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From: Bulletin Antiprohibitionist
To: barneyp@...
Sent: Saturday, March 15, 2003 1:02 PM
Subject: Ancora poche settimane per fermare la guerra alla droga
Bollettino della Lega Internazionale Antiproibizionista sulla
campagna mondiale per la riforma delle Convenzioni ONU in materia di droghe
Numero Speciale - ANNO I - 15 Marzo 2003
Firma l'appello per la Riforma delle Convenzioni ONU sulla droga
Al 14 marzo sono 202 i parlamentari di 20 nazionalita' e oltre 4200
i cittadini che da 71 paesi hanno firmato l'appello a Kofi Annan e agli stati
Membri dell'ONU che chiede una riforma antiproibizionista delle Convenzioni
delle Nazioni unite in materia di droga. Vi chiediamo di firmare il testo online
e di farlo circolare quanto piu' possibile raccogliendo firme e inserendole
direttamente al sito Antiprohibitionist.org oppure di inviarle a : LIA, via di
Torre Argentina 76, 00186 Roma.
Vogliamo pubblicare il testo nella stampa internazionale prima della
sessione ministeriale della 46esima Commissione Stupefacenti dell'ONU di Vienna,
per sostenere, anche economicamente, la campagna scrivere a
bulletin@...
IL PARTITO RADICALE TRANSNAZIONALE E LA LEGA INTERNAZIONALE
ANTIPROIBIZIONISTA SCRIVONO AI LEADER EUROPEI DENUNCIANDO I FALLIMENTI DELLA
"GUERRA ALLA DROGA"
Venerdi 14 marzo, il Partito Radicale Transnazionale e la Lega
Internazionale Antiproibizionista hanno pubblicato una pagina a pagamento
nell'edizione europea dell'Economist contenente una lettera aperta a Georgeou
Papandreou, Presidente del Consiglio dell'UE; Romano Prodi, Presidente della
Commissione europea; Pat Cox, Presidente del Parlamento europeo e ai capi di
Stato e di Governo nonché ai presidenti dei Parlamenti di tutti gli Stati Membri
dell'Unione europea.
Nella lettera il PRT e la LIA si rivolgono ai leader europei in
vista della riunione ministeriale convocata dalle Nazioni Unite al termine della
46esima sessione della Commissione Stupefacenti - che si terrà a Vienna dal 16
al 17 aprile 2003 - e che dovrà fare il punto di cinque anni di politiche
proibizioniste sulle droghe. In particolare il testo denuncia il fatto che:
Se nessun Governo interverrà urgentemente nei prossimi giorni
presentando formalmente proposte alternative, la riunione di Aprile confermerà
all'unanimità il sostegno alle Convenzioni internazionali che impediscono ed
ostacolano anche modeste modifiche all'attuale rigido regime proibizionista,
come la depenalizzazione dell'uso personale di ogni sostanza illecita, la
riduzione del danno attraverso la somministrazione sotto controllo medico delle
sostanze proibite, l'utilizzo della cannabis a scopi terapeutici o la
tradizionale produzione ed uso della foglia di coca per milioni di persone.
Se nessun Governo interverrà i danni provocati dalla guerra alle
droghe alle istituzioni democratiche corrono il rischio di diventare
irreversibili, ostacolando futuri cambiamenti e la ricerca di soluzioni
alternative. La legalizzazione di trattamenti, cure e droghe che oggi sono
illeciti, la stessa legalizzazione che ha liberato gli Stati Uniti dalla follia
della proibizione dell'alcool all'inizio del secolo scorso, continuerà a
rimanere proibita persino come tema di dibattito nell'agenda internazionale.
Se nessun governo interverrà, continueranno ad essere apprezzati, se
non incentivati, Paesi che per i reati di droga applicano la pena di morte o il
carcere a vita e che, per cercare di eradicare le sostanze illecite, devastano
il loro ambiente e le loro società.
Nell'ottobre del 2002, il PRT e la LIA hanno lanciato un appello
internazionale a Kofi Annan e ai 191 stati membri dell'ONU in cui si chiede la
riforma delle Convenzioni ONU in materia di droga. Il testo é stato presentato
dall'eurodeputato radicale Marco Cappato al Parlamento Europeo con il sostegno
di 109 Membri del PE, al Parlamento Colombiano da 12 deputati, oltre che in
Grecia, Nuova Zelanda e in Canada (dove l'anno scorso una commissione del Senato
aveva raccomandato la riforma delle Convenzioni ONU). In totale sono 202 i
parlamentari di oltre 20 nazionalità che hanno firmato il documento e oltre 4200
i cittadini che da 71 paesi lo hanno sottoscritto online a
Antiprohibitionist.org.
