Con questa mail, la Rete Partecipativa del Municipio Roma XII, dopo la
pausa estiva, riprende le sue attività in materia di informazione, di
proposte e di difesa del territorio del nostro municipio per una
qualità della vita dei suoi cittadini degna di questo appellativo.
Nelle prossime settimane ricominceranno anche gli incontri periodici
dei suoi promotori presso la sede del Teatro della Dodicesima ubicato
in Via Carlo Avolio, 60 (Spinaceto) incontri che serviranno a meglio
focalizzare su quali tematiche indirizzare i lavori e le attività
della Rete12.
Ricordiamo che le riunioni della Rete12 sono aperti al
contributo di tutti i cittadini, le Associazioni ed i Comitati di
Quartiere che vorranno partecipare agli incontri.
Dalla parte di
cittadini. Sempre.
Vi aspettiamo.
Ben tornati e ben trovati !
Cordiali saluti
Rete12
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Di seguito le INFO ed alcune Mail ricevute da Rete12 entro la data
del
02/09/2008
Municipio XII NEWS:
Francesco De Noia informa: è
stato
approvato dalla Giunta Provinciale (Zingaretti) il progetto
esecutivo
per la messa in sicurezza della v. Ardeatina: saranno
realizzate nuove
rotatorie, con illuminazione, che sostituiranno gli
attuali incroci con
s.p. DivinoAmore (v. Falcognana), v. Porta
Medaglia, v. S.F umia e s.p.
Albano-Torvajanica; dal km.20.0 a km.23.5
ampliamento di 3 mt.della
sede stradale.
Nelle prossime settimane sarà
pubblicato il "bando di
gara".
Inoltre, per i lavori stradali in
corso su v.Castel diLeva -
tra v. Torre Anastasia e v. Ardeatina -,
fino a sabato prossimo(5) le
linee bus 218 e 044 sono deviate;
transitano su v.Torre s. Anastasia,
v. PortaMedaglia e v. Ardeatina.
Cordiali saluti,
Rete12
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MAIL RICEVUTE
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1) Da:
talarico.silvio@...
Data: 29-
ago-2008 20.08
A: <rete12@virgilio.
it>
Ogg: aiuto! il filobus ci
stringerà le strade
2) Da: silvio.
talarico@...
Data: 29-ago-
2008 20.08
A: <rete12@...>
Ogg: Ministro e Prefetto al Campo
Nomadi di Tor de Cenci
3) Da:
talarico.silvio@...
Data: 29-ago-
2008 20.07
A: <rete12@virgilio.
it>
Ogg: Il Filobus di Pulcinella
4)
Da: g.teodoro@...
Data: 28-
ago-2008 1.08
A: <<Undisclosed-
Recipient:>, <>>
Ogg: LA PROVINCIA DI
ROMA LANCIA IL WI-FI: ZINGARETTI
VUOLE ABBATTERE IL DIVARIO DIGITALE,
MA NON DIFENDE LA SALUTE !
5)
Da: marcello_paolozza@...
Data: 31-ago-2008 17.28
A:
<<Undisclosed-Recipient:>, <>>
Ogg: Spazio
pubblico? Distrutto.
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TESTO MAIL
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----Messaggio
originale----
Da: talarico.silvio@...
Data: 29-ago-
2008 20.08
A: <rete12@...>
Ogg: aiuto! il filobus ci stringerà
le strade
Se realizzate, le due tratte Eur Tor de Cenci e Laurentina
Tor
Pagnotta Trigoria, invece di risolvere il problema traffico lo
bloccheranno del tutto, restringendo le carreggiate di oltre 7 metri.
Senza il prolungamento della Metro è necessario bloccare la
costruzione di nuovi quartieri per evitare il blocco totale del
traffico.
