Scusami Fratello , io considero la mia pratica indipendente
come Pratica di Samadhi o di Meditazione ....
E' giustissimo quello che tu dici sulla focalizzazione
della mente .... sulla attenzione , sulla unione ...
L' " oggetto " della mia pratica e' la mia coscienza
che recita Namu Myoho Renge Kyo ....
La mia pratica non e' religiosa , quindi non posso
avere fede nel Mezzo .... se avessi fede nel Mezzo
praticherei nella Soka o nella Nichiren Shu .
La mia fede e' nella Natura di Buddha .
Gassho .
--- In fenichiren@yahoogroups.com, "rgrgtz" <rgrgtz@...> ha scritto:
>
> --- In fenichiren@yahoogroups.com, "Joseph" <joenihao@> ha scritto:
> >
> > Benissimo , io allora mi associo all' idea di Luca di
> > essere indipendente da qualsiasi Org. ....
> > Pero' io vedo il Gohonzon che e' dentro di noi
> > che abbracciamo la Consapevolezza di Myoho Renge
> > Kyo mentre viviamo nel mondo umano e quindi
> > pratico senza simboli religiosi .
> > Pero' io aderisco alla Comunita' di Praticanti
> > che propone Luca e vi incoraggio a scaricarvi
> > il Gohonzon ; io pratico davanti al Gohonzon
> > che e' dentro di me .
> >
> > Namu Myoho Renge Kyo .
>
>
> il gohonzon è un mandala e serve unicamente a concentrare il senso
> della vista su un punto, come la voce è concentrata sulla ripetizione
> del mantra, come l'udito è concentrato sull'ascolto del mantra, come
> le mani sono unite dal contatto del juzu, come il corpo è allineato
> nella postura, come il respiro è cadenzato dal ritmo del mantra etc.
> (niente di "magico") insomma tutto il corpo partecipa alla
> recitazione, recitazione che è sopratutto un atto di fede verso
> l'illuminazione (il gohonzon). Se fossimo davvero illuminati non
> avremmo bisogno di praticare qualsivoglia disciplina, non avremmo
> bisogno di mezzi abili. Non amo la parola Gohonzon come sostantivo
> perchè distorce il suo significato profondo (significato non
> esprimibile concettualmente, a parole); anche il termine illuminazione
> può portare ad equivoci in quanto implica una stato precedente di
> oscurità che in realtà è uno strato sopra una condizione già esistente
> di purezza. Non si può praticare "davanti al gohonzon che è in noi" in
> quanto ciò crea una frattura, una separazione tra noi e noi; in realtà
> bisogna avere ben chiaro il concetto di mezzo abile, del suo
> potenziale e del suo limite. Il fine ultimo (che in realtà è l'inizio
> di tutto) è l'unione tra il dentro e il fuori, tra questo e quello,
> tra il gohonzon e il "dentro di noi" etc. a livello profondo non
> esiste separazione (facile a dirsi...), quando arriveremo a percepirlo
> getteremo via tutti gli abili mezzi e staremo parecchio in silenzio...
>
> per Luca: bellissimo lavoro di pulizia del gohonzon 101 (c'è dentro
> tutta la potenza di Nichiren) e bellissima idea, approvo in pieno il
> tuo progetto
>