..... in qualsiasi parte d'Italia. Ci terranno in vita solo per far arricchire
qualcuno.
1) da Superando.it
Se infastidire diventa un piacere
Niente da fare per l'emendamento al Piano Socio-Sanitario Regionale proposto dal
Comitato Lombardo per la Vita Indipendente delle Persone con Disabilità, che
prevedeva tra l'altro modalità di realizzaizone per programmi di aiuto alla
persona. Ma la battaglia continua...
Bocciato dal Consiglio Regionale Lombardo l'emendamento al Piano Socio-Sanitario
Regionale proposto tramite i partiti di minoranza dal Comitato Lombardo per la
Vita Indipendente delle Persone con Disabilità, ove si prevedevano «modalità di
realizzazione di programmi di aiuto alla persona» e della cui presentazione
avevamo ampiamente riferito nei giorni scorsi.
Approvato invece un ordine del giorno presentato dal consigliere Luca Gaffuri
della Margherita, sulla necessità di linee guida regionali, per arrivare ad
un'uniformità di servizi sul territorio, anche se con una modifica sostanziale:
è stato tolto infatti l'impegno ad emanare direttive precise, anche se tale
indicazione sopravvive nella premessa, per cui i gruppi di minoranza hanno
assicurato di voler puntare alla realizzazione della stesura di linee guida
regionali, previste del resto dall'ordine del giorno medesimo.
Numerosi i componenti del Comitato Lombardo per la Vita Indipendente delle
Persone con Disabilità mobilitati per l'occasione, una quindicina dei quali
presenti anche a Milano, davanti alla sede regionale del Pirellone, con le loro
carrozzine e cartelli recanti slogan quali No all'eutanasia sociale. Sì ai soldi
per la Vita Indipendente. Ciò che sembra avere infastidito non poco quanto meno
la Segreteria del presidente della Regione!
«Credo che per gran parte di noi - è il commento dei partecipanti
all'iniziativa - sia stata una delle poche volte in cui dare fastidio sia stato
un piacere».
(S.B.)
Ultimo aggiornamento (lunedì 30 ottobre 2006 12:12)
2) da superando.it
Null'altro che un istituto di cinque piani
Il Comitato Associazioni Tutela delle Marche (CAT) ritiene inaccettabile quanto
previsto da un recente Decreto Regionale, che sostanzialmente assimila - sul
piano dei finanziamenti - un istituto di 52 persone alle piccole comunità
residenziali inserite nei normali contesti abitativi. Si tratterebbe di un
pericoloso ritorno al passato
«Assimilare un istituto ad una comunità significa stravolgere completamente
l'idea che sta alla base della costituzione delle piccole comunità e del loro
inserimento nel territorio. Significa far rientrare la logica istituzionale non
dalla finestra, ma dalla porta principale».
Lo dichiara, in una nota ufficiale, il CAT delle Marche (Comitato Associazioni
Tutela), in riferimento al DGR (Decreto di Giunta Regionale) 1168/2006, con il
quale sono stati stabiliti i criteri di compartecipazione alla spesa tra gli
enti, per la gestione di Comunità (CoSER) per disabili gravi.
«Le CoSER - spiega il Comitato delle Associazioni - sono piccole comunità
residenziali di 8-10 posti, inserite nei normali contesti abitativi, in
alternativa alle logiche istituzionalizzanti delle vecchie strutture
residenziali per disabili. Le abbiamo sempre appoggiate con forza, nella
prospettiva della massima integrazione nella società delle persone con
disabilità».
Oggi, però, la Regione Marche ha inserito tra le comunità destinatarie del
finanziamento, con l'assegnazione di 400.000 euro, anche l'Istituto Divina
Provvidenza di Loreto, struttura composta da 52 persone per altro non tutte con
disabilità. «Una residenza - sottolinea il CAT - che nulla ha in comune con le
comunità. Il fatto che la stessa sia organizzata su cinque piani non può certo
significare che si sia in presenza di "cinque comunità". Si tratta semplicemente
di un istituto su cinque piani».
Il Comitato aveva già espresso la propria totale contrarietà all'inserimento
della Divina Provvidenza in un provvedimento riguardante le CoSER, formulando
per altro ipotesi alternative per l'eventuale finanziamento di tale istituto.
Oggi però non ritiene di poter accettare in alcun modo l'assimilazione di un
istituto ad una comunità. «Non si può infatti - viene ribadito - inserire tra le
comunità una struttura con un'organizzazione del tutto diversa da quella
prevista dalla Regione Marche per le comunità socio-educative-riabilitative.
