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Io la penso cosi' : Serve chiarezza
inviato da Ugo il 8/3/2007 19:20:09 (14 letture)
I nostri soldati devono poter contare sul sostegno del governo. Un problema
serio si presenta al Senato in occasione del voto sulla missione militare in
Afghanistan. Esso è stato evidenziato nelle dichiarazioni di esponenti della
maggioranza come l'onorevole Ranieri ed il senatore Lamberto Dini, ...
... per i quali la coalizione di governo deve essere autosufficiente sulle
scelte di politica estera. La ragione di questa richiesta è ovvia, perché di
fronte ad una situazione che si aggrava in quel paese - l'offensiva militare, ma
anche il rapimento dell'inviato del quotidiano "la Repubblica" - il governo deve
poter disporre della necessaria coesione per compiere le sue scelte fino in
fondo.
Esso ha il dovere di indicare una politica che goda del consenso delle forze e
degli esponenti che ne fanno parte, indipendentemente dall'opposizione. Perché,
ammesso anche il caso di una maggioranza variabile dovuta a questioni di
coscienza su singoli casi, una simile maggioranza in politica internazionale è
una prova di debolezza del governo, che il paese non si può permettere,
soprattutto in caso di guerra. Perché un governo che si consideri tale, sa
prospettare soluzioni condivise, le porta avanti e se ne assume le conseguenze.
Se necessita del concorso delle forze dell'opposizione per elaborare una linea
politica con la maggioranza, deve coerentemente variare anche l'esecutivo. La
completa sottovalutazione di questo aspetto da parte dell'onorevole Fassino, o
dell'onorevole Giordano, assume dei tratti inquietanti, soprattutto dopo che lo
stesso presidente del Consiglio ha vantato le ragioni dell'autosufficienza.
I nostri soldati in Afghanistan, così come il nostro corpo diplomatico, hanno il
diritto di sapere che sono sostenuti prima dal governo e poi dall'intera
nazione. E sarebbe incredibile che nella coalizione di governo vi fosse un
dissenso a riguardo, tale da mettere a rischio la politica estera del paese. Il
presidente del Consiglio si era dimesso in ragione di due mancati voti del
Senato relativi alle questioni internazionali. Per dimostrare che quelle
dimissioni hanno avuto ragione di rientrare, ora egli deve poter dire che
proprio quei dissensi sono rientrati. Anche allora, infatti, il governo poteva
contare sull'appoggio delle opposizioni, ma giustamente aveva preso atto del
voto negativo da parte della sua coalizione. Se il dissenso è rimasto, il
governo se ne deve andare e l'opposizione deve ragionare a fondo sulla necessità
di fare chiarezza una volta per tutte su questa materia.
Roma, 8 marzo 2007
tratto da
http://www.pri.it
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