrico non a norma o a seguito di caduta di fulmine su edificio con
impianto contro le scariche atmosferiche non a norma, non controllato
periodicamente o, addirittura, del tutto mancante (entrando a scuola
non mi è per niente sembrato di aver visto i classici cavi della gabbia
di Faradey che scendono lungo le pareti esterne).
      Il caso volle
(non solo il caso, ma il menefreghismo di chi è preposto a prendere
tutte le misure intese ad evitare l´insorgere di un incendio ex art. 13
comma 1 D.Lgs. 626/94) che il cestino si trovasse vicino ad un armadio
pieno di carta e magari anche di legno stagionato e ben essiccato.
In
men che non si dica si sviluppò un incendio di incalcolabili dimensioni
per quasi tutta la zona centrale del 2°piano.
      Il mio pensiero
corse subito a mio figlio che, alla stregua del personale della scuola
(ed anche perché al primo anno), sicuramente non aveva ricevuto
istruzioni per come mettersi al sicuro (art. 12 comma 1 lettera D - D.
Lgs. 626/94). Aguzzando meglio la vista (si perché di cartelli delle
vie di fuga non è che ve ne erano tanti) notai che nelle immediate
vicinanze vi era una porta, forse taglia fuoco (chissà se è omologata
REI 120, ovvero che resiste 120 minuti al fuoco) e che avrebbe dovuto
portare ad una scala (si, quella del lato di ponente) in modo tale da
poter raggiungere (in emergenza gli ascensori non vanno mai usati) mio
figlio che era al 4° piano e che sicuramente si trovava in grave
difficoltà. L´amico Gianni non si vedeva più in giro e, se non preso
dal panico, sicuramente era andato dal proprio figlio.
      Con
velocità sorprendente apro la  porta lasciandola chiudere (per modo di
dire perché le cerniere automatiche di chiusura non funzionavano ed ho
dovuto farlo a mano -chissà se il responsabile dell´attività ha
istituito il registro della manutenzione!). Cercavo a tastoni ed invano
l´interruttore della luce delle scale non trovandolo (poi si è scoperto
che tutti gli interruttori  non ci sono per niente) e la tromba delle
scale era completamente al buio. Aspettavo interminabili  secondi
confidando nel fatto che di li a poco si sarebbero accese le lampade di
emergenza (sempre che gli sia stata fatta la prevista manutenzione
semestrale e siano state fatte le prove di durata e funzionamento), ma
luce non fu e restai inesorabilmente al buio.
      Decisi di salire a
tastoni lungo le pareti della scala (non lungo la balaustra perché
avevo avuto l´impressione che era più bassa del previsto) e, incontrata
la porta taglia fuoco del 3° piano, con mia grande sorpresa e stupore,
scoprii che era sprovvista di maniglia e non si apriva. Prosegui sempre
a tastoni e senza perdere il contatto con la parete fino al 4° piano e,
questa volta con il sangue gelato, constatai che anche questa era
sprovvista di maniglia e non si apriva. Senza perdermi d´animo (il
pensiero di mio figlio in difficoltà mi spronava) ridiscesi a tastoni
le scale fino al 2° piano trovando la porta aperta, anch´essa senza
maniglia, forse perché nel frattempo qualcuno era andato o a "fumare" o
a trovare una via di fuga.
     Prendendo a due mani il coraggio e pure
due estintori di soli 6 Kg a polvere (sarebbe stato meglio un estintore
carrellato ma non c´era o un idrante ma  erano aggrovigliati i naspi),
mi ricordavo la formazione antincendio ricevuta e, allo scopo di creare
un varco fra le fiamme fino alla scala centrale, li usai efficacemente.
Imboccando la tromba delle scale (sprovvista di compartimentazione e di
porte taglia fuoco), fra il fuggi fuggi generale e disordinato degli
alunni e del personale della scuola e il pensiero di dove caspita si
trovavano le squadre di emergenza e antincendio  e cosa stavano
facendo, ecco che vedo mio figlio ed alcuni suoi compagni,
spaventatissimi ed in preda al panico, scendere dalle scale fra il fumo
acre e soffocante. Dopo alcuni secondi per calmarli e fare il punto
della situazione, ci dirigemmo al piano inferiore e, arrivati, ci siamo
resi conto che la situazione lì era peggiore. Pensavo: ma dove c...o è la
squadra di emergenza? E il piano di emergenza in caso d´incendio perché
non viene attuato? Ma dov´è la segnaletica che indica la via di fuga?
Ma perché i pompieri non arrivano ancora? Improvvisamente mi venne alla
mente che  i VV.F. per arrivare dovevano essere stati chiamati da
qualcuno (chissà se qualcuno lo ha fatto?) ma che il loro tempo di
intervento va da zero a 30 minuti e che per i principi d´incendio e per
i primi 30 minuti ci deve pensare il datore di lavoro con gli
estintori, idranti (che devono funzionare ed avere una riserva di acqua
per 30 minuti) e squadre di emergenza. Capirai, con il traffico di
Bari, i pompieri arriveranno proprio allo scadere dei trenta minuti.
      Continuammo ad andare avanti, inciampando e cadendo giù per le
scale (finalmente eravamo riusciti a trovarle ma non quelle giuste,
forse quelle dell´ala di ponente) che stranamente erano senza fumo ma
completamente al buio, senza finestre, e in più non si riuscendo a
trovare gli interruttori. Quasi tramortiti arrivammo al piano terra
sbattendo contro un maniglione antipanico. Siamo salvi! gridai!!! La
spinsi ma non si aprì! Spinsi ancora, ma mi accorsi che era chiusa e
che oltre alla porta  con il maniglione, forse vi erano delle
inferiate.
Mi chiedevo allora: " le uscite di emergenza non devono
essere di facile apertura nel verso dell´esodo e qualora siano chiuse
non devono poter essere aperte facilmente ed immediatamente da parte di
qualsiasi persona? " (art. 33 comma 6 - D. Lgs. 626/94) No, questo non
vale per l´ITIS  ......., perché - disattendendo anche il comma 7 -  la
porta (incredibile ma vero) era chiusa da un lucchetto.
Da buon
Cristiano, coinvolgendo anche mio figlio e gli altri compagni, non mi
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Mimmo DIDONNA - http:
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#8183 Da: "Mette Buchreitz" <m.buchreitz@...>
Data: Dom 11 Ott 2009 2:51 pm
Oggetto: KIDLINK
mbuchreitz
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Ciao,
ricevo da Pia Avolio de Martino responsabile italiano del sito internazionale di
Kidlink (che seguo da anni)
invio questa breve descrizione e vi inoltro.
ciao
mette
))))))))))))))))))))))))))))))))))))))))

l progetto "KIDLINK" nasce dalla Kidlink Association
<http://www.kidlink.org/english/association/aofa-iten.html>,
un'organizzazione no-profit di proprietà dei suoi utenti con base in
Svezia.
Ha come fine quello di  aiutare i giovani a comprendere meglio se
stessi, a definire i propri obiettivi e a sviluppare le competenze di
base (life-skills).

I programmi educativi di KIDLINK sono gratuiti  e motivano
l'apprendimento dando supporto ai docenti nella ricerca dei punti di
connessione tra i  programmi scolastici e gli interessi e le aspettative
personali dei loro studenti. L'area italiana è continuamente aggiornata
e offre molti progetti.

KIDLINK  è rivolto ai i ragazzi e ragazze di ogni paese fino ai 15 anni
di età e agli studenti fino al termine della scuola secondaria.
La maggior parte dei nostri utenti ha una  età compresa tra i 7 e i 15
anni.
Dalla sua nascita nel 1990 ad oggi, Kidlink è stato utilizzato da
ragazzi provenienti da 176 Paesi del mondo.
n Italia KIDLINK ha ricevuto nel 2000 il 1° Premio al Global Junior
Challenge <http://gjc.gioventudigitale.net/2000/it/wCateg18.htm> e nel
2002 lo stesso KidSpace è stato premiato!
<http://gjc.gioventudigitale.net/2002/it/wspecial.asp>Ecco parte della
motivazione ufficiale:
"Kidspace" rappresenta un ulteriore, importante sviluppo del progetto
"Kidlink", già conosciuto a livello internazionale. "Kidspace" è un
passo creativo e innovativo nella continua evoluzione della filosofia
Kidlink e nella crescita delle opportunità che si offrono per la
condivisione e la pubblicazione di materiale prodotto in formato
multimediale dai bambini e dai giovani stessi.  ...

KIDLINK è anche consigliato tra le "iniziative e progetti" nella
newsletter di "Professione Docente" del Ministero dell'Istruzione,
dell'Università e della Ricerca.
<http://www.pubblica.istruzione.it/newsletter/newsletter_docenti_42.htm>


[Sono state eliminare la parti non di testo del messaggio]

#8182 Da: genitori in rete <organi_collegiali@...>
Data: Sab 10 Ott 2009 5:41 pm
Oggetto: "Educare insieme: la Scuola che fa bene". VIII Giornata Europea dei Genitori e della Scuola (13 ottobre 2009)
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Prot. n. 0005014

Ministero dell´Istruzione, dell´Università e della Ricerca
Dipartimento per l´Istruzione
Direzione Generale per lo Studente, l´Integrazione, la Partecipazione e la
Comunicazione
Ufficio III

Roma, 8 ottobre 2009

Destinatari

Ai Direttori Generali degli
Uffici Scolastici Regionali
LORO SEDI
Al Sovrintendente Scolastico
per la Provincia di
T R E N T O
Al Sovrintendente Scolastico per
la scuola in lingua italiana
B O L Z A N O
All´Intendente Scolastico
per la scuola in lingua tedesca
B O L Z A N O
All´Intendente Scolastico per la
scuola delle località ladine
B O L Z A N O
Al Sovrintendente Scolastico
per la Regione Valle d´Aosta
A O S T A
Ai Dirigenti degli
Uffici Scolastici Provinciali
LORO SEDI
E p.c. Al Forum Nazionale delle Associazioni
dei Genitori a Scuola
Ai Forum Regionali delle Associazioni
dei Genitori a Scuola
Ai Forum Provinciali delle Associazioni
dei Genitori a Scuola

Oggetto: "Educare insieme: la Scuola che fa bene". VIII Giornata Europea dei
Genitori e della Scuola (13 ottobre 2009)

Il Ministero dell´Istruzione, dell´Università e della Ricerca, in accordo
con le Associazioni Nazionali dei Genitori componenti il FONAGS, celebrerà il
giorno 13 ottobre 2009 a Roma, presso la Sala della Comunicazione l´ottava
"Giornata Europea dei Genitori e della Scuola". L´iniziativa, promossa
dall´Associazione Europea dei Genitori (EPA), è sostenuta dal Forum nazionale
delle Associazioni dei Genitori della Scuola (FoNAGS) e da questo Ministero.
Al centro dell´incontro, dal titolo "Educare insieme: la Scuola che fa
bene", sarà il disagio dei bambini e dei ragazzi e le strategie e i progetti
che la scuola e le famiglie sono chiamate a mettere in essere nell´ottica di
prevenirlo.
Tale iniziativa, da sempre occasione per condividere le esperienze compiute in
un´ottica di continuità e per valorizzare le buone pratiche, si pone altresì
come momento di confronto tra le due principali agenzie educative e come
conferma di quella fattiva collaborazione che lega la Scuola alle famiglie e che
viene sancita ogni anno con la firma del Patto di Corresponsabilità.
Quest´anno la Giornata si inserisce nell´ambito delle iniziative previste in
occasione della Settimana contro la violenza (12 - 18 ottobre) istituita con
Protocollo d´Intesa tra questo Dicastero e il Dipartimento per le Pari
Opportunità.
Gli atti dell´incontro saranno disponibili già nel pomeriggio del prossimo 13
ottobre http://www.istruzione.it.

