Se a Chieti, per strada chiedessimo ai passanti cos'è e di cosa si
occupa una biblioteca, probabilmente otterremmo le riposte più
inaspettate. Qualcuno la qualificherà come luogo di raccolta e
conservazione di speciali oggetti chiamati libri; qualcuno più
informato ricorderà magari la possibilità di leggervi il giornale o
navigare in Internet; qualcun altro, per paura di sbagliare e di
confonderla con una delle numerose altre "…teche" esistenti,
preferirà trincerarsi dietro un provvidenziale "non so", lasciando
ad altri l'onere di cimentarsi in una definizione credibile e il più
possibile corrispondente alla realtà. La stessa domanda, peraltro,
rivolta ai frequentatori più abituali, che utilizzano le biblioteche
per soddisfare i propri bisogni di svago o di studio, o agli
amministratori, che le conoscono se non altro come voci di spesa
all'interno dei bilanci, potrebbe offrire risposte forse altrettanto
insoddisfacenti. La biblioteca è luogo pubblico per eccellenza: lo è
perché generalmente vi possono accedere tutti liberamente e lo è
perché in essa possono trovare espressione le più diverse istanze
culturali promosse da una società complessa. Al di là tuttavia di
questa mera enunciazione di principio e in considerazione dei
risultati dubbi che un'indagine sul territorio potrebbe registrare,
affermare che esiste oggi piena e diffusa coscienza di cosa faccia e
di come agisca una biblioteca non è certo un dato reale ma solo
proiezione di un'aspettativa. A Chieti purtroppo oggi manca proprio
la Biblioteca, che fine hanno fatto i libri imbevuti d'acqua degli
ultimi acquazzoni ? Cosa hanno intenzione di fare le autorità che
solitamente "banfano" con paroloni oggi che rischiamo di mandare al
macero la nostra cultura ? Per quanti mesi ancora a Chieti si dovrà
aspettare per riavere la sua biblioteca ? A queste e a tantissime
domande dovrebbe rispondere il nuovo sindaco, ma lo farà con le
chiacchiere o con i fatti ?