Aiuto! Il Filobus ci stringerà le strade
Ormai dimessi nella
maggior parte delle città moderne, i filobus
rimangono mezzi di
trasporto pubblico caratteristici in alcune città
dove sono
diventati
negli anni parte integrante del paesaggio e del
folklore
di quel
luogo. Los Angeles e Seattle sono due città dove il
vecchio
filobus
rimane ancor oggi in attività. A Roma furono dimessi
diversi
decenni
fa, per essere sostituiti dai più leggeri e versatili
autobus di
linea. Il filobus, infatti, è un mezzo ibrido, una sorta
d´incrocio
tra un tram ed un autobus, che, piuttosto di sommarne i
vantaggi,
esprime i difetti di entrambi: lentezza, rigidità di
percorso,
ingombro ed impatto ambientale delle linee aeree, oltre
che
un´
elevata propensione al guasto.
Ne sanno qualcosa i residenti
di via
Nomentana, dove qualche anno fa
fu reintrodotto il mezzo,
dotato di
un "moderno" sistema di trazione
ibrido del tipo
"elettrico-
elettrico", ovvero dotato di un secondo
piccolo motore
elettrico
ausiliare che avrebbe consentito brevi
percorrenze al di
fuori del
rigido percorso in cui funzionava il
motore principale che
traeva l´
energia motrice direttamente dai fili
aerei.
Il piccolo
motore
ausiliario spesso si bloccava, lasciando per strada
gli
utenti e
creando intralcio al traffico che è notoriamente critico
in
quella
zona.
La causa dei guasti fu individuata nelle batterie del
motore
ausiliario che potevano essere sostituite con la modica spesa
di
trentamila euro. Questa cifra non era proprio un toccasana per
la
già dissestata società del trasporto pubblico cittadino.
Ma, l´
asino si
sa, ci casca più di una volta, e così l´amministrazione
romana è
tornata alla carica, portando avanti come un.. treno questo
progetto,
nonostante la ferma opposizione dei comitati cittadini i
quali,
assieme all´Ordine degli Ingegneri, richiedevano invece il
prolungamento della metro B oltre al Raccordo e la trasformazione
della Roma-Lido in Metropolitana.
Il prolungamento della linea metro
B,
previsto nel vecchio Piano
Regolatore, era stato dapprima
cancellato
poiché ritenuto troppo
costoso e sovradimensionato alle
necessità
locali, poi reintrodotto a
Marzo del 2006 a seguito dell´
accoglimento
ad un emendamento del Nuovo
Piano Regolatore in cui si
evidenziava
che non era possibile costruire
i nuovi popolarissimi
quartieri senza
il "ferro", inteso non come il
vile metallo ma come
infrastruttura
ferroviaria. Il "ferro" costituiva
la "condicio sine
qua non" alcun
nuovo insediamento sarebbe potuto
sorgere, proprio
in virtù delle
Regole approvate nel nuovo Piano,
contenute nelle
regole vincolanti
delle Norme Tecniche Attuative.
Così finalmente il
prolungamento, anche
se solo sulla carta, diventava
realtà. Qualche
tempo dopo veniva
anche finanziato lo studio del
progetto
preliminare e sul sito di
Roma Metropolitana pubblicata una
mappa
con il percorso che dall´
attuale capolinea "Laurentina" si
snodava
sull´omonima via fino a
raggiungere e superare il Raccordo,
attestandosi nei pressi del Polo
Biomedico di Trigoria, inaugurato
di
recente sui terreni donati dall´
indimenticabile Alberto Sordi.
Fermate
intermedie alla città militare
della Cecchignola, a via
Celine (nei
pressi della costruenda
"Centralità ex art. 11
Laurentina") e a Tor
Pagnotta (nei pressi dei
quartieri Fonte
Laurentina, Vallerano e
Casale Fattoria.
L´inizio
dei lavori è
previsto per il 2011 e la consegna per il 2015.
Costo
dell´opera:
554 milioni per realizzare 4,5 km di linea. Una
cifra
stratosferica,
se si considera che non bisogna passare sotto il
Colosseo e che il
costo medio europeo è di 20 milioni di euro al km.
