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gli stuntmen e la disabilità   Elenco di messaggi  
Rispondi | Inoltra Messaggio #1369 di 1462 |
Re: R: [h81] gli stuntmen e la disabilità

Ciao Fabrizio, sono d'accordo con te, Esistono anche le opportunità, ma
esistono anche i problemi.
Per quel lavoratore che s'infortuna o peggio muore sul lavoro perchè
costretto dalle circostanze a lavorare non in sicurezza esiste il problema!
E sai che le morti bianche sono in aumento.
Poi esistono anche le opportunità, chi lo nega!
Quanto alla risoluzione del tuo problema di matematica, lo hai detto tu,
"ragionai un pochino".
In matematica spesso non esiste solo una strada per la risoluzione dei
problemi. Solo chi impara le formule senza capirle può risolvere qualche
problema con un po di fortuna ma non andrà molto lontano. Tu in realtà
non sei andato in barba alle formule, hai semplicemente individuato un
percorso applicando l'intelligenza, ed il percorso era evidentemente
giusto applicando altre formule, un altro percorso.
Tornando a noi: i problemi esistono, sta certamente a noi in primis fare
cose per cercare di superarli, ma non è certamente con una visione
bucolica della disabilità che si possono formare le coscienze!
Quanto alla responsabilità personale che tu hai citato riferendoti al
buddismo, voglio ricordare che un detto del buddismo zen afferma che "i
problemi non esistono in quanto, se hanno soluzione non sono problemi,
se non hanno soluzione non sono problemi".
E' evidente che il significato del detto non è certo quello racchiuso
nella frase di Anibaldi.
Quello è più simile allo struzzo che nasconde la testa sotto la sabbia.
Mostrare paraplegici che scendono le scale con la sedia a ruote lancia
un messaggio deteriore in quanto sminuisce, agli occhi dei normaloidi,
la pesantezza e la gravità dell'esistenza del "non problema", in senso
zen, e quanta fatica e pazienza costa eliminarlo.
E quanti "non problemi" in senso zen esistono, perchè in teoria
risolubili, ma di difficilissima risoluzione, nel campo della
disabilità? Per mancanza di volontà delle istituzioni, per mancanza di
fondi, per marginalizzazione, per non inclusione,... etc. etc.?
ciao
Carmelo