IL DIRETTORE GENERALE
f.to Massimo ZENNARO

http://www.pubblica.istruzione.it/normativa/2009/prot5014_09.shtml

GiR

#8181 Da: genitori in rete <organi_collegiali@...>
Data: Sab 10 Ott 2009 5:25 pm
Oggetto: Assemblea nazionale C.G.D.
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LA SCUOLA IN COCCI
Laicità, Valutazione e competenze, Partecipazione e ruolo dei genitori
con il patrocinio di
F I R E N Z E
24 ottobre 2009
Consiglio Regionale della Toscana
- Sala del Gonfalone -
Via Cavour, 4
Interverranno:
Cesare Angotti, Direttore Scolastico Regionale della Toscana, Riccardo Badino,
Dirigente scolastico, Mario Battistini, membro del C.N.P.I.,
Fabrizio Dacrema, coordinatore Dip. "Formazione e Ricerca CGIL", Rosa De
Pasquale, membro VII Commissione - Camera dei Deputati,
Giovanni Di Fede, Assessore Pubblica Istruzione - Provincia di Firenze, Rosa
Maria Di Giorgi, Assessore alla Istruzione - Comune di Firenze,
Marzio Fatucchi, giornalista - "Il Corriere Fiorentino", Carlo Fiorentini,
Presidente CIDI-Firenze, Alessandro Margaglio, coordinatore CGDFirenze,
Corrado Mauceri, avvocato costituzionalista, Angela Nava Mambretti, Presidente
nazionale C.G.D., Mario Russo, psicologo CGD,
Sofia Sabatino, Rete degli Studenti Medi, Gianfranco Simoncini, Assessore
Regionale alla Istruzione, Elisa Trovò, coordinatrice CGD-Piemonte
Si ringraziano per la collaborazione:
Presidenza della Regione Toscana, Presidenza del Consiglio Regionale,
Assessorato Regionale alla Istruzione
Istituto Gould - Via de´ Serragli, 49 - Firenze
Assemblea - Direttivo del C.G.D.
23, 24, 25 ottobre 2009
Incontro nazionale sui temi: "Laicità", "Valutazione e competenze",
"Partecipazione e ruolo dei genitori"
lavori seminariali in gruppi e in plenaria, aperti alla partecipazione
http://www.genitoridemocratici.it
cgdfirenze@... - 335 8398232

http://www.genitorinellascuolaveneto.it/?cat=14

GiR

#8180 Da: "pierfelice_licitra" <pierfelice_licitra@...>
Data: Sab 10 Ott 2009 4:52 am
Oggetto: Uno spunto di riflessione sullo stato dell'arte dell'autonomia.
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#8179 Da: genitori in rete <organi_collegiali@...>
Data: Gio 8 Ott 2009 7:18 am
Oggetto: SCUOLA/ Trasformiamo lo stanco rituale delle elezioni collegiali in un´opportunità di autonomia ...
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SCUOLA/ Trasformiamo lo stanco rituale delle elezioni collegiali in
un´opportunità di autonomia

Redazione

sabato 3 ottobre 2009

  È tempo di elezioni per il mondo della scuola, si va al rinnovo degli organi
collegiali, sia delle rappresentanze annuali come per gli studenti nei Consigli
di Istituto o quelle biennali come sempre per gli studenti nelle Consulte
Studentesche, sia dei Consigli di Circolo o di Istituto che hanno concluso il
loro mandato per cui necessitano della rielezione di tutte le componenti. È
tempo di elezioni, e il Ministero lo ha ricordato con una circolare laconica,
facendo trasparire la stanchezza per una scadenza di cui non si capisce il
valore, visto il fallimento ormai più che evidente della partecipazione
scolastica. Lo stato attuale degli Organi Collegiali ricorda il "niente di
nuovo sul Fronte Occidentale", bollettino di una guerra portata avanti
stancamente perché di fatto conclusa, ma che i suoi morti li continuava a fare,
tanto che sporgersi attratti dalla bellezza di una farfalla a Paul Bäumer
costò la vita.

Così è per Consigli di Circolo e di Istituto, così è per la Consulta
Studentesca, organismi che si trascinano a fatica dentro una scuola che di fatto
funziona senza considerarli più di tanto e avendoli ormai ridotti a luoghi in
cui si ratifica ciò che da altre parti si decide. Però come per Paul Baumer si
è giocata una partita decisiva mentre nulla apparentemente accadeva, così in
questi spazi di partecipazione, se è vero che contano sempre di meno, è
altrettanto vero che lì vi si gioca la stessa partita che sta impegnando tutto
il mondo della scuola, e non una partita qualunque, ma una che può decidere il
futuro della scuola. È la partita tra chi vuole affidare l´educazione e
l´istruzione alla istituzione-scuola e tra chi invece vuole diventarne
soggetto, lottando per la libertà propria e la libertà di tutti.

Questa è infatti la questione seria della scuola italiana, non innanzitutto se
l´autonomia sarà varata, perché ci può essere un´autonomia ancor più
statalista dello stesso stato, ma se la vita della scuola sarà assorbita
totalmente nell´istituzione o se l´istituzione farà finalmente quel passo
indietro a liberare i soggetti reali della scuola, insegnanti, genitori e
studenti che ogni giorno sono impegnati nell´avventura umana
dell´educazione.

La libertà, è questo ciò di cui ha bisogno la scuola italiana, la libertà di
ogni soggetto, che sola potrà garantire che l´autonomia non venga ridotta,
come ora rischia di esserlo, ad un buon decentramento.

Gli organismi di partecipazione scolastica sono quelli che più hanno subito la
mentalità statalista tanto da esserne spesso occupati: quante volte insegnanti,
genitori e studenti hanno pensato che impegnandosi in essi avrebbero potuto
dirigere la scuola con maggior incisività, quante volte hanno pensato di far
diventare i vari Consigli o le Consulte i protagonisti della scuola, esautorando
i soggetti reali, quelli che sono ogni giorno impegnati con l´educazione.

La scadenza elettorale cui andiamo incontro non è vero quindi che non sia nulla
di nuovo, non è nemmeno vero che sia la noia di un dovere da assolvere in
attesa delle nuove forme di organizzazione della scuola. Anzi questa scadenza è
di capitale importanza, una sorta di test in attesa della riforma. Dalla
campagna elettorale di questo mese e dal voto si capirà dove il mondo della
scuola vorrà andare, se verso un più razionale statalismo o se verso una reale
libertà di educazione. Per questo chi entra ogni giorno in classe perché sia
l´umano a segnare le ore di lezione, non può non prendere sul serio queste
elezioni, non può non esserci, semplicemente per affermare che la scuola è di
chi la fa, per cui nessun Consiglio o Consulta può sostituirsi alla libertà di
studenti, insegnanti, genitori, ma deve semplicemente servirla.

(Gianni Mereghetti)

COMMENTI
07/10/2009 - L'ennesima speranza! (vitale adele)
(...)
http://www.ilsussidiario.net/articolo.aspx?articolo=40191&pageid=2
Cerca:
http://www.google.it/search?q=lo+stanco+rituale+delle+elezioni+collegiali

E i genitori...? Comincia il dibattito su Education 2.0
http://it.groups.yahoo.com/group/famiglie-edscuola/message/8178
Cerca:
http://www.google.it/search?q=E+i+genitori...

Un caro saluto, Flavio
http://www.edscuola.it/famiglie.html
> Sportello Genitori Studenti e Scuola

#8178 Da: "genitori_in_rete" <organi_collegiali@...>
Data: Gio 8 Ott 2009 6:47 am
Oggetto: Ogg: E i genitori...? Comincia il dibattito su Education 2.0
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...in Movimento.

--- In famiglie-edscuola@yahoogroups.com, "pierfelice_licitra"
<pierfelice_licitra@...> ha scritto:

Dice Enrico Maranzana:

> Se le organizzazioni dei genitori avessero elaborato modelli
> funzionali alla ristrutturazione del servizio, le sue
> responsabilità previste sarebbero state onorate.

> la circolare citata nell'articolo, che individua nei consigli di
> classe e di interclasse l'ambito privilegiato per la
> partecipazione, è fuorviante.

E' certamente un primo momento, ma se ho capito bene l'articolo il volano di
tutto il discorso passa attraverso il Comitato dei Genitori come sede più
complessiva di elaborazione e proposta proprio per arrivare a quel
P.O.F.-Contratto Formativo-Carta dei servizi condivisa.

> Il problema scolastico si affronta risolvendo progressivamente le
> questioni formative .. educative .. di coordinamento .. di
> progettazione -- di insegnamento.

E questo è vero e per ogni segmento del discorso deve essere data una risposta
puntuale che volta per volta faccia premio in una sintesi organica tra ruoli
professionali, quindi tecnici in senso stretto e di proposta, senza per questo
dare alcun tipo di pagella da parte di nessuna componente del sistema scuola.
Più nello specifico ad esempio l'adozione del "Curricolo flessibile" U.R.L. (
http://tinyurl.com/yaoaowr ) ridisegnando il gruppo classe (proposta
organizzativa) consentirebbe di affontare tanto il discorso delle eccellenze da
una parte quanto quello del recupero di competenze.
Altro esempio gli "Studenti tutor" U.R.L. ( http://tinyurl.com/mkswuj ) proposta
organizzativa potrebbe essere utilizzata per il recupero nell'ambito di lezioni
frontali.

> se i genitori sono espropriati delle informazioni relative alla
> programmazione (che in genere è inesistente) allora sedersi in
> gruppo con il corpo docente è mortificante e inconcludente.

Una delle sedi di informazione è certamente il Consiglio di Classe un segmento
della più vasta programmazione di Circolo/Istituto, quindi questo primo segmento
non è poi tanto fuorviante.
Il problema forse è che i Consigli di Classe dovrebbero essere aperti a tutti i
genitori proprio per garantire quel travaso delle idee, salvo poi la facoltà di
poter mettere a verbale per i soli genitori eletti. Quindi il Comitato dei
Genitori verrebbe ad essere una sorta di Consiglio di Interclasse, struttura di
rappresentanza e di tutela dei genitori.
Ciao.
Pierfelice

--- In famiglie-edscuola@yahoogroups.com, "pierfelice_licitra"
<pierfelice_licitra@...> ha scritto:

assumiamoci le nostre responsabilità
di enricomaranzana, pubblicato il 07/10/2009
(...)
http://www.educationduepuntozero.it/Community/2009/10/06/veronesi.shtml#titoloCo\
mmentiH3

--- In famiglie-edscuola@yahoogroups.com, "pierfelice_licitra"
<pierfelice_licitra@> ha scritto:

--- In famiglie-edscuola@yahoogroups.com, "pierfelice_licitra"
<pierfelice_licitra@> ha scritto:

Quali opportunità di partecipazione per i genitori nella scuola?
Aspettando le elezioni, e dopo…
Education 2.0

E i genitori...? di Genitori in Movimento, pubblicato il 06/10/2009
(...)
http://www.educationduepuntozero.it/Community/2009/10/06/veronesi.shtml

#8177 Da: "genitori_in_rete" <organi_collegiali@...>
Data: Gio 8 Ott 2009 6:38 am
Oggetto: Ogg: E i genitori...? Comincia il dibattito su Education 2.0
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...in Movimento.

