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Verso il referendum sulla procreazione artificiale   Elenco di messaggi  
Rispondi | Inoltra Messaggio #138 di 240 |
" [...] Urgono una generale mobilitazione delle coscienze
e un comune sforzo etico,
per mettere in atto
una grande strategia a favore della vita.
 
Tutti insieme dobbiamo costruire una nuova cultura della vita [...] "
 
Giovanni Paolo II, Lettera Enciclica Evangelium Vitae, n. 95

 
Verso il referendum sulla procreazione artificiale
 
Editoriale di Cesare Cavalleri - (C) STUDI CATTOLICI - n. 528 - Febbraio 2005
 
Nella storia (nella vita) dei popoli vi sono dei tornanti che, nel tempo, rivelano la loro decisività perché cambiano l’ethos collettivo, il modo di pensare della gente e, quindi, di organizzare la società. Nel 1974 il referendum sul divorzio ha modificato la struttura della famiglia, con le devastanti conseguenze che oggi costatiamo. Nel 1981 il referendum sull’aborto ha inferto una ferita che sanguina tuttora, minando le basi dell’intero ordinamento giuridico, perché se non viene tutelato il più fondamentale dei diritti – il diritto alla vita – tutti gli altri diritti restano privi di radici.

Ci troviamo ora davanti a un terzo tornante gravido di conseguenze, quello del referendum che intende parzialmente abrogare la legge 40/2004 sulla fecondazione medicalmente assistita.
 
Non è una buona legge, la 40/2004, fra l’altro perché sacrifica embrioni per ottenere la fecondazione e ammette la fecondazione artificiale omologa che la legge naturale esclude; tuttavia, essa dà riconoscimento giuridico a quel minimo etico che consente a una società di chiamarsi «civile».

Ebbene, i quattro quesiti che la Corte costituzionale ha ammesso al referendum intendono peggiorare la legge, abolendo i limiti nell’accesso alle tecniche di fecondazione artificiale, compromettendo i diritti del concepito, togliendo il divieto alle sperimentazioni sugli embrioni, e introducendo la fecondazione eterologa. Bisogna assolutamente evitare il deterioramento di una legge già di per sé insoddisfacente: sarebbe un’ulteriore accelerazione della deriva disgregatrice della nostra già frantumata società.

Tatticamente, ci sono due possibilità per evitare i guasti referendari: una massiccia maggioranza di No all’abrogazione proposta, oppure far fallire il referendum per mancanza del quorum del 50 per cento più uno degli aventi diritto al voto.

La seconda soluzione ci sembra la più idonea e praticabile. Infatti, il No ai quattro quesiti referendari significherebbe l’esplicita volontà di mantenere in vigore una legge che, come abbiamo detto, andrebbe comunque migliorata in senso contrario alle proposte referendarie. L’astensione «attiva», invece, non significa approvazione della legge, e vanifica le manovre peggiorative dei promotori dei referendum.

L’argomento secondo cui incoraggiare il non voto sarebbe antieducativo o addirittura antidemocratico, è pretestuoso. Infatti, l’art. 75 della Costituzione, prevedendo che «la proposta soggetta a referendum è approvata se ha partecipato alla votazione la maggioranza degli aventi diritto, e se è raggiunta la maggioranza dei voti validamente espressi», ammette esplicitamente il diritto di far fallire il referendum facendo mancare il quorum.

Del resto, dal 1997 a oggi si sono svolti ben diciassette referendum, e tutti sono andati a vuoto per l’insufficiente partecipazione popolare, che denota disaffezione per questo strumento di democrazia diretta che è stato snaturato facendolo diventare surrettiziamente propositivo anziché abrogativo come la Costituzione prescrive.

La diserzione alle urne per i referendum – il 15 giugno 2003, al referendum sulla reintegrazione dei lavoratori illegittimamente licenziati, ha partecipato solo il 25,5 per cento dei votanti – non ha inciso sull’affluenza alle urne per le elezioni politiche o amministrative che, in Italia, risulta di gran lunga superiore alla media degli altri Paesi europei. L’astensione al referendum sulla procreazione assistita, quindi, non avrà ripercussioni diseducative su una popolazione che ha ampiamente dimostrato di conoscere le regole e le risorse del metodo democratico.