A
Parma con 248
milioni (treni inclusi) stanno realizzando due linee
che
si
incrociano sotto al centro ad un livello inferiore allo
strato
archeologico, per un totale di oltre 12 km. La tipologia di
questa
linea è guida semi automatica senza conducente, simile a
quella
della
Metro C in fase di realizzazione a Roma, al costo, lo
ribadiamo ed
evidenziamo, stratosferico ed ingiustificato, di 180
milioni (treni
esclusi). I lavori della Metro C sono stati appaltati
in modo
"blindato" ad associazioni di Imprese quali la Vianini dei
Caltagirone e la Romeo, che non rischieranno nulla per la gestione
e
neanche per la costruzione della linea visto che possono in
qualsiasi
momento aumentare il prezzo dei lavori con le perizie di
variante.
Su quest´ultimo episodio, segnalato da Report, pare stia
indagando la
Magistratura.
Visto che parliamo di costi, andiamo a
vedere quelli del Filobus:
quasi 200 milioni di euro per finanziare
l´
Eur Tor de Cenci Laurentina
Tor Pagnotta. Rimane escluso dal
finanziamento e quindi dalla gara di
appalto per la realizzazione il
tratto da Tor Pagnotta a Trigoria, che
necessiterebbe addirittura di
un´improbabile terza strada parallela a
via Castel di Leva (sopra un
torrente vincolato da tutela integrale)
e a via Laurentina (la
Provincia ha negato la possibilità di sfruttare
i lavori per il
raddoppio che verrebbero ovviamente vanificati dalla
corsia dedicata
al Filobus), oltre che di un´ancor più improbabile
ZTL su via di
Trigoria con annessa strada di raccordo esterno al
quartiere che,
secondo il disegno redatto dai progettisti, andrebbe ad
inserirsi
sulla rotatoria del Cimitero Laurentino: non si capisce dove
passerebbe la strada, cioè sopra, sotto o dentro al cimitero?
Ma la
chicca del progetto Filobus è quella delle carreggiate delle
strade
più intasate del quadrante, che verrebbero incredibilmente
ristrette:
basta osservare le tavole delle sezioni ante e post
operam
per
rimanere sbigottiti: la Colombo, all´ altezza del
quartiere di
Mostacciano, passerebbe dagli attuali 12 metri a soli
4,7 metri, la
Laurentina da 9 a 6 e così via per tutte le altre
strade interessate
dal percorso, inclusa la perennemente bloccata via
Pontina nel tratto
più oberato dal traffico, quello che si inserisce
in città, o la via
dell´Oceano Pacifico, arrivata al collasso dopo la
recente apertura
del "Mostro" ( così è stato ribattezzato dai
residenti il Mega Centro
Commerciale appena inaugurato all´incrocio
tra Colombo ed Oceano
Pacifico), via Pechino, via caduti per la
Resistenza, dove il Filobus
correrebbe addirittura contromano con
grave pericolo per i pedoni.
A
Napoli direbbero "una Bufala" o,
meglio, "una trovata di
Pulcinella".
Il nuovo Assessore alla
mobilità, Sergio Marchi se ne è
accorto e,
dopo un tavolo con
comitati e tecnici, ha sospeso la gara
di appalto
del Filobus,
sfruttando una clausola contenuta nel
Disciplinare di
gara, che,
appunto, consentiva al Comune e a Roma
Metropolitane la
sospensione
senza incorrere nel rischio di penali.
Marchi si è
impegnato a
verificare la disponibilità del Governo o di
altri Enti a
reperire
fondi da destinare alla Metropolitana, oltre a
quelli già
disponibili che consentirebbero il prolungamento della
linea B fin
oltre il Raccordo, ma solo a prezzi.. di altre città
quali, Parma o
Barcellona.
