Misure per la tutela del
cittadino contro la durata
indeterminata dei processi, in attuazione dell'articolo 111 della
Costituzione
e dell'articolo 6 della Convenzione europea sui diritti dell'uomo.
2
Schema di disegno di legge contenente
misure per la tutela del cittadino
contro la durata indeterminata dei processi, in attuazione
dell’articolo 111
della Costituzione e dell’articolo 6 della Convenzione europea sui
diritti
dell’uomo.
Articolo
1
(Modifiche
alla legge 24 marzo 2001, n. 89)
All’articolo 2 della legge 24 marzo 2001,
n. 89, sono apportate le seguenti modificazioni:
a)al comma
1, le parole
“Chi ha subito” sono sostituite dalle seguenti: “In attuazione
dell’articolo
111, secondo comma, della Costituzione, la parte che ha subito”;
b)al comma
3, la lettera
b) è abrogata;
c)dopo il
comma 3, sono
aggiunti i seguenti:
«3-bis. Ai fini del computo del
periodo di cui
al comma 3, il processo si considera iniziato, in ciascun grado, alla
data di
deposito del ricorso introduttivo del giudizio o dell’udienza di
comparizione
indicata nell’atto di citazione, ovvero alla data del deposito
dell’istanza di
cui all’articolo 8 del decreto legislativo 17 gennaio 2003, n. 5, ove
applicabile, e termina con la pubblicazione della decisione che
definisce lo
stesso grado. Il processo penale si considera iniziato alla data di
assunzione
della qualità di imputato. Non rilevano, agli stessi fini, i periodi
conseguenti ai rinvii del procedimento richiesti o consentiti dalla
parte, nel
limite di 90 giorni ciascuno.
3-ter. Non sono considerati
irragionevoli, nel
computo di cui al comma 3, i periodi che non eccedono la durata di due
anni per
il primo grado, di due anni per il grado di appello e di ulteriori due
anni per
il giudizio di legittimità, nonché di un altro anno in ogni caso di
giudizio di
rinvio. Il giudice, in applicazione dei parametri di cui al comma
2, può
aumentare fino alla metà i
termini di cui al presente comma.
3-quater. Nella liquidazione
dell’indennizzo,
il giudice tiene conto del valore della domanda proposta o accolta nel
procedimento nel quale si assume verificata la violazione di cui al
comma 1.
L’indennizzo è ridotto ad un quarto quando il procedimento cui la
domanda di
equa riparazione si riferisce è stato definito con il rigetto delle
richieste
del ricorrente, ovvero quando ne è evidente l’infondatezza.
3-quinquies. In ordine alla domanda
di equa
riparazione di cui all’articolo 3, si
considera priva di interesse, ai sensi
dell’articolo
100 del codice di procedura civile, la parte che, nel giudizio in cui
si assume
essersi verificata la violazione di cui al comma1, non ha presentato,
nell’ultimo semestre anteriore alla scadenza dei termini di cui al
primo
periodo del comma 3-ter, una espressa richiesta al giudice
procedente di
sollecita definizione del giudizio entro i predetti termini, o comunque
quanto
prima, ai sensi e per gli effetti della presente legge. Se la richiesta
è
formulata dopo la scadenza dei termini di cui al comma 3-bis,
l’interesse ad agire si considera sussistente limitatamente al periodo
successivo alla sua presentazione. Nel processo davanti alle
giurisdizioni
amministrativa e contabile è sufficiente il deposito di nuova istanza
di
fissazione dell'udienza, con espressa dichiarazione che essa è
formulata ai
sensi della presente legge. Negli altri casi, la richiesta è formulata
con
apposita istanza, depositata nella cancelleria o segreteria del giudice
procedente.
3-sexies. Il giudice procedente e
il capo
dell’ufficio giudiziario sono avvisati senza ritardo del deposito
dell’istanza
di cui al comma 3-quinquies. A decorrere dalla data del
deposito, il
processo civile è trattato prioritariamente ai sensi degli articoli 81,
secondo
comma, e 83 delle disposizioni per l’attuazione del codice di procedura
civile
e disposizioni transitorie, di cui al regio decreto 18 dicembre 1941,
n. 1368,
con esclusione della deroga prevista dall’articolo 81, secondo comma, e
di
quella di cui
3
all’articolo 115, secondo comma, delle medesime disposizioni di
attuazione;
neiprocessi penali si applica la
disciplina dei procedimenti relativi agli imputati in stato di custodia
cautelare; nei processi amministrativi e contabile l’udienza di
discussione è
fissata entro novanta giorni. Salvo che nei processi penali, la
motivazione
dellasentenza che definisce il giudizio è limitata ad una concisa
esposizione
dei motivi difatto e di diritto su cui la decisione si fonda. Il capo
dell’ufficio giudiziario vigilasull’effettivo rispetto di tutti i
termini
acceleratori fissati dalla legge»;
d) In sede
di prima applicazione, nei giudizi pendenti in cui sono già decorsi
itermini di
cui all’articolo 2, comma 3-ter, della legge n. 89 del 2001,
l’istanza
di cui al comma 3-quinquies dello stesso articolo 2 è
depositata entro
sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge.».
Articolo 2
(Estinzione del processo per violazione
dei termini
di durata ragionevole)
«1. Nel codice di procedura penale, dopo
l’articolo
346 è inserito il seguente:
Art. 346-bis - (Non doversi
procedere per
estinzione del processo). 1. Il giudice nei processi per i quali la
pena
edittale determinata ai sensi dell’art. 157 del codice penale è
inferiore nel
massimo ai dieci anni di reclusione dichiara non doversi procedere per
estinzione delprocesso quando:
a) dal provvedimento con cui il pubblico
ministero
esercita l’azione penaleformulando
l’imputazione ai sensi dell’articolo 405 sono decorsi più di due anni
senza che
sia stata emessa la sentenza che definisce il giudizio di primo grado;
b) dalla sentenza di cui alla lettera a)
sono decorsi
più di due anni senza che sia stata pronunciata la sentenza che
definisce il
giudizio di appello;
c) dalla sentenza di cui alla lettera b)
sono decorsi
più di due anni senza che sia stata pronunciata sentenza da parte della
Corte
di cassazione;
d) dalla sentenza con cui la Corte di
cassazione ha
annullato con rinvio il provvedimento oggetto del ricorso è decorso più
di un
anno senza che sia stata pronunciata sentenza irrevocabile.
2. Il corso dei termini indicati nel comma
1 è
sospeso:
a) nei casi di autorizzazione a procedere,
di
deferimento della questione ad altro giudizio e in ogni altro caso in
cui la
sospensione del procedimento penale è imposta da una particolare
disposizione
di legge;
b) nell’udienza preliminare e nella fase
del
giudizio, durante il tempo in cui l’udienza o il dibattimento sono
sospesi o
rinviati per impedimento dell’imputato o del suo difensore, ovvero su
richiesta
dell’imputato o del suo difensore, sempre che la sospensione o il
rinvio non
siano stati disposti per assoluta necessità di acquisizione della prova;
c) per il tempo necessario a conseguire la
presenza
dell’imputato estradando.
3. Nelle ipotesi di cui agli articoli 516,
517 e 518
in nessun caso i termini di cui al comma 1 possono essere aumentati
complessivamente per più di tre mesi.
4. Alla sentenza irrevocabile di non
doversi
procedere per estinzione del processo si applica l’articolo 649.
5. Le disposizioni dei commi 1, 2, 3 e 4
non si
applicano nei processi in cui l’imputato ha già riportato una
precedente
condanna a pena detentiva per delitto, anche se è intervenuta la
riabilitazione, o è stato dichiarato delinquente o contravventore
abituale o
professionale, e nei processi relativi a uno dei seguenti delitti,
consumati o
tentati:
a)
delitto di associazione per delinquere previsto dall’articolo 416 del
codice
penale;
b)
delitto di incendio previsto dall’articolo 423 del codice penale;
c)
delitti di pornografia minorile previsti dall’articolo 600-ter del
codice penale;
d)
delitto di sequestro di persona previsto dall’articolo 605 del codice
penale;
4
e)
delitto di atti persecutori previsto dall’articolo 612-bis del
codice
penale
f)
delitto di furto quando ricorre la circostanza aggravante prevista
dall’art.4
della legge 8 agosto 1977, n.533, o taluna delle circostanze aggravanti
previste dall’articolo 625 del codice penale;
g)
delitti di furto previsti dall’articolo 624-bis del codice
penale;
h)
delitto di circonvenzione di persone incapaci, previsto dall’articolo
643 del
codice penale;
i)
delitti previsti dall’articolo 51, commi 3-bis e 3-quater,
del
codice di procedura penale;
l)
delitti previsti dall’articolo 407, comma 2, lettera a), del codice di
procedura penale;
m)
delitti commessi in violazione delle norme relative alla prevenzione
degli
infortuni e all’igiene sul lavoro e delle norme in materia di
circolazione
stradale;
n)
reati previsti nel testo unico delle disposizioni concernenti la
disciplina
dell’immigrazione e norme sulla condizione
dello
straniero, di cui a decreto legislativo25 luglio 1998, n.286;
o)
delitti di attività organizzate per il traffico illecito di rifiuti
previsti
dall’art. 260, commi 1 e 2, del decreto legislativo 3 aprile 2006,
n.152.
6. In caso di dichiarazione di estinzione
del
processo, ai sensi del comma 1, non si applica l’articolo 75 comma 3.
Quando la
parte civile trasferisce l’azione in sede civile, i termini a comparire
di cui
all’art. 163 bis del codice di procedura civile sono ridotti
della metà,
e il giudice fissa l’ordine di trattazione delle cause dando precedenza
al
processo relativo all’azione trasferita.
7. Le disposizioni del presente articolo
non si
applicano quando l’imputato dichiara di non volersi avvalere della
estinzione
del processo. La dichiarazione deve essere formulata personalmente in
udienza
ovvero è presentata dall’interessato personalmente o a mezzo di
procuratore
speciale. In quest’ultimo caso la sottoscrizione della richiesta deve
essere
autenticata nelle forme previste dall’articolo 583, comma 3.».
Articolo 3
(Entrata in vigore)
1. La presente legge entra in vigore il
giorno
successivo a quello della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale.
2. Le disposizioni dell’articolo 2 si
applicano ai
processi in corso alla data di entrata in vigore della presente legge,
ad
eccezione di quelli che sono pendenti avanti alla Corte d’appello o
alla Corte
di cassazione.».
5
RELAZIONE
Il
provvedimento intende attuare il principio della ragionevole durata dei
processi, sancito sia nella convenzione europea dei diritti dell’uomo
(art.6),
che nella Costituzione (art.111).
L’articolo
1 contiene misure per razionalizzare le procedure di equo
indennizzo
previste nella legge 24 marzo 2001 n.89 (cd. legge Pinto), che trovano
applicazione allorquando sia stato violato il diritto alla ragionevole
durata
del processo civile, penale o amministrativo.
L’obiettivo
è quello di rendere più certi i presupposti, la procedura e la
quantificazione
dell’equo indennizzo, nel quadro di un generale contenimento degli
effetti,
anche economici, derivanti dalla durata non ragionevole dei processi.
Lo Stato
italiano è, infatti, quello che subisce il maggior numero di condanne
da parte
della Corte europea sui diritti dell’uomo per l’eccessiva durata dei
processi.
A fronte di tali condanne, sono stati corrisposti indennizzi pari a
14,7
milioni di euro, nel 2007, a 25 milioni di euro, nel 2008, e a 13,6
milioni di
euro nel primo semestre del 2009. Questi dati sono ancor più
preoccupanti se si
considera che, per lo stesso titolo, erano stati pagati, nel 2002,
indennizzi
per 1,26 milioni di euro, e che essi si riferiscono a somme erogate
direttamente dal Ministero della Giustizia, cui devono aggiungersi i
pignoramenti che le parti operano presso le singole Tesorerie
Provinciali (ad
esempio, nel biennio 2007-2008 sono stati pignorati presso la tesoreria
di Roma
7,2 milioni di euro). Altrettanto preoccupante è l’incremento del
numero dei
procedimenti di equa riparazione, pari al 42% all’anno: erano 5051 nel
2003;
28.383 nel 2008; 17.259 nel primo semestre del 2009 (con una proiezione
finale
di oltre 34.000 procedimenti, per il corrente anno).
Ai
danni finanziari, si aggiunge il rilevante danno di immagine che
l’Italia
subisce per le ripetute condanne dinanzi alla Corte di Strasburgo. Si
tratta di
una vera e propria emergenza, come riconosciuto anche dal Presidente
della
Corte di Cassazione nel corso della inaugurazione dell’anno giudiziario
2009.
Tanto premesso, l’articolo 1 del disegno di legge modifica e integra
l’articolo
2 della legge 89/2001.
In
primo luogo, è previsto che la domanda di equa riparazione sia
subordinata a
una specifica istanza di sollecitazione, che la parte deve presentare
nel
processo (civile, penale o amministrativo) entro sei mesi dalla
scadenza dei
termini di non irragionevole durata, previsti dal nuovo comma 3-ter dell’articolo
2 l.n.89-2001. In questo modo, il meccanismo potrà assumere una
funzione non
solo risarcitoria, ma anche acceleratoria e, dunque, virtuosa.