L'Istituto Divina Provvidenza, come ben testimoniano la tipologia degli utenti o
la stessa modalità di pagamento della retta da parte degli enti, è un istituto e
non è accettabile alcuna forma di confusione. Anche perché se dopo questo
finanziamento si permetterà a tale struttura di 52 persone di essere pure
classificata tra le comunità, si metterà la parola fine al modello comunitario
iniziato dalla Regione con le comunità alloggio nate alla fine degli anni
Novanta. Tutto ciò non possiamo accettarlo e ci batteremo con tutte le nostre
forze perché non avvenga».
Ogni cosa, quindi, ha la necessità di essere chiamata con il proprio nome:
questo il concetto espresso dal CAT, che ha chiesto pertanto alla Regione di
modificare subito il provvedimento adottato, prevedendo il finanziamento delle
comunità che siano tali (8-10 persone) e stabilendo l'impossibilità di
accorpamenti, come più volte chiesto.
(S.B.)
Del Comitato Associazioni di Tutela (CAT) delle Marche fanno parte:
- AISM (Associazione Italiana Sclerosi Multipla) Regionale
- Alzheimer Marche
- ANFFAS (Associazione Nazionale Famiglie di Disabili Intellettivi e
Relazionali) Jesi
- ANGLAT (Associazione Nazionale Guida Legislazione hAndicappati Trasporti)
Marche
- ANGSA (Associazione Nazionale Genitori Soggetti Autistici) Marche
- Associazione Free Woman
- Associazione La Crisalide
- Associazione La Meridiana
- Associazione Libera Mente
- Associazione Paraplegici Marche
- Centro H
- Gruppo Solidarietà
- Tribunale della Salute Ancona
- UILDM (Unione Italiana Lotta alla Distrofia Muscolare) Ancona
Ultimo aggiornamento (lunedì 30 ottobre 2006 11:45)
3) COMUNE DI FIRENZE
Ufficio Stampa - Comune di Firenze
Palazzo Vecchio - P.za Signoria, 1 - 50122 Firenze
Tel. 055 276 8075 - Fax 055 276 8282
COMUNICATO STAMPA
Firenze, 25 Ottobre 2006
INAUGURATA LA CASA ARMONICA, LA PRIMA STRUTTURA RESIDENZIALE PER DISABILI DEL
PROGETTO "DOPO DI NOI"
E' una casa con un bel giardino realizzata per accogliere persone disabili, una
sorta di condominio protetto. Si tratta di "Casa Armonica", la prima struttura
del progetto "Dopo di noi" inaugurata ufficialmente oggi anche se parzialmente
funzionante già da luglio. Al taglio del nastro erano presenti l'assessore alle
politiche sociosanitarie e presidente della Società della Salute Graziano Cioni,
la presidente della commissione consiliare salute e politiche sociali Susanna
Agostini, il presidente dell'Azienda servizi alla persona Pasquale De Luca e i
responsabili delle cooperative Matrix e il Girasole che gestiscono "Casa
Armonica" e che hanno partecipato attivamente alla sua realizzazione.
"La struttura che inauguriamo oggi - spiega l'assessore e presidente Sds Cioni -
è il primo tassello della politica del 'Dopo di Noi'. Si tratta di un progetto
importante, che segna un capovolgimento del tradizionale approccio in materia di
assistenza delle persone disabili e che vuole rispondere a una problematicità
che sta emergendo con forza: ovvero la cura dei disabili al momento in cui viene
a mancare il sostegno della famiglia". Non si tratta di una questione da
sottovalutare sia per la crescente rilevanza quantitativa assunta dal fenomeno
(alcune recenti ricerche hanno stimato che a Firenze sono circa 200 i cittadini
disabili che, in relazione alle loro caratteristiche anagrafiche, familiari e
sociali, potrebbero immediatamente o nel breve periodo trovarsi in questa
condizione), sia per l'affermarsi di una nuova cultura della disabilità, che
considera il disabile non solo come persona da assistere, ma come soggetto
attivo a cui deve essere data la possibilità di valorizzare in ogni momento le
proprie capacità di autonomia.
"A questo problema l'Amministrazione ha deciso di dare una risposta forte -
aggiunge l'assessore Cioni - avviando un nuovo modello di intervento innovativo
rispetto alle tradizionali forme di residenzialità più o meno protetta e più
rispondente ai bisogni e alle aspettative delle persone disabili e dei loro
familiari". E' appunto la politica del 'Dopo di Noi' che la Società della Salute
ha avviato con l'obiettivo di dare vita a una pluralità di modelli organizzativi
con cui possano essere affrontate non solo le problematiche connesse
all'assistenza ai cittadini disabili cui è venuto definitivamente meno il
supporto della famiglia (appunto il "Dopo di Noi"), ma anche quelle connesse a
una loro accoglienza al di fuori del proprio ambiente familiare in tempi che
precedono la perdita definitiva della famiglia (il cosiddetto "Durante Noi").
