grazie lui.io vi saro' sempre riconoscente per quello che hai e avete fatto.sono raffaele uno di quei ragazzi(38)che si sono fatti parecchi km in moto da roma,per inseguire un sogno.tutto quello che hai detto e' verissimo e io sono d'accordissimo con te.scusa il ritardo della mia risposta nma non ho il pc,e poi sono stato in vacanza.un grosso bacio dalla spiaggia di capocotta......RASTALELE
clayelui <clayelui@...> wrote:
clayelui <clayelui@...> wrote:
C'è il sole, questa mattina, a Rimini.Lo stesso che ci ha accompagnato in questo lungo, lunghissimo fine settimana.C'è anche un leggero vento, quello che preferite, che vi fa stare sulla riva del mare ore e ore, fino a quando un party non è la prospettiva più allettante, mentre la visione celestiale è quella di un energumeno massaggiatore professionista...C'è pace, oggi, a Rimini, e non musica, frisbee che volano, Villaggi con gazebo & Big Luna...C'è anche un bel pò di malinconia e magone, storia vecchia trita e ritrita, la becchiamo sempre ogni volta, che viene da chiedersi: ma perchè dobbiamo fare tutto questo, per poi stare così mogi per almeno 2 settimane?Ci saranno, di qui a pochi giorni, le varie e-mail, che racconteranno la loro "versione dei fatti", con racconti e liste di giocatori, primi posti, ranking ufficiali, migliore routine, migliore giocatore, migliore party, eccetera.A parte l'indiscussa migliore routine (chi può essere in disaccordo?) di Randy & Matt alla semifinale, dove abbiamo capito che:
- essere sovrappeso è una questione mentale, se Randy riesce a fare certe cose, e sembrare una libellula (anzi ESSERE una libellula);
- lo stile nel freestyle è così free da non essere imitabile: ci saranno "scuole" Paulkenniane, Silveyane, Coddigtoniane, eccetera, ma lì, in quei 4 minuti anche Paul Kenny, Randy Silvey, Arthur Coddigton, eccetera riescono a reinventarsi e sorprenderci, sempre, ogni volta di +;
- pensare positivo fa bene anche al gioco;
a parte questa parentesi puramente e strettamente "da competizione" non voglio entrare nel merito delle gare.Ci saranno modi e posti migliori dove analizzare, sezionare, copiare, clonare, idealizzare, eccetera ogni singolo millimetrico movimento di ogni giocatore.Voglio entrare nel merito, invece, di cosa si è "realmente" portata a casa l'Italia:Ragazzini. Diciannovenni. E "vecchi" venticinquenni. Ex frisbisti che sono tornati e gridano "vistualmente" vendetta per gli anni persi. Nuovi giocatori che si vedono catapultati in finale. Undici Intermediate, di cui 10 italiani.Questa è stata l'Italia ad FPA:Lo "spirito del gioco" e "rappresentante ufficiale europeo FPA" entrambi di Fabio Sanna, non devono essere un orgoglio solo per lui. Ma per tutti noi. Nessuno escluso. Fabio, insieme ad Eleonora, sta lavorando tanto, veramente, e la sua crescita nel gioco sta andando pari passo con la nostra crescita nel mondo, sia in termini di qualità che di quantità, che di "reputazione".
Fabio ci rappresenta in maniera così positiva che dobbiamo essergli grati. Ma, appunto, il suo percorso è stato possibile grazie anche a tutti voi che avete sempre "seguito" il suo sito, apprezzato il suo lavoro, e lo avete stimolato.
Non siamo ricchi, noi del frisbee, non ci danno 6.000.000.000 di vecchie lire come a quei bambocci del calcio, solo per stare in panchina o spaparazzati a Formentera a farsi fotografare dai paparazzi. Non ho visto neanche tante letterine, in giro...Per cui, tutto quello che facciamo, lo facciamo per passione, e la dice lunga su quanto siamo un pò strani, per usare un eufemismo...E Fabio, questa nostra passione, riesce a trasmetterla al mondo...
Grazie, Fabio.
Per "dare" dei numeri: Fabio Sanna & Stefano Mestroni sono arrivati 8° all'open. ToddY Brodeur & Pipo Lopez sono arrivati 7°. Differenza punteggio: 0,10. Un niente. Un soffio, uno sbadiglio, una occhiata fuori campo. Questi sono stati gli italiani al mondiale FPA. Dopo 11 mesi, siete stati in grado di mettere ansia ai vecchi marpioni. Ai vostri idoli, che ora vi guardano con rispetto e magari chissà, si andranno a guardare i filmati per capire cosa possono copiare da voi.
