Salve a tutti.
Tempo addietro qualcuno scrisse una nota a proposito dei nomi dei giorni della settima.Rammento vagamente la e-mail.
"La chiesa cerco' vanamente di imporre il nome dei giorni della settimana in primadies, secondadies....." qualcosa del genere.
Ho scoperto che tale uso ha attecchito in Lituania e Lettonia.
Lettonia:Pirmdiena, Otrdierna,Tresdiena,Ceturdiena,Piekdiena,Sestdiena,Svetdiena(alcune lettere hanno degli strani accenti che sulla tastiera non trovo)
Lituania: Ho perso l'appunto, ma le due lingue pur essendo differenti affondano ne loro radici nelle lingue baltiche e sopratutto il lituano direttamente nel sanscrito. I giorni della settimana si assomigliano.
Estonia: Lingua del gruppo ugrofinnico,completamente diversa dalle due precedenti.
Gnomonica nei paesi baltici:
OS Verticale declinante.
Ho incontrato solo un piccolo orologio solare verticale declinante nella piazza del mercato del centro storico di Tallin (Estonia) quasi a 60° di Latitudine.Le dimensioni erano troppo modeste in funzione dell'altezza dal suolo, lo stilo polare esageratamente lavorato, nel complesso un lavoro inadeguato e poco funzionale.
Orizzontale:
è presente nel parco del palazzo dello zar( Sempre a Tallin. Forma circolare, inciso su pietra e lavorato come quelli che fanno impazzire Mario Arnaldi, sembra medioevale, non erano presenti i numeri delle ore ma le incisioni dello zodiaco. Era presente solo la curva solstiziale estiva (quasi un cerchio) e la linea equinoziale. Nessun motto. La fattura stonava con le rifiniture del palazzo e del parco, ho avuto l'impressione che fosse stata trasportata li' da un altro sito.Lo stilo polare era nuovo in acciaio inossidabile tronco-conico di dimensioni inadeguate.Troppo lungo per rispettare i punti d'ombra solstiziali ed equinoziali.Il tutto protetto da una teca di vetro piramidaile. Il sole assente e la premura non mi hanno permesso altre annotazioni,la teca ha impedito di fare una buona foto.
C.O.
Di Camere oscure nessuna traccia. Ma per questo occorre rifarsi alla storia doves secoli di forzata russificazione prima e regime sovietico dopo hanno cercato di annullare le culture baltiche. ..oltretutto a quelle latitudini una eventuale camera oscura sarebbe mozza, non potrebbe coprire tutto l'anno, ma anche a coprire l'equinozio per stabilire la Pasqua, ad occhio e croce l'edificio dovrebbe avere dimensioni non indifferenti.
Crepuscoli:
Salto i calcoli, ma già il 14 luglio a Vilnius(54°,5) rispetto a Riga (56°,5) e Tallin (59°,70 ) l'effetto psicologico si faceva sentire, almeno per un siciliano, complici il 14° piano dell'hotel, l'assenza di rilievi montuosi , la poca illuminazione elettrica per le strade (o forse la giusta illuminazione pubblica, gioia di tutti coloro che sono contrari all'inquinamento luminoso), e l'urbanistica.Vilnius ha case basse immersa in parchi e foresta. Ma di stelle neanche l'ombra. Vi lascio immaginare l'impressione che mi ha lasciato vedere un pallido sole arancione alle tre del mattino. Inconcepile anche che la gente potesse andare a dormire alle 10 di sera che come luce corrispondevano alle nostre 18. Ma d'altronde per loro al mattino volente o nolente la sveglia suonava.
A Riga la stessa cosa, ma verso nord c'era un chiarore. Il sole lontano o luce artificiale?
a Tallin l'effetto psicologico è tremendo.Il cervello si rifiuta di accettare l'ora segnata dall'orologio con il cielo.
Altro:
Vilnius:
Consiglio vivamente di andare nei paesi baltici, sopratutto in Lituania. Dopo l'indipendenza del 1990 ( i russi andarono via nel 1994) il paese dal collasso economico socialista è entrato a maggio di quest'anno in Europa.Paese dignitosamente povero ma in forte sviluppo. Pochissimo traffico, educato e discreto,niente cartelloni pubblicitari (il consumismo non è ancora arrivato) cosa per noi impensabile, dove l'occhio puo' ammirare tutto senza stonature, giusta e scarsa illuminazione nelle strade,poche insegne luminose che rendono i loro alberatissimi viali romantici,niente paccottaglia per turisti nè industria turisitica in genere che inquina il fascino di una città dandogli un aspetto falso,immersa nel verde della foresta fra parchi,laghi,laghetti,fiumi e ruscelli, patrimonio Unesco.Pulitissima perchè non c'è nulla da buttare (ma i supermercati sono moderni e forniti). Approfittatene ora, fra due o tre anni sarà una città come un'altra.L'incontro/scrontro culturale è bellissimo.Le guide imbarazzate di fronte agli italiani ed al loro patrimonio culturale.La gente orgogliosa di aver potuto salvare la loro lingua, si pensi soltanto che dal 1840 per 40anni fu loro proibito di parlare o scrivere in lituano, successivamente i sovietici cercarono di piegarli tanto con la deportazione di un mascio per famiglia,o quasi, tanto con il condizionamento psicologico dei ragazzi.Tutti figli della grande madre Russia...
La cucina è solo locale, a volte pseudointernazionale, difficile da digerire per i nostri gusti (insomma ho fatto la fame...pero' ho assaggiato tutto,e spero che i lituani mi perdonino), il caffè...(no comment...portatevi appresso la moka) ,non accettano gli Euro , ma a cambio fisso si puo' cambiare ovunque. Parlano solo il lituano ed il russo, ma odiano il russo ed i russi,non hanno tutti i torti, se la conoscete vi sconsiglio di usare questa lingua.Non percepiscono (ma questa è un'altra storia) il gesticolio latino delle mani e del viso.Ma nel complesso è un paese che puo' insegnarci molto...moltissimo.
Potevo non farvi un accenno?
Riga:
Città anseatica tedesca. Tutta l'urbanistica è influenzata dallo stile tedesco.Il centro storico và visitato al mattino presto,prima che aprano i negozi e che la moltitudine di turisti inquini le stradine ed i vicoli.La lingua è simile ma non uguale al lituano.
Tallin:
La lingua è del gruppo ugrofinnico, anche se con un po' di fatica estoni e finlandesi riescono a capirsi, ma con l'ungherese hanno in comune solo le radici. Subito dopo la ritirata dell'ultimo soldato russo (1994) sono arrivati i capitali finlandesi, trasformando il centro storico in una fabbrica turistica, piena zeppa di ristoranti con tavoli all'aperto.
Sperando di non avervi annoiato
Nino Alizzi