A poco più di un mese dall'uscita il romanzo La mano sinistra del diavolo di
Paolo Roversi edito da Mursia è già un grande successo di vendite e di critica.
Un libro da leggere assolutamente per tutti gli amanti del giallo e non solo.
Visita la homepage del libro:
http://www.roversiplanet.com/manosinistradiavolo/lamanosinistradeldiavolo.asp
Le recensioni
Paolo Roversi è riuscito a scrivere un romanzo che non tradisce chi ama
gli omicidi sulla carta e allo stesso tempo è un’autentica rivelazione
per chi ha sempre considerato i gialli letteratura di serie b. Al di là
della trama – talmente ben congegnata che l’assassino si scopre davvero
soltanto all’ultima pagina – è la scrittura l’arma in più di Roversi:
una scrittura “calibro 9”
che riesce ad unire il ritmo sincopato dei giorni nostri a quello quasi
sospeso nel tempo della tradizione letteraria di Piero Chiara seguita
da Andrea Vitali.
«La Repubblica»
25 ottobre 2006
Il giovane,quanto promettente, Paolo Roversi ambienta il suo secondo
lavoro nella Bassa Padana. Con un biglietto da visita pronto a lasciare
il segno.
«Il Sole 24 ore»
27 novembre 2006
Da un ammiratore dichiarato del grande Scerbanenco un nuovo autore niente male.
«Gioia»
27 novembre 2006
Paolo Roversi è lo Scerbanenco postmoderno:
il paragone a molti potrà sembrare azzardato, ma basta immergersi nelle
prime pagine del suo nuovo romanzo “La mano sinistra del Diavolo” per
comprendere come le atmosfere da lui rievocate siano molte vicine a
quelle del padre del noir italiano.
«Stilos»
7 novembre 2006
Il talento non è acqua e Paolo Roversi si conferma autore di razza con la nuova
avventura del cronista freelance Enrico Radeschi
«La Sicilia»
7 Dicembre 2006
La mano sinistra del diavolo conferma Paolo Roversi fra i migliori scrittori
giovani in Italia
«Freek»
Novembre 2006
Un libro che non solo conferma il talento dello scrittore nel creare
trame nere ma evidenzia ancora di più la crescita di una scrittura che
in questa nuova prova narrativa può dirsi davvero matura. Roversi
catapulta il lettore in un universo, il nostro contemporaneo, dove
l’omicidio acquista sempre più fascino mediatico: un fascino perverso
che, troppo spesso, ci fa perdere la percezione di ciò che è reale da
ciò che è finzione.
Una storia di ordinaria follia, delitti efferati che non sembrano
essere ricongiungibili tra loro, ma che troveranno la soluzione in un
finale che non mancherà di sorprendere anche i lettori di noir più
esigenti.
«Wuz.it»
25 ottobre 2006
La mano sinistra del diavolo è una vicenda appassionante dalla
prima all'ultima riga, una di quelle storie scritte in maniera così
coinvolgente da farti dimenticare persino che, ogni tanto, arriva l'ora
di mangiare o di dormire o di andare in bagno, una di quelle storie
che, alla fine, ti lasciano con gli occhi che bruciano e il fuoco
dentro.
«Thrillermagazine.it»
4 novembre 2006
Il libro
L’estate caldissima e sonnacchiosa di Capo di Ponte
Emilia, piccolo borgo della Bassa affacciato sul Po,
viene
sconvolta da una misteriosa serie di omicidi. Due gli
indizi nelle mani degli inquirenti: le vittime sono
tutti
uomini anziani e, particolare ancora più inquietante,
prima di ogni omicidio una mano mozzata viene rinvenuta
nella loro cassetta della posta. A condurre le indagini
sarà il giovane maresciallo dei Carabinieri, Giorgio
Boskovic aiutato dal fedele brigadiere Gennaro
Rizzitano. A loro si affiancherà, con
il suo fiuto per la nera e la sua bravura come hacker,
Enrico Radeschi, giornalista free lance,
originario del paese ma milanese d’adozione. Gli
inquirenti, dopo alcune difficoltà iniziali e qualche
abbaglio, si renderanno conto che per svelare il mistero
dovranno scavare nella memoria per catturare il
misterioso
mancino autore dei delitti. Le indagini, costringeranno
Radeschi ad una estenuante spola fra la Bassa e Milano
dove si troverà invischiato in altre inquietanti
vicende: l’omicidio di una ragazza trovata seppellita
nel Parco agricolo sud Milano e la misteriosa scomparsa
del gestore di un ristorante giapponese, il Nippon Sushi
Bar. Insieme a Loris Sebastiani, vicequestore
ed amico di lunga data, Radeschi si muoverà in
una metropoli torrida e deserta, raccontata attraverso
le discoteche all’aperto dell’Idroscalo e
i locali affollati dei Navigli, alla ricerca dei
colpevoli.
Trait d’union fra i misteri milanesi e
il serial killer della Bassa sarà proprio Radeschi,
pronto in ogni momento a mettere le proprie intuizioni
e conoscenze informatiche, a disposizione degli
inquirenti.
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