A metà marzo la LIA pubblicherà un Contro-Rapporto sulla Droga per
denuciare i fallimenti del piano quinquennale lanciato da Pino Arlacchi alla
Sessione speciale dell'Assemblea generale dell'ONU del 1998. Il documento sarà
presto disponibile online su www.antiprohibitionist.org.
Testo della pagina sull' ECONOMIST
ANCORA POCHI GIORNI PER FERMARE LA GUERRA ALLA DROGA.
lettera aperta a:
Georgeou Papandreou,
presidente del Consiglio dell'Unione europea
Romano Prodi,
presidente della Commissione europea
Pat Cox,
presidente DEL Parlamento europeo
ai Capi di Stato e di Governo e ai Presidenti delle assemblee
legislative degli Stati membri dell'UE
E' giunto il momento per azioni coraggiose da parte dei leader
nazionali per porre file alla fallita guerra alle droghe istruendo i loro
delegati alla riunione della Commissione dei narcotici dell'ONU di aprile 1) ad
ammettere il fallimento della strategia della guerra alla droga, e 2) ad
iniziare a preparare emendamenti alla Convenzioni che consentano il diritto di
sperimentare metodi alternativi.
La guerra alla droga causa ogni anno una quantità massiccia di
morti, feriti e danni collaterali. Indirettamente, a causa della violenza di
gruppi criminali organizzati, corruzione molto estesa, militarizzazione della
società e crimini dei tossicodipendenti che cercano le droghe a loro negate dal
proibizionismo. Direttamente, a causa delle morti da AIDS, overdosi, epatite ed
altre malattie. La guerra alla droga ha fornito nello stesso modo finanziamenti
a dittatori e terroristi.
Ha inoltre condannato alla prigione, e a volte a morte, un gran
numero di consumatori di sostanze considerate illecite dalle tre Convenzioni
internazionali approvate dalle Nazioni Unite nel 1961, 1971 e nel 1988.
Dal 8 al 17 aprile di quest'anno, la Commissione dell'ONU sui
narcotici si riunirà per valutare i primi cinque anni del piano decennale -
inteso ottenere l'estirpazione di tutte le droghe dal pianeta attraverso una
serie di misure proibizioniste - lanciato nel 1998 con lo slogan "1998 - 2008,
Un mondo libero delle droghe, possiamo farlo!" Questo era un progetto
assolutamente non realistico, condannato a fallire, come lo sono stati tutti i
progetti proibizionisti sulle droghe del secolo passato - a partire dalla
Convenzione dell'Oppio di Schanghai del 1909.
Nonostante il fallimento totale di questo ultimo grande progetto,
debitamente documentato dall'ONU e dall'UE, non un solo Stato membro dell'UE, né
l'Unione europea in quanto tale, hanno espresso la loro opposizione all'attuale
strategia.
Se nessun Governo interverrà urgentemente nei prossimi giorni
presentando formalmente proposte alternative, la riunione di Aprile confermerà
all'unanimità il sostegno alle Convenzioni internazionali che impediscono ed
ostacolano anche modeste modifiche all'attuale rigido regime proibizionista,
come la depenalizzazione dell'uso personale di ogni sostanza illecita, la
riduzione del danno attraverso la somministrazione sotto controllo medico delle
sostanze proibite, l'utilizzo della cannabis a scopi terapeutici o la
tradizionale produzione ed uso della foglia di coca per milioni di persone.
Se nessun Governo interverrà i danni provocati dalla guerra alle
droghe alle istituzioni democratiche corrono il rischio di diventare
irreversibili, ostacolando futuri cambiamenti e la ricerca di soluzioni
alternative. La legalizzazione di trattamenti, cure e droghe che oggi sono
illeciti, la stessa legalizzazione che ha liberato gli Stati Uniti dalla follia
della proibizione dell'alcool all'inizio del secolo scorso, continuerà a
rimanere proibita persino come tema di dibattito nell'agenda internazionale.
Se nessun governo interverrà, continueranno ad essere apprezzati, se
non incentivati, Paesi che per i reati di droga applicano la pena di morte o il
carcere a vita e che, per cercare di eradicare le sostanze illecite, devastano
il loro ambiente e le loro società.
Parliamo oggi a nome di centinaia di legislatori e migliaia di
cittadini da oltre 70 Paesi. Vi invitiamo a presentare una proposta formale a
Vienna per aprire un processo di valutazione delle attuali politiche e di una
riforma esauriente delle tre convenzioni dell'ONU sulle droghe.
La Pagina e' stata pubblicata con un contributo dell'Open Society
Institute e dei seguenti eurodeputati: Emma Bonino, Gianfranco Dell'Alba,
Benedetto Della Vedova, Olivier Dupuis e Marco Pannella.
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Editor in Chief: Marco Perduca
Direttore: Vincenzo Donvito
Grafica e Distribuzione: C.E.D. Roma
Il Liafax è pubblicato grazie a un contributo dell'Open Society
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