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Rispondi | Inoltra Messaggio #352 di 522 |

Grazie a tutti quelli che mi hanno risposto. Non tantissimi, ma già abbastanza per capire qualcosa. No,  non nei termini che mi interessavano (con questi numeri domani non riuscirò a fare un programma), ma per intuire il livello di gioco.

Come promesso, non dirò chi gioca con chi. Ma vi posso assicurare che già con queste coppie/coop il livello è “spaventoso”.

Vi assicuro che, nonostante i tanti anni passati ai bordi dei carpet, anche solo con questi nomi non potrei dire chi vince il Paganello 2005. Né negli open né nel co.op.

Il livello non è solo cresciuto, di più, di meglio. E’ arrivato al punto che non c’è nessun nome che automaticamente “annulli” le possibilità agli altri.

Il livello è altissimo, e, ragazzi, non parlo di americani. Anzi. Direi che, a parte eccellenti assenti che ancora possono  fare la “differenza” (Arthur Coddington, Dave Lewis, Dave Murphy, per citarne solo alcuni), ormai il “babau” americano è quasi completamente “debellato”.

Non esiste più il giocatore straniero a cui “baciare le mani”.

E questa è una immensa conquista. Non solo per voi. Anche per loro. Che, finalmente, cominciano ad avere un po’ di “pepe” nelle competizioni.

Bene,  ho pensato a lungo a questa cosa, ieri. Certo, se tutto ciò è successo è stato grazie alla vostra volontà di andare avanti. Ma probabilmente una “spinta” risolutiva è stata data anche dalla “presenza” di ben 5 dicasi 5 campionati internazionali svoltisi in Italia, nel giro di meno di 2 anni.

Dal 2003 ad oggi abbiamo avuto 2 Paganelli, 2 mondiali FPA ed 1 Europeo, il tutto in Italia, il tutto nel giro di 17 mesi. Se contiamo anche il Paganello del prossimo marzo, arriviamo a ben 6 tornei internazionali in 21 mesi…Un immenso sforzo organizzativo che ha dato i propri frutti. Se il Tour della Nike da parte di Tom e Sune ha “spalancato” le porte al freestyle europeo, i tornei italiani hanno definitivamente innalzato i giocatori italiani fra i migliori al mondo.

Non solo. E’ grazie agli italiani se figure come Tommy Gereben ed i ragazzi dell’est Europa si sono ributtati nel freestyle. E’ grazie agli italiani che lo spirito di competizione ha fatto nascere/crescere tanti tornei. Leggendo la lista delle competizioni 2005 postate da Tom Leitner si intuisce bene tutto ciò. Sempre a supporto delle mie elucubrazioni mentali vi è il Ranking mondiale. Ribadisco: non è il “metro di valutazione” fondamentale, sia perché può non essere veritiero, specie in assenza di personaggi “illustri” in tornei illustri, che fanno,  per esempio, cadere in basso un Dave Chiller….; sia perché non è il ranking che fa “grande” un giocatore,  piuttosto il contrario…;, ma è, comunque uno strumento. Il Ranking illustra in  maniera chiara che gli italiani scalano il vertice non solo perché sono bravi, ma perché hanno avuto la possibilità di giocare in tornei Major ed importanti. E se anche altri europei hanno scalato la vetta, è grazie al fatto di aver potuto partecipare ai suddetti tornei (vedi gli svedesi, vedi Tommy Gereben, vedi Reto, ecc.).

Quindi, un mixage esplosivo: grandi giocatori, estremamente motivati, e grandi tornei accessibili. Bene. Ma adesso diventa importante  “tenere botta”. Non solo: lavorare “duro” sul fermento.

Che il freestyle sia uno sport di “nicchia” è ovvio. Prevedere un innalzamento dei numeri in maniera esorbitante non è solo un sogno: è addirittura ridicolo. Il freestyle è uno sport per pochi per il fatto che richiede un’energia fisica e mentale ed una dedizione molto forte, finalizzata spesso a tornei talvolta incompatibili con la vita ordinaria (vedi il 2005 con la maggior parte dei tornei in America…). Inoltre, anche se non finalizzato ai tornei, il Freestyle ha necessità di una “passione” di fondo, anche solo per “sfangare” i primi mesi in cui il frisbee più che un attrezzo sembra il nemico numero 1.