--- In famiglie-edscuola@yahoogroups.com, "pierfelice_licitra"
<pierfelice_licitra@...> ha scritto:

assumiamoci le nostre responsabilità
di enricomaranzana, pubblicato il 07/10/2009
I decreti delegati del 74, ristrutturati nel 1994, assegnano al Consiglio di
istituto le responsabilità di "elaborare e adottare gli indirizzi generali", di
deliberare "l'organizzazione e la programmazione della vita e dell'attività
della scuola" e di specificare i "criteri generali per la programmazione
educativa". La presidenza dell'organismo è affidata a un genitore, la cui
presenza non è riuscita a innescare il previsto cambiamento verso l'autonomia e
l'efficacia: la sua funzione è risultata satellitare rispetto alla dirigenza. Se
le organizzazioni dei genitori avessero elaborato modelli funzionali alla
ristrutturazione del servizio, le sue responsabilità previste sarebbero state
onorate. Da segnalare infine che la circolare citata nell'articolo, che
individua nei consigli di classe e di interclasse l'ambito privilegiato per la
partecipazione, è fuorviante. Il problema scolastico si affronta risolvendo
progressivamente le questioni formative .. educative .. di coordinamento .. di
progettazione -- di insegnamento. Se il bandolo della matassa non è individuato,
se i genitori sono espropriati delle informazioni relative alla programmazione
(che in genere è inesistente) allora sedersi in gruppo con il corpo docente è
mortificante e inconcludente.

http://www.educationduepuntozero.it/Community/2009/10/06/veronesi.shtml#titoloCo\
mmentiH3

--- In famiglie-edscuola@yahoogroups.com, "pierfelice_licitra"
<pierfelice_licitra@...> ha scritto:

--- In famiglie-edscuola@yahoogroups.com, "pierfelice_licitra"
<pierfelice_licitra@> ha scritto:

Quali opportunità di partecipazione per i genitori nella scuola? Aspettando le
elezioni, e dopo…
Education 2.0

E i genitori...? di Genitori in Movimento, pubblicato il 06/10/2009
(...) http://www.educationduepuntozero.it/Community/2009/10/06/veronesi.shtml

#8176 Da: "genitori_in_rete" <organi_collegiali@...>
Data: Mer 7 Ott 2009 5:09 pm
Oggetto: Ogg: E i genitori...?
genitori_in_...
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...in Movimento.

--- In famiglie-edscuola@yahoogroups.com, "pierfelice_licitra"
<pierfelice_licitra@...> ha scritto:

Quali opportunità di partecipazione per i genitori nella scuola? Aspettando le
elezioni, e dopo…
Education 2.0

E i genitori...? di Genitori in Movimento, pubblicato il 06/10/2009
(...)
http://www.educationduepuntozero.it/Community/2009/10/06/veronesi.shtml

#8175 Da: "genitori_in_rete" <organi_collegiali@...>
Data: Mer 7 Ott 2009 5:08 pm
Oggetto: Ogg: E i genitori...?
genitori_in_...
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...in Movimento.

--- In famiglie-edscuola@yahoogroups.com, "pierfelice_licitra"
<pierfelice_licitra@...> ha scritto:

Quali opportunità di partecipazione per i genitori nella scuola? Aspettando le
elezioni, e dopo…
Education 2.0

E i genitori...? di Genitori in Movimento, pubblicato il 06/10/2009
(...)
http://www.educationduepuntozero.it/Community/2009/10/06/veronesi.shtml

#8169 Da: "pierfelice_licitra" <pierfelice_licitra@...>
Data: Mar 6 Ott 2009 2:37 pm
Oggetto: 30 giovani tutor sulla sicurezza per le scuole del Lazio.
pierfelice_l...
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Progetto Sicuri si diventa!
Il progetto si colloca nell'ambito della Campagna regionale Lazio si-cura
finanziata dall'Assessorato alle sicurezze (www.laziosicura.it). Per la
realizzazione dei laboratori Cittadinanzattiva nazionale e
Cittadinanzattiva Lazio hanno selezionato e formato 30 giovani tutor, aderenti e
neoaderenti al movimento che saranno quindi impegnati nelle attività nelle
scuole. L'obiettivo dei laboratori nelle scuole è
quello di:
1. contribuire all'affermazione della cultura della sicurezza
2. contribuire alla messa in sicurezza degli edifici scolastici italiani
3. creare e/o rafforzare la cultura della legalità nei giovani attraverso la
valorizzazione degli strumenti
della partecipazione civica
4. trasferire competenze civiche trasversali e rafforzare nei giovani la
padronanza dei processi nelle
azioni civiche (capacità e uso dei linguaggi dell'interlocuzione politica,
decision making, public speaking,
negoziazione, capacità di analizzare i bisogni del territorio e le competenze
nell'azione di cambiamento);
5. facilitare e promuovere azioni di cambiamento negli istituti scolastici
coinvolti e nei territori
d'appartenenza.
I laboratori tutti improntati alla metodologia della didattica attiva e alla
metodologia della progettazione
partecipata prevedono 4 incontri di due ore per classe. I primi due incontri
introducono tramite
l'uso di role play, studi di caso, discussioni guidate e lavori di gruppo, i
temi e i concetti chiave della
cittadinanza attiva. A partire dal terzo incontro i ragazzi saranno invece
chiamati a scegliere tra uno di
questi temi: sicurezza, comportamenti violenti e legalità e a co-progettare una
azione civica
da realizzare a scuola e nei territori di appartenenza. Alla fase di didattica e
per agevolare
l'implementazione delle azioni progettate i tutor seguiranno a distanza i
ragazzi per tutto il mese
successivo alla conclusione dei laboratori.
Per maggiori informazioni e per iscrivere una scuola all'iniziativa potete
contattare la segreteria
organizzativa
Francesca Diamanti
Cittadinanzattiva Lazio onlus
Via Domenico Silveri,10 - 00185 Roma
tel/fax 06/6385881 (lun., mer. e gio dalle 10.00 alle 17.00)
e-mail: f.diamanti@...
www.lazio.cittadinanzattiva.it


http://www.cittadinanzattiva.it/newsletter/sicuri_si_diventa.pdf

#8168 Da: "pierfelice_licitra" <pierfelice_licitra@...>
Data: Sab 3 Ott 2009 7:33 pm
Oggetto: Ogg: Beppe Grillo: Primarie dei cittadini 2.0: Istruzione ...
pierfelice_l...
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>  abolizione del valore legale dei titoli di studio
E' una delle proposte, una tesi non nuova più volte sostenuta. anche, dal
Sindaco di Venezia e da alcune forze politiche.
A mio avviso un'autentica follia. Ma non voglio innestare un dibattito politico
sul quale sono precedentemente fallite altre ML.
Come al solito si capovolgono i problemi quando si va ad orecchio, ma come mai
non si parla, invece, di riforma degli albi professionali, perchè non si parla
di "parcella minima"?
Forse si ha paura che alcuni giovani ingegneri, avvocati, architetti si
associno... Un mercato delle professioni aperto fa paura, perchè rompe le
rendite di posizione, ma allora secondo la moda nazionale spariamo
a salve sulla scuola.
Si vogliono globalizzare per azzerare i titoli di studio, forse sarà
la nuova moda per ridurre il costo del lavoro. Peccato che qualche anima bella
fino a poco tempo addietro diceva che abbiamo in Italia si salari più bassi
d'Europa.
Ciao.
Pierfelice

#8167 Da: genitori in rete <organi_collegiali@...>
Data: Sab 3 Ott 2009 3:14 pm
Oggetto: Beppe Grillo: Primarie dei cittadini 2.0: Istruzione ...
genitori_in_...
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Beppe Grillo: Primarie dei cittadini 2.0: Istruzione
(...)
4 ottobre 2009 nascerà un Movimento di persone, in cui ogni persona avrà un
peso, senza capibastone, mandamenti, sezioni, strutture provinciali, regionali,
tessere, correnti. Sarà presentato il programma del Movimento in 7 punti:
Energia, Salute, Trasporti, Economia, Informazione, Istruzione e Stato e
cittadini. Oggi pubblico la proposta per l'Istruzione per ricevere i vostri
contributi.

ISTRUZIONE:
- abolizione della legge Gelmini
(...)
http://www.facebook.com/note.php?note_id=142006774731&ref=mf
Cerca:
http://www.google.it/search?q=Primarie+dei+cittadini+2.0+Istruzione

Un caro saluto, Flavio
http://www.edscuola.it/famiglie.html
> Sportello Genitori Studenti e Scuola

#8166 Da: "Francesco Mele" <frame52@...>
Data: Sab 3 Ott 2009 1:19 pm
Oggetto: SINDACATI MODENESI: SMENTITA IMPORTANTE
frame952
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Come ieri auspicavo nel mio intervento, FLC-CGIL, CISL SCUOLA; UIL SCUOLA e
SNALS, hanno fatto pervenire alle scuole un volantino (in allegato) in cui fanno
marcia indietro su quanto comunicato in precedenza:

- i collegi dei docenti possono impegnare la quota oraria eventualmente
eccedente in progetti inerenti attività di recupero o approfondimento e
arricchimento formativo

- solo se il collegio non ha impegnato tali ore eccedenti con una specifica
delibera, allora queste possono essere utilizzate per supplenze in sostituzione
di colleghi che si assentano per non più di 5 giorni

- non è possibile prevedere alcun criterio di reperibilità da parte del docente,
come pare che qualche dirigente abbia chiesto di fare

- il DPR 89/09 non ha cancellato il CCNL Scuola e il fatto che in esso sia
presente la dicitura "senza compresenze" non vuol dire che la scuola debba fare
a meno dei progetti sull'uso delle ore eccedenti

- compresenze e contemporaneità sono due cose diverse

- i sindacati sono pronti ad intervenire ovunque queste prerogative di qualità
della Scuola Primaria modenese vengano minacciate.

Bene, salutiamo con soddisfazione questa smentita del comunicato precedente e
non sappiamo se dobbiamo ringraziare l'ultimo arrivato, lo SNALS, per questa
inversione di rotta;  voci di corridoio, però, fanno sapere che qualcuno abbia
posto il veto ad una sottoscrizione della Gilda UNAMS modenese dello stesso
documento. Sotto questo profilo nulla di nuovo.

Ora tocca ai collegi dei docenti riappropriarsi di una prerogativa lecita e di
qualità che le manovre di dirigenti "creativi" hanno sottratto loro, attraverso
una falsa interpretazione delle norme o per incapacità di lettura del testo
normativo o per malafede o per semplice codardia istituzionale o per tutte
queste cose insieme.

I collegi devono pretendere di ritornare a discutere della destinazione delle
ore eccedenti alle attività di recupero, approfondimento, arricchimento.

E se i DS non sono d'accordo, ricordate che il Testo Unico, che è Legge dello
Stato (D.L.vo n 297 del 16-4-94 - art 7 c 4), prevede che il collegio possa
essere convocato se a richiederlo è almeno un terzo dei docenti.

Saluti
Francesco Mele

[Sono state eliminare la parti non di testo del messaggio]

#8165 Da: genitori in rete <organi_collegiali@...>
Data: Sab 3 Ott 2009 12:55 pm
Oggetto: R: I: Manifesto Per Una Nuova Scuola.
genitori_in_...
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Pubblico, qui di seguito, un interessantissimo articolo/inchiesta/manifesto
incentrato sulla scuola italiana. Se, idealmente, l´Italia dovesse decidere su
cosa investire per migliorare, dovrebbe senza dubbio partire dalla scuola. Sarà
banale, ma è così. Unica pecca dell´articolo: gli autori non ci dicono
quanto potrebbe costare applicare tutti i loro consigli. Buona lettura

Fonte: wired
Di Giovanni Floris, Mercedes Vela Cossìo, Federico Ferrazza e Giulio Valesini
Storie di Federico Ferrazza
Ricerche di Giulio Valesini e Mercedes Vela Cossìo

Come ci insegnavano le maestre? Se si è combinato un pastrocchio l´unica cosa
da fare è mantenere la calma e ricominciare da capo. Piano piano, passetto dopo
passo, ripartendo dall´inizio. Riproviamoci allora, perché il pastrocchio è
la Scuola italiana, condannata dagli errori di tutti noi a perdere ruolo, status
e funzione anno dopo anno, mese dopo mese. Durante l´ultimo anno scolastico
molto si è discusso, poco è cambiato. Il governo ha fatto quello che fanno
sempre i governi, intrecciando pochi elementi di riforma con decisi
ridimensionamenti della spesa; e l´opposizione ha fatto quello fa sempre
l´opposizione, cavalcando e sostenendo "a prescindere" i movimenti di
contestazione studentesca. Anche i movimenti studenteschi hanno ripetuto il
copione di sempre: partono con ragioni valide, raggiungono un picco di
partecipazione, si riducono presto nelle mani di pochi professionisti del campo
che fanno perdere al tutto autorevolezza e
  consensi.

