La parola «identità», fra i vari significati ha anche quello di
complesso dei dati anagrafici, fisici e psichici di una persona.
L'identità si acquista con la formazione della persona dal confluire
di indicazioni genetiche con le esperienza dell'esistenza dalla
nascita in poi: le caratteristiche fisiche, l'inserimento sociale,
la formazione culturale con tutti gli apporti delle più svariate
forme di conoscenza nei vari settori del sapere, le capacità
emotive, le acquisizioni ideologiche e religiose. Ogni persona ha
quindi un suo patrimonio che possiamo appunto chiamare «identità»,
fatto di cui è in buona parte cosciente (in parte può essere
inconscia). La persona in genere difende questa sua identità, o
parte di essa con ogni mezzo, e questo con maggiore accanimento
quanto più essa è limitata. Al contrario, quanti più fattori
positivi concorrono a dare identità tanto più essa può disporre di
strumenti a sua difesa nel caso che uno dei fattori vada in crisi,
come ad esempio la perdita della fede religiosa. Da questo possono
nascere considerazioni adatte a spiegare molti conflitti fra persone
e gruppi o popoli, come sta accadendo in questo nostro tempo (ed è
accaduto ancora nel corso dei secoli). In genere l'identità ha una
forte base emotiva perché è strettamente legata ad ogni aspetto
dell'esistere e del sopravvivere (fisico, culturale, mentale). In
molti casi essa presenta caratteristiche di elevata spiritualità
come ad esempio il pensiero religioso con tutte le sue strutture
idealistiche ma anche formali, rituali e perciò fortemente
collettive, che creano una comune identità di pensiero, regole,
comportamenti, da cui le persone ricavano, per la comune idealità,
forza e compattezza e sicurezza.