Ciao lista,
Quando rileggo l'articolo 3 della nostra Costituzione che recita:
"Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla
legge senza distinzione di....(omissis) ... condizioni personali e
sociali" e continua con " È compito della Repubblica rimuovere gli
ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la
libertà e la uguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo
della persona umana...(omissis)", viene da pensare che siamo
fortunatamente nati in un paese che ha fin nella sua legge costitutiva
possiede le basi minime di civiltà.
Risalendo nella lettura all'articolo 2 della nostra Costituzione si
legge "La Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili
dell'uomo, sia come singolo, sia nelle formazioni sociali ove si svolge
la sua personalità, e richiede l'adempimento dei doveri inderogabili di
solidarietà politica, economica e sociali".
Ogni persona ha l'inviolabile diritto di sviluppare la sua personalità
nella società senza che alcuna ragione al mondo possa giustificare una
limitazione imposta da chicchessia.
Il "Dopo di noi - Durante noi", a mio avviso rischia, per molti
disabili, di rivelarsi una trappola mortale.
Lungi da me l'intenzione di aprire un contenzioso con chi ha in questi
anni strenuamente difeso il "Dopo di noi" poiché non conosco
approfonditamente le gravi problematiche che muovono i sostenitori di
queste rivendicazioni: generalmente associazioni di genitori e disabili
psichici.
Devo però denunciare il grave equivoco che si va delineando in questo
periodo in cui a fronte di un fiorire di situazioni abitative e
cosiddette di accoglienza il diritto alla Vita Indipendente delle
persone con disabilità che non vogliono (diritto costituzionale
inalienabile) che altri gestiscano la propria vita, trova grandi
difficoltà ad affermarsi.
La prima considerazione in merito a questo grave equivoco è che
trattando di "comunità alloggio, appartamenti di accoglienza, comunità
autogestite, microcomunità, appartamenti protetti" si afferma
generalmente che sono destinati a persone con disabilità prive del
sostegno dei familiari, senza specificare altro.
Io sono una persona con disabilità, non ho familiari, ma so che se mi
venisse proposto di finire in una comunità alloggio, appartamento di
accoglienza, comunità autogestita, microcomunità, appartamento protetto,
riterrei che lo Stato che si è dato una così bella Costituzione, mi
propone l'ergastolo per la sola ragione che in un determinato giorno
della mia vita ho avuto la ventura di incontrare lungo la mia strada il
virus della polio.
Ritengo sia della massima importanza, senza nulla togliere alle
rivendicazioni e alle richieste delle associazioni che curano i problemi
di determinate disabilità, sgombrare il campo da questi terribili
equivoci perché parlare genericamente di disabili, se può tornare comodo
alle richieste di alcuni, possono entrare a gamba tesa nelle altrettanto
sacrosante rivendicazioni di altri disabili che tali soluzioni rifiutano
per sé.
L'unione fa la forza si dice, ma l'unione nella diversità delle
esistenze e delle esigenze, chiamando le cose con il proprio nome,
altrimenti non si va da nessuna parte.
La seconda considerazione nel merito di come "il dopo di noi" sia così
ascoltato dai politici, inversamente a quanto sembra succedere per la
Vita Indipendente delle persone con disabilità, per i diritti dei quali,
a fronte di belle parole di circostanza, i fatti languono alquanto, con
risposte, quando ci sono, parzialissime ed insoddisfacenti , è che il
"Dopo di noi" è in grado di muovere soldi ed interessi che la vita
autogestita, pur costando molto meno, non muove
Nella vita autogestita io sono il padrone delle mie scelte, da quelle
della mia vita, compresi i miei assistenti personali. Non c'è struttura,
solo rapporti tra persone.
Nel "dopo di noi" dove sono molti i padroni che pretendono di
irregimentare la mia vita, c'è forzatamente un pullulare di interessi e
di soldi, dagli enti cosiddetti "benefici", ai costruttori, ai
ristrutturatori di alloggi, alle gestioni, alle cooperative, al
volontariato organizzato, ai.... ai..... ai, etc. etc.
Credo che occorra avere ben chiare queste considerazioni per saper
ascoltare oltre le parole che ci vengono dette.
Per cercare di capire.
Per cercare di reagire.
Carmelo