I mesi che ci separano dal referendum, tuttavia, devono servire a un approfondimento dei problemi che la legge 40/2004 ha sollevato e che non sono di natura religiosa, ma di morale naturale e di civiltà giuridica: a questo scopo, la nostra rivista non mancherà di allestire un apposito dossier sull’argomento. E, dopo il referendum, l’impegno a favore della vita fin dai primi istanti del concepimento deve trovare nuove strade per agire nel sociale e per promuovere adeguati riconoscimenti legislativi.

In questa azione, i cattolici hanno un ruolo di responsabilità per lavorare accanto ai cittadini autenticamente pensosi del bene comune.
 
Nel giorno del referendum, pertanto, i cattolici consapevolmente boicotteranno il voto non per andare al mare, ma, accogliendo il suggerimento di padre Livio di Radio Maria, per recarsi in chiese e santuari a pregare perché la Madonna interceda presso il suo divin Figlio, affinché la società italiana recuperi dignità morale e giuridica.
 

 
Appello dei movimenti mariani a non andare a votare i referendum sulla legge 40
 
Fonte: (C) www.zenit.org - 1 marzo 2005
 
ROMA, martedì, 1 marzo 2005 (ZENIT.org).- In prossimità dei referendum abrogativi della legge 40/2004 sulle procreazione medicalmente assistita l’ “Associazione Difendere la Vita con Maria” (www.advm.org) ha stilato un documento in cui si invitano i cittadini italiani a non andare a votare.

Il documento intitolato “La vita un dono inviolable” è stato sottoscritto dalle 26 Commissioni locali dell'Associazione a cui si sono unite altre 40 Associazioni mariane.

L’ “Associazione Difendere la Vita con Maria” ha inoltre costituito una Commissione Scientifico-Giuridico-Teologica composta da religiosi, medici, giornalisti ed esponenti del mondo culturale, per sostenere e spiegare l’appello all’astensione lanciato dal cardinale Camillo Ruini, Presidente della Conferenza Episcopale Italiana (CEI), il 17 gennaio scorso a Bari.

“Al punto 14 del documento sottoscritto anche dalle altre Associazioni mariane spieghiamo le motivazioni del perché non intendiamo andare a votare”, ha detto a ZENIT don Maurizio Gagliardini, Fondatore e Presidente dell’ “Associazione Difendi la Vita con Maria”.

Intendiamo evitare che si raggiunga il quorum perché l'istituto referendario non è, a nostro avviso, adeguato a decidere su una materia fondamentale come la Vita. Il diritto naturale alla vita non è materia che possa essere sottoposta a referendum”, ha spiegato.

Circa l’appello lanciato dal Presidente della CEI ad esprimere il proprio rifiuto per il peggioramento di una legge che ha “ il merito di salvaguardare alcuni principi e criteri essenziali”, don Gagliardini ha affermato a ZENIT che “Ruini ha dato un'indicazione precisa a tutti i cattolici italiani dicendo che è moralmente accettabile l'astensione dal voto su questa specifica materia”.

“L’Associazione che dirigo si è sempre occupata dei Diritto del concepito a partire dal Convegno mondiale di Guadalupe dal titolo ‘Dignità e Statuto dell'embrione umano’”, ha continuato.

“Questa legge che tocca in particolare i Diritti dell'embrione non poteva lasciarci indifferenti e, sollecitati a dare una risposta agli associati e soprattutto al vasto mondo della Preghiera Universale per la Vita, abbiamo creato una Commissione Scientifico-Giuridico-Teologica che, tenuto conto delle indicazioni del Magistero e della CEI, ha tracciato le linee di indirizzo particolarmente pensate per i non addetti ai lavori”.

“Ci opponiamo ai referendum perché la vittoria del ‘SI’ riporterebbe in Italia il far west procreatico. E per questi motivi sosteniamo il doppio no, non andando a votare”, ha quindi concluso.
 

 
Astenersi dal votare i referendum sulla legge 40 non è “antidemocratico” o “antieducativo”

Il Direttore di Studi Cattolici invita per quel giorno a recarsi a pregare nelle chiese e nei santuari

ROMA, martedì, 1 marzo 2005 (ZENIT.org).- Il Direttore di Studi Cattolici , Cesare Cavalleri, afferma che astenersi dall’andare a votare per i quattro referendum abrogativi sulla legge 40/2004 non è “antidemocratico” o “diseducativo” ma un modo per permettere alla società italiana “di non smarrire quel minimo etico che consente a una società di chiamarsi ‘civile’”.