Presentata
l’istanza di sollecitazione, i processi godranno, infatti, di una
corsia
preferenziale, sotto la vigilanza del capo dell’ufficio interessato, e
la
sentenza che definisce il giudizio potrà essere sinteticamente motivata
(ad
eccezione delle sentenze penali).
In
secondo luogo, il comma 3-ter dell’articolo 2 della legge
89-2001,
introdotto dall’art.1, comma 1, lettera c), del disegno di legge,
stabilisce
una presunzione legale di non irragionevole durata dei processi nei
quali
ciascun grado di giudizio si sia protratto per un periodo non superiore
a due
anni (un anno per il giudizio di rinvio). Non si tratta si una
presunzione
assoluta, in quanto il giudice che decide sulla domanda di equa
riparazione –
vale a dire, la corte d’appello competente ex articolo 3
l.n.89-2001,
non modificato dal d.d.l. – potrà aumentare il termine fino alla metà
nei casi
di complessità del caso e valutato pure il comportamento delle parti
private e
del giudice.
6
Inoltre,
per valorizzare la speditezza, ma anche la lealtà processuale, dal
termine di
ragionevole durata del processo sono esclusi i periodi relativi ai
rinvii
richiesti o consentiti dalla parte, nel limite di 90 giorni ciascuno.
In
terzo luogo, è previsto che, nella liquidazione dell’indennizzo il
giudice deve
tener conto del valore della domanda proposta, o accolta, nel
procedimento nel
quale si è verificata la violazione del termine di ragionevole durata.
Anche
questa previsione è in linea con la giurisprudenza della Corte europea,
che ha
fissato dei criteri generali per la liquidazione riconoscendo ai
giudici
nazionali la possibilità di uno “scostamento ragionevole” da essi.
Nella stessa
ottica si spiega la riduzione di un quarto dell’indennizzo quando il
procedimento, cui si riferisce la domanda di equa riparazione, è stato
definito
con il rigetto delle richieste del ricorrente, ovvero quando ne è
evidente
l’infondatezza.
In
quarto luogo, con una disposizione transitoria, si prevede che nei
giudizi
pendenti alla data di entrata in vigore della legge in cui siano già
decorsi i
termini di ragionevole durata, l’istanza di sollecitazione deve essere
depositata entro sessanta giorni. L’articolo 2 prevede
l’estinzione
dell’azione penale e, quindi, del processo, per violazione dei termini
di
ragionevole durata.
La
norma intende adeguare il sistema processuale alla convenzione europea
dei
diritti dell’uomo (art.6) e alla Costituzione (art.111, comma 2) e
contenere
entro limiti fisiologici il contenzioso derivante dalle procedure di
equa
riparazione (cd. Legge Pinto).
Da
molti anni, gli analisti registrano come in Italia il principio della
ragionevole durata dei processi è sistematicamente violato, al punto
che il
nostro Paese è quello che subisce il maggior numero di condanne da
parte della
Corte europea dei diritti dell’uomo, con conseguenze molto severe, sia
in
termini finanziari che di immagine.
Peraltro,
il processo penale, oltre ad essere irragionevolmente lungo, è anche in
molti
casi privo di reale sostanza, come dimostra il numero sempre maggiore
di reati
dichiarati estinti per prescrizione. Ciò significa che l’organizzazione
giudiziaria occupa una parte delle proprie risorse per celebrare
processi privi
di reale utilità, generando sfiducia nella certezza della pena e
indebolendo la
capacità della norma penale di operare come un deterrente.
In
tale contesto, si colloca il meccanismo di estinzione del processo,
espressione
di una moderna sensibilità giuridica e destinato ad attuare il
principio della
«durata ragionevole» nel processo penale.
In
alcuni casi, il diritto dell’imputato a non restare sotto la soggezione
del
processo per un periodo di tempo troppo lungo può esser pienamente
soddisfatto
prevedendo ex lege termini massimi di durata dei diversi gradi
di
giudizio, il cui superamento obbliga il giudice della fase a
pronunciare una
sentenza di non doversi procedere. In questo modo, il processo sarà
definito
prima che si verifichi la violazione del diritto alla ragionevole
durata, sul
presupposto dell’inattuabilità, o sopravvenuta carenza, dell’interesse
all’esercizio dell’azione penale e, attraverso di essa, alla pretesa
punitiva
dello Stato.
Questo
meccanismo soddisfa, da un lato, l’aspettativa dell’imputato a che il
processo
si concluda entro una certa misura di tempo; dall’altro, l’aspettativa
dell’apparato giudiziario a concludere i processi senza subire altri
effetti
che non siano la propria scarsa sollecitudine.
Quando,
però, il processo riguarda reati gravi o di allarme sociale, la sua
durata
massima non può essere determinata ex lege. Pertanto, il
disegno di
legge prevede che l’estinzione processuale opera solo nei processi
relativi a
reati puniti con pene inferiori nel massimo ai dieci anni di reclusione
e
sempreché non si proceda nei confronti di imputati recidivi o
delinquenti o
contravventori abituali o professionali (articolo 2,
7
commi
1 e 5). Al di fuori di questi casi, l’estinzione processuale non può
operare in
quanto prevale l’interesse all’accertamento delle responsabilità e
all’applicazione della sanzione. Il rimedio al protrarsi del processo
potrà,
quindi, consistere soltanto nell’equo indennizzo.
Il
meccanismo dell’estinzione processuale si basa sulla previsione di
termini di
durata di ciascun grado del giudizio e di cause di sospensione, che
fermano
l’«orologio», premiando i «tempi attivi» del processo e neutralizzando
quelli
passivi o «di attraversamento» dovuti a rinvii forzati, imputabili a
scelte
delle parti, o a cause esterne, come quando sia necessario acquisire
una
condizione di procedibilità (ad esempio, l’autorizzazione a procedere).
Il
comma 1 dell’articolo 2 stabilisce che, a partire dall’assunzione della
qualità
di imputato, ciascun grado del processo deve esser definito entro un
termine
massimo di due anni (un anno per il giudizio di rinvio), scaduto il
quale il
giudice della fase deve dichiararne l’estinzione. La previsione di un
termine
di eguale durata per i diversi gradi di giudizio è giustificata dalla
diversa
distribuzione degli organici e dei carichi di lavoro presso tribunali,
corti
d’appello e corte di cassazione, che non consente di prevedere tempi
più brevi
per i processi che pendono in grado di appello o avanti alla Corte di
cassazione.
Nel
comma 2, si indicano i casi in cui il corso dei termini è sospeso, tra
cui i
periodi di sospensione del processo previsti dalla legge e il tempo in
cui
l’udienza o il dibattimento sono sospesi o rinviati per impedimento
dell’imputato
o del suo difensore. La scelta delle cause di sospensione si fonda
sull’articolo 159 del codice penale.
I
termini di fase restano, quindi, sospesi in ogni caso in cui la
sospensione del
procedimento é imposta da una particolare disposizione di legge (ad
es.,
articoli 3, 47, 71, 477, 479, 509 del codice di procedura penale;
articolo 23
della legge 11 marzo 1953, n. 87; articolo 35 del decreto legislativo
28 agosto
2000, n. 274; articolo 343 del codice di procedura penale, in tema di
autorizzazione a procedere; articolo 16 della legge 22 maggio 1975, n.
152). Il
termine è, altresì, sospeso in conseguenza di un impedimento
dell’imputato o
del suo difensore o quando il rinvio è stato disposto su loro richiesta.
A
queste ipotesi, è doveroso aggiungere quelle in cui il blocco del
procedimento
si verifica per una causa esterna, non imputabile agli organi
giudiziari, come
quando sia in atto l’estradizione dell’imputato.
Il
comma 3 prevede che, quando in dibattimento vengono effettuate nuove
contestazioni
dal pubblico ministero, il termine di fase non può essere aumentato
complessivamente
per più di tre mesi.
Nel
comma 4, si specifica che la sentenza di non doversi procedere, per
estinzione
del processo, una volta definitiva, produce l’effetto preclusivo
previsto
dall’articolo 649 del codice di procedura penale. Pertanto, rispetto ai
fatti oggetto
del processo dichiarato estinto opera il principio del ne bis in
idem.
Il
comma 5 prevede un ampio numero di eccezioni.
L’estinzione
processuale non opera nei processi a carico di imputati recidivi,
delinquenti abituali
o professionali, in quelli relativi ai reati di mafia, terrorismo e
agli altri
delitti ad essi assimilati (articolo 51, commi 3-bis e 3-quater)
e in quelli ritenuti di allarme sociale. In questi casi, sull’interesse
dell’imputato alla ragionevole durata del processo prevale l’interesse
della
collettività all’accertamento della responsabilità penale e
all’applicazione
della pena. Questo “doppio binario” è in linea con le scelte già
compiute dal
legislatore e già più volte sottoposte al vaglio della Corte
costituzionale, che
ne ha riconosciuto la ragionevolezza e legittimità.
Il
comma 6 prevede che la parte civile costituitasi nel processo colpito
dalla
estinzione,
quando
trasferisce l’azione in sede civile, ha diritto sia alla riduzione
della metà
dei
8
termini
a comparire di cui all’art. 163 bis del codice di procedura
civile, sia
alla trattazione prioritaria del processo relativo all’azione
trasferita.
Infine,
il comma 7 sancisce la facoltà per l’imputato di rinunciare alla
estinzione del
processo, secondo un principio affermato dalla Corte costituzionale con
sentenza 23 maggio 1990, n. 275.
L’articolo
3 del disegno di legge contiene disposizioni relative all’entrata
in vigore
della legge e all’applicazione delle norme sull’estinzione processuale.
In
particolare, nel comma 2 è specificato che le nuove norme si
applicheranno nei processi
in corso alla data di entrata in vigore della legge, ad eccezione dei
processi
che pendono avanti alla Corte d’appello o alla Corte di cassazione.
LA VERITA' non viene scalfita dal fatto qui descritto. I molti avvocati sono la conseguenza logica e naturale di un sistema che si è talmente incancrenito da non lasciare via d'uscita. E' ovvio che questo incancrenimento trova nei componenti di questo andazzo persone interessate a tenere in piedi il sistema. Anzi! MOLTI reati sono di fatto sollecitati proprio perché in tal modo è possibile sbarcare il lunario. Tempo fa lessi un libro, che poi ho perduto e del quale NON ricodo il titolo, che conteneva il diario biografico di un italiano del seicento che era stato fatto prigioniero dai pirati saraceni e trattenuto per decenni in Istambul. Città della quale scriveva molto bene. In particolare, egli paragonava la velocità della Giustizia in Turchia contro quella italiana, che all' epoca registrava processi della durata di 40 anni. Un male nostrano? Direi
di NO! Un sistema raffinato di POTERE. GV
--- Gio 12/11/09, Rebecchi Adriano <altofiamma@...> ha scritto:
Da: Rebecchi Adriano <altofiamma@...> Oggetto: Fw: [fiamma] le bugie di Vespa A: "Fiamma Yahoogroups" <fiamma@yahoogroups.com>, "Movimento Nazionalpopolare" <movnazpop@...>, "Merimar" <merimar@...> Data: Giovedì 12 novembre 2009, 19:24
Non solo, abbiamo un mare di avvocati, più degli altri paesi europei.
Solo a Roma ci sono più avvocati che in tutta la Francia!
Nel Parlamento italiano è la categoria tra le più numerose se non la più numerosa e si vede la miriade di leggi cavillose che fanno.
E, senza offesa per nessuno, io che ho diretto per anni l'ufficio recupero crediti di un importante Istituto di Credito, posso dichiarare senza ombra di dubbio che gli avvocati sono la PRIMA CAUSA della lungaggine dei processi, con le loro istanze dilatorie, i supplementi di termini, i difetti di notifica, le continue citazioni di nuovi testi ecc.ecc.
E, a scanso di equivoci, affinchè nessuno mi veda come un "taglieggiatore" di poveri cittadini, POSSO CONFERMARE che diversi appartenenti al famoso "popolo delle partite Iva", ci fregava allegramente proprio grazie ai compiacenti avvocati, peraltro in buona compagnia con lo Stato al quale fregavano le tasse e con i dipendenti ai quali fregavano le liquidazioni e quant'altro.
Ieri sera a porta a porta, Bruno Vespa ha presentato delle statistiche che dimostrano come i tempi dei processi in Italia sono, per esempio, molto più lunghi che in Francia.
E' vero, ma la menzogna sta nel non dire che in Francia, per un numero di cittadini inferiore a quello Italiano, ci sono un numero DOPPIO di magistrati.. .
PUR concordando in linea di principio, visto che mi ricordo molto bene dei bombardamenti da me subiti, compreso un mitragliamento aereo ad personam....ricordo tuttì altro che piacevole..ancora mi ricordo steso dietro ad un piccolo parapetto, occorre seguire i moti della politica, specie quella italiana, fatta di piccoli passi. Uno tira l' altro. Attenzione però a non creare situazioni di contrasto. Quando si dedicano giorni alla memoria, spesso ci si dimentica di altri giorni. Speo di essermi fatto capire. GV
--- Gio 12/11/09, Rebecchi Adriano <altofiamma@...> ha scritto:
Da: Rebecchi Adriano <altofiamma@...> Oggetto: [fiamma] Il 12 novembre "giornata del ricordo" A: "Fiamma Yahoogroups" <fiamma@yahoogroups.com>, "Movimento Nazionalpopolare" <movnazpop@...>, "Merimar" <merimar@...> Data: Giovedì 12 novembre 2009, 13:40
In data odierna il Parlamento della Repubblica Italiana, con il voto di TUTTI i Partiti, ha approvato l'istituzione del 12 novembre quale "giornata del ricordo delle vittime italiane in missione di pace all'estero".
