Ciao, molto interessante questa iniziativa. Io ho già contattato il
sindacato e mi sono messo a disposizione per collaborare. Sarebbe bello
se vi fossero altre adesioni, non credete? Sennò finiamo sempre per
parlarci e piangerci addosso. I casi sono due: o lottiamo con le unghie
e con i denti per i nostri diritti, oppure stiamo buoni ad accettare
ogni sopruso. A voi la decisione.
Fabrizio
-----Messaggio originale-----
Da: williamssindrome@yahoogroups.com
[mailto:williamssindrome@yahoogroups.com] Per conto di Dino
Inviato: martedì 23 agosto 2005 17.24
A: williamssindrome@yahoogroups.com;
williamssindrome-owner@yahoogroups.com
Oggetto: [williamssindrome] Governo Berlusconi - Disabili attendono!!!
Priorità: Alta
S F I D A Sindacato Famiglie Italiane Diverse Abilità
Via A. Torlonia n. 6 - 00161 ROMA
<http://www.sindacatosfida.it/> www.sindacatosfida.it
<mailto:infosfida@...> infosfida@... tel 3384520976 fax
0882-991017
Roma lì 22/08/05
Lettera aperta
AL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI
ON. SILVIO BERLUSCONI
Oggetto: Cash Benefits - Spesa Sociale e Disabilità.
On. Presidente,
Questa lettera segue quella del 26 luglio 2005 a cui Lei non ha ancora
risposto ma due viceministri, direttamente e indirettamente, hanno
dichiarato sull’argomento quanto segue:
Il viceministro al Welfare Grazia Sestini, durante una trasmissione
radiofonica del 4 agosto 2005 alla domanda di aggiornare gli assegni di
invalidità risponde: <<Ho letto con interesse l’articolo comparso su un
quotidiano su questa cosa … sull’aggiornare gli assegni … con questi
CHIARI DI LUNA sarà estremamente difficile …>>
- Il viceministro dell’economia Giuseppe Vegas, in un’intervista ad un
quotidiano nazionale pubblicata il 14 agosto 2005 afferma, relativamente
all’aumento del 23 per cento in più negli ultimi quattro anni del numero
delle pensioni di invalidità: << Oggi si concedono pensioni di
invalidità e indennità di accompagnamento indipendentemente dal livello
di reddito. Sarebbe opportuno, invece, introdurre un tetto massimo oltre
il quale l’indennità di accompagnamento non viene concessa o almeno
viene ridotta. Si può cominciare dall’assegno di accompagnamento per poi
allargare l’introduzione del tetto all’invalidità stessa.>>
On: Presidente
Precisiamo che per le pensioni di invalidità già è in vigore
un tetto massimo. La pensione di invalidità per il 2005 è pari a 233,87
euro mensili per un reddito annuo personale non superiore a 13.739,69
euro.
Di conseguenza le affermazioni dei due viceministri danno un’immagine
preoccupante dell’Economia Italiana. Infatti non solo non si può
adeguare il potere di acquisto dei disabili ma, al contrario, si
ipotizza la riduzione delle indennità di accompagnamento. Perché
risparmiare sui disabili?
Sicuramente non rientra nella cultura cattolica e italiana la soluzione
economica <<aumenta il numero delle pensioni di invalidità * diminuiamo
l’indennità di accompagnamento lasciando invariata la voce totale nel
bilancio nazionale>>.
Ci sembra più logico cercare di capire il perché di tale aumento.
Dobbiamo chiederci: quali sono le cause dell’aumento del numero delle
pensioni di invalidità? E se ci sono troppi falsi invalidi quali
strategie vanno adottate per evitare la piaga delle false invalidità che
offendono chi quotidianamente vive in situazione di handicap?
Non vogliamo fare lezione di economia a nessuno, ma difendere il potere
di acquisto dei disabili e delle loro famiglie. Non vogliamo che il
disabile sia visto solo come spesa pubblica altrimenti rientriamo
nell’aritmetica nazista che proponeva esercizi di questo tipo:<<Un
malato di mente costa circa 4 marchi al giorno, un invalido 5,5 marchi,
un delinquente 3.5 marchi. In molti casi un funzionario pubblico
guadagna al giorno 4 marchi, un impiegato appena 3,5 marchi, un operaio…
a) rappresenta graficamente queste cifre ...>>
On. Presidente
L’indennità di accompagnamento o la pensione di invalidità,
non sono solo un sostegno economico alla famiglia, ma rappresentano una
forma di autonomia per il disabile. A tal proposito le riporto
integralmente una e-mail ricevuta dopo la prima lettera aperta del
26/07/05. Per motivi di Privacy evitiamo di scrivere il nome di chi l’ha
inviata.
<< Vorrei aggiungermi anche io a questa richiesta, per le pensioni
minime di invalidità. Sono veramente minime perché percepisco poco più
di 200 euro. Questa pensione, non mi dà la possibilità di vivere
indipendentemente dalla mia famiglia. Ho 44 anni, e non riesco a trovare
un lavoro per permettermi di integrare la pensione di invalidità.
Quindi, con mio grande disagio e dispiacere, sono ancora a carico della
mia famiglia, e alla mia età è veramente una situazione spiacevole. Se
questa mia presente può servire alla Vs causa e a tutte quelle persone
disabili che vivono con la loro pensione, che sia minima o totale, sono
troppe irrisorie e non ci permettono di pagare le nostre medicine e
quindi poterci curare. Colgo l’occasione per ringraziarVi e spero di
poter essere utile anch’io. Cordiali saluti ... >>
Forse chi non vive la disabilità, direttamente o indirettamente, non
riesce a pensare che i disabili sono persone con gli stessi sentimenti,
le stesse esigenze e gli stessi desideri dei “normodotati”. Non sono
degli eterni bambini dipendenti e vogliono e debbono essere autonomi il
più possibile, anche economicamente.
Con la presente, a nome del Sindacato che rappresento, ripeto le 3
richieste + 1:
1) Lo Stato e/o le Regioni contribuiscano completamente all’acquisto
di ausili indispensabili per la vita quotidiana dei disabili.
2) L’indennità di accompagnamento, di 443,87 euro mensili, per i
disabili gravissimi, venga equiparata almeno allo stipendio lordo di una
badante che lavora 36 ore settimanali.
3) La pensione di invalidità passi da 233,87 euro a 500,00 euro
mensili.
4) Un suo impegno personale per una rapida approvazione della
proposta di legge d’iniziativa dei deputati DI GIANDOMENICO, MANINETI,
EMERENZIO BARBIERI, LUCCHESE, DORINA BIANCHI, GIUSEPPE DRAGO, ANNA MARIA
LEONE, presentata il 29 aprile 2004 relativa a: Modifica all’articolo 42
del testo unico di cui al decreto legislativo 26 marzo 2001, n. 151, in
materia di prepensionamento di genitori di portatori di handicap in
condizioni di gravità.
Colgo l’occasione per porgerLe distinti saluti.
Il Segretario Nazionale
ing. Andrea RICCIARDI
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