C’è un tipo di condizione mentale, conosciuta nel mondo del freestyle (e del frisbee in generale) come “depressione post-torneo”.
Proprio come le depressioni classiche e quella post-partum, consta di fasi alterne con variazioni di umore, momenti di cupa disperazione, reazioni rallentate agli stimoli esterni, inappetenza (o forte stimolo della fame) stanchezza, groppo alla gola, ecc.
Dura, a seconda della persona, dal termine del torneo (normalmente già ai saluti ed alle premiazioni si presentano i primi accenni della “condizione mentale”) per circa 10/15 giorni.
Se il torneo è stato particolarmente emozionante, coinvolgente, eccetera, la depressione può anche arrivare ad un mese.
Si sono avuti casi abbastanza rari di 2 mesi di depressione post-torneo, corrispondenti a mondiali eclatanti e party da leggenda…
La depressione post-torneo prende più o meno tutti. C’è chi piange, c’è chi fa finta di niente ma conta i mesi mancanti al successivo appuntamento, c’è chi telefona agli amici frisbisti, e ci sta delle ore, al telefono, chi si ubriaca, chi sfoglia le fotografie e si immagonisce ancora di più. Chi lavora ma non produce, chi non lavora e quindi non produce, chi comunque già produceva poco anche prima, capirai adesso.
La depressione post-torneo è un bello smacco per la produttività lavorativa, ha un peso economico sull’economia internazionale, porta ad inconsulti gesti, ed è probabilmente una delle rare condizioni che avvicina di più i giocatori “stranieri” alla platealità italiana.
I giocatori che soffrono di depressione post-torneo diventano un po’ noiosi, parlano sempre di quello che hanno fatto, cominciano tutti i discorsi con “e ti ricordi di….”, canticchiano le canzoni ascoltate durante il week-end incriminato, fanno grossi sospiri, hanno gli occhi languidi.
Sembrano, in linea di massima, degli innamorati infelici.
(c’è niente di più “devastante”, per le relazioni sociali, di un innamorato infelice?)
Nonostante i vari tentativi di cura, a nulla si è fino ad ora approdati: i party post-torneo sono deprimenti, perché mancano sempre alcune persone, e si tende a mettersi seduti in cerchio e cominciare la cantilena “e poi lui ha fatto…e quello ha detto….”.
Le jam post-torneo sono sempre leggermente deludenti, perché si ritorna col pensiero all’ultima travolgente free jam, con 75 persone a fare del brush, e poi c’era quello, e ti ricordi della presa di quell’altro…
Non parliamo delle cene “commemorative”: più di una è finita con le lacrime agli occhi ed abbracci affranti.
In piena depressione post-torneo, a cui aggiungere la depressione post-America, e con una punta di depressione post-ho-speso-tutti-i-soldi-e-finito-anche-i-giorni-di-ferie-del-2005-e-siamo-solo-ad-agosto, posso solo cercare di aiutarvi con piccoli, modesti accorgimenti, affinché la condizione negativa possa, se non terminare, quanto meno alleviarsi:
1) Praticate sport alternativi, quale il tennis, la scherma, l’equitazione, insomma niente che abbia attrezzi con forme anche solo lontanamente attinenti al frisbee. Ciò vi allontanerà momentaneamente dallo “stato catatonico” e vi sarà comunque difficile fare gitis con un cavallo (ed il cavallo potrebbe “anche” risentirsene, e credete, i cavalli risentiti sono pericolosi);
2) Non guardate fotografie attinenti al frisbee: per una volta, provate a sfogliare riviste alternative, magari anche play-boy, va tutto bene. Non cercate comunque di trovare nelle posizioni del Kamasutra nuovi spunti per esercizi co.op.: cercate, piuttosto, di concretizzare ciò che il giornale vi propone, potrebbe essere anche distensivo ed i/le partners potrebbero gradire;
3) non guardate i video del frisbee: comperatevi un abbonamento SKY, TV satellitari, un film da Blockbusters: magari rivedetevi tutto Almodovar, o la serie di Guerre Stellari, ma sempre con la mente rivolta ai film “alternativi”: insomma, non cercatevi il documentario di Woostock perché ci sono gli hippy che si lanciano il frisbee, santa pace!;
4) un bel libro: non sto neanche ad elencarvene i titoli, qualunque libro, anche uno di fumetti, anche Manara, anche Topolino: no, i giornali dell’FPA “non” sono contemplati nell’elenco;
5) non telefonate, non chattate, non inviate mail ai frisbisti. E’ controproducente. Potreste invece andare a trovare i vostri parenti, i nonni, gli zii, i cugini che non vedete da 20 anni…magari si sbalordiranno della visita inaspettata, ma capace che riuscite anche a scroccare una cena, od addirittura una settimana di ospitalità: con l’occasione, vi consiglierei di concentrarvi su parenti che hanno case in Liguria, Sardegna, Sicilia, Toscana, per esempio. Lascerei perdere temporaneamente l’interno della Pianura Padana.
Sono, appunto, piccoli spunti: ognuno di voi troverà qualcosa di alternativo, un accenno di normalità a cui attingere per tirarsi fuori dall’ampasse.
Comunque sia, non spaventatevi, è una condizione comune, e non preoccupatevi se state facendo brush, e vi vengono i lacrimoni agli occhi nonostante la sabbia non ci sia entrata dentro: succede.
Ora:
C’è una pubblicità di una Società di Navi per Crociere:
si vede una coppia, che cerca di rientrare nella vita normale, dopo una vacanza da sogno, e fa piccoli gesti quotidiani: ogni gesto, però, ricorda un particolare momento del viaggio, ed ogni volta la coppia finisce col piangere disperata:
bene, io sono ridotta così.
E faccio ESATTAMENTE tutte le cose che non dovrei fare:
chatto, scrivo mail, guardo fotografie, leggo giornali specializzati, eccetera, tutto corrispondente od attinente il frisbee.
Avrò la depressione post-torneo più lunga della storia.
E probabilmente sarò licenziata quale unità non produttiva…
Quindi, presa dalla depressione, sospinta dalla cupa disperazione, drogata di malinconia, ed andando in contrasto totale rispetto a quanto soprascritto vi prego:
Ho “bisogno” di freestylers, ho “veramente” una necessità fisica e mentale di freestylers!
Scrivetemi, inviatemi photos, o, meglio ancora: venite a casa nostra!
offro ospitalità, vitto ed alloggio gratuito, amore incondizionato:
chiedo solo conforto, aneddoti, photos inedite, racconti e lunghe serate a guardare le ultime evoluzioni frisbistiche…
in attesa di favorevole riscontro, vi inoltro
Un saluto disperato
Lui