Bene, è finito il freddo ed ora quasi ci si lamenta del troppo
caldo, mentre i grilli la sera cantano da impazzire. Intanto va in
scena il Giro d´Italia, tra poco ci sarà il concorso ippico di
Piazza di Siena e dunque vuol proprio dire che la primavera è
arrivata ed anche già quasi passata.
Però le cose sono sempre molto ingarbugliate. Sempre per via della
guerra che pare incancrenirsi e incattivirsi. Gli ostaggi saranno
forse rilasciati ma, dice Gino Strada, ci vorrà tempo. Dell´ostaggio
ucciso ci si ricorda solo oggi, perché ciò che ne resta viene
restituito.
E c´è un altro morto, morto in battaglia. Ma non era una missione di
pace? Matteo Vanzan - lo dice la sua mamma - era "un colossso, un
bestione buono di quasi due metri". Amava da pazzi girare in
moto "tra i campi di grano e le curve a gomito della sua
Camponogara".
Già, i campi di grano. Come non sentire lui, Fabrizio De André, che
canta - struggente - "dormi sepolto in un campo di grano/ Non è la
rosa non è il tulipano/ che ti fan veglia dall´ombra dei fossi/ ma
sono mille papaveri rossi".
Grano e papaveri, la sagra della vita, e invece ancora una volta è
di scena la morte, la morte assurda della guerra.