La "Casa Armonica" inaugurata oggi è il primo degli interventi che andranno a
comporre la politica del "Dopo di Noi" della Società della Salute. Con questo
progetto si supera il tradizionale concetto di residenza/istituto, sostituito
dalla creazione di un contesto di vita familiare in una sistemazione che
presenta le caratteristiche di una vera e propria casa, cioè un luogo arredato e
sistemato secondo il gusto personale, in cui la persona disabile può sentirsi
non ospite, ma a casa propria.
"Interventi come questo - commenta la presidente Agostini - rispondono a un
bisogno emergente della popolazione offrendo un'assistenza di qualità e più
rispettosa dei diritti degli ospiti".
In dettaglio la "Casa Armonica" è una civile abitazione in via di Brozzi 477 con
giardino ed è stata ristrutturata e messa a norma con il finanziamento regionale
di 380.000 euro. La struttura può ospitare fino a otto persone con disabilità
(sette persone in accoglienza fissa e una persona in accoglienza temporanea in
caso di emergenza). La casa è stata aperta a luglio e attualmente ospita quattro
persone. Sono in corso di valutazione ulteriori inserimenti finalizzati alla
costituzione del gruppo definitivo dei sette ospiti.
I ritmi della casa sono quelli di una vera famiglia. Dal lunedì al venerdì le
persone ospitate durante la giornata svolgono attività esterne (frequenza a
centri diurni di socializzazione, inserimenti socio-terapeutici o attività
lavorative). Nelle ore serali, con il supporto degli operatori, vengono
realizzate sia attività di animazione che attività necessarie alle esigenze
quotidiane (fare le spesa, occuparsi della casa, fare la lavatrice e collaborare
alla preparazione della cena). Il sabato e la domenica sono invece dedicate alla
cura personale, degli spazi propri all'interno della casa e di quelli comuni
(come il giardino), al riposo personale e ad attività ricreative di gruppo,
interne o esterne all'abitazione. Le persone ospitate sono supportate nelle loro
attività da personale educativo e assistenziale sia durante il giorno che
durante la notte.
Nel mese di agosto la struttura è stata utilizzata per la realizzazione di un
servizio di accoglienza diurna, denominato "Pronto Emergenza Agosto", rivolto a
persone disabili che, a causa della chiusura del proprio centro di
socializzazione o di esigenze della famiglia, hanno avuto bisogno in quel mese
di ospitalità nel corso della giornata. Il servizio si è svolto dalle 9 alle 17
e ha previsto, oltre all'accoglienza nella casa, anche lo svolgimento di tutta
una serie di attività di animazione e di occupazione del tempo libero attraverso
uscite sul territorio, gite e visite culturali.
"Casa Armonica" non è un intervento isolato, ma si colloca in una rete di cui
già oggi si comincia a intravedere l'articolazione. Entro il 2007 saranno attivi
ulteriori 26 posti residenziali per disabili in strutture simili cui se ne
aggiungeranno 3-4 posti per emergenze. Tra i progetti in via di realizzazione si
possono ricordare:
- "Una casa per imparare a vivere", realizzato presso Villa Valentina (in via
Bolognese) con un finanziamento regionale sul Piano Triennale degli Investimenti
di 210mila euro. Si tratta di sei appartamenti (per 400 metri quadrati
complessivi) con una potenzialità abitativa di 22 posti, compresi quelli
disponibili con funzioni di "sollievo temporaneo";
- "Casa Famiglia" realizzato presso la struttura dell'ANFFAS (in via Bolognese)
con finanziamento regionale sul Piano Triennale degli Investimenti di 120mila
euro e consistente in una struttura in grado di accogliere sei disabili gravi
più due persone in casi di pronta accoglienza;
- "La casina" realizzato dall'Associazione La Fonte (a Cercina) e finalizzato
all'ospitalità di sei persone disabili più una persona in accoglienza temporanea
per situazioni di emergenza.
E' invece in corso di progettazione "Villa Maria". Si tratta della
realizzazione, a cura dall'ASP Sant'Ambrogio, di un centro semi-residenziale di
lungo assistenza riabilitativa e di un alloggio protetto per persone affette da
autismo in un immobile dell'Asl a San Salvi da ristrutturare. A questi si
aggiunge "Casa Viola" realizzato dall'Associazione CUI e finalizzato alla
sperimentazione di vita autonoma in una normale abitazione a Scandicci da parte
di gruppi di tre o quattro persone disabili per un periodo di due settimane a
rotazione. (mf)
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