Il fatto gravissimo di Sabato scorso ha scosso tutti noi appassionati di
montagna, per coloro poi che hanno avuto una conoscenza diretta delle
persone coinvolte in questa tragedia la pena è ancora più forte.
Conoscevo Massimo Ledda, una persona mite con una grande passione per
l'attività escursionistica ed una forte umanità che lo rendeva benvoluto
ed apprezzato da chi lo praticava.
Credo che nell'attività di montagna lui trovava quell'immenso piacere,
quella grande soddisfazione che noi tutti appassionati di queste
specialità proviamo anche a costo di grandi sacrifici e di tanto impegno.
Quando succedono questi tragici fatti sembra di risvegliarci da un dolce
sogno nel quale eravamo assopiti per trovarci in una cruda realtà che
avevamo sempre eluso.
Purtroppo la montagna ha le sue regole, come spesso diciamo, amarla e
rispettarla e non dobbiamo mai dimenticarci di questo.
Ora quello che proviamo è una grande tristezza, un vuoto, un forte senso
di inutilità per queste vite spezzate che ci porta a pensare di
farla finita cessando ogni attività.
Lasciamo che il tempo scorra per riflettere.
Un caro saluto
Leandro Fagiolini