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Questa calma un po' irreale
come quella che s'apre
intorno ai cimiteri, e trema
assieme all'erbe sulle fosse
se un po' di vento respira.
E' già tanto; già tanto! A che serviva
quella forza animale
che non riusciva a fermarsi!
E quella vampata di fosforo!
Come averci un delirio negli occhi.
Vi sono invisibili Mani, laggiù.
Si riunirebbero a uguali scadenze
intorno a gelidi fuochi
per impagliare quietamente il nostro destino.
Non avrebbero occhi né suoni per comunicare con noi,
paghi soltanto dell'imperio sotto il quale ci tengono
In quel vuoto geologico, in quelle caverne ove il tempo
scandisce una sola irrevocabile notte,
si occuperebbero, essi, del nostro futuro.
Una vile leggenda! Poiché i Mani che ci governano
stanno con noi, tra noi, ben visibili
e identificabili nelle loro menzogne,
nei loro accattivanti sorrisi, con quella ferocia
che si copre di lana d'agnello,
che dispensa elemosine eterne per negarci il sapore,
il sapore festivo del pane.
Come l'alveo d'un fiume nel quale
corrano
a vortici incessanti i rami secchi,
è questa strada. La vita è un moto
perpetuo
di membra e urla e voci, che mai riesce
a fermarsi:
senza sbocchi, a cerchio; senza centro;
animale
Tutta una giovinezza, pensate,
che sfoglia la sparuta margherita
dell' Utopia
[Sono state eliminare la parti non di testo del messaggio]
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