F. Dallavilla ha scritto:
>
> Ciao liste!
>
> Beh, io non rifiuto il termine "problema", però cerco di trasformare il
> problema in un'opportunità, una sfida, una sorta di "vediamo se riesco a
> superare anche questo ostacolo".
> In 27 anni di lavoro, tra le altre cose ho imparato (e siamo nel campo
> lavorativo e non della disabilità) che "non esistono problemi, bensì
> opportunità".
> Vi sono lavoratori che, di fronte al primo ostacolo si fermano e vanno a
> chiedere al collega o al superiore. Idem a scuola e credo in tanti altri
> ambiti.
> Ricordo.... facevo la terza media e, poiché non sono mai stato un Pico
> della
> Mirandola, per quanto riguarda le formule matematiche, una volta mi trovai
> veramente in difficoltà nello svolgimento di un compito di geometria. Non
> ricordavo la formula che mi avrebbe permesso di arrivare al risultato, né
> tantomeno conoscevo il risultato, da cui spesso si riusciva a risalire a
> ritroso e ripetere il procedimento nella direzione "normale". Ragionai un
> pochino e mi accorsi che, in barba a tutte le formule create ad hoc, io
> sarei riuscito a risolvere il problema! Così feci e ne fui immensamente
> felice.
>
> Altro punto: di chi è la responsabilità delle barriere
> architettoniche? Che
> differenza fa tra essere depressi ed essere incazzati, se poi
> l'incazzatura
> non sfocia in qualcosa di positivo? Secondo me nessuna. Forse il dottore
> intendeva porre l'accento su questo aspetto. Vedete, il Buddismo (e
> qui non
> siamo nel campo della disabilità) insegna che ognuno è responsabile delle
> proprie azioni. Quindi, cosa ricaviamo se puntiamo sempre il dito contro
> qualcun altro? E' colpa delle istituzioni? Cosa facciamo per stimolare le
> istituzioni a cambiare?
>
> Da quando ho capito che la mia vita dipende soprattutto da me, ho agito di
> conseguenza. Seppur ho il massimo rispetto per chi vede la propria
> vita come
> un insieme di problemi, ritengo che sia giusto fargli conoscere
> l'esistenza
> di possibili soluzioni. Un mio ex collega affermava, alcuni anni or sono,
> che ogni problema ha almeno due soluzioni. Secondo me aveva ragione.
>
> Fabrizio
>
> -----Messaggio originale-----
> Da: h81@yahoogroups.com <mailto:h81%40yahoogroups.com>
> [mailto:h81@yahoogroups.com <mailto:h81%40yahoogroups.com>] Per conto
> di caman
> Inviato: martedì 16 gennaio 2007 20.11
> A: VitaIndipendente@yahoogroups.com
> <mailto:VitaIndipendente%40yahoogroups.com>; h81@yahoogroups.com
> <mailto:h81%40yahoogroups.com>;
> barrierearchitettoniche@yahoogroups.com
> <mailto:barrierearchitettoniche%40yahoogroups.com>
> Oggetto: [h81] gli stuntmen e la disabilità
>
> Ciao lista!
>
> Un invito: andate a leggere l'intervista riportata su "Vincere" del
> dott. Annibaldi:
>
> http://www.vinceremese.it/tutti_in_piedi/risposte.asp
> <http://www.vinceremese.it/tutti_in_piedi/risposte.asp>
>
> Qui si dimostra, a mio avviso, di come a volte la paraplegia dia alla
> testa!
>
> Dice il dott. Annibaldi:/
>
> Rifiuto la parola problemi. Non mi rappresenta come paraplegico, come
> persona, come medico chirurgo, come sindaco senza partito.
>
> /Rifiutare la parola problema, specialmente detto da un medico, mi fa un
> po senso.
>
> I problemi ci sono quando si vivono le cose come problemi e generano
> sofferenza. Bisogna averne rispetto, e questo è il minimo che possa
> aspettarmi da un medico.
>
> Certo che la disabilità può non essere, in se, vissuta come un problema
> in se anche se, in particolare per certe forme di gravissime disabilità,
> mi riesce un po difficile non considerarle un problema in sè
>
> Certo è che l'handicap, che nasce da un rapporto cattivo con l'ambiente,
> è un problema in assoluto. nessuno può negarlo se non altro per le
> difficoltà, anche dure, che può originare .
>
> Certo è inoltre che nella nostra società essere disabili attivi costa
> molto e i costi sono direttamente proporzionali alla gravità, più vicino
> ad una crescita esponenziale che a quella lineare.
>
> Questo per moltissimi costituisce un concretissimo problema che forse il
> dott. Annibaldi non ha mai conosciuto, né prima né dopo.
> /*
> */Dice il dott. Annibaldi:
>
> /**La questione del lamento e dell’aspettarsi che gli altri ti risolvano
> i problemi.* * //
> //Si va poco lontano. Invece di aspettare che gli altri abbattano le
> barriere, abbattile tu, aggirale, risolvi quella data situazione col
> sorriso, con la parola, con la tua persona: ogni lamento può essere
> cacciato indietro e diventare sorriso, simpatia, approccio./
>
> Evidentemente il dott. Annibaldi pensa che il resto del mondo della
> disabilità sia composto da gente depressa, invece è composto
> massimamente da gente incazzata che non crede che le barriere si possono
> abbattere con un sorriso, forse con la parola, ma bisogna trovare quelle
> giuste e ripeterle di continuo./
>
> /Mi pare che ancora una volta la rivista si serva di personaggi che
> vogliono fare apparire il mondo della disabilità come un mondo da
> consolare e stimolare. Certo che occorre stimolarlo questo mondo ma
> nella coscienza dei propri diritti negati, nella consapevolezza di
> essere portatori di diritti, di essere gente in lotta.
> L'immagine del disabile rappresentata da questi disabili, è distorcente
> perchè non corrisponde alla realtà.
> Non dimentichiamoci che il sindaco dott. Annibaldi a "mi manda rai 3"
> non aveva gran che da dire in relazione ai casi mostruosi di come lo
> stato succhia quattrini, contro le sue stesse leggi, a chi non ha quasi
> niente per assistere dei parenti nelle residenze assistite!
>
> Perchè non ha provato ad usare la tecnica vincente del sorriso con
> quelle persone più disposte alla disperazione?
>
> Non ci prendiamo per il fondoschiena per favore!
>
> Forse a volte può funzionare meglio la tecnica della pernacchia.
>
> //Che dietro questo bisogno di negare in primis l'esistenza dei problemi
> e questo bisogno mettere in vetrina quello che si è riusciti a
> realizzare non nasconda in realtà un senso di inferiorità nascosto?
>
> Pensate ad un normaloide che abbia realizzato quello che ha realizzato
> il dott. Annibaldi: ha studiato musica, si è laureato, si è sposato, ha
> generato dei figli, etc... voi credete che il normaloide avrebbe
> rilasciato un'intervista come quella del dott. Annibaldi?
>
> Non credo proprio, non si rilasciano interviste sulla normalità!
>
> E allora perchè il dott. Annibaldi ha rilasciato un'intervista di quel
> tenore?
>
> Forse la realtà è molto semplice!
>
> Perchè il musicista, chirurgo, sindaco, marito, padre Annibaldi forse è
> ancora primariamente disabile.
>
> La negazione assomiglia molto alla rimozione!!
>
> Davvero non abbiamo molto bisogno di questi stuntmen della carrozzina!
>
> ciao a tutti!
>
> Carmelo
>
> /
> /
>
> Grazie per la tua preziosa collaborazione che qualifica questo gruppo. H81
> insieme Vicenza Onlus http://www.h81.org <http://www.h81.org>
>
> Link utili di Yahoo! Gruppi
>
>




Mer 17 Gen 2007 12:23 pm

caman@...
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Inoltra Messaggio #1369 di 1462 |
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Ciao lista! Un invito: andate a leggere l'intervista riportata su "Vincere" del dott. Annibaldi: http://www.vinceremese.it/tutti_in_piedi/risposte.asp Qui si...
caman
caman@...
Invia email
16 Gen 2007
7:25 pm

Ciao liste! Beh, io non rifiuto il termine "problema", però cerco di trasformare il problema in un'opportunità, una sfida, una sorta di "vediamo se riesco a...
F. Dallavilla
fdallavilla@...
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17 Gen 2007
9:48 am

Ciao Fabrizio, sono d'accordo con te, Esistono anche le opportunità, ma esistono anche i problemi. Per quel lavoratore che s'infortuna o peggio muore sul...
caman
caman@...
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17 Gen 2007
12:37 pm
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