Per rimettere in piedi il nostro sistema servono due cose: copiare le esperienze
che funzionano e trovare i soldi per farlo. Le prime le racconteremo in queste
pagine, i secondi esistono, ma bisogna saperli trovare. Siamo un paese dal
futuro ipotecato, che per ogni euro speso per l´istruzione ne versa 7 al
debito pubblico: un euro regalato al futuro, 7 immolati a un passato di
sperperi. Ciò nonostante uno stato deve trovare le risorse per investire nel
proprio futuro, altrimenti è uno stato che non ha fiducia in se stesso e nei
propri cittadini. E allora buon anno scolastico a tutti. Con l´augurio che sia
l´anno in cui siamo tornati a credere in noi stessi e nella nostra cultura.

IL MANIFESTO

Sblocchiamo l´ascensore sociale
La scuola deve dare a tutti la possibilità di costruirsi un futuro migliore. La
scuola italiana, invece, non migliora la vita degli alunni. È accondiscendente
con i più forti, crudele con i più deboli. In Italia, purtroppo, lo status
della famiglia è una variabile determinante per il rendimento scolastico: più
la famiglia è benestante, meglio vanno i figli a scuola. La zona di provenienza
pesa ancora di più: il voto medio di uno studente meridionale appartenente a
una famiglia molto ricca è pari al voto medio di uno studente proveniente da
una famiglia disagiata del Settentrione. Si è più danneggiati insomma dal
vivere al Sud che favoriti dall´alto status sociale.

In Italia, poi, il futuro si eredita con il Dna: le statistiche ci dicono che,
in media, un figlio di libero professionista su quattro rimane nella posizione
del padre, mentre solo tre figli di operai su cento riescono a diventare
imprenditori, dirigenti, liberi professionisti. Bisogna allora porsi un
obiettivo. Con calcoli complessi l´Ocse stima l´elasticità del reddito
intergenerazionale, misura cioè la forza del legame tra il reddito del padre e
quello del figlio. Più l´indicatore si avvicina a 1 più il destino del
figlio è segnato dalle fortune del padre: elasticità zero significa invece che
l´entità del reddito paterno non influenza minimamente quella del figlio, e
si ha quindi la massima mobilità intergenerazionale.

In Italia la mobilità sociale è fortemente limitata e l´elasticità del
reddito è pari a 0,48, mentre per i paesi nordici rimane addirittura al di
sotto di 0,2. Danimarca 0,15, Norvegia 0,17, Finlandia 0,18. Anche la Spagna ci
batte, con lo 0,33. Dobbiamo disinnescare questo meccanismo, sbloccare il
cosiddetto ascensore sociale, e se per Bankitalia il 53 per cento degli italiani
oggi come oggi rimane (suo malgrado) bloccato nel ceto sociale dei genitori,
dobbiamo impegnarci perché i nostri figli possano contare su percentuali da
paese civile. La quota di persone che, nate in una famiglia operaia, riescono a
raggiungere la più alta classe sociale è in Usa del 20,6 per cento, in Italia
del 13,3, in Francia del 14,0, in Gran Bretagna del 15, 5. Bisogna avvicinarci
almeno a Spagna, Francia e Gran Bretagna. Avrebbe un alto valore simbolico farlo
in 13 - 15 anni, il tempo di un´intera carriera scolastica.

Controlli, facciamoli all´inglese
Libertà di scelta agli istituti (e chi sbaglia paga). Per portare la scuola
italiana in Europa dobbiamo essere in grado di migliorarla. Le scuole devono
essere messe in grado di gestire autonomamente organici e orari, in modo da
rispondere dei docenti che selezionano e del contributo che offrono alla
comunità scientifica. Devono poter prendere iniziative e potersi correggere,
approfittando del controllo della pubblica istruzione e delle stesse famiglie.

La riforma del sistema scolastico tratteggiata in Gran Bretagna prevede ad
esempio che i genitori possano sollecitare (rimanendo anonimi!!) un´ispezione
ministeriale nelle classi dei propri figli qualora ritengano che gli insegnanti
non siano all´altezza del loro compito. Gli eccessi britannici sono evitabili,
ma potremmo almeno organizzare un sistema secondo cui le scuole peggiori vengono
monitorate ogni anno, le migliori ogni tre, le mediane ogni due.

Onore (e premi) al merito
È necessario trovare criteri condivisi, oggettivi e scientifici di valutazione
del risultato, organizzare delle prove e stabilire uno standard per ogni
materia, in modo da sapere ogni anno come hanno studiato i ragazzi. Così si
arriverà a conoscere la scuola migliore, la sezione più efficiente,
l´insegnante più bravo, lo studente più meritevole, o (meglio ancora) quello
che ha segnato i progressi più evidenti. Barack Obama, in Usa, ha messo in
palio un premio di oltre 4 miliardi di dollari per le scuole che sapranno
raggiungere i risultati migliori, e ha preannunciato un severo controllo dei
docenti. Il metodo è semplice: i bravi saranno pagati di piu, i cattivi saranno
licenziati. «Io respingo», ha detto Obama, «un sistema che ricompensi il
fallimento e protegga un persona dalle conseguenze». Qualcuno può dargli
torto?

Tutti per uno, tutti per tutti
Pari opportunità a scuola. Naturalmente bisogna garantire a chiunque la
possibilità di usufruire dei docenti migliori. Per questo motivo il sistema
francese prevede incentivi economici o di punteggio a chi decide di insegnare
nelle aree svantaggiate (zone rurali, cinture urbane, territori di più densa e
recente immigrazione), e lo stesso Obama ha annunciato che intende inserire i
migliori insegnanti nelle scuole dei quartieri più poveri o più abitati da
minoranze. Anche in Italia l´insegnante della scuola migliore (o il brillante
neolaureato) che decidesse di andare a lavorare in una scuola disagiata o bassa
in classifica, potrebbe godere di un forte incentivo economico, o di un forte
premio in termini di punteggio.

Il meglio da ognuno e a ciascuno
Cioè la scuola del talento. Una volta individuata la scuola migliore del paese,
della regione, del comune e del quartiere, e al loro interno i professori bravi
e quelli che non lo sono, le famiglie dovrebbero poter chiedere la sezione che
ritengono più adeguata per i propri bambini. Potendo indicare la sezione
preferita, molti genitori con ogni probabilità sceglieranno la medesima
sezione, e quindi non si potranno accontentare tutti. Come individuare chi far
entrare? Si potrebbe ricorrere ai pre-esami di valutazione degli alunni,
finalizzati a formare gruppi di studio efficienti. In cui ognuno possa trarre
profitto dal lavoro proprio e altrui. Gruppi misti, per carattere e
preparazione, per personalità e talento, soddisfacendo le richieste di più
studenti possibile. Il sistema scolastico che funziona sviluppa il meglio di
ognuno, non scarta nessuno, fa lavorare tutti e ottiene da tutti il meglio.

Si studia in gruppo perché si vive in gruppo, si lavora in gruppo, e in gruppo
(in genere) si riesce o si fallisce. Ognuno di noi è sapiente in qualche cosa,
ignorante in altro, ognuno di noi ha difetti e capacità. Tutti però abbiamo un
talento, e la scuola dovrebbe aiutarci a capire qual è e a farlo emergere.

Obiettivo: un pc per ogni studente
La scuola deve diventare più moderna. Il termine moderno indica la capacità di
rinnovarsi, e un Paese è moderno se investe tutte le sue risorse per risolvere
i problemi della propria epoca. L´Italia non è un Paese moderno soprattutto
perché non ha risolto il problema della scuola, della formazione dei propri
cittadini e della selezione della classe dirigente. Il più grande
moltiplicatore di opportunità è oggi la tecnologia: aumenta le possibilità,
riduce le distanze. Per molti bambini della cosiddetta generazione digitale
varcare il portone di scuola vuol dire invece fare un salto indietro di 30 anni:
giovani abituati a maneggiare con naturalezza le nuove tecnologie dimenticano
ogni giorno tutto quello che sanno per riaffacciarsi nel mondo dei gessetti e
dell´inchiostro. Entrare a scuola deve invece significare mettere un piede nel
proprio futuro. L´Italia sperimenta molto, ma deve mettere più grinta
nell´innovazione: prenda esempio dal
  Portogallo e doti ogni studente di un pc.

Non bisogna dimenticare però che è anche un problema di didattica: non serve
un computer nuovissimo se il modo di insegnare rimane quello di un secolo fa.
Mentre infatti nelle nostre scuole elementari l´insegnamento è legato
all´esperienza che si fa in classe, nella scuola secondaria a questo approccio
viene preferito un metodo più classico, basato esclusivamente su chi parla e
chi ascolta. Ben vengano quindi i pc e le lavagne elettroniche, ma non siano
solo parte dell´arredo. Perché una nuova tecnologia richiede una nuova
didattica.

Se le scuole cadono a pezzi
Parliamo di edilizia scolastica. Ben vengano le nuove tecnologie, ma la
modernità va intesa a 360 gradi. Si parla di introdurre le lavagne interattive,
si parla di e book, affidando i file dei libri da stampare alle segreterie
d´istituto: ricordiamo però che 4.000 edifici scolastici hanno tra cento e
duecento anni, e che i dati sulla sicurezza che leggerete nella mappa di Wired
gridano vendetta. Le nostre scuole vanno ricostruite, messe in sicurezza,
controllate e riparate.

In Italia oltre 15mila edifici scolastici (una scuola su tre) si trovano in zone
ad alto e altissimo rischio sismico senza essere stati ristrutturati secondo la
normativa sismica entrata in vigore nel 2003: 8 milioni di studenti ogni mattina
entrano in aule fuorilegge. Vogliamo darci un obiettivo ambizioso? Due anni per
metterci in regola, e per far stare tranquilli i genitori.

Ad ognuno il suo
il pubblico fa il pubblico, il privato fa il privato. La scuola privata è
libera di competere con quella statale (ed è un bene che lo faccia, perché
migliora il livello del sapere e spinge la scuola pubblica a migliorarsi) ma lo
deve fare con i propri mezzi. Non sembra giusto infatti che in tempi di
ristrettezze economiche siano le finanze pubbliche a foraggiare le iniziative di
gruppi privati in questo settore.

È evidentemente benvenuta invece ogni liberalità privata alla scuola pubblica,
dal momento che il cittadino ha il diritto di spendersi per il benessere della
propria collettività.

Naturalmente serve ogni garanzia che i privati non influenzino i contenuti delle
lezioni, ma sarebbe senza dubbio benvenuta e anzi decisamente auspicabile la
sponsorizzazione di palestre, impianti scientifici, tecnologie e persino gite
d´istruzione da parte di privati e aziende.

