Caro Fabio,
credo che la discussione sull'articolo di Lanza e soprattutto le
modalità con le quali i media (soprattutto italiani, molto meno
esteri)hanno ripreso la notizia di Nature e le successiva
contestazioni di Doerflinger riflettano in modo puntuale la attuale
situazione del dibattito sulle staminali, in cui scienza, ideologia
e spettacolo (ed economia, visti gli investimenti - leggitimi ed
meritori - di alcune società) si mescolano in pari misura nei
giudizi.
Nature ha evidenziato soprattutto la parte dello spettacolo,
enfatizzando la possibilità - ancora da dimostrare - di
salvaguardare la vita dell'embrione attraverso la nuova tecnica
propota da Lanza. Lanza ha fatto della buona scienza, fornendo un
contributo verso un possibile risultato, ma non ha comunicato al
meglio i risultati di questa scienza ed ha generato alcuni equivoci
omettendo di chiarire in modo preciso alcuni dettagli (forse per
motivo economico legato al valore delle azioni della ACT).
Doerflinger ha evidenzjato in modo legittimo alcuni limiti
dell'articolo, ma ha esagerato su conclusioni di frode scientifica
del tutto per motivi ricondicibili solo ad ideologia.
L'editoriale di Nature chiariva bene sia il significato che i limiti
dello studio. E' stata la modalità di divulgazione della notizia - e
quindi soprattutto le componenti di ideologia e spettacolo del
fatto - a modificarne il significato.
Ormai cellula staminale evoca immediatamente divisioni e
contrapposizioni : bianco e nero, destra sinistra, giorno e notte.
Se la discussione non verrà ricondotta alla sua naturale sede, della
scienza e dell'etica, il progresso e la possibilità di cura per
tante persone in attesa di soluzioni oggi non disponibili, saranno
sicuramente rallentate e forse compromesse.
I toni con i quali la stampa italiana ha descritto le osservazioni
di Doerflinger secondo me hanno eccessivamente enfatizzato la
critica al lavoro di Lanza, posto da alcuni giornali nell'elenco
delle grandi truffe del secolo.
Un esempio è l'articolo di Margherita De Bac sul Corriere della Sera
del 27 agosto 2006.
"Accuse alla prestigiosa rivista scientifica Staminali, falsa la
svolta di «Nature» La nuova tecnica di prelievo delle cellule non
salva gli embrioni.
È forse destinato ad allungarsi il già nutrito elenco di false
scoperte scientifiche. L'ultimo caso è clamoroso e riguarda un
annuncio che pochi giorni fa ha fatto il giro del mondo. La
creazione di linee di staminali ottenute con una tecnica nuova e
senza distruggere embrioni nei laboratori dell'Advanced Cell
Technology (Act), società privata con sede a Worcester. La ricerca
anticipata da Nature in versione elettronica ha acceso gli
entusiasmi di chi già prevedeva la risoluzione dei dilemmi etici
sull'uso degli embrioni umani come sorgenti di cellule bambine.
A gettare ombra sul presunto scoop scientifico le obiezioni
rilanciate per email dal leader degli attivisti americani Pro Life,
Richard Doerflinger. Che ha contestato in tre punti i risultati di
Robert Lanza, primo firmatario del lavoro, sostenendo che il suo
gruppo ha mistificato i dati e che cioè, a leggere tra le righe,
nessuno degli embrioni è sopravvissuto agli esperimenti. Particolare
chiave che invece il comunicato iniziale con cui Nature ha
anticipato la notizia non aveva evidenziato facendo intendere il
contrario e autorizzando i media mondiali ad annunciare in prima
pagina la rivoluzione. Sia lo studio uscito il 24 agosto sia il
comunicato seguente parlavano della possibilità di non danneggiare
gli embrioni sottoposti alla biopsia per il prelievo della cellula.
Alle critiche dell'esponente della Conferenza statunitense dei
vescovi cattolici ha risposto a distanza di pochi giorni lo stesso
Lanza sempre sulle pagine online della rivista, iniziativa inusuale,
ammettendo apertamente che gli embrioni «did not remain intact», non
sono rimasti intatti e che la vera novità consisteva nel fatto di
aver ottenuto staminali non da un grumo di cellule ma da un singolo
blastomero, ovvero da una sola di esse.
