Conferenza Episcopale Italiana
Consiglio Permanente
Roma, 19-22 settembre 2005
Prolusione del Presidente, Cardinal Camillo Ruini
[...] 6. L’esito dei referendum sulla legge della procreazione assistita ha confermato, in una misura più ampia del previsto, che l’indicazione di non partecipare al voto era non solo efficace praticamente ma anche in sintonia con il sentire della grande maggioranza della nostra gente. Il dato alla fine più rilevante emerso da questa consultazione è proprio la saggezza del popolo italiano e la sua attenzione ai valori portanti della convivenza. Ma sono stati anche estremamente importanti il grande impegno unitario dei cattolici e la sincera e concreta convergenza con numerosi e assai significativi rappresentanti della cultura laica. Un ruolo essenziale hanno avuto in particolare quegli uomini di scienza che hanno saputo mostrare pubblicamente come la ricerca possa svilupparsi senza contraddire i fondamentali criteri etici e antropologici.
Sotto tutti questi profili è stata determinante l’opera del Comitato “Scienza & Vita”, che si è rapidamente e capillarmente ramificato sull’intero territorio nazionale: le energie e le esperienze che in esso si sono raccolte costituiscono un patrimonio grande e prezioso, che non deve essere disperso ma al contrario valorizzato e incrementato, in ordine a tutta una serie di problematiche rispetto alle quali i referendum sulla procreazione assistita hanno rappresentato solo un momento iniziale, sebbene importante e illuminante, e che riguardano non solo il nostro Paese ma, sempre più, l’intera comunità internazionale.
Occorre aver chiaro, in concreto, che gli sviluppi delle biotecnologie possono indirizzarsi, come già avviene in larga misura, su una strada che prescinde dall’indole specifica del soggetto umano, o anzi espressamente la nega e la contesta, considerando l’uomo soltanto un essere della natura e giungendo anche a teorizzare il superamento del livello attuale dell’umanità proprio attraverso il ricorso alle biotecnologie (rivelatore in proposito un articolo pubblicato già nel 2001 sul settimanale Die Zeit dal giovane filosofo tedesco Marc Jongen, con il titolo “L’uomo è il suo proprio esperimento”). Perché una simile linea non prevalga non sono sufficienti i pur fondamentali richiami etici e nemmeno le affermazioni di principio che non vi è contrasto tra scienza ed etica: è necessario incrementare e sostenere concretamente le ricerche e le tecnologie che si muovono, a differenza dalle altre, nel rispetto e nella valorizzazione della specificità e dignità irriducibile del soggetto umano. È questo un obiettivo decisivo nel medio e lungo periodo, sul quale occorre un impegno forte e convergente che superi i confini degli Stati come delle appartenenze confessionali e raccolga tutte le capacità e le risorse disponibili: a un tale obiettivo non potranno mancare la nostra collaborazione e il nostro appoggio. [...]