Radio - Dmb. Parte la corsa al digitale
L'articolo riprodotto su Primaonline.it è un estratto di quello
pubblicato nel numero 375, Luglio/Agosto 2007, di 'Prima
Comunicazione'
A settembre prende il via la radio digitale. Roma è la prima città
dove si potranno ricevere tutte le stazioni. Seguirà a breve
distanza Milano ed entro Natale almeno metà della popolazione
italiana sarà coperta dal servizio.
Una serie di incontri tra i broadcaster e i consorzi che li
rappresentano – Club Dab, sostenuto dall'Rna, l'associazione delle
principali radio nazionali, EuroDab, che rappresenta Rtl 102.5,
Radio Vaticana e Radio Padania, Cr Dab, espressione della Frt,
Federazione radio televisioni – hanno individuato nello standard Dmb
(un'applicazione del Dab sviluppata dall'industria coreana e già
adottata in Germania, Francia e Inghilterra) il futuro della radio.
Il carico da novanta lo ha messo sul piatto RaiWay accettando, dopo
mesi di sperimentazione, il Dmb come tecnologia adatta sia per la
radio digitale sia per la mobile tivù. Le performance di questo
standard (ogni blocco di frequenze può contenere una ventina di
canali audio e un paio video di ottima qualità) e i bassi costi
necessari per mettere in piedi una rete nazionale hanno convinto la
società che gestisce le infrastrutture della Rai a cambiare
strategia abbandonando il sistema Dvb-h, lo stesso utilizzato da Tre
Italia e Mediaset per la mobile tivù. Per Viale Mazzini adottare lo
standard Dmb significa scommettere su una tecnologia che, oltre alla
radio digitale, permette di entrare nel mercato della televisione in
mobilità liberandosi dalla dipendenza dagli operatori telefonici (da
cui con il Dvb-h occorre passare per forza) e puntare su
trasmissioni `free to air', cioè con programmi ricevibili da
chiunque in modo gratuito e su modelli di business legati alla
vendita pubblicitaria.
articolo tratto da:
http://www.primaonline.it/opinioni/dettaglio.asp?id=4625