...caro Daniele sono perfettamente d'accordo con te.....il "plasticone" ritengo sia molto piu stabile e sicuro....lo dice uno che ha in dotazione 1 in schiuma....ho notato la differenza soprattutto a marmore che frequento da circa 10 anni.....per chi ha avuto la fortuna di scendere li puo' notare le diversità a cui ti riferivi....immaginate il passaggio dei 3 SALTI...beh invito tutti a provarlo con le 2 concezioni di hydro....si noterà molto la differenza che Daniele sottolineava....
un salutone...
Antonio
AIHYDRO - Area Lega Acquaviva UISP <aihydro@...> ha scritto:
allora, non me ne vogliano i nostri atleti sponsorizzati... ;-)))))) il fatto non è "uno maneggevole e uno resistente".E' uno di nuova concezione e uno dell'età della pietra.Ciao a tutto il forum , sono Daniele (Paci) , mi permetto di intervenire su un argomento abbastanza delicato che non può essere riassunto nelle tre righe di cui sopra. Il problema a mio avviso è un altro, quale sarà l’utilizzazione del nostro mezzo e soprattutto quale è il nostro bagaglio tecnico ed esperenziale in hydrospeed (capacità di valutazione, lettura del fiume, tecnica individuale, ect.). Per chi non mi conosce dico cosa faccio da circa 18 anni in modo da rendere più chiari alcuni concetti che andrò ad elencare di seguito . Come altri, sono maestro dell’Associazione Italiana Hydrospeed, membro della commissione tecnica della stessa associazione che cura e coordina l’iter formativo delle proprie figure professionali e l’attività amatoriale e didattica dei Centri scuola affiliati (i maggiori e più importanti operanti in Italia) , operatore e formatore per il Centro di alta Specializzazione per Soccorso e sopravvivenza fluviale , alluvioni della Federazione Italiana Nuoto per la disciplina dell’Hydrospeed , membro della commissione tecnica dell’Area Acquaviva UISP anche per il settore Hydrospeed pertanto, oltre ad essere un hydrospeeders per puro divertimento, aimè sempre meno per problemi di tempo, lo faccio in modo continuativo per professione . A monte distinguerei innanzitutto quali modelli sia in “schiuma” o in polietilene dovrò utilizzare in base alle mie caratteristiche corporee (altezza, peso, ecc.) e in base alla mia esperienza . Distinguerei due importanti fattori : chi andrà ad utilizzare l’hydrospeed e per quale scopo . A mio avviso alcuni modelli in schiuma, soprattutto quelli che si trovano in commercio non sono adatti per un principiante e per principiante non intendo un neofita che si presenta in un centro per effettuare una discesa commerciale ma un a persona che si avvicina a questa disciplina per seguire un certo percorso formativo . Non sono adatti per imparare la tecnica , non tengono una linea, non sfondano, spesso fianchi troppo alti e squadrati , sbagliata impostazione delle impugnature che non consentono una corretta impostazione, sono però adatti con un certo margine di sicurezza per scendere percorsi di medio-bassa difficoltà anche a persone di poca esperienza. Non li trovo assolutamente ideali per operazioni di soccorso e per un iter formativo corretto che possa portare ad un accrescimento del nuotatore fino ad arrivare , per pura soddisfazione personale o per futuro lavoro, a diventare una figura professionale . Non a caso noi facciamo sostenere le prove di esame per guida con i “plasticoni” come , teniamo i corsi ai corpi specializzati della protezione civile, Vigili del Fuoco e Croce Rossa, sempre con il “plasticone” che, in operazioni di soccorso e di recupero consente maggiore libertà di movimento e maggiore affidabilità e sicurezza in tutti i tipi di percorso , dai più semplici ai più impegnativi. Io personalmente lavoro con un hydrospeed in polietilene anche se ho un hydrospeed in schiuma che uso per mio divertimento e quando non sono con i clienti o comunque quando il mio “grado in acqua” mi mette in condizione di non dover gestire un gruppo. L’idro in schiuma è sicuramente divertente (soprattutto agli imbarchi e agli sbarchi , visto il peso) però , vista l’impostazione delle braccia, io probabilmente non lo userei su percorsi molto tecnici e particolarmente impegnativi , sia tecnici che di volume , in presenza di grossi buchi, nicchie , salti . Il problema dei traumi dell’idro in plastica è dettato sempre all’esperienza del notatore , comunque preferirei sempre una botta su un fianco che non avere la possibilità di sfilare un braccio o di dover lasciare la presa in una situazione di particolare disagio. Alla fine comunque il mio consiglio non è quello di preoccuparsi di quale idro sia più figo , più veloce o più leggero ma di seguire un iter formativo corretto tale da garantirmi di scendere un fiume in assoluta sicurezza e che mi consenta di poter scegliere poi in autonomia quale sia il mezzo a me più congeniale a seconda di quello che dovrò affrontare. E vai con le discussioni ! Un abbraccio a tutti .DanieleRISERVATEZZALe informazioni contenute in questo messaggio, inviato, unitamente ai suoi eventuali allegati, mediante sistema di posta elettronica dell'Associazione, sono di natura confidenziale e riservate all'uso esclusivo del(i) destinatario(i) e solo per lo scopo riportato nel messaggio stesso. Se il lettore di questo messaggio non è il destinatario o la persona autorizzata a consegnarlo al destinatario, con la presente viene informato che qualsiasi modifica, divulgazione, distribuzione o copia è strettamente proibita. Se ricevete questo messaggio elettronico per errore, Vi preghiamo di distruggerlo e di informarci immediatamente via e-mail.CONFIDENTIALITY NOTICEThis e-mail and any attached files, sent by a company e - mail system,contains company confidential and/or privileged information and is intended only for the person or entity to which it is addressed and only for the purposes therein set forth. 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Da: hydroitalia@yahoogroups. com [mailto:hydroitalia @yahoogroups. com]Per conto di marco giaroli
Inviato: martedì 15 maggio 2007 23.58
A: hydroitalia@yahoogroups. com
Oggetto: Re: [hydroitalia] Help idrosolidaleallora, non me ne vogliano i nostri atleti sponsorizzati... ;-)))))) il fatto non è "uno maneggevole e uno resistente".E' uno di nuova concezione e uno dell'età della pietra.Quelli di schiuma hanno una resistenza infinita. Per il semplice fatto che non possono rompersi.Una volta incollati a caldo gli strati, la forza necessaria x staccarli in acqua sarebbe tale da essere una sorta di tornado. E a quel punto conta poco di che materiale è l'hidro...Quelli di polietilene alla lunga imbarcano acqua, sono piatti sotto e tutti i colpi che prendi sulle pietre te li portano driti dritti nei fianchi e nelle costole.Il solo vantaggio lo puoi avere (se vantaggio si può definire) sulle pietre semi sommerse: quello di polietilene può scivolare, quelli in schiuma si ferma o frena molto per attrito.Per il resto non esiste confronto. Anzi, a volte i colpi bucano il polietilene. X quelli in schiuma, male che ti vada prendi carta da forno e ferro da stiro, una passata e sembra nuovo.Da ultimo, se in francia (dove alle gare partecipano 150 persone) tutti usano la schiuma nonostante la quasi impossibilità a reperirla...ci sarà un motivo? saluti schiumosiMarcone
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