Se così è davvero andata, diverse figure hanno giocato la loro parte
in questa presunta farsa scientifica. Non solo Robert Lanza, nome di
prestigio, staminalista di indiscusse capacità che tra l'altro ha
scritto i volumi sulle Stem Cells, vera e propria bibbia per gli
uomini di laboratorio. Ma anche gli stessi editorialisti di Nature
che non più di qualche settimana fa avevano lanciato l'allarme sulle
ricerche «taroccate» e sull'intraprendenza dei ricercatori bugiardi
come Woo Suik hwang, il coreano autore della balla più celebre: la
clonazione di staminali da cellule adulte. Gli unici vantaggi
dell'ultimo pasticcio per il momento non sono di ordine etico ma
economico. Dopo l'anteprima di Nature le azioni dell'Act devono
essere volate alle stelle. Nella sua email Doerflinger ha contestato
anche l'uso non appropriato delle foto unite all'articolo del gruppo
americano. Angelo Vescovi, San Raffaele, è scandalizzato: «Di sicuro
in quest'affare molti hanno voluto fare i furbi. Non so se c'è stato
dolo o è stata una involontaria mancanza di chiarezza. Ma certo se
le cose stanno così e gli embrioni non sono preservati la ricerca
non meritava di comparire su Nature perché non aggiunge molto a
quello che già si sapeva». Carlo Alberto Redi invece difende
Lanza: «Non paragoniamolo per favore a Hwang. È un vero maestro,
escludo che possa avere interessi mercantili e che sia autore di un
broglio».
Margherita De Bac"
Il commento di Lancet della settimana in corso descrive meglio di
altri il significato dello studio di Lanza.
"The Lancet 2006; 368:816
Stem-cell "breakthrough": much heat, little light
A letter published online last week by Nature was widely publicised
as a breakthrough in stem-cell research. Scientists from the
biotechnology firm Advanced Cell Technology reported deriving human
embryonic stem cells with a technique similar to one used in
preimplantation genetic diagnosis, which extracts only a single cell
and does not result in the destruction of the embryo. In this series
of experiments, 16 embryos left over from clinical in-vitro
fertilisation were thawed and grown to the 8–10 cell stage. A total
of 91 cells were removed, resulting in the derivation of two stable
human stem-cell lines. They showed continued undifferentiated
proliferation, normal karotype, and evidence of pluripotency for
more than 8 months. Eventually they were shown to differentiate into
cells containing all three germ layers.
The possibility of creating stem cells while leaving the embryo able
to develop normally was immediately hailed as a potentially
ethically acceptable alternative to the restrictions on federally
funded stem-cell research that have been in place in the USA since
August, 2001. The White House responded that serious concerns still
exist with "any use of human embryos for research purposes", but
that President Bush wanted to see further review of the study's
findings. But other critics, most vocally Richard Doerflinger of the
US Conference of Catholic Bishops, shot back that the research was
deceptively presented, since all of the embryos in the study were
destroyed.
It turns out that none of the 16 embryos used in these experiments
survived intact and that multiple cells were taken from each embryo,
not just one or two as would occur during preimplantation genetic
diagnosis.
About the only thing that is certain here is Advanced Cell
Technology's Aug 25 report of its post-publication financing
commitments, which total US$13•5 million. This research has clearly
raised the hopes of some. But in the wake of recent controversy
surrounding stem-cell hopes, it would be sensible to await
replication of the experiments by an independent laboratory.
The Lancet"
I link successivi consentono di valutare come alcuni giornali
internazionali (il Washington Post ed altri) hanno commentato il
caso dell'articolo e delle succesisve contestazioni :
http://www.washingtonpost.com/wp-
dyn/content/article/2006/08/26/AR2006082600303.html
http://www.newsday.com/technology/ny-
hsstem244862888aug24,0,6911118.story
http://seattletimes.nwsource.com/cgi-bin/PrintStory.pl?
document_id=2003226857&zsection_id=2002107549&slug=stemcell26&date=20
060826
prof. Enzo Reale