Ferme tutte le nostre riserve sulla parola "pace", perchè solo l'ipocrisia antifascista e del politicamente corretto può considerare missioni di pace quelle svolte dall'Italia a sostegno delle vere e proprie guerre di aggressione degli Usa, guerre in realtà per il controllo delle fonti energetiche e per sottomettere gli Stati che si oppongono al loro dominio planetario, STIGMATIZZIAMO il disinteresse ed il menefreghismo delle stesse Autorità, Istituzioni e Forze Politiche, nei confronti della richiesta del "Comitato per Foggia città martire" per l'istituzione di "UNA GIORNATA DEL RICORDO PER LE OLTRE 100MILA VITTIME CIVILI ITALIANE DEI BOMBARDAMENTI TERRORISTICI ANGLOAMERICANI DEL 2° CONFLITTO MONDIALE" (la data proposta è quella del 20 ottobre anniversario della strage dei bambini di Gorla-Milano) .
Comunque nessuno si faccia illusioni e non speri nel nostro abbandono dell'iniziativa, i mezzi sono scarsi, la nostra visibilità oscurata, ma noi non molleremo fino a quando anche quella marea di civili innocenti non avrà il GIUSTO e DOVEROSO RICORDO..
In data odierna il Parlamento della Repubblica Italiana, con il voto di TUTTI i Partiti, ha approvato l'istituzione del 12 novembre quale "giornata del ricordo delle vittime italiane in missione di pace all'estero".
Ferme tutte le nostre riserve sulla parola "pace", perchè solo l'ipocrisia antifascista e del politicamente corretto può considerare missioni di pace quelle svolte dall'Italia a sostegno delle vere e proprie guerre di aggressione degli Usa, guerre in realtà per il controllo delle fonti energetiche e per sottomettere gli Stati che si oppongono al loro dominio planetario, STIGMATIZZIAMO il disinteresse ed il menefreghismo delle stesse Autorità, Istituzioni e Forze Politiche, nei confronti della richiesta del "Comitato per Foggia città martire" per l'istituzione di "UNA GIORNATA DEL RICORDO PER LE OLTRE 100MILA VITTIME CIVILI ITALIANE DEI BOMBARDAMENTI TERRORISTICI ANGLOAMERICANI DEL 2° CONFLITTO MONDIALE" (la data proposta è quella del 20 ottobre anniversario della strage dei bambini di Gorla-Milano).
Comunque nessuno si faccia illusioni e non speri nel nostro abbandono dell'iniziativa, i mezzi sono scarsi, la nostra visibilità oscurata, ma noi non molleremo fino a quando anche quella marea di civili innocenti non avrà il GIUSTO e DOVEROSO RICORDO.
Non solo, abbiamo un mare di avvocati, più degli altri paesi europei.
Solo a Roma ci sono più avvocati che in tutta la Francia!
Nel Parlamento italiano è la categoria tra le più numerose se non la più numerosa e si vede la miriade di leggi cavillose che fanno.
E, senza offesa per nessuno, io che ho diretto per anni l'ufficio recupero crediti di un importante Istituto di Credito, posso dichiarare senza ombra di dubbio che gli avvocati sono la PRIMA CAUSA della lungaggine dei processi, con le loro istanze dilatorie, i supplementi di termini, i difetti di notifica, le continue citazioni di nuovi testi ecc.ecc.
E, a scanso di equivoci, affinchè nessuno mi veda come un "taglieggiatore" di poveri cittadini, POSSO CONFERMARE che diversi appartenenti al famoso "popolo delle partite Iva", ci fregava allegramente proprio grazie ai compiacenti avvocati, peraltro in buona compagnia con lo Stato al quale fregavano le tasse e con i dipendenti ai quali fregavano le liquidazioni e quant'altro.
Ieri sera a porta a porta, Bruno Vespa ha presentato delle statistiche che dimostrano come i tempi dei processi in Italia sono, per esempio, molto più lunghi che in Francia.
E' vero, ma la menzogna sta nel non dire che in Francia, per un numero di cittadini inferiore a quello Italiano, ci sono un numero DOPPIO di magistrati...
FIORE: CI MOBILITEREMMO ANCHE RISCHIANDO ILLEGALITA'
Il Segretario di Forza Nuova Roberto Fiore commenta la sentenza della Corte europea dei diritti dell'uomo sulla presenza dei crocifissi in aula in Italia:"Si tratta di una sentenza vergognosa, indecente, offensiva delle tradizioni dell'intera Europa oltrechè dell'Italia. Ci mobilitiamo immediatamente contro questo scempio, che se non verrà fermato sul nascere ci costringerà ad agire in modo pesante anche, se necessario, ai confini della legalità, perchè non possiamo accettare di ripudiare la nostra storia. Ecco a cosa siamo arrivati omettendo di inserire le radici cristiane nella Costituzione europea: al rifiuto esplicito della nostra identità, cosa che mai permetteremo. Le belle parole del governo oggi sono pura propaganda:è bene che l'Italia faccia ricorso, ma la stessa destra che si dice indignata dalla sentenza è unita nell'appoggiare il Trattato di Lisbona che priverà definitivamente l'Italia di ogni autonomia giuridica e politica. Forza Nuova è pronta a scendere in piazza subito, per chiedere anche una consultazione popolare sulla carta di Lisbona." Il Coordinatore nazionale di Forza Nuova Paolo Caratossidis aggiunge:"E' gravissimo che dei burocrati vengano a imporre i loro dogmi iperlaicisti a casa nostra: se qualcuno tenterà di rimuovere il crocefisso dalle scuole si troverà contro un muro umano guidato da Forza Nuova. Chi pensa di minare alle fondamenta i riferimenti storici del nostro Popolo se ne pentirà amaramente. Iniziamo una campagna per riportare i crocifissi in tutte le scuole da subito."
Ieri sera a porta a porta, Bruno Vespa ha presentato delle statistiche che dimostrano come i tempi dei processi in Italia sono, per esempio, molto più lunghi che in Francia.
E' vero, ma la menzogna sta nel non dire che in Francia, per un numero di cittadini inferiore a quello Italiano, ci sono un numero DOPPIO di magistrati...
In data odierna il Parlamento della Repubblica Italiana, con il voto di TUTTI i Partiti, ha approvato l'istituzione del 12 novembre quale "giornata del ricordo delle vittime italiane in missione di pace all'estero".
Ferme tutte le nostre riserve sulla parola "pace", perchè solo l'ipocrisia antifascista e del politicamente corretto può considerare missioni di pace quelle svolte dall'Italia a sostegno delle vere e proprie guerre di aggressione degli Usa, guerre in realtà per il controllo delle fonti energetiche e per sottomettere gli Stati che si oppongono al loro dominio planetario, STIGMATIZZIAMO il disinteresse ed il menefreghismo delle stesse Autorità, Istituzioni e Forze Politiche, nei confronti della richiesta del "Comitato per Foggia città martire" per l'istituzione di "UNA GIORNATA DEL RICORDO PER LE OLTRE 100MILA VITTIME CIVILI ITALIANE DEI BOMBARDAMENTI TERRORISTICI ANGLOAMERICANI DEL 2° CONFLITTO MONDIALE" (la data proposta è quella del 20 ottobre anniversario della strage dei bambini di Gorla-Milano).
Comunque nessuno si faccia illusioni e non speri nel nostro abbandono dell'iniziativa, i mezzi sono scarsi, la nostra visibilità oscurata, ma noi non molleremo fino a quando anche quella marea di civili innocenti non avrà il GIUSTO e DOVEROSO RICORDO.
L'immunità parlamentare, che sarebbe dovuta servire a proteggere i parlamentari per azioni compiute nell'esercizio della loro funzione istituzionale, fu revocata nel 1993 perché le camere ne abusavano assolvendo sistematicamente i propri componenti da reati comuni che nulla avevano a che fare con la propria funzione.
A causa della scarsa onestà della casta politica l'istituto era passato scandalosamente da immunità a impunità.
Ora la si vuole ripristinare.
Vi pare, anche alla luce del libro "La casta " di Rizzo, che la situazione sia cambiata e che la casta politica si sia ravveduta e sia più onesta?
LA Questione è molto più grave per la società italiana di quanto si pensi. Già oggi la delinquenza dilaga proprio per la garanzia dell'impunità. A processi lunghi, peraltro VOLUTI dal Sistema, attraverso il numero ridotto dei magistrati ( ne abbiamo un terzo di quelli presenti in Francia) chiunque agisce indifferente ai risultati. Se un colpevole di qualsiasi reato sessantenne, gli si dice che l'eventuale condanna, se arriva, gli può essere comminata dopo 15 anni, egli agirà con la massima improntitudine. Ho vissutoe vivo costantemente queste situazioni, con le mie denuncie che cadono sistematicamente nel vuoto. MA, BANDO alle CHIACCHIERE. Se ci si chiede in cosa consiste la RIVOLUZIONE, qualora la si voglia fare, questa è molto semplice. SOLO DUE sono i risultati da ottenere: 1) RIFORMA della Giustizia 2) Nazionalizzazione della banca centrale.
ADDENTELLATO: Nazionalizzazione di tutti i BENI d'interesse sociale. Giorgio Vitali
--- Mer 11/11/09, Alessandro Mezzano <alessandro.mezzano@...> ha scritto:
Da: Alessandro Mezzano <alessandro.mezzano@...> Oggetto: [fiamma] Processo breve A: Undisclosed-Recipient@... Data: Mercoledì 11 novembre 2009, 21:02
Processo breve
Non c´è niente da fare, il PDL fa quadrato intorno a Berlusconi e, scaduta una scappatoia per tenerlo fuori dai processi che lo vedono imputato di vari reati comuni, te ne inventano subito un´altra e la sparano immediatamente in Parlamento confidando su di una maggioranza ragguardevole e sulla supina, cieca e servile obbedienza dei poco onorevoli del PDL e della Lega che avvallano qualsiasi cosa re Silvio voglia e disponga.
Esaminiamo allora anche questa ultima trovata del "processo breve" che, secondo i banditori del PDL e secondo quel marpione incallito di Fini Iscariota, dovrebbe evitare lo scandalo delle prescrizioni accorciate e risolvere nella legalità i problemi processuali di Berlusconi.
Si tratta di imporre per legge che i tre gradi di processi abbiano una durata massima di sei anni ( due per ogni grado) pena la decadenza dei procedimenti giudiziari.
Apparentemente sembra quasi una proposta ragionevole perché effettivamente gli attuali tempi processuali sono talmente lunghi da costituire di per se una grave ingiustizia per i cittadini che devono sottoporvisi, ma se analizziamo più attentamente la cosa, appare evidente l´ennesimo inganno..
La questione è semplicissima: se i tribunali disponessero di regole e di procedure che consentissero che in due anni per ogni grado di giudizio le cause potessero essere definite, tutto sarebbe normale, ma dato che con le attuali leggi, regolamenti e procedure, per non parlare delle carenze di organici, di modernizzazione e di finanziamenti ( che anzi sono stati tagliati), non consentono di stare entro i termini previsti dalla nuova legge, allora avremo una prescrizione inevitabile ed una assoluta impunibilità non solo per Silvio Berlusconi per il quale si sta facendo tutto questo ambaradan, ma anche per centinaia di migliaia di altri imputati in altri processi.
La sicurezza tanto sbandierata in campagna elettorale dal PDL come obiettivo primario da raggiungere se ne andrà a carte quarantotto, lasciando impuniti ed in libertà corrotti, corruttori, ladri, rapinatori, spacciatori, assassini, stupratori e pedofili, con buona pace dei fessi che hanno votato per Berlusconi e la sua cosca sperando nel buon governo...
Insomma, con la legge per i processi brevi, così come è stata impostata, sarà come se si volesse imporre di andare da Venezia a Milano in un´ora usando una vecchia 500.
Sarebbe il caso di fornire prima una Ferrari e solo dopo pretendere una simile prestazione.
Fuor di metafora, si deve prima fare una legge, dei regolamenti di procedura, delle modernizzazioni ( esempio informatizzare un settore che naviga ancora con tonnellate di carte, di timbri e di visti), stanziare finanziamenti che permettano ragionevolmente di svolgere i tre gradi del processo in due anni per ogni grado e solo dopo pretendere che tali tempi siano rispettati!
Eppure, in funzione di quella legge universale che determina che i cretini sono sempre di più delle persone intelligenti, la grande massa dei cittadini crederà che si sia fatta un legge giusta e buona, Fini Iscariota farà la bella figura di avere evitato lo sconcio delle prescrizioni brevi e Silvio Berlusconi otterrà il risultato di restare fuori dalla galera che è tutto ciò che veramente voleva!
