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bello vero?
Credevo che, dopo tanti anni, fossero finiti i tempi in cui le persone
disabili venivano cacciate dai lidi perché "rattristavano i clienti" (a
me in passato è successo).
Questo scempio comunicativo, si badi bene, non è casuale e raggiunge le
scopo voluto.
Non si tratta solo di cultura, inteso in senso estetico, si tratta di
vero e proprio razzismo.
Ci sono modi civili e non offensivi per dire che una struttura non è
idonea ad ospitare persone con disabilità, senza accomunarle, per
accostamento iconografico, ai cani e senza mettere sull'icona un NO che
copre l'intera persona quasi a volerla cancellare.
Notare come per i cani sia stata usata una X mentre, bontà loro, per i
disabili un NO.
Sarei curioso di sapere quale sia stata l'elucubrazione mentale che ha
portato i creatori della comunicazione a tale differenziazione, che, a
mio avviso, più che attenuare esalta il messaggio negativo.
Lungo la storia dell'uomo altre epoche, per alcune delle quali qualche
vivente porta ancora il triste personale ricordo, hanno visto delle X e
dei NO segnate sulle porte e sulla pelle di determinate persone che non
venivano ritenute degne di vivere e pertanto fisicamente eliminate.
I disabili, lungo la storia del mondo, sono stati di questi fatti
vittime e testimoni diretti.
Non bisogna mai dimenticarlo perché, mentre è quasi sempre terribilmente
difficile e lungo conquistare un briciolo di dignità in più, è altresì
estremamente facile scivolare nel razzismo di coloro che meno ci vedono
meglio stanno.
Occorre che questi superuomini "normaloidi" sentano negli stinchi le
pedane delle nostre sedie a ruote e nelle schiene i bastoni dei ciechi,
e le voci sintetiche dei comunicatori riempiano gli spazi, e i gesti
parlanti dei sordi riempiano l'aria perché il mondo non è soltanto
totalmente loro.
Il mondo è' anche totalmente nostro e lo vogliamo vivere pienamente.
Basta con i ghetti di chi decide dove si possa o non si possa andare,
siano essi lidi o bagni, strutture protette e quant'altro i normaloidi
sono in grado di immaginare per noi.
A noi ci basta tutto il mondo,
non chiediamo troppo in fondo!
noi vogliamo andare e stare ovunque come è dato a chiunque, con chi ci
pare e non con chi vogliono altri per noi.
E ovunque faremo in modo di andare.
Qualunque cosa pensino costoro di noi, di questo possono esserne certi.