Da altra lista
patrizia
----- Original Message -----
From: Pietro V. Barbieri
To: Mailing list Faip
Sent: Thursday, March 18, 2004 11:24 PM
Subject: [faip-onlus] Fw: SFIDA COMUNICATO NR. 04
E' curioso che il neonato sindacato citando Di Vittorio, il Papa etc, e
predicando apartiticità, trovi la sua sede presso l'ufficio di un deputato di
An...
----- Original Message -----
From: SEGRETERIA SFIDA
To: Undisclosed-Recipient:;
Sent: Wednesday, March 17, 2004 8:18 AM
Subject: SFIDA COMUNICATO NR. 04
S F I D A Sindacato Famiglie Italiane Diverse Abilità
Sede : R O M A - Via Poli n. 13 c/o uff. dell'on. Vincenzo Canelli
Tel. 338 4520976 - e-mail: infosfida@...
COMUNICATO STAMPA N.4
Venerdì 9 marzo 2004 a Roma presso la sala del Refettorio del Palazzo S. Macuto
è stato presentato il sindacato SFIDA.
I lavori sono stati aperti da:
on. Vincenzo Canelli
Sono intervenuti:
ing. Andrea Ricciardi (Segretario Generale SFIDA)
sig. Paolo Iorio (Presidente SFIDA)
on. Carmelo Porcu (Responsabile Politiche Sociali A.N.)
on. Luigi Giacco (Responsabile Politiche Disabili DS)
on. Maurizio Gasparri (Ministro delle Comunicazioni)
Le cariche attribuite sono:
Segretario Generale: Andrea Ricciardi nato a Lesina (FG) il 29/06/61 e residente
in
Lesina (FG), padre di un ragazzo disabile.
Segretario Generale Aggiunto: Dino Di Tullio, nato a Reims (Francia) il 03/06/68
e residente in San Nicandro Garganico (FG), padre di un bambino disabile.
Presidente: Paolo Iorio nato a Livorno il 13/12/64 e residente in Bergamo,
disabile.
IL SEGRETARIO GENERALE
( Ing. Andrea Ricciardi )
S F I D A Sindacato Famiglie Italiane Diverse Abilità
Sede : ROMA - Via Poli n. 13 c/o uff. dell'on. Vincenzo Canelli
tel. 338 4520976 e-mail infosfida@...
DISCORSO DI PRESENTAZIONE del Segretario Generale
Andrea RICCIARDI
Buonasera.
Ringrazio tutti voi presenti in questa sala.
Un affettuoso saluto e un grazie particolare va ai soci fondatori per avermi
affidato l'incarico di SEGRETARIO GENERALE.
Perché nasce SFIDA?
Perché nasce un sindacato per difendere i diritti dei disabili e delle loro
famiglie?
Sicuramente questo sindacato non vuole scavalcare o sostituire tutte le
associazioni di volontariato esistenti sul territorio.
SFIDA vuole essere un ponte tra le varie realtà e soprattutto vuole essere
soggetto promotore di una solidarietà autentica.
Vogliamo essere sindacato propositivo e non conflittuale che interagisce con il
mondo del volontariato, delle istituzioni, del lavoro per far conoscere le
nostre idee di una società più solidale.
Noi siamo sindacato sociale e non di categoria. Non riteniamo che esistano le
controparti, come per qualsiasi altro sindacato, ma soggetti con cui
confrontarci sulle proposte che andremo a formulare.
Il nostro sarà un sindacato basato sulle differenze di ognuno, che saprà
rispondere alle aspirazioni creative di ciascuno ed ai veri bisogni di tutti.
Una solidarietà che riconosce la nostra interdipendenza e che ci invita a
restare uniti perché insieme possiamo lavorare.
In questo terzo millennio, nonostante il grande lavoro fatto dalle associazioni
di volontariato, esistono ancora troppi problemi non risolti relativi alla
disabilità e certamente noi non abbiamo la presunzione di risolverli tutti, ma
siamo convinti che molto si può fare.
La strada sarà lunga ma questo non deve portarci alla sfiducia, dobbiamo
impegnarci e scuotere l'isolamento della politica dai problemi reali che
quotidianamente vive chi è in situazione di handicap.
Siamo convinti che una struttura sindacale possa essere d'aiuto nell'affrontare
i molti problemi ancora oggi non risolti.
Voglio ribadire che la scelta di far nascer un sindacato non significa essere in
contrapposizione con le associazioni di volontariato, ma vuol dire avere
un'organizzazione strutturata diversamente dalle associazioni e che comunque
lavorerà insieme alle associazioni.
La nascita di SFIDA non significa creare la "categoria dei disabili" perché ogni
disabile ha una sua esistenza; nessuno è uguale all'altro ed è assurdo e
impossibile uniformare la disabilità.
Sicuramente le difficoltà di un cieco sono diverse da quelle di un ipovedente o
di chi vive su una sedia a rotelle, di chi è costretto a vivere a letto, di un
audioleso, di un pluriminorato, di un tetraplegico, di un diplegico, di un
distonico, di un distrofico, di un down o chi vive nel mondo delle psicosi.
Ma se è vero che partiamo da situazioni dissimili tra loro, nella diversità
dobbiamo avere un'unica voce corale per la difesa dei diritti troppo spesso
scrittinon rispettati.
Soprattutto dobbiamo ascoltare le proposte migliorative che solo chi vive la
disabilità direttamente o indirettamente conosce e può suggerire.