Il Forum nasce il 20 settembre del 1999 ma i primi veri interventi iniziano dal 10/11.
Ne è passata di acqua sotto i ponti in tutti questi anni! Camerati (e/o persone "libere") che ci hanno seguito per un breve tratto, utenti che se ne sono andati "sbattendo la porta", altri che lo hanno fatto in punta di piedi, molti che ci seguono senza partecipare al dibattito, tanti che gli sono rimasti fedeli dopo essersi iscritti.
A tutti va il mio e il vostro ringraziamento per aver contribuito a tenere accesa una "fiammella" nel buio che ci circonda e non possiamo che augurarci di essere ancora qui fra altri 10 anni per festeggiare nuovamente il nostro gruppo.
Non c’è niente da fare, il PDL fa quadrato intorno a Berlusconi e, scaduta una scappatoia per tenerlo fuori dai processi che lo vedono imputato di vari reati comuni, te ne inventano subito un’altra e la sparano immediatamente in Parlamento confidando su di una maggioranza ragguardevole e sulla supina, cieca e servile obbedienza dei poco onorevoli del PDL e della Lega che avvallano qualsiasi cosa re Silvio voglia e disponga.
Esaminiamo allora anche questa ultima trovata del “processo breve” che, secondo i banditori del PDL e secondo quel marpione incallito di Fini Iscariota, dovrebbe evitare lo scandalo delle prescrizioni accorciate e risolvere nella legalità i problemi processuali di Berlusconi.
Si tratta di imporre per legge che i tre gradi di processi abbiano una durata massima di sei anni ( due per ogni grado) pena la decadenza dei procedimenti giudiziari.
Apparentemente sembra quasi una proposta ragionevole perché effettivamente gli attuali tempi processuali sono talmente lunghi da costituire di per se una grave ingiustizia per i cittadini che devono sottoporvisi, ma se analizziamo più attentamente la cosa, appare evidente l’ennesimo inganno.
La questione è semplicissima: se i tribunali disponessero di regole e di procedure che consentissero che in due anni per ogni grado di giudizio le cause potessero essere definite, tutto sarebbe normale, ma dato che con le attuali leggi, regolamenti e procedure, per non parlare delle carenze di organici, di modernizzazione e di finanziamenti ( che anzi sono stati tagliati), non consentono di stare entro i termini previsti dalla nuova legge, allora avremo una prescrizione inevitabile ed una assoluta impunibilità non solo per Silvio Berlusconi per il quale si sta facendo tutto questo ambaradan, ma anche per centinaia di migliaia di altri imputati in altri processi.
La sicurezza tanto sbandierata in campagna elettorale dal PDL come obiettivo primario da raggiungere se ne andrà a carte quarantotto, lasciando impuniti ed in libertà corrotti, corruttori, ladri, rapinatori, spacciatori, assassini, stupratori e pedofili, con buona pace dei fessi che hanno votato per Berlusconi e la sua cosca sperando nel buon governo…
Insomma, con la legge per i processi brevi, così come è stata impostata, sarà come se si volesse imporre di andare da Venezia a Milano in un’ora usando una vecchia 500.
Sarebbe il caso di fornire prima una Ferrari e solo dopo pretendere una simile prestazione.
Fuor di metafora, si deve prima fare una legge, dei regolamenti di procedura, delle modernizzazioni ( esempio informatizzare un settore che naviga ancora con tonnellate di carte, di timbri e di visti), stanziare finanziamenti che permettano ragionevolmente di svolgere i tre gradi del processo in due anni per ogni grado e solo dopo pretendere che tali tempi siano rispettati!
Eppure, in funzione di quella legge universale che determina che i cretini sono sempre di più delle persone intelligenti, la grande massa dei cittadini crederà che si sia fatta un legge giusta e buona, Fini Iscariota farà la bella figura di avere evitato lo sconcio delle prescrizioni brevi e Silvio Berlusconi otterrà il risultato di restare fuori dalla galera che è tutto ciò che veramente voleva!
Le richieste vanno inoltrate scrivendo all’indirizzo: nicola.cospito@...
oppure telefonando o inviando un fax al n. 06 30891811
Contro la cultura degli adulti, ritenuta effimera e fuorviante, laJugendbewegungrichiamò sotto le sue bandiere gran parte della gioventù tedesca che dalle prime escursioni nelle valli e sulle vette, fino ai campi di battaglia della prima guerra mondiale e ai combattimenti in Alta Slesia, seppe creare una nuova metafisica dell’esistenza Nei primi anni del Novecento fece la sua comparsa in Germania la Jugendbewegung, il primo movimento giovanile di contestazione del nostro secolo.Oltre i miti borghesi del denaro, del successo, della felicità materiale, oltre gli pseudo-valori della società liberaldemocratica e della sua ideologia, i Wandervögel, questo il nome dei suoi aderenti, seppero promuovere una autentica rivoluzione della gioventù.
Sotto manifesto del 1913 del movimento giovanile Wandervögel fondato il 4 novembre 1901 a Steglitz presso Berlino:
"Gioventù tedesca! Pensa durante le tue escursioni alla gravità del tempo ed evita tutte le vistosità nel contegno e negli abiti! Abbandona gli inutili monili e i modi di fare rumorosi! Evita alcol e tabacco anche nelle escursioni! Canta canzoni decorose. Astieniti da canti e rumorose allegrie là dove altri potrebbero esserne disturbati. Il tuo comportamento sia degno di stima e rispetto. Abbi cura di prati, cime, foreste ed arbusti! La terra è sacra e sacro è tutto ciò che contiene. Proteggi la nostra Patria tedesca!"
E' solo uno sfogo ma
sarebbe ora che a furor di popolo... "alle forche, ai forconi"!
Un articolo stampa del solito giornalista a caccia di prebende riporta
la
frase in corsivo che segue:
Dal testo"...La
prescrizione breve calata nei tempi lunghi della giustizia accorcia la
punibilità dei presunti colpevoli e, soprattutto, concede loro una
sostanziale
impunità. Di fatto consente ai delinquenti di tutte le specie-
spacciatori e
truffatori, truffatori, ladri, tagliagole, evasori eccetera – di uscire
indenni
dai tribunali perché i tempi del processo sono lunghi e la prescrizione
è
breve...".
Mia considerazione
sul testo
sopra riportato. Considerazione sbagliata nella sostanza, ma giusta
nella sua
filosofia.
Quello riportato in corsivo, anche se forse solo retorico, è un
pensiero
socialmente discriminante, filosoficamente idiota, e profondamente
ingiusto.
Mi spiego.
Perché il nano ad ogni costo deve essere salvato
dall'azione magistrale rossa, verde, gialla... per verosimili misfatti
compiuti
in tempi in cui non era "nessuno", e, nonostante i lecchini
parlamentari e ytalyoty che lo seguono per imitarlo e ambirne gli
scarti, è ancora
in pectore rimasto "nessuno".
E poi, per il colmo del malesse sociale, il nano ha salvato dalla
possibile galera, tra gli
altri, anche mafiosi esportatori occulti di denaro e riciclatori
attraverso le
banche svizzere, o del Lichtenstein, o di Tonga... e li pure ha
premiati! Ma
anche disonesti imprenditori sono stati gratificati dal dissociato
premier
attraverso lo stesso scudo fiscale, mentre io pago con tanti altri,
veri
costruttori e salvatori d’Italia, sino all'ultimo centesimo dei
contributi che
governi insindacabili e squalificati m’impongono.
Allora, perché la gentaglia che compie reati cosiddetti
comuni, ancorché gravi, deve essere punita se non ha protezioni in alto
loco,
mentre l'oligarchia di casta per reati gravissimi deve sempre restare
impunita,
tra loro includendo banchieri, loro sodali, assicuratori, magistrati
irresponsabili per l’alto compito assunto… e giù giù sino agli uomini
in gonna
del Vaticano citati, qui, per ultimi, ma non ultimi in proposito di
malfare. Chi ha diritto a
lamentarsi dello schifo di questo Paese, e farlo a ragion veduta, sono
soltanto
quelli che subiscono soprusi, specialmente quando ledono la loro dignità. Allora, o dentro il
nano e suoi accoliti, se acclarato/i colpevole/i, o fuori tutti. Dunque si faccia processare
l'ectoplasma dei tribunali, e la smetta di gonfiare il petto
mettendosi i
tacchi alti per mostrarsi imponente… tanto non impressiona quelli che
la logica e
l'intelligenza la usano per capire.
C'è da aggiungere delle demenze
di minzolini, ormai peggio del "fido" che nacque in prossimità del
manicomio criminale del suo paese;ma
c'è da urlare anche contro ministri e "minestre" assunte
nell'empireo puzzolente del governo dopo balletti e belletti... Se il potere, secondo il divo
giulio, “logora chi non ce l’ha”, oggi il potere fa puzzare chi ce
l’ha.
Perciò anche possiamo affermare
che in ytalya, dal 1946, i politici divennero ladri per occasione, e
che oggi i
loro emuli sono invece ladri che si travestono da politici… Ma si sa,
in tempi
in cui culattoni e travestiti vanno di moda e imperano, a me non danno
fastidio
purché se ne stiano con le loro scempiaggini nel loro mondo, i politici
si
travestono da mignotte prezzolate della politica.
La smetto qui, ricordando chein
ytalya, per dirla con il politicamente scorretto giolitti, il ministro
di
malavita: "Un sigaro e una croce di cavaliere non si rifiuta a nessuno",
la capita bene questa storia il nano di cui sopra.
--- Mar 10/11/09, Facebook <notification+2jtc_stc@...> ha scritto:
Da: Facebook <notification+2jtc_stc@...> Oggetto: OCCHIO AL VACCINO A/H1N1 ti ha inviato un messaggio su Facebook... A: "Giorgio Vitali" <vitali.giorgio@...> Data: Martedì 10 novembre 2009, 16:19
Costruzione Rete Contatti Italia ha inviato un messaggio ai membri di OCCHIO AL VACCINO A/H1N1.
-------------------- Oggetto: COMBATTIAMO IL TERRORISMO MEDIATICO
--------- Original Message -------- Da:
"Strade d'Europa" <stradedeuropa@...> To: Oggetto:
Bollettino "Generazione Europa" Data: 10/11/09 10:35
Trieste, 10 novembre
2009
Si allega "Generazione Europa",
bollettino interno dell'Associazione Culturale Strade d'Europa di Trieste.
Il numero di novembre è dedicato al ventennale della caduta del Muro
di Berlino. Ringraziando per l'attenzione, si porgono distinti
saluti,
L'Ufficio
Stampa
A norma
del Decreto Legislativo 196/03, le comunichiamo quanto segue: la Sua e-mail
e stata inserita in rubrica o a seguito di Sua espressa richiesta o
perché Lei si è rivolto a noi per comunicazioni varie; oppure,
abbiamo reperito la sua e-mail navigando in rete o da e-mail che
l’hanno resa pubblica. I dati vengono trattati con riservatezza, nel
rispetto delle norme vigenti, e non verranno divulgati per nessun motivo. Se
non desidera ricevere comunicazione dei nostri post, può inviarci un
messaggio di risposta, recante la scritta 'cancella' e sarà, quindi,
escluso dalla rubrica. In mancanza di richiesta di esclusione, sarà
sottinteso il consenso alla spedizione dei nostri messaggi
elettronici.
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Il professor Renato Pallavidini, sottoposto a gogna mediatica per aver osato - su domanda degli studenti - criticare in classe la politica dello stato di Israele, vince la causa contro i suoi persecutori: sconfitta l´intolleranza dentro le mura della scuola di stato, riaffermato il carattere laico dell´insegnamento. Una vittoria di grande portata, che costituisce un´inversione di tendenza rispetto alle vicende liberticide degli ultimi tre anni.Certo come lui stesso dice, ci potranno essere contraccolpi pericolosi. Ma intanto si può dire con tranquillità che il vittimismo eccessivo non paga, vincere si può: anche in sede giudiziaria.
Difeso dall'avv. Roberto Preve, il prof. Renato Pallavidini ha vinto la causa contro il liceo Cavour di
Torino che nel 2007 lo aveva sospeso e sanzionato con la riduzione dello stipendio e l´annullamento di uno scatto di anzianità, per aver "osato" nel gennaio 2007 criticare in classe -peraltro su domande degli studenti- la politica estera di Israele. Si tratta di una vittoria eccezionale per la libertà di insegnamento e di espressione in Italia, che costituisce una netta inversione di tendenza rispetto a quanto accaduto negli ultimi anni, vedi per citare solo l'ultimo clamoroso "scandalo", il caso Caracciolo.