Ovviamente bisogna evitare che la sponsorizzazione aumenti le differenze tra
scuole ricche e scuole povere (una cosa è sponsorizzare un istituto del centro,
un´altra aiutare un edificio di periferia): gli sponsor potrebbero essere
organizzati e diretti anche verso le istituzioni più bisognose, ma la
difficoltà per scuole poco appetibili di trovare finanziamenti potrebbe essere
compensata anche da un fondo pubblico, magari alimentato da una sorta di
"pizzo buono". Si potrebbe infatti pretendere dalle imprese che abbiano
vinto commesse pubbliche la partecipazione in quota a un fondo comunale o
regionale finalizzato al sostegno della scuola più povera.

All´istruzione i soldi degli evasori
Come trovare le risorse? Decidere di investire nell´istruzione è una scelta
politica, una scelta di priorità: una volta fatta, ci si organizza per
realizzarla. Si potrebbero quindi destinare alla scuola alcune quote dei fondi
provenienti dalla lotta all´evasione fiscale, oppure destinare al sistema
dell´istruzione una percentuale delle spese inutili cancellate. Secondo i
calcoli poco ottimistici del ministero dell´Economia, l´abolizione delle
province porterebbe a un risparmio di appena 2- 300 milioni di euro. Non è
tanto, ma servono anche quelli: si potrebbe investirli per qualche nuovo asilo
nido.

Per un´università competitiva
Quella italiana è l´università dei paradossi, in cui si laureano solo i
figli dei laureati e in cui i poveri pagano gli studi ai ricchi. Se andiamo
infatti a controllare le possibilità che gli iscritti all´università hanno
di laurearsi, scopriamo che gli studenti con genitori di bassa condizione
sociale hanno appena il 3 per cento di possibilità di farcela. Circa l´85 per
cento dei costi dell´università è però coperto dalla fiscalità generale:
si iscrivono tutti, ricchi e poveri, pagano tutti, ricchi e poveri, ma a
laurearsi sono i figli dei ricchi.

Come se ne esce? In due modi: innanzitutto con un ampio sistema di borse di
studio. In Italia l´80 per cento degli studenti non usufruisce né di borse di
studio, né di prestiti agevolati. Guardiamo altrove: in Olanda la percentuale
è di un misero 4 per cento, ma anche la Spagna con 66 per cento è messa meglio
di noi. Cinque anni (il tempo necessario a prendere una - buona - laurea)
per raggiungere Madrid, ci possono bastare?

Se ne esce poi, probabilmente, annullando il valore legale del titolo di studio.
Che senso ha sostenere che una laurea presa in un´università telematica
grazie a una convenzione sia equivalente a quella concessa da un´università
più titolata e prestigiosa? Eppure i concorsi nella pubblica amministrazione,
per fare soltanto un esempio, le mettono sullo stesso piano. Sia la prova dei
fatti a stabilire quale laurea ha un valore e quale non lo ha; che a decidere
del valore di una laurea siano gli studenti che si iscrivono, il contributo che
i docenti offrono alla comunità scientifica, le opportunità che vengono create
per i laureati sul mercato del lavoro. Che non sia più, insomma, una norma di
legge.

Brescia
SCUOLA PRIMARIA / 350 LAPTOP XO IN SEI ISTITUTI / PROGETTO OLPC
XO, il computer di Nicholas Negroponte pensato per le scuole dei paesi in via di
sviluppo, è finito anche in due classi della primaria di Desenzano del Garda
(Bs). Il merito va a un´amministrazione provinciale che è andata a Boston
(guidata dall´assessore all´innovazione Corrado Ghirardelli) per stringere
un accordo con il papà di One Laptop Per Child. Il dirigente scolastico Giulio
Spagnoli spiega: «La provincia ha acquistato, per circa 100mila euro, 700
computer portatili XO e 350 li ha donati a delle scuole etiopi». Gli altri (285
euro a laptop, esclusi quelli regalati) sono stati dati ad alcune sezioni di sei
scuole del bresciano: qui i bambini smanettano per un´ora e mezza al giorno.
«Ci fanno di tutto», racconta la maestra Carla Clerici: «Leggono testi,
registrano video, disegnano, giocano a "Memory" per imparare l´inglese e
guardano i luoghi che studiano su Google Maps. Li usano anche a casa per i
compiti e spesso sono loro
  che ci dicono cosa fare quando il nostro computer non va». Come evolverà il
progetto? Per ora i fondi per mantenere le sei scuole ci sono per tutta la
legislatura (altri quattro anni). «Certo», dice Ghirardelli, «se avessimo
più soldi
potremmo dare gli XO a molte altre classi».

L´Aquila
SCUOLA D´INFANZIA130 COMPUTER PROGETTO IBM
Emergenza casa. Ma non solo. In Abruzzo, dopo il terremoto dello scorso aprile,
c´è anche l´emergenza scolastica. Soprattutto per i più piccoli. Per
questo la Regione e la Fondazione Ibm si sono alleate per fare ripartire quella
dell´infanzia. In chiave hi-tech: nella provincia dell´Aquila 130 sezioni
dei comuni colpiti dal sisma sono state dotate di una postazione multimediale,
la Young Explorer. Un computer nascosto in una "scatola" colorata e
accattivante per i bimbi dai tre ai sei anni che, grazie alla panchetta a due
posti di YE, possono avvicinarsi alle tecnologie digitali attraverso giochi,
musica e disegni, in uno spirito collaborativo. «I bambini - soprattutto in
luoghi in cui le tendopoli hanno stravolto le relazioni sociali - devono
capire fin da subito che le tecnologie digitali si possono usare insieme»,
spiega Angelo Failla, presidente della Fondazione Ibm che dal 2000 sostiene in
Italia il progetto KidSmart (circa 300
  scuole coinvolte) il cui cuore hardware e proprio YE. Che da sola, però, non
basta. È fondamentale anche la formazione degli insegnanti: in Abruzzo ci sono
incontri settimanali con esperti di tecnologie dell´apprendimento e psicologi.
Perché anche gli adulti devono imparare a superare l´emergenza.

Portogallo
UN PORTATILE (GRATIS ) PER TUTTI
In Italia, oltre a XO, si prova JumPC, una versione del Classmate di Intel
realizzata da Olidata. Il netbook è stato testato in cinque scuole primarie (in
Piemonte, Lazio e Sicilia), coinvolgendo 150 bambini e 15 insegnanti: ora il
governo vorrebbe coinvolgere (con la Fondazione Mondo Digitale) le altre 17
regioni. Un passo già compiuto dal Portogallo con il progetto Magallanes. Il
piano prevede che tutti i bambini delle primarie abbiano un laptop Classmate. Il
governo sta regalando i portatili alle famiglie più povere mentre le altre
pagano 30 o 50 euro, a seconda del reddito. I Classmate, prodotti in Portogallo,
saranno anche esportati. Il Venezuela ne ha comprato un milione di esemplari. I
computer non verranno pagati soltanto in denaro: nella contropartita il
presidente Chavez ha infatti inserito 300mila barili di petrolio.

VECCHIO REGISTRO ADDIO ARRIVA LA SMART CARD
Un prof entra in aula con una smart card, la avvicina al computer di classe, si
autentica e accede al suo registro elettronico per segnare le assenze, i compiti
per la lezione successiva o le giustificazioni. È quello che succede al liceo
Maffei di Riva del Garda (Trento).

DOVE Le informazioni sono su un server centrale, accessibili via web, con
autenticazione dell´insegnante.
COSA Assenze, note disciplinari, giorno delle verifiche, comunicazioni, ecc. È
possibile inserire le lezioni, che il ragazzo assente può copsì recuperare.
PER I GENITORI Si accede al profilo del proprio figlio e si può prenotare un
appuntamento con gli insegnanti. È possibile ricevere via sms la notifica di
assenza di figli (funzione non abilitata al Maffei di Riva del Garda).

Galatina
SECONDARIA ITC / LAVAGNA INTERATTIVA / PROGETTO MICROSOFT
Toc. Toc. Toc. Il rumore delle dita di Giulia è nuovo per chi non ha mai visto
una Lim, cioè una lavagna interattiva multimediale. Siamo nell´Istituto
tecnico commerciale Laporta di Galatina (Lecce) che, dallo scorso gennaio, ha
dato l´addio alla lavagna di ardesia. Adesso, quasi tutte le lezioni sono
digitali. A prima vista la Lim sembra uno schermo sul quale proiettare banali
slide PowerPoint. Non è così: permette di interagire con testo, immagini e
video, ingrandendo, cliccando e spostando. Una rivoluzione firmata dal
professore di informatica Piero Gallo (grazie al supporto del preside Angelo
Rampino) e finanziata per circa 90mila euro da Microsoft che vorrebbe esportare,
stavolta guadagnandoci, il "modello Galatina" anche in altre scuole.

I vantaggi di una Lim sono evidenti: ciò che si cancella sull´ardesia, si
può salvare sul pc collegato alla lavagna digitale. in più la Lim permette ai
docenti di prepararsi a casa una lezione e agli studenti di portare in classe,
su una pennetta Usb, i compiti. Come fa Giulia, che continua a premere sulla Lim
per mostrarci la tesina con cui si è diplomata a luglio con il massimo dei
voti. Complimenti.

Benevento
UNIVERSITÀ / PROCESSO SIMULATO / PROGETTO ISFOL

Nicola è l´avvocato difensore. Antonio fa la parte lesa: è inciampato in una
buca sul marciapiede, ferendosi. Luisa è il legale del comune. E il prof,
Ernesto Fabiani, interpreta il giudice. Siamo dentro Simulex, serious game per
replicare un processo al computer e fulcro di un esame di giurisprudenza
dell´università del Sannio (Bn). Nel corso di procedura civile 3, infatti,
gli studenti hanno assunto un ruolo (difesa, accusa, testimone e così via) e il
risultato è stato un esperimento divertente in cui gli aspiranti giuristi hanno
messo in pratica le nozioni contenute nei manuali di diritto. Durante il gioco,
per esempio, gli avvocati dovevano stare attenti a rispettare i tempi per
evitare la prescrizione o far analizzare a un perito il manto stradale in cui
era caduto Antonio. Simulex è stato ideato da Nicola Lettieri, ricercatore
dell´Isfol (Istituto per lo sviluppo della formazione professionale dei
lavoratori) che insieme al game
  designer Vincenzo D´Elia ha sviluppato un concept di gioco di ruolo 3D. Per
la partenza del corso universitario la simulazione grafica non era ancora
pronta. Si è scelta così una versione fatta di solo testo. Che ha comunque
divertito gli studenti, non più alle prese solo con codici e manuali.

Second Life
TORINO, HARVARD E IL SOCIAL-MONDO
Fino a due-tre anni fa, Second Life era sulla bocca di tutti. Oggi la moda è
tramontata e l´ambiente 3D si sta specializzando in alcune nicchie. Prima fra
tutte l´education: università e scuole usano Second Life per ampliare
l´offerta didattica. Ecco qualche esempio.

UNIVERSITÀ DI TORINO L´ateneo piemontese è su Second Life da qualche anno.
Diverse le iniziative come la recente nascita di "Unito ResearchLab" per
realizzare un ambiente di apprendimento che unisca il 3D all´e-learning.
Inoltre nelle isole torinesi è possibile assistere a lezioni in aule virtuali o
ad altri eventi come mostre fotografiche.

NEW MEDIA CONSORTIUM È un´associazione non-profit che riunisce le migliori
università, musei e centri di ricerca di tutto il mondo. Vi aderiscono fra gli
altri il Mit e le università di Harvard, Yale e Princeton. Su Second Life ha
un´isola dove si tengono conferenze, lezioni e seminari. Ogni settimana i
visitatori unici (e interessati) sono 1500.

OPEN UNIVERSITY Nel 2009 compie 40 anni ed è la più grande università del
Regno Unito specializzata nell´insegnamento a distanza (oltre due milioni di
studenti sono passati nelle sue "aule"). Poteva mancare su Second Life?
Ovviamente no: nelle isole della OU è possibile assistere alle lezioni e
scaricare materiale didattico.