Per "captare" quel "quid"che ha resto così divertente e fantasiosa la routine di Doccetta & Paperino & Atuttogas, nella semifinale CO.OP. E non era solo la presentazione. Anche. Ma non solo. Era un diverso modo di interpretare il gioco...
Per vedere cosa ha reso così "plastico" Paolo Mirabelli, che solo pochi mesi fa era uno dei "nuovi" ed ora passa a Randy e a Matt come se giocassero insieme da venti anni...
OK, ancora ci vuole un pò di tempo per solleticare Arthur & Dave, ma si parla di 24 mesi, non 24 anni...
Grazie, ragazzi.
Gaia, Alice, Sara, Matteo. Luca, Pietro, Paolo...Milano, Torino, Monza, Bologna.
A mettersi in gioco, 3 minuti, soli, su una red carpet che bruciava di caldo e di adrenalina. Io non ho parole, per voi ragazzi. Perchè vedervi stare 3 minuti lì, a giocare e provare quella presa o quel tipping, o quel bordo... e ringraziare ed essere onorati per il fatto che un Paul Kenny o un Pipo Lopez vi facessero da maestri, ecco, ha dell'inverosimile. Sono loro, Pipo Lopez, Paul Kenny ecc. che devono essere grati a voi. Perchè non avete 13 anni come Amit, il ragazzino israeliano che ha vinto intermediate, siete dei ragazzi giovani, ma grandi, ma vi siete messi in gioco esattamente con il medesimo spirito di Amit. Siete grandi. Abbiamo sofferto con voi, per ogni volta che vi è caduto il frisbee e giuro, avrei voluto "barare" un pò e mettere un compressore e "sparare" aria perchè quel pezzo di plastica non vi cadesse mai...
Grazie, Intermediate, che di "principianti" avete solo il nome, non certo il carattere e la forza di volontà...
Ci sono poi, quei freestylers che non sono più intermediate, e non sono ancora in finale. Sono i ragazzi che "stanno lavorando" duro, e si chiamano Luca & Mauro che con il loro "maestro" Nando hanno dimostrato che si possono fare passi da gigante.
Si chiamano Andrea & Danilo e giocano con caparbietà, rappresentando una parte di Italia distante dai "poli" di Milano - Roma - Rimini.
Si chiamano Luca Medri, che trema prima di entrare in pedana, ha mal di stomaco, e smetterà di fumare, così magari i suoi genitori gli regaleranno il viaggio a Seattle.
Grazie ragazzi.
Andrea Meola. Matteo Gaddoni. Antonio Cusmà. I "talenti" del freestyle, quelli che ci fanno già sognare. Quelli che giocano e dici, ecco è uno stile, il loro. E lo capisci che ci sara una "scuola" e sarà italiana e a sua volta sarà di "correnti" e ci saranno quelli che vorranno alzarsi come Gaddoz, o librarsi con Andrea o girare come Antonio... Sono i ragazzi che hanno superato scogli, hanno privilegi dati dal corpo, sanno di vittorie future. Beati loro. Beati noi.
Grazie, ragazzi.
Poi, ci sono gli "altri ragazzi". Sono quelli che non giocano, che non hanno mai giocato, o che giocano sempre ma mai in gara. Sono quelli che ci sono, però, silenziosi e "fedeli". Vengono da Roma, vengono dal Salento. Vengono da Milano, vengono da Venezia. Alcuni, neanche ancora li conosciamo.
Si fanno 5 - 6 - 8 ore di macchina, file interminabili per guardarvi, e per ammirarvi. Per starvi vicino. Sono quelli che ancora non hanno il coraggio di "buttarsi nella mischia" o semplicemente amano la parte più giocosa del frisbee, quella che sa di riva del mare e all together, che non hanno voglia di competizione, perchè la vita è già tutta un cazzo di stress, perchè aggiungercene altro? Ecco, quei ragazzi ci sono, ci sono vicini, sono dei nostri. Non li vedremo, forse, mai in un ranking, ma chissefrega. L'importante è che siano lì, al bordo della red carpet, ad applaudirvi, durante i party, a ridere con noi, e sulla riva del mare, o in un prato o in una palestra, a "giocare".
Grazie ragazzi.
Poi c'è Clay.
Grazie, ragazzo.
Ecco, questo si è portata a casa l'Italia.
Una marea, un fiume in piena.
Adesso via con le e-mail dei ranking, delle supposizioni, dei ma- se- forse- vorrei.
Non ce ne è per nessuno.
L'Italia ha vinto ogni cosa, in questo mondiale.
Grazie ragazzi.
Lui
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