A seguire, un commento di Claudio Moffa (21e33.it)
COLGO L'OCCASIONE, nel confermare quanto qui sotto scritto, che invito ad una LETTURA costante e duratura, per fare alcune precisazioni:
Quanto scrive Paolo Barnard, di cui ho libri piuttosto interessanti, ( fra cui: Perché ci odiano, BUR) è già stato scritto da molto tempo. Un autore che ha speso la vita per illustrare il sistema di potere mondiale e mondialista è Henry Coston scrittore notissimo in Francia, che negli anni cinquanta scrisse un testo fondamentale: I FINANZIAERI CHE GOVERNANO IL MONDO. Un altro autore che è sempre bene tenere presente, perchè di sicuro il più prolifico scrittore di GEOPOLITICA, è il barone Von Zischka, di cui consiglio l'acquisto a qualsiasi prezzo e la lettura qualore si trovasse un qualche libro nelle bancarelle ( si trovano con facilità perché sono stati pubblicati in moltissime copie ed in molte lingue). Dui l'opera più importante è: La guerra segreta per il petrolio, edito in Italia da Bompiani nel 1938. VALIDISSIMO ancora oggi, perché siamo nel bel mezzo di una guerra senza esclusione di colpi per il controllo delle vie d'accesso e
di trasporto dell'oro nero. Altro autore consigliato è Jean Prassard, che ha scritto DOMINIO, edito dalla editrice CAPIRE.Le opere più recenti in tal senso sono: RIVELAZIONI NON AUTORIZZATE, di Marco Pizzuti, edito da IL PUNTO D' INCONTRO
--- Lun 9/11/09, gianmarco innocenzi <stgrunkazoon@...> ha scritto:
Da: gianmarco innocenzi <stgrunkazoon@...> Oggetto: [fiamma] questo è il potere A: "fiamma" <fiamma@yahoogroups.com> Data: Lunedì 9 novembre 2009, 16:47
Questo è Il Potere.
di Paolo Barnard
Eccovi i nomi e cognomi del Potere, chi sono, dove stanno, cosa fanno. Così li potrete riconoscere e saprete chi realmente oggi decide come viviamo. Così evitate di dedicare tutto il vostro tempo a contrastare le marionette del Potere, e mi riferisco a Berlusconi, Gelli, Napolitano, D´Alema, i ministri della Repubblica, la Casta e le mafie regionali. Così non avrete più quell´imbarazzo nelle discussioni, quando chi ascolta chiede "Sì, ma chi è il Sistema esattamente?", e vi toccava di rispondere le vaghezze come "le multinazionali... l´Impero... i politici... ". Qui ci sono i nomi e i cognomi, quindi, dopo avervi raccontato dove nacque il Potere (`Ecco come morimmo´, paolobarnard. info), ora l´attualità del Potere. Tuttavia è necessaria una premessa assai breve.
Il Potere è stato eccezionalmente abile in molti aspetti, uno di questi è stato il suo mascheramento. Il Potere doveva rimanere nell´ombra, perché alla luce del sole avrebbe avuto noie infinite da parte dei cittadini più attenti delle moderne democrazie. E così il Potere ci ha rifilato una falsa immagine di se stesso nei panni dei politici, dei governi, e dei loro scherani, così che la nostra attenzione fosse tutta catalizzata su quelli, mentre il vero Potere agiva sostanzialmente indisturbato. Generazioni di cittadini sono infatti cresciuti nella più totale convinzione che il potere stesse nelle auto blu che uscivano dai ministeri, nei parlamenti nazionali, nelle loro ramificazioni regionali, e nei loro affari e malaffari. Purtroppo questa abitudine mentale è così radicata in milioni di persone che il solo dirvi il contrario è accolto da incredulità se non derisione. Ma è la verità, come andrò dimostrando di
seguito. Letteralmente, ciò che tutti voi credete sia il potere non è altro che una serie di marionette cui il vero Potere lascia il cortiletto della politica con le relative tortine da spartire, a patto però che eseguano poi gli ordini ricevuti. Quegli ordini sono le vere decisioni importanti su come tutti noi dobbiamo vivere. E´ così da almeno 35 anni. In sostanza il punto è questo: combattere la serie C dei problemi democratici (tangentopoli, la partitocrazia, gli inciuci D´Alem-berlusconiani, i patti con le mafie, l´attacco ai giudici di questo o quel politico, le politiche locali dei pretoriani di questo o quel partito ecc.) è certamente cosa utile, non lo nego, ma non crediate che cambierà una sola virgola dei problemi capitali di tutti gli italiani, cioè dei vostri problemi di vita, perché la loro origine è decretata altrove e dal vero Potere. O si comprende questo operando un grande salto di consapevolezza, oppure siamo al
muro.
"Un colossale e onnicomprensivo ingranaggio invisibile manovra il sistema da lontano. Spesso cancella decisioni democratiche, prosciuga la sovranità degli Stati e si impone ai governi eletti". Il Presidente brasiliano Lula al World Hunger Summit del 2004.
E´ nell´aria.
Come ho detto, sarò specifico, ma si deve comprendere sopra ogni altra cosa che oggi il Potere è prima di tutto un´idea economica. Oggi il vero Potere sta nell´aria, letteralmente dovete immaginare che esiste un essere metafisico, quell´idea appunto, che ha avvolto il mondo e che dice questo: `Pochi prescelti devono ricevere il potere dai molti. I molti devono stare ai margini e attendere fiduciosi che il bene gli coli addosso dall´alto dei prescelti. I governi si levino di torno e lascino che ciò accada´.
Alcuni di voi l´avranno riconosciuta, è ancora la vecchia teoria dei Trickle Down Economics di Ronald Reagan e di Margaret Thatcher, cioè il Neoliberismo, cioè la scuola di Chicago, ovvero il purismo del Libero Mercato. Questa idea economica comanda ogni atto del Potere, e di conseguenza la vostra vita, che significa che davvero sta sempre alla base delle azioni dei governi e dei legislatori, degli amministratori e dei datori di lavoro. Quindi essa comanda te, i luoghi in cui vivi, il tuo impiego, la tua salute, le tue finanze, proprio il tuo quotidiano ordinario, non cose astruse e lontane dal tuo vivere. La sua forza sta nel fatto di essere presente da 35 anni in ogni luogo del Potere esattamente come l´aria che esso respira nelle stanze dove esiste. La respirano, cercate di capire questo, gli uomini e le donne di potere, senza sosta, dal momento in cui mettono piede nell´università fino alla morte, poiché la
ritrovano nei parlamenti, nei consigli di amministrazione, nelle banche, nelle amministrazioni, ai convegni dove costoro si conoscono e collaborano, ovunque, senza scampo. Ne sono conquistati, ipnotizzati, teleguidati. Il Potere ha creato attorno a quell´idea degli organi potentissimi, che ora vi descrivo, il cui compito è solo quello di metterla in pratica, null´altro. Essi sono quindi la parte fisica del Potere, ma che per comodità chiamiamo il vero Potere.
Primo organo: Il Club.
Il primo organo del Potere è il Club, cioè il raggruppamento in posti precisi ed esclusivi dei veri potenti. Chi sono? Sono finanzieri, industriali, ministri, avvocati, intellettuali, militari, politici scelti con cura. Fate attenzione: questo Club non sta mai nei luoghi che noi crediamo siano i luoghi del potere, cioè nei parlamenti, nelle presidenze, nelle magistrature, nei ministeri o nei business. Esso è formato da uomini e da donne provenienti da quei luoghi, ma che si riuniscono sempre all´esterno di essi ed in privato. Come dire: quando quegli uomini e quelle donne siedono nelle istituzioni democratiche sono solo esecutori di atti (leggi, investimenti, tagli...) che erano stati da loro stessi decisi nel Club. Esso assume nomi diversi a seconda del luogo in cui si riunisce. Ad esempio: prende il nome di Commissione Trilaterale se i suoi membri si riuniscono a Washington, a Tokio o a Parigi (ma talvolta in altre
capitali UE). I fatti principali della Trilaterale: nasce nel 1973 come gruppo di potenti cittadini americani, europei e giapponesi; dopo soli due anni stila le regole per la distruzione globale delle sinistre e la morte delle democrazie partecipative, realmente avvenute; afferma la supremazia della guida delle elite sulle masse di cittadini che devono essere "apatici" e su altre nazioni;ha 390 membri, fra cui i più noti sono (passato e presente) Henry Kissinger, Jimmy Carter, David Rockefeller, ZbignievBrzezinski, Giovanni Agnelli, Arrigo Levi, Carlo Secchi, Edmond de Rothschild, George Bush padre, Dick Cheney, Bill Clinton, Alan Greenspan, Peter Sutherland, Alfonso Cortina, Takeshi Watanabe , Ferdinando Salleo; assieme ad accademici (Harvard, Korea University Seoul, Nova University at Lisbon,
Bocconi, Princeton University...), governatori di banche (Goldman Sachs, Banque Industrielle et Mobilière Privée, Japan Development Bank, Mediocredito Centrale, Bank of Tokyo-Mitsubishi, Chase Manhattan Bank, Barclays...)ambasciatori, petrolieri (Royal Dutch Shell, Exxon...), ministri, industriali (Solvay, Mitsubishi Corporation, The Coca Cola co. Texas Instruments, Hewlett-Packard, Caterpillar, Fiat, Dunlop...) fondazioni (Bill & Melinda Gates Foundation, The Brookings Institution, Carnegie Endowment...). Costoro deliberano ogni anno su temi come `il sistema monetario´, `il governo globale´, `dirigere il commercio internazionale´, `affrontare l´Iran´, `il petrolio´, `energia, sicurezza e clima´, `rafforzare le istituzioni globali´, `gestire il
sistema internazionale in futuro´. Cioè tutto, e leggendo i rapporti che stilano si comprende come i loro indirizzi siano divenuti realtà nelle nostre politiche nazionali con una certezza sconcertante.
Quando il Club necessita di maggior riservatezza, si dà appuntamento in luoghi meno visibili dei palazzi delle grandi capitali, e in questo caso prende il nome di Gruppo Bilderberg, dal nome dell´hotel olandese che ne ospitò il primo meeting nel 1954. I fatti principali di questa organizzazione: si tratta in gran parte degli stessi personaggi di cui sopra più molti altri a rotazione, ma con una cruciale differenza poiché a questo Gruppo hanno accesso anche politici o monarchi attualmente in carica, mentre nella Commissione Trilaterale sono di regola ex. Parliamo in ogni caso sempre della stessa stirpe, al punto che fu una costola del Bilderberg a fondare nel 1973 la Commissione Trilaterale. Il Gruppo è però assai più `carbonaro´ della Trilaterale, e questo perché la sua originaria specializzazione erano gli affari militari e strategici. Infatti, in esso sono militati diversi segretari generali
della NATO e non si prodiga facilmente nel lavoro di lobbistica come invece fa la Commissione. La peculiarità dirompente del Bilderberg è che al suo interno i potenti possono, come dire, levarsi le divise ed essere in libertà, cioè dichiarare ciò che veramente pensano o vorrebbero privi del tutto degli obblighi istituzionali e di ruolo. Precisamente in questo sta il pericolo di ciò che viene discusso nel Gruppo, poiché in esso i desideri più intimi del Potere non trovano neppure quello straccio di freno che l´istituzionalità impone. Da qui la tradizione di mantenere attorno al Bilderberg un alone di segretezza assoluto. I partecipanti sono i soliti noti, fra cui una schiera di italiani in posizioni chiave nell´economia nazionale, cultura e politica. Non li elenco perché non esistendo liste ufficiali si va incontro solo a una ridda di smentite (una lista si trova comunque su Wikipedia). Un fatto non smentibile invece, e assai
rilevante,è la cristallina dichiarazione del Viscount Etienne Davignon, che nel 2005 fu presidente del Bilderberg, rilasciata alla BBC: "Agli incontri annuali, abbiamo automaticamente attorno ai nostri tavoli gli internazionalisti... coloro che sostengono l´Organizzazione Mondiale del Commercio, la cooperazione transatlantica e l´integrazione europea." Cioè: i primatisti del Libero Mercato con potere sovranazionale ( si veda sotto), e i padrini del Trattato di Lisbona, cioè il colpo di Stato europeo con potere sovranazionale che ci ha trasformati in cittadini che verranno governati da burocrati non eletti. Di nuovo, i soliti padroni della nostra vita, che significa decisioni inappellabili su lavoro, previdenza, servizi sociali, tassi dei mutui, costo della vita ecc., prese non a Palazzo Chigi o all´Eliseo, ma a Ginevra o a Brussell o nelle banche centrali, dopo essere state discusse al
Bilderberg.
Per darvi un´idea concreta di come questi Club e gli altri organi del Potere siano in realtà un unico blocco che si scambia sempre gli stessi personaggi, vi sottopongo la figura di Peter Sutherland. Costui lo si è trovato a dirigere la British Petroleum, la super banca Goldman Sachs, l´università The London School of Economics (una delle fucinemondiali di ministri dell´economia), ed è stato anche Rappresentante Speciale dell´ONU per l´immigrazione e lo sviluppo, Direttore Generale dell´Organizzazione Mondiale del Commercio (secondo organo del Potere), membro della Commissione Europea (il super-governo d´Europa), e ministro della Giustizia d´Irlanda. E, ovviamente, membro sia della Commissione Trilaterale che del Gruppo Bilderberg.
Secondo organo: Il colosso di Ginevra.