LOYALIST COLLEGE Nel mondo reale la sua sede è a Belleville, in Ontario
(Canada). È specializzato in giornalismo e materie scientifiche e tecnologiche
e ha aperto un campus su Second Life nel 2007. Qui gli studenti possono
studiare, seguire le lezioni, sperimentare nuovi media e divertirsi: ci sono
anche angoli per socializzare come pub e discoteche.

HARVARD UNIVESITY Tra i pionieri dell´uso di Second Life nella didattica.
Diversi gli insegnamenti in 3D. Fra i suoi corsi più noti quelli in Legge che
- come nel caso dell´università del Sannio - aiutano a mettere in pratica
le nozioni teoriche.

Parma
SCUOLA LIQUIDA NELL´APPENNINO
La scuola liquida di Bardi è nata agli inizi del 2000 per rispondere alle
esigenze degli studenti del comune appenninico che volevano frequentare gli
istituti superiori delle località vicine. Per evitare gli spostamenti dei
ragazzi quattro scuole della zona (Itc "Zappa" di Borgotaro, Ipsia
"Levi" di Bedonia, Itsos "Gadda" di Fornovo e Istituto comprensivo di
Bardi) si sono organizzate per mettere in piedi un istituto "liquido", la
Scuola@Bardi. Liquido perché la sede non è una sola: per tre giorni alla
settimana i ragazzi si ritrovano a Bardi per gli insegnamenti comuni. Per i
laboratori e le materie di indirizzo, invece, viaggiano per raggiungere le sedi
delle loro scuole. Il pendolarismo però si riduce di anno in anno grazie
all´uso della Rete, che consente agli studenti di seguire le lezioni in
modalità e-learning o attraverso video conferenze. I ragazzi così, anche a
casa loro, è come se fossero seduti al loro banco. Il
  modello di Barni verrà riproposto anche in altre zone, per esempio in
Sardegna, dove il pendolarismo penalizza gli studenti.

Bollate
FORMAZIONE INFORMATICA PER I DETENUTI / PROGETTO CISCO
Cristian ha 29 anni, indossa una maglietta di rugby e dall´alto dei suoi quasi
due metri ti guarda con occhi sorridenti. Sembra un gigante buono. Lo
incontriamo a Bollate: nel carcere del comune milanese sconta una condanna per
omicidio. Insieme ad altri detenuti (Massimo, Antonello, Gennaro, Rosario e un
altro Massimo), è in un´aula dove gli studenti stanno cercando di darsi una
seconda opportunità. Tecnologica. A Bollate, infatti, c´è una delle circa
300 Networking Academy italiane di Cisco (un´altra sta per essere inaugurata
nel carcere di Castrovillari). Sono corsi di formazione informatica che
insegnano a installare un network o a configurare un router o uno switch.
L´insegnante è Lorenzo Lento, volontario e consulente Cisco. «Grazie a gente
come lui possiamo guardare al futuro in maniera diversa», dice Massimo. A un
futuro diverso pensa anche l´altro Massimo, che si è iscritto alla Bicocca
per laurearsi in Informatica. I detenuti
  hanno anche messo in pratica le lezioni dell´Academy cablando parte del
carcere. Ma Lorenzo, 200 alunni in nove anni di insegnamento, non pensa che
questo basti: «Così, quando escono, faccio tutto il possibile per trovare loro
un lavoro». E spesso ci riesce.

GiR

--- Ven 2/10/09, Pierfelice Licitra <pierfelice_licitra@...> ha scritto:

Da: Pierfelice Licitra <pierfelice_licitra@...>
Oggetto: [famiglie-edscuola] I: [cittadinanzattivasuicolli-scuola] Manifesto Per
Una Nuova Scuola.
A: famiglie-edscuola@yahoogroups.com
Data: Venerdì 2 ottobre 2009, 19:41

--- Ven 2/10/09, ASSEMBLEA CITTADINANZATTIVA
<cittadinanzattivasuicolli@...> ha scritto:

Da: ASSEMBLEA CITTADINANZATTIVA <cittadinanzattivasuicolli@...>
Oggetto: [cittadinanzattivasuicolli-scuola] Manifesto Per Una Nuova Scuola.
A: "Gruppo Scuola" <cittadinanzattivasuicolli-scuola@yahoogroups.com>
Data: Venerdì 2 ottobre 2009, 17:40

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Manifesto Per Una Nuova Scuola.
tramite Genitori in Rete - Lazio News di Amministratore il 01/10/09

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#8164 Da: Pierfelice Licitra <pierfelice_licitra@...>
Data: Ven 2 Ott 2009 5:41 pm
Oggetto: I: [cittadinanzattivasuicolli-scuola] Manifesto Per Una Nuova Scuola.
pierfelice_l...
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--- Ven 2/10/09, ASSEMBLEA CITTADINANZATTIVA
<cittadinanzattivasuicolli@...> ha scritto:


Da: ASSEMBLEA CITTADINANZATTIVA <cittadinanzattivasuicolli@...>
Oggetto: [cittadinanzattivasuicolli-scuola] Manifesto Per Una Nuova Scuola.
A: "Gruppo Scuola" <cittadinanzattivasuicolli-scuola@yahoogroups.com>
Data: Venerdì 2 ottobre 2009, 17:40


 




 
 

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#8163 Da: "pierfelice_licitra" <pierfelice_licitra@...>
Data: Ven 2 Ott 2009 5:53 pm
Oggetto: Manifesto Per Una Nuova Scuola.
pierfelice_l...
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Da: ASSEMBLEA CITTADINANZATTIVA <cittadinanzattivasuicolli@...>
Oggetto: [cittadinanzattivasuicolli-scuola] Manifesto Per Una Nuova Scuola.
A: "Gruppo Scuola" <cittadinanzattivasuicolli-scuola@yahoogroups.com>
Data: Venerdì 2 ottobre 2009, 17:40



Manifesto Per Una Nuova Scuola.
http://tinyurl.com/ybz456j
http://artenaonline .it/2009/ 09/manifesto- per-una-nuova- scuola/




Pubblico, qui di seguito, un interessantissimo articolo/inchiesta/manifesto
incentrato sulla scuola italiana. Se, idealmente, l'Italia dovesse decidere su
cosa investire per migliorare, dovrebbe senza dubbio partire dalla scuola. Sarà
banale, ma è così. Unica pecca dell'articolo: gli autori non ci dicono quanto
potrebbe costare applicare tutti i loro consigli. Buona lettura

Fonte: wired
Di Giovanni Floris, Mercedes Vela Cossìo, Federico Ferrazza e Giulio Valesini
Storie di Federico Ferrazza
Ricerche di Giulio Valesini e Mercedes Vela Cossìo

Come ci insegnavano le maestre? Se si è combinato un pastrocchio l'unica cosa da
fare è mantenere la calma e ricominciare da capo. Piano piano, passetto dopo
passo, ripartendo dall'inizio. Riproviamoci allora, perché il pastrocchio è la
Scuola italiana, condannata dagli errori di tutti noi a perdere ruolo, status e
funzione anno dopo anno, mese dopo mese. Durante l'ultimo anno scolastico molto
si è discusso, poco è cambiato. Il governo ha fatto quello che fanno sempre i
governi, intrecciando pochi elementi di riforma con decisi ridimensionamenti
della spesa; e l'opposizione ha fatto quello fa sempre l'opposizione, cavalcando
e sostenendo "a prescindere" i movimenti di contestazione studentesca. Anche i
movimenti studenteschi hanno ripetuto il copione di sempre: partono con ragioni
valide, raggiungono un picco di partecipazione, si riducono presto nelle mani di
pochi professionisti del campo che fanno perdere al tutto autorevolezza e
consensi.

Per rimettere in piedi il nostro sistema servono due cose: copiare le esperienze
che funzionano e trovare i soldi per farlo. Le prime le racconteremo in queste
pagine, i secondi esistono, ma bisogna saperli trovare. Siamo un paese dal
futuro ipotecato, che per ogni euro speso per l'istruzione ne versa 7 al debito
pubblico: un euro regalato al futuro, 7 immolati a un passato di sperperi. Ciò
nonostante uno stato deve trovare le risorse per investire nel proprio futuro,
altrimenti è uno stato che non ha fiducia in se stesso e nei propri cittadini. E
allora buon anno scolastico a tutti. Con l'augurio che sia l'anno in cui siamo
tornati a credere in noi stessi e nella nostra cultura.

IL MANIFESTO

Sblocchiamo l'ascensore sociale
La scuola deve dare a tutti la possibilità di costruirsi un futuro migliore. La
scuola italiana, invece, non migliora la vita degli alunni. È accondiscendente
con i più forti, crudele con i più deboli. In Italia, purtroppo, lo status della
famiglia è una variabile determinante per il rendimento scolastico: più la
famiglia è benestante, meglio vanno i figli a scuola. La zona di provenienza
pesa ancora di più: il voto medio di uno studente meridionale appartenente a una
famiglia molto ricca è pari al voto medio di uno studente proveniente da una
famiglia disagiata del Settentrione. Si è più danneggiati insomma dal vivere al
Sud che favoriti dall'alto status sociale.

In Italia, poi, il futuro si eredita con il Dna: le statistiche ci dicono che,
in media, un figlio di libero professionista su quattro rimane nella posizione
del padre, mentre solo tre figli di operai su cento riescono a diventare
imprenditori, dirigenti, liberi professionisti. Bisogna allora porsi un
obiettivo. Con calcoli complessi l'Ocse stima l'elasticità del reddito
intergenerazionale, misura cioè la forza del legame tra il reddito del padre e
quello del figlio. Più l'indicatore si avvicina a 1 più il destino del figlio è
segnato dalle fortune del padre: elasticità zero significa invece che l'entità
del reddito paterno non influenza minimamente quella del figlio, e si ha quindi
la massima mobilità intergenerazionale.

In Italia la mobilità sociale è fortemente limitata e l'elasticità del reddito è
pari a 0,48, mentre per i paesi nordici rimane addirittura al di sotto di 0,2.
Danimarca 0,15, Norvegia 0,17, Finlandia 0,18. Anche la Spagna ci batte, con lo
0,33. Dobbiamo disinnescare questo meccanismo, sbloccare il cosiddetto ascensore
sociale, e se per Bankitalia il 53 per cento degli italiani oggi come oggi
rimane (suo malgrado) bloccato nel ceto sociale dei genitori, dobbiamo
impegnarci perché i nostri figli possano contare su percentuali da paese civile.
La quota di persone che, nate in una famiglia operaia, riescono a raggiungere la
più alta classe sociale è in Usa del 20,6 per cento, in Italia del 13,3, in
Francia del 14,0, in Gran Bretagna del 15, 5. Bisogna avvicinarci almeno a
Spagna, Francia e Gran Bretagna. Avrebbe un alto valore simbolico farlo in 13 –
15 anni, il tempo di un'intera carriera scolastica.

Controlli, facciamoli all'inglese
Libertà di scelta agli istituti (e chi sbaglia paga). Per portare la scuola
italiana in Europa dobbiamo essere in grado di migliorarla. Le scuole devono
essere messe in grado di gestire autonomamente organici e orari, in modo da
rispondere dei docenti che selezionano e del contributo che offrono alla
comunità scientifica. Devono poter prendere iniziative e potersi correggere,
approfittando del controllo della pubblica istruzione e delle stesse famiglie.

La riforma del sistema scolastico tratteggiata in Gran Bretagna prevede ad
esempio che i genitori possano sollecitare (rimanendo anonimi!!) un'ispezione
ministeriale nelle classi dei propri figli qualora ritengano che gli insegnanti
non siano all'altezza del loro compito. Gli eccessi britannici sono evitabili,
ma potremmo almeno organizzare un sistema secondo cui le scuole peggiori vengono
monitorate ogni anno, le migliori ogni tre, le mediane ogni due.