Ma, seppur di nicchia, il freestyle ha bisogno di nuovi adepti. Così come adesso Voi siete la linfa vitale, a medio termine avrete necessità di nuove leve. Per portare il freestyle “oltre”, per dare continuità allo sport, per non affossarlo, come ha/sta rischiando l’America.

Il ricambio generazionale nel freestyle ha tempi diversi rispetto all’ultimate. Lunghi e tortuosi. Su 50 giocatori potenziali nascono 2 massimo 3 giocatori “reali”.  (valutazione ottimistica)

Tutto ciò significa dover “lavorare” su un vivaio attivo molto ampio, affinché possano “venire fuori” dei giocatori a medio/lungo termine.

Roma ha la fortuna di un Nando che ha creato una scuola apposita. Le altre città/poli?

Certo, giocare è importante. Ma non basta. Non tutti sono “votati” all’insegnamento, sia ben chiaro: ma non sottovalutate la parte “accademica” del nostra sport.

Se esistiamo come Nazione “portante” è grazie anche al lavoro di chi si è messo lì a darvi dei gran giri e delle grandi  motivazioni…è compito di tutti fare in modo che questa “linfa vitale” continui: ben vengano, quindi, i tornei (e parlo dei tornei “minori” non dei Campionati mondiali!) ma ben vengano anche i pomeriggi in una piazza, spiaggia, parco a farsi allenamenti ed anche un po’ di fatica ad insegnare…

Lo dico in maniera molto propositiva, ma anche seria: abbiamo avuto un anno quasi “devastante” dal punto di vista “nuovi giocatori/crescita di gioco”. Ma fate attenzione: bisogna “coltivare” i giocatori, e farne crescere altri. Mi preoccupano un po’ Roseto degli Abruzzi, che sento così poco! E Trieste ha necessità di più giocatori. Torino deve ampliarsi . Roma ha delle punte di diamante ed ha Nando che lavora molto. Rimini sta andando avanti in maniera tutta sua, con l’apporto di nuovi giocatori da Cesenatico, uno da Forlì, e il “consolidamento” dei soliti ragazzi. Milano conta su una bella struttura, ma partendo da un numero quasi “romanesco” di giocatori, ne ha consolidati solo una parte. Il resto dell'Italia è ancora "vergine"...

Lo so, è un peso talvolta insegnare. E’ più gratificante allenarsi, giocare, divertirsi. Ma è dovere di tutti far sì che il freestyle vada avanti. Tutti, nessuno escluso…Se qualcuno non vorrà insegnare, bè potrà organizzare un torneo, o “gasare” gli altri, o fare da “collante” del gruppo…ognuno deve trovarsi il proprio ruolo. Quello + confacente…ma costruttivo.

Vabbè, sembra strano fare questo discorso “adesso” che siete tanti, e motivati e bravissimi. Ma è proprio “questo” il momento da cogliere…il “carpe diem” del ns. sport. Prima che diventi routine per pochi. Prima che nessuno si avvicini ai “mostri sacri italiani”. Prima che fare una gara diventi “noioso” e scontato…

Il futuro è adesso. Ed il futuro sta in noi.

(cazzo, questa è bellina, eh? Mi sa che l’ho scopiazzata da qualche parte, non mi giunge nuova…campagna elettorale? Pubblicità di un’auto? Comunque ci sta benissimo!)

 

Un bacio

 

Sempre ego sempre

 

Lui



Sab 5 Feb 2005 3:04 pm

clayelui@...
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Inoltra Messaggio #352 di 522 |
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Grazie a tutti quelli che mi hanno risposto. Non tantissimi, ma già abbastanza per capire qualcosa. No, non nei termini che mi interessavano (con questi...
Lui
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5 Feb 2005
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