Si chiama Organizzazione Mondiale del Commercio (WTO), nacque nel 1994 ed è più potente di qualsiasi nazione o parlamento. Riunisce 153 Paesi in un´unica sede a Ginevra, dove essi dettano le regole del commercio internazionale, e ciò dicendo capirete che stiamo parlando di praticamente tutta l´economia del mondo produttivo, che lì viene decisa. Cioè fette enormi dei nostri posti di lavoro, di ciò che compriamo, mangiamo, con cui ci curiamo ecc., cose della nostra vita quotidiana, non astratte e lontane. Le decidono loro, e come nel caso della nuova Europa del Trattato di Lisbona, anche al WTO le regole emanate, dette Accordi, sono sovranazionali, cioè più potenti delle leggi nazionali. E come nel caso del Trattato, diviene perciò cruciale che regole così forti siano decise in modo democratico. Nel Trattato non lo sono, e al WTO? Neppure. Infatti la sua organizzazione di voto è falsata dallo
strapotere dei soliti Paesi ricchi nel seguente modo: i Paesi poveri o meno sviluppati non posseggono le risorse economiche e il personale qualificato in numeri sufficienti per poter seguire il colossale lavoro di stesura degli Accordi del WTO (27.000 pagine di complicatissima legalità internazionale, 2.000 incontri annui), per cui ne sono tagliati fuori. Chi sta al timone è il cosiddetto gruppo QUAD, formato da Usa, Giappone, Canada ed Europa. Ma l'Europa intera è rappresentata al tavolo delle trattative del WTO dalla Commissione Europea, che nessun cittadino elegge, e per essere ancora più precisi vi dico che in realtà chi decide per tutti noi europei è un numero ancora più ristretto di burocrati: il misterioso Comitato 133 della Commissione, formato da specialisti ancor meno legittimati. La politica italiana di norma firma gli Accordi senza neppure leggerli.
Se un Paese si oppone a una regola del WTO può essere processato da un tribunale al suo interno (Dispute Settlement Body), dotato di poteri enormi. Questo tribunale è formato da tre (sic) individui di estrazione economico-finanziar ia, le cui sentenze finali sono inappellabili. Una sentenza del WTO può penalizzare o persino ribaltare le scelte democratiche di milioni di cittadini, anche nei Paesi ricchi. Per esempio, tutta l´Europa è stata condannata a risarcire gli USA con milioni di euro perché si è rifiutata di importare la carne americana agli ormoni. Neppure gli Stati Uniti hanno potere sulle decisioni del WTO. Il presidente Obama, sotto pressione dai cittadini a causa della catastrofe finanziaria dello scorso anno, aveva deciso di imporre nuove regole restrittive delle speculazioni selvagge delle banche (la causa della crisi). Ma gli è stato sbarrato il passo proprio da una regola del WTO, che si chiama Accordo sui
Servizi Finanziari, e che sancisce l´esatto contrario, cioè proibisce alla Casa Bianca e al Congresso di regolamentare quelle mega banche. E sapete chi, anni fa, negoziò quell´accordo al WTO? Timothy Geithner, attuale ministro del Tesoro USA, che è uno dei membri del Gruppo Bilderberg. Fa riflettere.
Vi do ancora un´idea rapida del potere del WTO. Gli Accordi che ha partorito:
1) hanno il potere di esautorare le politiche sanitarie di qualunque Paese, incrinando il vecchio Principio di Precauzione che ci tutela dallo scambio di merci pericolose (WTO: Accordo Sanitario- Fitosanitario) .
2) tolgono al cittadino la libertà di sapere in quali condizionisono fatte le merci che acquista e con che criteri sono fatte, inoltre ostacolano l´uso delle etichette a tutela del consumatore (WTO: Accordo Sanitario-Fitosanit ario & Accordo Barriere Tecniche al Commercio, con implicazioni sui diritti dei lavoratori e sulla tutela dell'ambiente) .
3) impongono ai politici di concedere alle multinazionali estere le stesse condizioni richieste alle aziende nazionali nelle gare d´appalto, a prescindere dalla necessità di favorire l´occupazione nazionale; e minacciano le scelte degli amministratori locali nel caso volessero facilitare l'inserimento di gruppi di lavoratori svantaggiati, poiché tali politiche sono considerate discriminazioni al Libero Mercato (WTO: Accordo Governativo sugli Appalti- Principio del Trattamento Nazionaleecc.).
4) accentrano nelle mani di poche multinazionali i brevetti della maggioranza dei principi attivi e delle piante che si usano per i farmaci o per l'agricoltura, poiché permettono la brevettabilità privata delle forme viventi e tutelano quei brevetti per 20 anni. Inoltre, il fatto che i brevetti siano protetti dal WTO per 20 anni sta alla base anche della mancanza di farmaci salva vita nei Paesi poveri. (WTO: Accordo TRIPS sulla Proprietà Intellettuale) .
5) stanno promuovendo a tutto spiano la privatizzazione e l´apertura al Libero Mercato estero di praticamente tutti i servizi alla cittadinanza, anche di quelli essenziali come sanità, acqua, istruzione, assistenza agli anziani ecc., con regole che impediranno di fatto agli amministratori locali la tutela dei cittadini meno abbienti che non possono permettersi servizi privati (WTO: Accordo GATS in fase di negoziazione) .
E ricordo, se ce ne fosse bisogno, che questi Accordi sono vincolanti su qualsiasi legge nazionale, esautorando quindi i nostri politici dalla gestione della nostra economia nei capitoli che contano..
Terzo organo: I suggeritori.
Prendete un disegno di legge e un decreto in campo economico, persino una finanziaria. Pensateli nelle mani dei politici che li attuano, e ora immaginate cosa gli sta dietro. Cosa? I `suggeritori´. Chi sono? Sono i lobbisti, coloro cioè che sono ricevuti in privato da ogni politico che conti al mondo e che gli `suggeriscono´ (spesso dettano) i contenuti delle leggi e dei decreti, ma anche delle linee guida di governo e persino dei programmi delle coalizioni elettorali. Le lobby non sono l´invenzione di fantasiosi perditempo della Rete. Sono istituzioni con nomi e cognomi, con uffici, con budget (colossali) di spesa, dove lavorano i migliori cervelli delle pubbliche relazioni in rappresentanza del vero Potere.
In ordine di potenza di fuoco, vi sono ovviamente le lobbies internazionali, quelle europee e infine quelle italiane. Parto da queste ultime. Va detto subito che nel nostro Paese l´interferenza dei `suggeritori´ non ha mai raggiunto i livelli di strapotere degli omologhi americani o europei, il cui operato tuttavia detta legge per contagio anche in casa nostra. Ma nondimeno essa c´è, e non va trascurata, anche perché in Italia esiste un vuoto normativo totale sull´attività delle lobbies: dopo decine di proposte di legge, nessuna di esse è mai approdata alla Gazzetta Ufficiale. I lobbisti italiani sono circa un migliaio, organizzati in diverse aziende fra cui spunta la Reti, fatturato 6 milioni di euro annui e gestione di un ex d´Alemiano di ferro, Claudio Velardi (altri gruppi: Cattaneo Zanetto & co., VM Relazioni Istituzionali, Burson-Marsteller, Beretta-Di Lorenzo &
partners...). La proiezione per il futuro dei `suggeritori´ italiani è di almeno diecimila unità entro dieci anni, almeno secondo le richieste dei gruppi più noti. In assenza di regole, dunque, le cose funzionano così: si sfrutta la legge berlusconiana per il finanziamento ai partiti che permette finanziamenti occulti alle formazioni politiche fino a 50.000 euro per ciascun donatore, con la possibilità per la lobby di turno di far versare 49.999 euro dal banchiere A, altri 49.999 da sua moglie, altri 49.999 da suo figlio, ecc. all´infinito. In questo modo, con una stima basata sui bilanci passati, si calcola che il denaro sommerso versato alla politica italiana ammonti a diverse decine di milioni di euro all´anno, provenienti dai settori edile, autostradale, metallurgico, sanitario privato, bancario, televisivo, immobiliare fra gli altri. Le ricadute sui cittadini sono poi leggi e regolamenti che vanno a modificare spesso in
peggio la nostra economia di vita e di lavoro. Un solo dato che fa riflettere: mentre appare ovvio che le grosse cifre siano spese per i `suggerimenti´ ai due maggiori partiti italiani, colpisce che l´UDC si sia intascata in offerte esterne qualcosa come 2.200.000 euro nel 2008, di cui l´80% da un singolo lobbista (l´immobiliarista Caltagirone) . Chi di voi pensa ancora che il Potere siano i politici a Roma, pensi alla libertà di Pierferdinando Casini nel legiferare in campo immobiliare, tanto per fare un esempio. Ma non solo: Antonio di Pietro incassa 50.000 euro dalla famiglia Lagostena Bassi, che controlla il mercato delle Tv locali ma che contemporaneamente serve Silvio Berlusconi e foraggia la Lega Nord. Un obolo a fondo perduto? Improbabile. Il Cavaliere poi, non ne parliamo neppure; è fatto noto che il criticatissimo ponte sullo stretto di Messina, con le ricadute che avrà su tutti gli italiani, non è certo figlio delle idee di
Berlusconi, piuttosto di tal Marcellino Gavio, titolare del gruppo omonimo e primo in lizza per l´impresa, ma anche primo come finanziamenti al PDL con i 650.000 euro versati l´anno scorso.
I `suggeritori´ americani... che dire. Negli USA l´industria delle lobby economiche non è più neppure riconoscibile dal potere politico, veramente non si capisce dove finiscano le prime e dove inizi il secondo. Troppo da raccontare, una storia immensa, che posso però riassumere con alcuni sketch. Lobby del petrolio e amministrazione di George W. Bush, risultato: due guerre illegali e sanguinarie (Iraq e Afghanistan) , montagne di morti (oltre 2 milioni), crimini di guerra, l´intera comunità internazionale in pericolo, il prezzo del petrolio alle stelle, di conseguenza il costo della nostra vita alle stelle, ma alle stelle anche i profitti dei petrolieri. Chi ha deciso? Risposta: i membri della sopraccitata lobby del petrolio, che sono Dick Cheney, James Baker III, l´ex della Enron Kenneth Lay, il presidente del Carlyle Group Frank Carlucci, Robert
Zoellick, Thomas White, George Schultz, Jack Sheehan, Don Evans, Paul O´Neil; a servizio di Shell, Mobil, Union Carbide, Huntsman, Amoco, Exxon, Alcoa, Conoco, Carlyle, Halliburton, Kellog Brown & Root, Bechtel, e Enron. George W. Bush è il politico più `oliato´ nella Storia americana, con, solo dalle casse dei giganti di petrolio e gas, un bottino di oltre 1 milione e settecentomila dollari.
Lobby finanziaria/ assicurativa e Barak Obama: nel 2008 crollano le banche USA dopo aver truffato milioni di esseri umani e migliaia di altre banche internazionali, 7 milioni di famiglie americane perdono il lavoro, l´intera economia mondiale va a picco, Italia inclusa. Obama firma un´emorragia di denaro pubblico dopo l´altra per salvare il deretano dei banchieri truffatori e per rianimare l´economia (dai 5 mila miliardi di dollari agli 11 mila secondo le stime), senza che neppure uno di quei gaglioffi finisca in galera. Anzi: il suo governo ha chiamato a ripulire i disastri di questa crisi globale gli stessi personaggi che l´hanno creata. Invece di farli fallire e di impiegare il denaro pubblico per la gente in difficoltà, Obama e il suo ministro del Tesoro Timothy Geithner gli hanno offerto una montagna di denaro facile affinché comprino i debiti
delle banche fallite. Funziona così: questi delinquenti hanno ricevuto da Washington l´85% del denaro necessario per comprare quei debiti, mentre loro ne metteranno solo il 15%. Se le cose gli andranno bene, se cioè ritorneranno a guadagnare, si intascheranno tutti i profitti; se invece andranno male, essi ci rimetteranno solo il 15%, perché l´85% lo ha messo il governo USA e non è da restituire (i fondi così regalati si chiamano non-recourse loans). E´ il solito "socialismo al limone: le perdite sono dei contribuenti e i profitti sono degli investitori privati". Non solo: il presidente propone nell´estate del 2009 una regolamentazione del settore finanziario che il Washington Post ha deriso definendola "Priva di un´analisi delle cause della crisi... e senza alcun vero controllo sugli hedge funds, gli equity funds, e gli investitori strutturati", cioè nessun vero limite agli
speculatori che causarono la catastrofe. Domanda: quanto denaro ha preso Obama in campagna elettorale dalle lobby finanziarie? Risposta: 38 milioni di dollari. Allora, chi comanda? Il Presidente o le lobby del Potere?
Poi ci sono i 45 milioni di americani senza assistenza sanitaria. Obama propone una falsa riforma della Sanità per tutelare gli esclusi, ma che, nonostante le sciocchezze scritte dai media italiani, non ha nulla di pubblico ed è un ulteriore regalo ai giganti delle assicurazioni private americane. Domanda: quanto denaro ha preso Obama in campagna elettorale dalle lobby assicurative e sanitarie? Risposta: oltre 20 milioni di dollari. Allora, chi comanda? Il Presidente o le lobby del Potere?
Washington è invasa ogni santo giorno da qualcosa come 16.000 o 40.000 lobbisti a seconda che siano registrati o meno, la cui percezione del potere che esercitano è cristallina al punto da spingere uno di loro, Robert L. Livingston, a sbottare entusiasta "Ci sono affari senza limiti per noi là fuori!", mentre dalle finestre del suo ufficio spiava le sedi del Congresso USA.