Onore (e premi) al merito
È necessario trovare criteri condivisi, oggettivi e scientifici di valutazione
del risultato, organizzare delle prove e stabilire uno standard per ogni
materia, in modo da sapere ogni anno come hanno studiato i ragazzi. Così si
arriverà a conoscere la scuola migliore, la sezione più efficiente, l'insegnante
più bravo, lo studente più meritevole, o (meglio ancora) quello che ha segnato i
progressi più evidenti. Barack Obama, in Usa, ha messo in palio un premio di
oltre 4 miliardi di dollari per le scuole che sapranno raggiungere i risultati
migliori, e ha preannunciato un severo controllo dei docenti. Il metodo è
semplice: i bravi saranno pagati di piu, i cattivi saranno licenziati. «Io
respingo», ha detto Obama, «un sistema che ricompensi il fallimento e protegga
un persona dalle conseguenze». Qualcuno può dargli torto?

Tutti per uno, tutti per tutti
Pari opportunità a scuola. Naturalmente bisogna garantire a chiunque la
possibilità di usufruire dei docenti migliori. Per questo motivo il sistema
francese prevede incentivi economici o di punteggio a chi decide di insegnare
nelle aree svantaggiate (zone rurali, cinture urbane, territori di più densa e
recente immigrazione), e lo stesso Obama ha annunciato che intende inserire i
migliori insegnanti nelle scuole dei quartieri più poveri o più abitati da
minoranze. Anche in Italia l'insegnante della scuola migliore (o il brillante
neolaureato) che decidesse di andare a lavorare in una scuola disagiata o bassa
in classifica, potrebbe godere di un forte incentivo economico, o di un forte
premio in termini di punteggio.

Il meglio da ognuno e a ciascuno
Cioè la scuola del talento. Una volta individuata la scuola migliore del paese,
della regione, del comune e del quartiere, e al loro interno i professori bravi
e quelli che non lo sono, le famiglie dovrebbero poter chiedere la sezione che
ritengono più adeguata per i propri bambini. Potendo indicare la sezione
preferita, molti genitori con ogni probabilità sceglieranno la medesima sezione,
e quindi non si potranno accontentare tutti. Come individuare chi far entrare?
Si potrebbe ricorrere ai pre-esami di valutazione degli alunni, finalizzati a
formare gruppi di studio efficienti. In cui ognuno possa trarre profitto dal
lavoro proprio e altrui. Gruppi misti, per carattere e preparazione, per
personalità e talento, soddisfacendo le richieste di più studenti possibile. Il
sistema scolastico che funziona sviluppa il meglio di ognuno, non scarta
nessuno, fa lavorare tutti e ottiene da tutti il meglio.

Si studia in gruppo perché si vive in gruppo, si lavora in gruppo, e in gruppo
(in genere) si riesce o si fallisce. Ognuno di noi è sapiente in qualche cosa,
ignorante in altro, ognuno di noi ha difetti e capacità. Tutti però abbiamo un
talento, e la scuola dovrebbe aiutarci a capire qual è e a farlo emergere.

Obiettivo: un pc per ogni studente
La scuola deve diventare più moderna. Il termine moderno indica la capacità di
rinnovarsi, e un Paese è moderno se investe tutte le sue risorse per risolvere i
problemi della propria epoca. L'Italia non è un Paese moderno soprattutto perché
non ha risolto il problema della scuola, della formazione dei propri cittadini e
della selezione della classe dirigente. Il più grande moltiplicatore di
opportunità è oggi la tecnologia: aumenta le possibilità, riduce le distanze.
Per molti bambini della cosiddetta generazione digitale varcare il portone di
scuola vuol dire invece fare un salto indietro di 30 anni: giovani abituati a
maneggiare con naturalezza le nuove tecnologie dimenticano ogni giorno tutto
quello che sanno per riaffacciarsi nel mondo dei gessetti e dell'inchiostro.
Entrare a scuola deve invece significare mettere un piede nel proprio futuro.
L'Italia sperimenta molto, ma deve mettere più grinta nell'innovazione: prenda
esempio dal Portogallo e doti ogni studente di un pc.

Non bisogna dimenticare però che è anche un problema di didattica: non serve un
computer nuovissimo se il modo di insegnare rimane quello di un secolo fa.
Mentre infatti nelle nostre scuole elementari l'insegnamento è legato
all'esperienza che si fa in classe, nella scuola secondaria a questo approccio
viene preferito un metodo più classico, basato esclusivamente su chi parla e chi
ascolta. Ben vengano quindi i pc e le lavagne elettroniche, ma non siano solo
parte dell'arredo. Perché una nuova tecnologia richiede una nuova didattica.

Se le scuole cadono a pezzi
Parliamo di edilizia scolastica. Ben vengano le nuove tecnologie, ma la
modernità va intesa a 360 gradi. Si parla di introdurre le lavagne interattive,
si parla di e book, affidando i file dei libri da stampare alle segreterie
d'istituto: ricordiamo però che 4.000 edifici scolastici hanno tra cento e
duecento anni, e che i dati sulla sicurezza che leggerete nella mappa di Wired
gridano vendetta. Le nostre scuole vanno ricostruite, messe in sicurezza,
controllate e riparate.

In Italia oltre 15mila edifici scolastici (una scuola su tre) si trovano in zone
ad alto e altissimo rischio sismico senza essere stati ristrutturati secondo la
normativa sismica entrata in vigore nel 2003: 8 milioni di studenti ogni mattina
entrano in aule fuorilegge. Vogliamo darci un obiettivo ambizioso? Due anni per
metterci in regola, e per far stare tranquilli i genitori.

Ad ognuno il suo
il pubblico fa il pubblico, il privato fa il privato. La scuola privata è libera
di competere con quella statale (ed è un bene che lo faccia, perché migliora il
livello del sapere e spinge la scuola pubblica a migliorarsi) ma lo deve fare
con i propri mezzi. Non sembra giusto infatti che in tempi di ristrettezze
economiche siano le finanze pubbliche a foraggiare le iniziative di gruppi
privati in questo settore.

È evidentemente benvenuta invece ogni liberalità privata alla scuola pubblica,
dal momento che il cittadino ha il diritto di spendersi per il benessere della
propria collettività.

Naturalmente serve ogni garanzia che i privati non influenzino i contenuti delle
lezioni, ma sarebbe senza dubbio benvenuta e anzi decisamente auspicabile la
sponsorizzazione di palestre, impianti scientifici, tecnologie e persino gite
d'istruzione da parte di privati e aziende.

Ovviamente bisogna evitare che la sponsorizzazione aumenti le differenze tra
scuole ricche e scuole povere (una cosa è sponsorizzare un istituto del centro,
un'altra aiutare un edificio di periferia): gli sponsor potrebbero essere
organizzati e diretti anche verso le istituzioni più bisognose, ma la difficoltà
per scuole poco appetibili di trovare finanziamenti potrebbe essere compensata
anche da un fondo pubblico, magari alimentato da una sorta di "pizzo buono". Si
potrebbe infatti pretendere dalle imprese che abbiano vinto commesse pubbliche
la partecipazione in quota a un fondo comunale o regionale finalizzato al
sostegno della scuola più povera.

All'istruzione i soldi degli evasori
Come trovare le risorse? Decidere di investire nell'istruzione è una scelta
politica, una scelta di priorità: una volta fatta, ci si organizza per
realizzarla. Si potrebbero quindi destinare alla scuola alcune quote dei fondi
provenienti dalla lotta all'evasione fiscale, oppure destinare al sistema
dell'istruzione una percentuale delle spese inutili cancellate. Secondo i
calcoli poco ottimistici del ministero dell'Economia, l'abolizione delle
province porterebbe a un risparmio di appena 2- 300 milioni di euro. Non è
tanto, ma servono anche quelli: si potrebbe investirli per qualche nuovo asilo
nido.

Per un'università competitiva
Quella italiana è l'università dei paradossi, in cui si laureano solo i figli
dei laureati e in cui i poveri pagano gli studi ai ricchi. Se andiamo infatti a
controllare le possibilità che gli iscritti all'università hanno di laurearsi,
scopriamo che gli studenti con genitori di bassa condizione sociale hanno appena
il 3 per cento di possibilità di farcela. Circa l'85 per cento dei costi
dell'università è però coperto dalla fiscalità generale: si iscrivono tutti,
ricchi e poveri, pagano tutti, ricchi e poveri, ma a laurearsi sono i figli dei
ricchi.

Come se ne esce? In due modi: innanzitutto con un ampio sistema di borse di
studio. In Italia l'80 per cento degli studenti non usufruisce né di borse di
studio, né di prestiti agevolati. Guardiamo altrove: in Olanda la percentuale è
di un misero 4 per cento, ma anche la Spagna con 66 per cento è messa meglio di
noi. Cinque anni (il tempo necessario a prendere una – buona – laurea) per
raggiungere Madrid, ci possono bastare?

Se ne esce poi, probabilmente, annullando il valore legale del titolo di studio.
Che senso ha sostenere che una laurea presa in un'università telematica grazie a
una convenzione sia equivalente a quella concessa da un'università più titolata
e prestigiosa? Eppure i concorsi nella pubblica amministrazione, per fare
soltanto un esempio, le mettono sullo stesso piano. Sia la prova dei fatti a
stabilire quale laurea ha un valore e quale non lo ha; che a decidere del valore
di una laurea siano gli studenti che si iscrivono, il contributo che i docenti
offrono alla comunità scientifica, le opportunità che vengono create per i
laureati sul mercato del lavoro. Che non sia più, insomma, una norma di legge.

Brescia
SCUOLA PRIMARIA / 350 LAPTOP XO IN SEI ISTITUTI / PROGETTO OLPC
XO, il computer di Nicholas Negroponte pensato per le scuole dei paesi in via di
sviluppo, è finito anche in due classi della primaria di Desenzano del Garda
(Bs). Il merito va a un'amministrazione provinciale che è andata a Boston
(guidata dall'assessore all'innovazione Corrado Ghirardelli) per stringere un
accordo con il papà di One Laptop Per Child. Il dirigente scolastico Giulio
Spagnoli spiega: «La provincia ha acquistato, per circa 100mila euro, 700
computer portatili XO e 350 li ha donati a delle scuole etiopi». Gli altri (285
euro a laptop, esclusi quelli regalati) sono stati dati ad alcune sezioni di sei
scuole del bresciano: qui i bambini smanettano per un'ora e mezza al giorno. «Ci
fanno di tutto», racconta la maestra Carla Clerici: «Leggono testi, registrano
video, disegnano, giocano a "Memory" per imparare l'inglese e guardano i luoghi
che studiano su Google Maps. Li usano anche a casa per i compiti e spesso sono
loro che ci dicono cosa fare quando il nostro computer non va». Come evolverà il
progetto? Per ora i fondi per mantenere le sei scuole ci sono per tutta la
legislatura (altri quattro anni). «Certo», dice Ghirardelli, «se avessimo più
soldi
potremmo dare gli XO a molte altre classi».

