Ciao Enrico. Capisco il tuo sconforto e sono d'accordo con te sul fatto che
occorra darsi una mossa! E' da tempo che ne sono consapevole. Tuttavia
occorre vedere la nostra situazione in un quadro più generale, di egoismo in
cui si trova tutta l'umanità.
In Lombardia fino a qualche anno fa (ora mi pare che la situazione sia
cambiata....) c'era la possibilità per chi era dichiarato invalido con
almeno il 67% di usufruire gratuitamente dei mezzi pubblici, su cui c'erano
dei posti riservati ad invalidi non deambulanti. Insomma, una situazione da
Paese supercivilizzato. Unico problema: come potevano "gli invalidi non
deambulanti" salire su mezzi pubblici senza pedane e con gradini da
"alpinista"?
Io avevo proposto allora di andare a tutte le stazioni della metropolitana,
con un congruo numero di carrozzine, in orario di punta (per esempio tra le
8 e le 9 del mattino) di un giorno feriale (meglio ancora se ci fosse stato
il blocco del traffico privato) e di creare un bel po' di caos..... non mi
ha voluto ascoltare nessuno. Peccato.
Comunque, sto cercando degli aneddoti in chiave ironica, da raccogliere in
un libro, per far capire le incongruenze di questo Bel Paese dell'Unione
Europea nell'anno dedicato a noi.
Chiunque abbia qualche suggerimento può scrivermi o telefonarmi ai numeri
347/2252168 e 039/304298.
Allego un esempio......
L'AUTOGRILL ACCESSIBILE
Chi non riesce a "sgambettare" normalmente, se vuole viaggiare in
automobile, attualmente può contare su un numero non trascurabile di
autogrill accessibili anche alle carrozzine. Se ancora oggi però c'è qualche
mancanza al riguardo, figuriamoci soltanto dieci anni fa! Ricordo una volta
in cui mi trovavo in compagnia di amici, alcuni dei quali in carrozzina.
Probabilmente a qualcuno parrà strano, eppure anche ai diversamente abili
capita di dover fare pipì. In quell'occasione decidemmo di fermarci ad un
autogrill che era segnalato con tanto di carrozzina, e quindi era
accessibile. Una volta giunti all'ingresso ci accorgemmo che la porta al
termine dello scivolo, era chiusa. Chi poteva camminare entrò dall'ingresso
principale, dopo aver affrontato qualche gradino (dieci o quindici.... non
ricordo con precisione) e si mise alla disperata ricerca di qualcun che
aprisse la porta. Mentre eravamo in trepidante attesa, qualcuno di noi si
mise ad inveire contro il personale dell'Autogrill. Il tempo trascorreva
inesorabilmente ed un paio di "carrozzati" iniziava a contorcersi nel
tentativo di contrastare le impellenti necessità. Dopo qualche minuto, che
ai più parve un'eternità, arrivò un signore, con passo da lumaca ed una
serie imprecisata di chiavi. E' probabile che avesse quelle degli autogrill
di tutta Italia. Iniziò a provarle, una dopo l'altra, fino a quando trovò
quella giusta. Scrosciarono applausi e si udirono grida d'entusiasmo come
non era mai capitato in quell'autogrill: "Evviva!". Finalmente giunse il
momento di scaricare tutte le tensioni accumulate.
----- Original Message -----
From: "Enrico Agosti" <
enrico@...>
To: <
h81@yahoogroups.com>
Sent: Friday, August 15, 2003 4:24 PM
Subject: [h81] Come nel Far West
Io e Cinzia, come ogni anno, siamo in vacanza in Umbria e ogni anno
che passa (sarà l'età) ci accorgiamo che nonostante si parli
continuamente di disabiltà il mondo che ci circonda è sempre più
pieno di "barriere" architettoniche o culturali che siano! A Nocera
Umbra, nella ricostruzione si sono trascurate quasi totalmente le
Leggi che tutelano l'accessibilità e proprio per questo nei prossimi
giorni andremo nell'ufficio tecnico comunale a segnalare le molte
disattenzioni da noi individuate che certamente non sono tutte. Ad
Assisi si sta ultimando la famosa "mattonata" (percorso costituito di
mattoni con effigiato il proprio nome per una consistente somma) e in
alcuni posti la larghezza non è sufficiente nemmeno per il passaggio
di una persona a piedi! A Silvi Marina, dove siamo andati a trovare
un nostro amico disabile, ci sono i "bagni a mare" non accessibili
nonostrante da tempo vi siano chiare disposizioni in merito. ... Per
non parlare di Gualdo Tedino (centro commerciale completamente
inaccessibile), Valtopina (piscina priva di spogliatoi e servizi a
norma), Foligno (il corso non ha un negozio accessibile)... un vero
Far west quindi, dove, ci spiace dirlo, le persone con disabilità
locali fanno poco o niente per combattere questi veri e propri
soprusi. Svegliatevi compagni nella disabilità! Che se non lo
facciamo noi nessun altro ci tutela.
Ciao, sconsolatamente, Enrico
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