Ma l´ultimo sketch del potere dei `suggeritori´, sempre in ambito americano, è quello delle lobby ebraiche. Qui il dibattito è aperto, fra coloro che sostengono che sono quelle lobby a gestire interamente la politica statunitense nel teatro mediorientale, e coloro che lo negano. Personalmente credo più alla prima ipotesi, ma la sostanza non cambia: di fatto ci troviamo ancora una volta di fronte alla dimostrazione che neppure il governo più potente del mondo può sottrarsi ai condizionamenti del Potere vero. Ecco un paio di illustri esempi: nella primavera del 2002, proprio mentre l´esercito israeliano reinvadeva i Territori Occupati con i consueti massacri indiscriminati di civili, un gruppo di eminenti sostenitori americani d´Israele teneva una conferenza a Washington, dove a rappresentare l´amministrazione di George W. Bush fu invitato l´allora vice ministro della difesa Paul
Wolfowitz, noto neoconservatore di estrema destra e aperto sostenitore della nazione ebraica. Lo scomparso Edward Said, professore di Inglese e di Letteratura Comparata alla Columbia University di New York e uno degli intellettuali americani più rispettati del ventesimo secolo, ha raccontato un particolare di quell´evento con le seguenti parole: "Wolfowitz fece quello che tutti gli altri avevano fatto - esaltò Israele e gli offrì il suo totale e incondizionato appoggio - ma inaspettatamente durante la sua relazione fece un fugace riferimento alla `sofferenza dei palestinesi´. A causa di quella frase fu fischiato così ferocemente e per così a lungo che non potè terminare il suo discorso, abbandonando il podio nella vergogna." Stiamo parlando di uno dei politici più potenti del terzo millennio, di un uomo con un accesso diretto alla Casa Bianca e che molti accreditano come l´eminenza grigia dietro ogni atto dello stesso ex
presidente degli Stati Uniti. Eppure gli bastò sgarrare di tre sole parole nel suo asservimento allo Stato d´Israele per essere umiliato in pubblico e senza timori da chi, evidentemente, conta più di lui nell´America di oggi. Le lobby ebraiche d´America hanno nomi noti: AIPAC (American Israel Public Affairs Committee), ZOA (Zionist Organization of America), AFSI (Americans for a Safe Israel), CPMAJO (Conference of Presidents of Major American Jewish Organisatios) , INEP (Institute for Near East Policy), JDL (Jewish Defense League), B´nai Brith, ADL (Anti Defamation League), AJC (American Jewish Committee), Haddasah. Nei corridoi del Congresso americano possono creare seri grattacapi a Senatori e Deputati indistintamente. Un fronte compatto che secondo lo stesso Edward Said "può distruggere una carriera politica staccando un assegno", in riferimento alle generose donazioni che quei gruppi elargiscono ai due maggiori partiti
d´oltreoceano.
Nel 1992 George Bush senior ebbe l´ardire (e la sconsideratezza) a pochi mesi da una sua possibile rielezione alla Casa Bianca di minacciare Tel Aviv con il blocco di dieci miliardi di dollari in aiuti se non avesse messo un freno agli insediamenti ebraici nei Territori Occupati. Passo falso: gli elettori ebrei americani, che già per tradizione sono propensi al voto Democratico, svanirono davanti ai suoi occhi in seguito alle sollecitazioni delle lobby, e nel conto finale dei voti Bush si trovò con un misero 12% dell´elettorato ebraico contro il 35% che aveva incassato nel 1988. Al contrario, la campagna elettorale del suo rivale Bill Clinton fu invece innaffiata dai lauti finanziamenti proprio di quelle organizzazioni di sostenitori d´Israele, che l´allora presidente aveva in tal modo alienato.
E in ultimo l´Europa, cioè l´Unione Europea. Che alla fine significa Brussell, cioè la Commissione Europea, che è il vero centro decisionale del continente, e che dopo la ratifica del Trattato di Lisbona è divenuta il super governo non eletto di tutti noi, con poteri immensi. A Brussell brulicano dai 15.000 ai 20.000 lobbisti, che spendono un miliardo di euro all´anno per `suggerire´ le politiche e le leggi a chi le deve formulare. E come sempre, eccovi i nomi dei maggiori gruppi: Trans Atlantic Buisness Dialogue (TABD) - European Services Leaders Group (ESLG) - International Chamber of Commerce (ICC) - Investment Network (IN) - European Roundtable of Industrialists (ERT) - Liberalization of Trade in Servicies (LOTIS), European Banking Federation, International Capital Market Association e altri. Il loro strapotere può essere reso dicendovi che per esempio l´Investment Network si
riuniva direttamente dentro il palazzo della Commissione Europea a Bruxelles, o che il TABD compilava liste di suoi desideri che consegnava alla Commissione da cui poi pretendeva un resoconto scritto sull´obbedienza a quegli ordini. Le aziende rappresentate sono migliaia, fra cui cito una serie di nomi noti: Fiat e Pirelli, Barilla, Canon e Kodak, Johnson & Johnson, Motorola, Ericsson e Nokia, Time Warner, Rank Xerox e Microsoft, Boeing (che fa anche armi), Dow Chemicals, Danone, Candy, Shell, Microsoft, Hewlett Packard, IBM, Carlsberg, Glaxo, Bayer, Hoffman La Roche, Pfizer, Merck, e poi banche, assicurazioni, investitori...
Mi fermo. Il rischio nel continuare è che si perda di vista il punto capitale, ovvero l´assedio che i lobbisti pongono alla politica. Esso, oltre a dimostrare ancora una volta che il potere reale sta nei primi e non nella seconda, è un vero e proprio attentato alla democrazia. Poiché ha ormai snaturato del tutto il principio costituzionale di ogni nazione civile, secondo cui i rappresentanti eletti devono fare gli interessi delle maggioranze dei cittadini e tutelare le minoranze, non essere gli stuoini delle elite e dei loro `suggeritori´.
Quarto organo: Think Tanks.
Letteralmente "serbatoi di pensiero" nella traduzione in italiano, le Think Tanks sono esattamente ciò, ovvero fondazioni dove alcuni fra i migliori cervelli si trovano per partorire idee. Il loro potere sta nell´assunto che apre questa mia trattazione, e cioè che sono le idee a dominare sia la Storia che la politica, e di conseguenza la nostra vita, in particolare l´idea economica. Lewis Powell lo comprese assai bene nel 1971, quando diede il via alla riscossa delle elite e alla fine della democrazia partecipativa dei cittadini (si legga `Ecco come morimmo´, paolobarnard. info). Infatti egli scrisse: "C´è unaguerra ideologica contro il sistema delle imprese e i valori della società occidentale". La parola `ideologica´ è la chiave di lettura qui, volendo dire che se le destre economiche ambivano a riconquistare il mondo, se ambivano a sottomettere la politica, cioè a divenire il
vero Potere, si dovevano armare di idee in grado di scalzare ogni altro sistema di vita. Ecco che dalle sue parole nacquero le prime Think Tanks, come la Heritage Foundation, il Manhattan Institute, il Cato Institute, o Accuracy in Academe. La loro strategia era semplice: raccogliere denaro da donatori facoltosi, raccattare nelle università i cervelli più brillanti, pomparli di sapere a senso unico, di attestati prestigiosi, e immetterli nel sistema di comando della società infiltrandolo tutto. Per darvi un´idea di che razza di impatto queste Think Tanks sono riuscite ad avere, cito alcuni fatti. Nel solo campo del Libero Mercato, cioè dell´idea economica del vero Potere, ve ne sono oggi 336, piazzate oltre che nei Paesi ricchi anche in nazioni strategiche come l´Argentina e il Brasile, l´Est Europa, l´Africa, l´India, la Cina, le ex repubbliche sovietiche dell´Asia, oltre che in Italia (Adam Smith Soc., CMSS, ICER, Ist. Bruno Leoni,
Acton Ist.). Alcune hanno nomi sfacciati, come la Minimal Government, la The Boss, o la Philanthropy Roundtable; una delle più note e aggressive è l´Adam Smith Institute di Londra, che ostenta un´arroganza di potere tale da vantare come proprio motto questo: "Solo ieri le nostre idee erano considerate sulla soglia della follia. Oggi stanno sulle soglie dei Parlamenti". Di nuovo, il fatto è sempre lo stesso: la politica è la marionetta, o, al meglio, è il braccio esecutivo del vero Potere. Infatti, l´osservatore attento avrà notato che assai spesso i nostri ministri economici, i nostri banchieri centrali, ma anche presidenti del consiglio (Draghi e Prodi su tutti) si trovano a cene o convegni presso queste fondazioni/Think Tanks, di cui in qualche raro caso i Tg locali danno notizia. In apparenza cerimonie paludate e noiose, in realtà ciò che vi accade è che ministri, banchieri e premier vi si recano per dar conto di ciò che
hanno fatto per compiacere all´idea economica del vero Potere. Nel 1982, l´Adam Smith pubblicò il notorio Omega Project, uno studio che ebbe ripercussioni enormi sulla gestione delle nostre vite di lavoratori ordinari, e dove si leggeva che i suoi scopi erano di "fornire un percorso completo per ogni governo basato sui principi di Libero Mercato, minime tasse, minime regolamentazioni per il business e governi più marginali (sic)". In altre parole tutto ciò che ha già divorato la vita pubblica in Gran Bretagna, Francia, Stati Uniti e che sta oggi "sulla soglia del Parlamento" in Italia.
Quinto organo: l´Europa dei burocrati non eletti.
Non mi ripeto, poiché questo capitolo è già esaustivamente descritto qui http://www.paolobar nard.info/ intervento_ mostra_go. php?id=139. Ma ribadisco il punto centrale: dopo la ratifica del "colpo di Stato in Europa" che prende il nome di Trattato di Lisbona, 500 milioni di europei saranno a breve governati da elite di burocrati non eletti secondo principi economici, politici e sociali interamente schierati dalla parte del vero Potere di cui si sta trattando qui, e che nessuno di noi ha potuto scegliere né discutere. Il governo italiano ha ratificato questo obbrobrio giuridico senza fiatare, obbedendo come sempre.
Sesto Organo: il Tribunale degli Investitori e degli Speculatori Internazionali.
Era il 16 Settembre del 1992, un mercoledì. Quel giorno un singolo individuo decise di spezzare la schiena alla Gran Bretagna. Si badi bene, non al Burkina Faso, alla Gran Bretagna. E lo fece. George Soros, un investitore e speculatore internazionale, vendette di colpo qualcosa come 10 miliardi di sterline, causando il collasso del valore della moneta inglese che fu così espulsa dal Sistema Monetario Europeo. Soros si intascò oltre 1 miliardo di dollari, ma milioni di inglesi piansero lacrime amare e il governo di Londra ne fu umiliato.
Era l´agosto del 1998, e nel caldo torrido di New York un singolo individuo contemplò il crollo dei mercati mondiali per causa sua. John Meriwether, un investitore e speculatore internazionale, aveva giocato sporco per anni e irretito praticamente tutte le maggiori banche del mondo con 4,6 miliardi di dollari ad alto rischio. La sua compagnia, Long-Term Capital Management, era nota a Wall Street perché i suoi manager si fregiavano del titolo di `I padroni dell´universo´, cioè pochi individui ubriachi del proprio potere. Meriwether perse tutto, e i mercati del mondo, che alla fine sono i nostri posti di lavoro, tremarono. La Federal Reserve di New York dovette intervenire in emergenza col solito salvataggio a spese dei contribuenti.
Era l´anno scorso, e in un ufficio londinese dell´assicurazione americana AIG, un singolo individuo, di nuovo un investitore e speculatore internazionale di nome Joseph Cassano, dovette prender su la cornetta del telefono e dire alla Casa Bianca "... ho mandato al diavolo la vostra economia, sorry". E lo aveva veramente fatto. Questa volta la truffa dei suoi investimenti era di 500 miliardi di dollari, le solite banche internazionali (italiane incluse) vi erano dentro fino al collo con cifre da migliaia di miliardi di dollari a rischio. Panico mondiale, fine del credito al mondo del lavoro di quasi tutto il pianeta e, sul piatto di noi cittadini, ecco servita la crisi economica più pericolosa dal 1929 a oggi. Ovvero le solite lacrime amare, veramente amare, per le famiglie di Toronto come per quelle di Perugia, per quelle di Cincinnati come per quelle di Lione, a Vercelli come a Madrid ecc.. Per non parlare degli ultimi
della Terra...