L'Aquila
SCUOLA D'INFANZIA130 COMPUTER PROGETTO IBM
Emergenza casa. Ma non solo. In Abruzzo, dopo il terremoto dello scorso aprile,
c'è anche l'emergenza scolastica. Soprattutto per i più piccoli. Per questo la
Regione e la Fondazione Ibm si sono alleate per fare ripartire quella
dell'infanzia. In chiave hi-tech: nella provincia dell'Aquila 130 sezioni dei
comuni colpiti dal sisma sono state dotate di una postazione multimediale, la
Young Explorer. Un computer nascosto in una "scatola" colorata e accattivante
per i bimbi dai tre ai sei anni che, grazie alla panchetta a due posti di YE,
possono avvicinarsi alle tecnologie digitali attraverso giochi, musica e
disegni, in uno spirito collaborativo. «I bambini – soprattutto in luoghi in cui
le tendopoli hanno stravolto le relazioni sociali – devono capire fin da subito
che le tecnologie digitali si possono usare insieme», spiega Angelo Failla,
presidente della Fondazione Ibm che dal 2000 sostiene in Italia il progetto
KidSmart (circa 300 scuole coinvolte) il cui cuore hardware e proprio YE. Che da
sola, però, non basta. È fondamentale anche la formazione degli insegnanti: in
Abruzzo ci sono incontri settimanali con esperti di tecnologie
dell'apprendimento e psicologi. Perché anche gli adulti devono imparare a
superare l'emergenza.

Portogallo
UN PORTATILE (GRATIS ) PER TUTTI
In Italia, oltre a XO, si prova JumPC, una versione del Classmate di Intel
realizzata da Olidata. Il netbook è stato testato in cinque scuole primarie (in
Piemonte, Lazio e Sicilia), coinvolgendo 150 bambini e 15 insegnanti: ora il
governo vorrebbe coinvolgere (con la Fondazione Mondo Digitale) le altre 17
regioni. Un passo già compiuto dal Portogallo con il progetto Magallanes. Il
piano prevede che tutti i bambini delle primarie abbiano un laptop Classmate. Il
governo sta regalando i portatili alle famiglie più povere mentre le altre
pagano 30 o 50 euro, a seconda del reddito. I Classmate, prodotti in Portogallo,
saranno anche esportati. Il Venezuela ne ha comprato un milione di esemplari. I
computer non verranno pagati soltanto in denaro: nella contropartita il
presidente Chavez ha infatti inserito 300mila barili di petrolio.

VECCHIO REGISTRO ADDIO ARRIVA LA SMART CARD
Un prof entra in aula con una smart card, la avvicina al computer di classe, si
autentica e accede al suo registro elettronico per segnare le assenze, i compiti
per la lezione successiva o le giustificazioni. È quello che succede al liceo
Maffei di Riva del Garda (Trento).

DOVE Le informazioni sono su un server centrale, accessibili via web, con
autenticazione dell'insegnante.
COSA Assenze, note disciplinari, giorno delle verifiche, comunicazioni, ecc. È
possibile inserire le lezioni, che il ragazzo assente può copsì recuperare.
PER I GENITORI Si accede al profilo del proprio figlio e si può prenotare un
appuntamento con gli insegnanti. È possibile ricevere via sms la notifica di
assenza di figli (funzione non abilitata al Maffei di Riva del Garda).

Galatina
SECONDARIA ITC / LAVAGNA INTERATTIVA / PROGETTO MICROSOFT
Toc. Toc. Toc. Il rumore delle dita di Giulia è nuovo per chi non ha mai visto
una Lim, cioè una lavagna interattiva multimediale. Siamo nell'Istituto tecnico
commerciale Laporta di Galatina (Lecce) che, dallo scorso gennaio, ha dato
l'addio alla lavagna di ardesia. Adesso, quasi tutte le lezioni sono digitali. A
prima vista la Lim sembra uno schermo sul quale proiettare banali slide
PowerPoint. Non è così: permette di interagire con testo, immagini e video,
ingrandendo, cliccando e spostando. Una rivoluzione firmata dal professore di
informatica Piero Gallo (grazie al supporto del preside Angelo Rampino) e
finanziata per circa 90mila euro da Microsoft che vorrebbe esportare, stavolta
guadagnandoci, il "modello Galatina" anche in altre scuole.

I vantaggi di una Lim sono evidenti: ciò che si cancella sull'ardesia, si può
salvare sul pc collegato alla lavagna digitale. in più la Lim permette ai
docenti di prepararsi a casa una lezione e agli studenti di portare in classe,
su una pennetta Usb, i compiti. Come fa Giulia, che continua a premere sulla Lim
per mostrarci la tesina con cui si è diplomata a luglio con il massimo dei voti.
Complimenti.

Benevento
UNIVERSITÀ / PROCESSO SIMULATO / PROGETTO ISFOL

Nicola è l'avvocato difensore. Antonio fa la parte lesa: è inciampato in una
buca sul marciapiede, ferendosi. Luisa è il legale del comune. E il prof,
Ernesto Fabiani, interpreta il giudice. Siamo dentro Simulex, serious game per
replicare un processo al computer e fulcro di un esame di giurisprudenza
dell'università del Sannio (Bn). Nel corso di procedura civile 3, infatti, gli
studenti hanno assunto un ruolo (difesa, accusa, testimone e così via) e il
risultato è stato un esperimento divertente in cui gli aspiranti giuristi hanno
messo in pratica le nozioni contenute nei manuali di diritto. Durante il gioco,
per esempio, gli avvocati dovevano stare attenti a rispettare i tempi per
evitare la prescrizione o far analizzare a un perito il manto stradale in cui
era caduto Antonio. Simulex è stato ideato da Nicola Lettieri, ricercatore
dell'Isfol (Istituto per lo sviluppo della formazione professionale dei
lavoratori) che insieme al game designer Vincenzo D'Elia ha sviluppato un
concept di gioco di ruolo 3D. Per la partenza del corso universitario la
simulazione grafica non era ancora pronta. Si è scelta così una versione fatta
di solo testo. Che ha comunque divertito gli studenti, non più alle prese solo
con codici e manuali.

Second Life
TORINO, HARVARD E IL SOCIAL-MONDO
Fino a due-tre anni fa, Second Life era sulla bocca di tutti. Oggi la moda è
tramontata e l'ambiente 3D si sta specializzando in alcune nicchie. Prima fra
tutte l'education: università e scuole usano Second Life per ampliare l'offerta
didattica. Ecco qualche esempio.

UNIVERSITÀ DI TORINO L'ateneo piemontese è su Second Life da qualche anno.
Diverse le iniziative come la recente nascita di "Unito ResearchLab" per
realizzare un ambiente di apprendimento che unisca il 3D all'e-learning. Inoltre
nelle isole torinesi è possibile assistere a lezioni in aule virtuali o ad altri
eventi come mostre fotografiche.

NEW MEDIA CONSORTIUM È un'associazione non-profit che riunisce le migliori
università, musei e centri di ricerca di tutto il mondo. Vi aderiscono fra gli
altri il Mit e le università di Harvard, Yale e Princeton. Su Second Life ha
un'isola dove si tengono conferenze, lezioni e seminari. Ogni settimana i
visitatori unici (e interessati) sono 1500.

OPEN UNIVERSITY Nel 2009 compie 40 anni ed è la più grande università del Regno
Unito specializzata nell'insegnamento a distanza (oltre due milioni di studenti
sono passati nelle sue "aule"). Poteva mancare su Second Life? Ovviamente no:
nelle isole della OU è possibile assistere alle lezioni e scaricare materiale
didattico.

LOYALIST COLLEGE Nel mondo reale la sua sede è a Belleville, in Ontario
(Canada). È specializzato in giornalismo e materie scientifiche e tecnologiche e
ha aperto un campus su Second Life nel 2007. Qui gli studenti possono studiare,
seguire le lezioni, sperimentare nuovi media e divertirsi: ci sono anche angoli
per socializzare come pub e discoteche.

HARVARD UNIVESITY Tra i pionieri dell'uso di Second Life nella didattica.
Diversi gli insegnamenti in 3D. Fra i suoi corsi più noti quelli in Legge che –
come nel caso dell'università del Sannio – aiutano a mettere in pratica le
nozioni teoriche.

Parma
SCUOLA LIQUIDA NELL'APPENNINO
La scuola liquida di Bardi è nata agli inizi del 2000 per rispondere alle
esigenze degli studenti del comune appenninico che volevano frequentare gli
istituti superiori delle località vicine. Per evitare gli spostamenti dei
ragazzi quattro scuole della zona (Itc "Zappa" di Borgotaro, Ipsia "Levi" di
Bedonia, Itsos "Gadda" di Fornovo e Istituto comprensivo di Bardi) si sono
organizzate per mettere in piedi un istituto "liquido", la Scuola@Bardi. Liquido
perché la sede non è una sola: per tre giorni alla settimana i ragazzi si
ritrovano a Bardi per gli insegnamenti comuni. Per i laboratori e le materie di
indirizzo, invece, viaggiano per raggiungere le sedi delle loro scuole. Il
pendolarismo però si riduce di anno in anno grazie all'uso della Rete, che
consente agli studenti di seguire le lezioni in modalità e-learning o attraverso
video conferenze. I ragazzi così, anche a casa loro, è come se fossero seduti al
loro banco. Il modello di Barni verrà riproposto anche in altre zone, per
esempio in Sardegna, dove il pendolarismo penalizza gli studenti.

Bollate
FORMAZIONE INFORMATICA PER I DETENUTI / PROGETTO CISCO
Cristian ha 29 anni, indossa una maglietta di rugby e dall'alto dei suoi quasi
due metri ti guarda con occhi sorridenti. Sembra un gigante buono. Lo
incontriamo a Bollate: nel carcere del comune milanese sconta una condanna per
omicidio. Insieme ad altri detenuti (Massimo, Antonello, Gennaro, Rosario e un
altro Massimo), è in un'aula dove gli studenti stanno cercando di darsi una
seconda opportunità. Tecnologica. A Bollate, infatti, c'è una delle circa 300
Networking Academy italiane di Cisco (un'altra sta per essere inaugurata nel
carcere di Castrovillari). Sono corsi di formazione informatica che insegnano a
installare un network o a configurare un router o uno switch. L'insegnante è
Lorenzo Lento, volontario e consulente Cisco. «Grazie a gente come lui possiamo
guardare al futuro in maniera diversa», dice Massimo. A un futuro diverso pensa
anche l'altro Massimo, che si è iscritto alla Bicocca per laurearsi in
Informatica. I detenuti hanno anche messo in pratica le lezioni dell'Academy
cablando parte del carcere. Ma Lorenzo, 200 alunni in nove anni di insegnamento,
non pensa che questo basti: «Così, quando escono, faccio tutto il possibile per
trovare loro un lavoro». E spesso ci riesce.

#8162 Da: genitori in rete <organi_collegiali@...>
Data: Ven 2 Ott 2009 12:55 pm
Oggetto: La stangata ...
genitori_in_...
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La stangata
In onda domenica 4 ottobre 2009 alle 21.30

18 anni fa è stato presentato per la prima volta il progetto della TAV. Era
prevista una spesa di 15 miliardi euro, quasi tutto da capitali privati. I
politici dell´epoca, infatti, avevano promesso che l´opera si sarebbe in
parte autofinanziata e che il 60 per cento dei quindici miliardi necessari alla
sua realizzazione sarebbero arrivati da investitori Leggi >>

http://www.presadiretta.rai.it/category/0,1067207,1067208--1692,00.html

La scuola tagliata
In onda domenica 8 febbraio 2009 alle 21.30

Protagonista della seconda puntata di Presadiretta è la Scuola, afflitta dai
suoi mali  cronici, alle prese con le novità della riforma Gelmini. Un racconto
a più mani che restituisce la complessità del  mondo della scuola a diverse
latitudini: dalla molteplice realtà italiana al modello formativo svedese. ...

http://www.presadiretta.rai.it/category/0,1067207,1067208-1083989,00.html

Scrivici
presa.diretta@...

Cerca:
http://www.google.it/search?q=presadiretta.rai.it+scuola+tagliata

Un caro saluto, Flavio
http://www.edscuola.it/famiglie.html
> Sportello Genitori Studenti e Scuola

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