Io si devo proprio confessarlo mi sono visto il festival di Sanremo
( tutte e quattro le serate )accoccolato sul divano con accanto mia
moglie ( che dopo una decina di canzoni mollava per andarsene al pc
a scrivere nelle varie com a cuo è iscritta ) io invece me lo son
gustato tutto.La formula quest'anno mi è piaciuta moltissimo, tutti
giovani ( sconosciuti al grosso pubblico ) o quasi, canzoni che
svariavano dal rep al melodico traversando quasi tutti i generi oggi
in voga rigorosamente in lingua italiana....Volaaare oh oh. Cantare
oh, oh, oh, oh. Nel blu, dipinto di blu, felice...Se almeno fosse
stata una brutta giornata. Non dico di pioggia, ma di quelle uggiose
alla Luciobattisti, o, disperatamente grigie... ma c´era il
sole.C´era un sole potente, e la cera si sciolse.Così l´Uomo
Volante, che di nome faceva "Icaro", agitò le ali disperatamente.
Poi precipitò. Proprio quel tal Icaro, che millenni prima che Al
Bano ululasse "nel Sole", cercò nel sole l´agognata libertà. Libertà
dalle catene della sua prigione. Ma... che jella, che sfortuna, che
rogna, che sfiga! c´era il sole...Icaro, Icaro dove sei?/ in qual
posto mai ti ritroverò? Era l´una, passata, e la notte la faceva da
padrona. Buio pesto su Sanremo. Nero l´umore, nonostante gli strilli
di gioia apparente. Le luci di Sanremo, effimere da sfinimento,
fatue come fuochi cimiteriali, niente potevano. Contro la gioiosa,
splendida vivacità, dell´Uomo Volante. Così Marco Masini si ritrovò
Uomo Volante. Lui, lo sfigato, il perdente, il portajella per
eccellenza, per antonomasia, e poi che ancora?, l´appestato, il
menagramo, il corvo, il cassandro, il becchino, aveva vinto. Aveva
vinto su tutto e su tutti. Così Marco Masini, trasfigurato, lasciò
il nero bozzolo-prigione nel quale aveva vissuto dieci anni. E si
librò. «Vince il Festival Marco Masini». E le luci dell´Ariston
hanno un sussulto. Qualcosa di stupefacente è successo. Un evento,
finalmente, gioioso. Liberatorio. Marco Masini-l´Uomo Volante si
libra volteggiando per il palco. Sbatacchia le braccia, diventate
ali. Come fanno i bambini quando prendono il volo, o come fanno gli
uccelli quando sono felici. Non è tutto da buttare questo Festival (
avrei inserito qualche vecchia gloria in più, ma la mafia delle case
discografiche lo ha impedito....sempre sti cartelli....adesso
basta...). Qualcosa di buono ce lo ha dato. Ha salvato una vita. E
scusate se è poco. Mia Martini, per sempre e sola tu nell´Universo,
non ha avuto, lo possiamo dire?, "ugual sorte".Non ha trovato,
dentro se stessa, la forza di resistere, di reagire; non ha avuto,
forse il conforto di buoni amici, non comprensione, affetto,
solidarietà. Non ha avuto un Festival di Sanremo "salvifico", il
viatico di una decina di milioni di telespettatori, una cerimonia di
rinascita a nuova vita.E si è tolta la vita. Non sopportando più di
essere la personificazione della Sfortuna. Qualcosa di
buono...«Vivevo in una sorta di Medioevo - dice Masini. - Tutti mi
evitavano; quando passavo si toccavano, niente più dischi, niente
concerti. E la leggenda del menagramo cosmico si ingigantiva, si
raccontavano storie inquietanti,.. e tutti a dire... è segnato,
finirà come..».
E la vittoria dell´Uomo Volante, è stata più bella, perché sofferta
fino in fondo.
Con la Ventura che gli dice, pari pari: «Essere favoriti come te
porta rogna».
Terribile, come parlare di corda in casa dell´impiccato. E poi, non
doma, la (S)Ventura affonda. «Gregory Peck - dice - portava una
sfiga pazzesca» e poi ancora «I soldi? Ci sto lontano (con in tasca
un contratto da 320 mila euro per il Festival) perché portano
sfiga».Proprio il clima che ci voleva. L´ospite d´onore ideale?
Rosario Chiarchiaro, lo jettatore patentato, della novella di
Pirandello.
La canzone in auge? «Funeral song», canticchiata, visti gli esiti,
dal duo di prefiche Del Noce-Cattaneo, i "neo Gufi".Qualcosa di
buono questo Festival lo ha pur fatto... ci ha mostrato come sia
possibile, nonostante tutto e tutti, la vittoria della ragione su
pregiudizio e oscurantismo. Retaggi di un Medioevo nel quale l´uomo
volante sarebbe finito al rogo.O abbattuto, con un missile terra-
aria, come in realtà successe a Icaro. Che si illudeva di evadere
dalla sua prigione.
ciao e buona settimana a tutti da enio