Tre storie terribilmente vere, che descrivono chiaro, anzi, chiarissimo, cosa si intende per il `Tribunale degli Investitori e degli Speculatori Internazionali´,e quale sia il loro sterminato potere nel mondo di oggi. Altro che Tremonti o Confindustria. Nel mondo odierno esiste una comunità di singoli individui privati capaci di movimentare quantità di ricchezze talmente colossali da scardinare in poche ore l´economia di un Paese ricco, o le economie di centinaia di milioni di lavoratori che per esse hanno faticato un´intera vita, cioè famiglie sul lastrico, aziende che chiudono.. Le loro decisioni sono come sentenze planetarie. Inappellabili. Si pensi, se è possibile pensare un´enormità simile, che costoro stanno facendo oscillare sul Pianeta qualcosa come 525 mila miliardi di dollari in soli prodotti finanziari `derivati´, cioè denaro ad altissimo rischio di bancarotta improvvisa. 525 mila
miliardi... Vi offro un termine di paragone per capire: il Prodotto Interno Lordo degli USA è di 14 mila miliardi di dollari. Rende l´idea? L´Italia dipende come qualsiasi altra nazione dagli investitori esteri, per cifre che si aggirano sui 40 miliardi di euro all´anno, cioè più di due finanziarie dello Stato messe assieme.. Immaginate se una cifra simile dovesse sparire dalla nostra economia oggi.. Nel 2008 è quasi successo, infatti ne sono scomparsi di colpo più della metà (57%) col risultato in termini di perdita di posti di lavoro, precarizzazione, e relativo effetto domino sull´economia di cui ci parla la cronaca. Ripeto: qualcuno che non sta a palazzo Chigi, decide che all´Italia va sottratto il valore di oltre un´intera finanziaria. Così, da un anno all´altro, una cifra pari a tutto quello che lo Stato riesce a spendere per i cittadini gli viene sottratta dal `Tribunale degli Investitori e degli Speculatori
Internazionali´, a capriccio. Questa tirannia del vero Potere prende il nome tecnico di Capital Flight (letteralmente capitali che prendono il volo), ed è interessante constatare il candore con cui il `Tribunale´ descrive la pratica: basta leggere Investors.com là dove dice che "Capital Flight è lo spostamento di denaro in cerca di maggiori profitti... cioè flussi enormi di capitali in uscita da un Paese... spesso così enormi da incidere su tutto il sistema finanziario di una nazione". Peccato che di mezzo ci siano i soliti ingombranti esseri umani a milioni. Oltre al caso italiano, si pensi alla Francia, altro Stato ricco e potente, ma non a sufficienza per sfuggire alle sentenze del `Tribunale´, che ha punito l´Eliseo con una fuga di capitali pari a 125 miliardi di dollari per aver legiferato una singola tassa sgradita al business.
Conclusione.
Gli organi esecutivi del vero Potere non si limitano a questi sei, vi si potrebbe aggiungere il World Economic Forum, il Codex Alimentarius, l´FMI, il sistema delle Banche Centrali, le multinazionali del farmaco. Ma quelli menzionati sono gli essenziali da conoscere, i primari. Un´ultima brevissima nota va dedicata alle mafie regionali, che sono spesso erroneamente annoverate fra i poteri forti (e non posso purtroppo entrare qui nel perché siano un così caratteristico fenomeno italiano). La lotta ad esse è sacrosanta, ma il potere che gli verrebbe sottratto da una eventuale vittoria della società civile è prima nulla a confronto di quanto illustrato sopra, e in secondo luogo è comunque un potere concessogli da altri. Traffico di droga, prostituzione, traffico d´armi, e riciclaggio di rifiuti tossici sono servizi che le mafie praticano per conto di committenti sempre riconducibili al vero Potere, o perché da esso
condizionati oppure perché suoi ingranaggi importanti. Serva qui quanto mostrato nel 1994 dal programma d´inchiesta `Panorama´ della BBC, dove un insider della criminalità organizzata britannica si rese disponibile a condurre il reporter nel cuore della "mafia più potente del mondo", a Londra. L´auto su cui viaggiavano con telecamera nascosta si fermò a destinazione... nel centro della City finanziaria della capitale. Indicando dal finestrino i grattacieli dei giganti del business internazionale, il pentito disse: "Eccoli, stanno tutti lì". (si pensi che il giro d´affari mondiale delle Cosche è stimato sugli 80 miliardi di dollari, che sono un terzo del giro d´affari di una singola multinazionale del farmaco come la Pfizer)
Se queste mie righe sono state efficaci, a questo punto i lettori dovrebbero volgere lo sguardo a quegli ometti in doppiopetto blu che ballonzolano le sera nei nostri Tg con il prefisso On., o il suffisso PDL, PD, UDC, e dovrebbero averne, non dico pietà, ma almeno vederli per quello che sono: le marionette di un altro Potere. Ma soprattutto, i lettori dovrebbero finalmente poter connettere i punti del puzzle, e aver capito da dove vengono in realtà i problemi capitali della nostra vita di cittadini, o addirittura i drammi quotidiani che tante famiglie di lavoratori patiscono, cioè chi li decise, chi li decide oggi e come si chiamano costoro. Da qui una semplice considerazione: se vi sta a cuore la democrazia, la giustizia sociale, e la vostra economia quotidiana di lavoro e di servizi essenziali alla persona, allora dovete colpire chi veramente opera per sottrarceli, cioè il vero Potere. Ci si organizzi per svelarlo al grande
pubblico e per finalmente bloccarlo. Ora lo conoscete, e soprattutto ora sapete che razza di macchina micidiale, immensa e possente esso è. Risulta ovvio da ciò che gli attuali metodi di lotta dei Movimenti sono pietosamente inadeguati, infantili chimere, fuochi di paglia, che mai un singolo attimo hanno impensierito quel vero Potere. Di conseguenza lancio un appello ancora una volta:
VA COMPRESO CHE PER ARGINARE UN TITANO DI QUELLA POSTA L´UNICA SPERANZA E´ OPPORGLI UN´ORGANIZZAZIONE DI ATTIVISTI E DI COMUNICATORI ECCEZIONALMENTE COMPATTA, FINANZIATA, FERRATA, DISCIPLINATA, SU TUTTO IL TERRITORIO, AL LAVORO SEMPRE, IMPLACABILE, NEI LUOGHI DELLA GENTE COMUNE, PER ANNI. (http://www.paolobar nard.info/ intervento_ mostra_go. php?id=153)
Altra speranza non c´è, sempre che ancora esista una speranza.
Le fonti principali di questo articolo:
Trilateralism, Holly Skalar, South End Press, 1980.
Who pulls the strings? John Ronson, The Guardian, 10 marzo 2001
Inside the secretive Bilderberg Group, BBC News, 29 settembre 2005,
Shadowy Bilderberg group meet in Greece - and here´s their address, Timesonline, 14 maggio 2009
The Council on Foreign Relations and the Center for Preventive Action, Michael Baker, 6 marzo 2008, Znet
WTO, materiale tratto da: l´inchiesta I Globalizzatori, Report RAI 3, 09/06/2000, di Paolo Barnard, www.report.rai. it - Public Citizen: Trade Watch, USA - The Transnational Institute, Amsterdam, Olanda - The World Trade Organization: The Marrakech Treaty - Corporate Europe Observatory, Amsterdam, Olanda - The Economic Policy Institute, Washington DC, USA - Friends of the Earth, Bruxelles, Belgio - Corporate Watch, USA - Oxfam UK - Global Policy Forum Europe, Bonn, Germania - Institute for Policy Studies USA- et al., e da studi di autori fra cui: Joseph Stiglitz, Jeff Faux, Noam Chomsky, Greg Palast, Susan George, Richard W. Behan, Alexandra Wandel, Peter Rosset, Dean Baker, Barry Coates et al.
Master in Public Affairs, Lobbying e Relazioni Istituzionali, presso l'università LUMSA di Roma, testi del prof. Franco Spicciariello.
Gianni Del Vecchio e Stefano Pitrelli, Il Tesoro della Casta,L'Espresso 16/03/09
Roberto Mania, Il Potere Opaco che Governa l´Italia, La Repubblica 02/03/09
Paolo Barnard, `Primarie, Partito Democratico, legge sul conflitto d´interessi´, Golem del Sole 24 Ore, 2007
Big Oil Protects its Interests, The Center for Public Integrity, July 15, 2004
JOHN M. BRODER, Oil and Gas Aid Bush Bid For President, New Yor Times, June 23, 2000
Jeffrey H. Birnbaum, The Road to Riches Is Called K Street, Washington Post, June 22, 2005
Federal Election Commission data released electronically on Monday, October 27, 2008.
NOI, SEPPURE ISOLATI, SIAMO RIMASTI SEMPRE SULLA STESSA LINEA. GV --- Lun 9/11/09, Movimento Nazional Popolare <movnazpop@...> ha scritto:
Da: Movimento Nazional Popolare <movnazpop@...> Oggetto: [fiamma] Fw: Quando le idee erano chiare 2 A: fiamma@yahoogroups.com Data: Lunedì 9 novembre 2009, 18:30
La testata che osservate sopra non porta una data casuale. Il 3 novembre 2009 il quotidiano Rinascita ha cambiato in modo apprezzabile qualità di stampa, impaginazione e formato. Una piacevole sorpresa per i lettori e per l'aspetto estetico generale del giornale. Maggior leggibilità, nitidezza e precisione nella riproduzioni delle immagini e delle fotografie, una superiore qualità della carta rendono ancora più interessante l'acquisto del quotidiano. Queste piccole ma significative migliorie editoriali si aggiungono alle qualità fondamentali di Rinascita: una linea politica chiara ma anche il massimo delle aperture possibili ai contributi culturali non conformisti che evitano i settarismi ed ampliano la prospettiva del lettore. L'impegno costante e senza tentennamenti per la difesa della sovranità nazionale politica, energetica, alimentare, economica e di conseguenza la denuncia puntuale dell'imperialismo nordamericano che da decenni colonizza un'Europa servile e sottomessa (a tal proposito assolutamente raccomandato l'acquisto del dvd prodotto da Rinascita "Gold bless Amerika" costo 10 euro da richiedere telefonando al numero: 06 3218203). L'impegno in politica estera contro tutte le forme di oppressione, dominio e sfruttamento dei popoli: il neo-colonialismo liberista, l'usura legalizzata delle grandi banche internazionali, il sionismo, la massoneria, l'uso politico della religione. Il sottotitolo "Quotidiano di Sinistra Nazionale" forse farà storcere il naso a qualche trinariciuto ma chiarisce perfettamente la localizzazione politica non ortodossa di Rinascita: il tentativo di coniugare il dato sociale con quello nazionale. L'eresia di uscire dalle utopie irenistiche e mondialiste per costruire un socialismo concreto e radicato nella storia e nella realtà di ciascun Paese. Nelle pagine culturali troverete le segnalazioni librarie dell'editoria non conformista, la presentazione senza paraocchi del lavoro degli storici revisionisti ed il racconto della persecuzione a cui sono sottoposti, una serie di contributi provenienti da siti e riviste che testimoniano la volontà dei buoni europei di opporsi alla dittatura del pensiero unico che ci viene presentata come la forma perfetta della democrazia. Talmente perfetta che merita l'esportazione coercitiva ed armata: Rinascita si è battuta contro l'aggressione alla Jugoslavia della Nato, contro i crimini fuori da ogni teorica legalità internazionale delle guerre "preventive e giuste". L'unico quotidiano italiano, fuori dalla massa, che ha il coraggio di dire le cose come stanno realmente, senza trincerarsi dietro un "politicamente corretto" che distorce sistematicamente la realtà. Nel rinnovato sito di Rinascita ( http://www.rinascita.info/ ) nel "chi siamo" troviamo questa breve ma efficace presentazione del giornale: "Libero da una informazione univoca mediatica di stampo ed interesse filoamericano, Rinascita è apartitico e laico, lontano da interessi politici di destra e di sinistra e da gruppi ed ambienti ad essi legati. Da 12 anni il quotidiano “Rinascita” è la voce di chi vuole una informazione disinteressata, vera e pura, e di chi ricerca un’identità nazionale ed europea svincolata dalle lobbies e dai giochi di potere, da un capitalismo e da una globalizzazione che hanno frammentato progressivamente e ridotto ai minimi le potenzialità sociali e ci hanno costretti ad una crisi mondiale, economica e politica, irreversibile." Non sono molti i giornali italiani che possono vantare una tale coerenza ideale che, naturalmente, ha dei costi molto alti. Pochissima pubblicità, boicottaggio completo da parte dei media omologati, assenza totale dalle rassegne stampa che evitano accuratamente anche di nominare la testata, distribuzione parziale e solo nelle principali città. Se abitate in un piccolo centro l'unico modo per leggere Rinascita è quello di sottoscrivere un abbonamento. Un piccolo ma salutare sacrificio economico per quanti non sono rassegnati alle veline del grande fratello orwelliano. Rinascita - quotidiano di liberazione nazionale esce dal 2 dicembre 1998 tutti i giorni ad eccezione del lunedì ed è diretto da Ugo Gaudenzi. La redazione (per contatti e invio di articoli: redazione@... ) è cresciuta con uffici di corrispondenza e sedi periferiche a Milano, Verona, Trieste, Sora, Caserta, Napoli; si sono strutturate redazioni e corrispondenti esteri da Belgrado, Bucarest, Dublino, Londra e Parigi. Per coloro che cercano un'informazione vera e sognano ancora "l'Europa, una volontà unica, formidabile, capace di perseguire uno scopo per migliaia di anni". L'abbonamento annuo costa 140,00 euro; quello semestrale costa 75,00 euro da inviare con versamento su conto corrente postale n. 26571026 intestato a: Cooped Rinascita Via G. Vasari, 4 - 00196 Roma, Italia. Diffondere ed abbonarsi. Grazie. Harm Wulf
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