Per esempio anche quando si parla di barriere architettoniche non dobbiamo
generalizzare, non bisogna pensare solo ai gradini, alle scale e varchi angusti
ma ci sono anche le barriere architettoniche per i minorati visivi che purtroppo
sono invisibili a chi vede bene.
Da quanto detto è chiaro che i disabili non possono essere uniformati in una
categoria, ma ci sono dei servizi, dei bisogni che ci accomunano.
Ad esempio la riabilitazione se non funziona in una città, non funziona per
tutti, l'indennità di accompagnamento è insufficiente per tutti, gli insegnanti
di sostegno a scuola, se nominati in ritardo, lo sono per tutti e cosi via.
L'esperienza della disabilità non è solo mancanza di benessere fisico o mentale,
ma è anche la negazione dell'opportunità di vivere una vita tollerabile, ci si
sente vulnerabili e impotenti rispetto all'incertezza del quotidiano, incapaci
spesso di far sentire la propria voce.
Per questo nasce SFIDA: Sindacato Famiglie Italiane Diverse Abilità.
Le famiglie delle persone disabili sono fondamentali per l'educazione e per
l'inserimento sociale del componente che vive in situazione di handicap.
Particolare è il caso dei bambini con disabilità.
Per i genitori un figlio rappresenta:
a.. un modo per affermare le proprie capacità
b.. un'estensione di se
c.. qualcuno con cui identificarsi.
Di fronte al bambino disabile i genitori mettono in crisi la propria immagine di
genitori perfetti. A questo punto il nucleo familiare vive in situazione di
handicap.
I rischi sono l'isolamento e l'emarginazione.
A volte si arriva alla rottura dello stesso nucleo familiare.
La famiglia, come dice il Santo Padre, Giovanni Paolo II, è "la cellula
fondamentale della società".
Quindi, la famiglia in situazione di handicap va difesa, va protetta e va
sostenuta perché è il nucleo affettivo primordiale e rappresenta la prima scuola
di relazioni sociali.
Per questo nasce SFIDA: Sindacato Famiglie Italiane Diverse Abilità
Il termine diverse abilità non vuole essere la negazione di una condizione di
difficoltà, non significa che essendo tutti quanti abili in modo differente non
occorrono progetti e investimenti rivolti al miglioramento della qualità della
vita dei disabili, anche perché altrimenti non saremmo qui oggi.
Il termine diverse abilità è semplicemente il voler vedere la vita in positivo,
vedere il bicchiere mezzo pieno e non mezzo vuoto ed è un segno di speranza.
Come sindacato costituiremo dei gruppi di lavoro sul territorio per ogni settore
di intervento che si verrà ad individuare in base alle necessità degli iscritti.
Riteniamo che le problematiche da affrontare siano molte e che il programma di
SFIDA debba nascere dal dialogo e dal confronto tra i disabili, le loro famiglie
e le associazioni presenti sul territorio nazionale.
SFIDA è un'opportunità in più per le persone disabili e la loro famiglia.
Prima di chiudere il mio intervento desidero ricordare due uomini, pugliesi come
me, diversi per vocazione e fede e che tuttavia hanno dedicato la loro vita al
servizio dell'uomo: voglio ricordare GIUSEPPE DI VITTORIO e DON TONINO BELLO.
Il sindacalista Giuseppe Di Vittorio, ci suggerisce che << per salvaguardare la
propria unità e la propria efficienza il sindacato deve tener conto che di esso
fanno parte uomini di differenti e opposte ideologie, per cui è obbligato a non
urtare i sentimenti e le convinzioni di ognuno. Da ciò deriva la necessità che
il sindacato come tale si astenga dal prendere una propria posizione di natura
strettamente politica. Vi sono problemi politici che s'intrecciano con quelli
sociali e che perciò possono essere di grande interesse per tutti gli iscritti.
Su questi problemi il sindacato deve prendere e sostenere attivamente una
propria posizione>>.
Ecco da un sindacalista l'insegnamento e l'invito al rispetto della pluralità
ideologica pur restando e lavorando nello stesso sindacato.
Infine, essendo un sindacato di ispirazione cristiana concludo leggendo il
commento di DON TONINO BELLO della PARABOLA DEL SAMARITANO.
Il Samaritano:
a.. non lasciò il malcapitato sulla strada, per andare in città a denunciare
l'accaduto alle forze dell'ordine,
b.. non si recò agli sportelli della polizia per sporgere denuncia contro
ignoti;
c.. non andò a protestare le omissioni del Ministero degli Interni;
d.. non lasciò boccheggiante sul sentiero di Gerico quell'uomo mezzo morto per
convocare una conferenza stampa sul degrado della città, o sulle violenze del
sistema, o sull'inadempienza dei poteri costituiti;
e.. forse dopo avrà fatto pure questo, anzi, visto il suo zelo, c'è da pensare
che in seguito, il giorno seguente, abbia assolto a questo compito;
f.. ma, intanto, il gesto fondamentale che ritenne compiere fu quello di farsi
vicino e PASSARE DAL PIANO DELLA DENUNCIA A QUELLO DELLA COSTRUZIONE DIRETTA.
Cari Amici
OGNUNO DI NOI DEVE FARE IL POSSIBILE PERCHE' TUTTI TROVINO UN POSTO, IL LORO
POSTO NELLA SOCIETA'.
SIA QUESTO IL NOSTRO IMPEGNO.
GRAZIE.
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