“Nella storia (nella vita) dei popoli – esordisce l’editoriale da lui firmato e apparso sull’ultimo numero della rivista (Studi Cattolici, n. 528, Febbraio 2005) – vi sono dei tornanti che, nel tempo, rivelano la loro decisività perché cambiano l’ethos collettivo, il modo di pensare della gente e, quindi, di organizzare la società”.

Nell’articolo dal titolo “Verso il referendum sulla procreazione artificiale”, Cavalleri ripercorre poi brevemente i due precedenti referendum in Italia sul divorzio nel 1974 e sull’aborto nel 1981, ricordando come essi abbiano “modificato la struttura della famiglia” e “inferto una ferita che sanguina tuttora” alla società italiana, andando a ledere tutti i diritti oltre a sradicare quello fondamentale alla vita.

Da quando in Italia, nel 19 maggio del 1978 è entrata in vigore la legge 194 che autorizza l’interruzione volontaria di gravidanza, a tutt’oggi sono stati molto più di 4.000.000 gli aborti effettuati. Mentre, secondo quanto rilevato dal “Movimento per la Vita”, ogni anno in media vengono vendute nel nostro Paese circa 20.000 confezioni della pillola del giorno dopo.

Di fronte ad un “terzo tornante gravido di conseguenze” come la battaglia referendaria che intende parzialmente abrogare la legge 40/2004 sulla fecondazione medicalmente assistita, Cavalleri avverte sul pericolo di smarrire per sempre “quel minimo etico che consente a una società di chiamarsi ‘civile’”.

I quattro referendum riguardano: il limite alla ricerca sperimentale sugli embrioni; le norme sui limiti all'accesso alla procreazione medicalmente assistita; le norme sulle finalità, sui diritti dei soggetti coinvolti e sui limiti all'accesso (in particolare per la cancellazione totale dell'art. 1 della legge sui diritti del concepito); il divieto di fecondazione eterologa.

Cavalleri pur affermando che non si tratti di “una buona legge”, perché “sacrifica embrioni per ottenere la fecondazione e ammette la fecondazione artificiale omologa che la legge naturale esclude”, tuttavia riconosce che “essa dà riconoscimento giuridico a quel minimo etico che consente a una società di chiamarsi ‘civile’”.

Di fronte al pericolo del “deterioramento di una legge già di per sé insoddisfacente”, Cavalleri ha quindi riflettuto sulle due alternative che si prospettano: “Una massiccia maggioranza di No all’abrogazione proposta”, oppure il “far fallire il referendum per mancanza del quorum del 50 per cento più uno degli aventi diritto al voto”.

A tal proposito ha affermato che “il No ai quattro quesiti referendari significherebbe l’esplicita volontà di mantenere in vigore una legge che, come abbiamo detto, andrebbe comunque migliorata in senso contrario alle proposte referendarie. L’astensione ‘attiva’, invece, non significa approvazione della legge, e vanifica le manovre peggiorative dei promotori dei referendum”.

Partendo dai casi di diserzione alle urne per i referendum avutisi nella storia recente d’Italia, Cavalleri ha affermato che l’astensione “non avrà ripercussioni diseducative su una popolazione che ha ampiamente dimostrato di conoscere le regole e le risorse del metodo democratico”.

“L’impegno a favore della vita fin dai primi istanti del concepimento deve trovare nuove strade per agire nel sociale e per promuovere adeguati riconoscimenti legislativi”, soprattutto dopo il referendum, avverte Cavalleri, spiegando che “in questa azione, i cattolici hanno un ruolo di responsabilità per lavorare accanto ai cittadini autenticamente pensosi del bene comune”.

E’ per questo, conclude, che nel giorno del referendum “i cattolici consapevolmente boicotteranno il voto non per andare al mare, ma, accogliendo il suggerimento di padre Livio di Radio Maria, per recarsi in chiese e santuari a pregare perché la Madonna interceda presso il suo divin Figlio, affinché la società italiana recuperi dignità morale e giuridica”.



Mer 2 Mar 2005 9:07 am

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Inoltra Messaggio #138 di 240 |
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2 Mar 2005
9:11 am
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