Appare privo di fondamento anche un volantino distribuito
dalla parte
politica che aveva avviato l´opera, ora all´opposizione:
nel volantino
infatti, oltre a tacciare di "Dilettanti allo
sbaraglio" gli autori
della sospensione, si sosteneva la presunta
"perdita secca di 71
milioni di euro" di finanziamenti statali che
in
realtà possono
benissimo essere destinate ad opere più
efficienti
quali il tanto
atteso prolungamento della Metropolitana.
Altra
inesattezza i tempi di
percorrenza riportati sul volantino ben
più
bassi ed improbabili di
quelli teorici calcolati nel progetto.
Pochi
infatti lascerebbero l´auto in un parcheggio di scambio con un
mezzo
lento quale è il Filobus.
Una buona parte lo farebbe invece per
un
mezzo rapido e frequente come
la Metropolitana.
Considerando la
mole
di nuove costruzioni previste in tutto il
quadrante Sud Ovest
della
città,
ed il livello insostenibile cui è giunto il blocco del
traffico
automobilistico, il prolungamento della Metro B Laurentina
fino a
Trigoria e la trasformazione della Roma Lido in Metropolitana
appaiono
opere indispensabili e inderogabili. Più che un inutile e
controproducente Filobus appare inderogabile quindi rinviare ogni
concessione edilizia per le nuove lottizzazioni all´arrivo del Ferro
in queste zone, pena, l´aumento ulteriore del traffico ormai
prossimo
ad una paralisi definitiva.
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----Messaggio originale----
Da: silvio.talarico@...
Data: 29-
ago-2008 20.08
A: <rete12@...>
Ogg: Ministro e Prefetto al
Campo Nomadi di Tor de Cenci
Se qualche anno fa qualcuno avesse
soltanto ipotizzato che quella
ragazza in bikini e numeretto appeso,
appena eletta Miss Italia, un
giorno sarebbe diventata Ministro
sarebbe stato internato in un
manicomio.
Nessuno fu internato perchè
ovviamente nessuno avrebbe mai concepito
una cosa del genere. il
Ministro è un signore anziano, in completo
scuro e cravatta, con le
scarpe lucide, che viaggia con l'auto blu e
la scorta, con tanto di
segretario, portaborse e porta voce al
seguito. Non ho mai capito
perchè poi i contribuenti debbano pagare,
oltre al Ministro, anche
quello che gli porta la borsa, e persino
qualcuno che gli porta la
voce.
Ma ho capito che, con studi e conoscenze adeguate, si possa
diventare
Ministro. A Tor de Cenci una Nomade, arrivate le auto con
i
lampeggianti blu accesi ( da questo l'appellativo "auto blu"?),
indicando un uomo di mezza età con il completo e la cravatta
esclamava
"Ecco! è arrivato il Ministro" Ma un'altra donna accanto a
lei, forse
meglio informata, le ha detto " No, quello è la guardia
del corpo! Il
Ministro è quella ragazza con la camici bianca!"
Sorpresa la Nomade. Forse avrà pensato che in effetti perlomeno quel
corpo una guardia se lo meritava proprio. Dopo il giro nel campo il
Ministro molto compito, sfoggiava il suo sorriso, entrando in
concorrenza con il nostro amato Presidente di Municipio con il quale,
oltre al Partito ha in comune un'altra cosa: le cicatrici dei
brufoli,
evidentemente condonate in sede di elezione a Miss Italia.
Ma nelle
parole è senz'altro più misurata: a un giornalista che
chiedeva
"MInistro senza portafoglio?" ha risposto "Il nostro
Dipartimento ha a
disposizione fondi per migliorare la condizione
delle persone più
disagiate. Con particolare riguardo per i
bambini."
"MInistro, un
rappresentante dei nomadi ha denunciato che
solo in
Italia i Nomadi
vivono in condizioni simili, mentre in
Europa mettono
loro a
disposizione non campi ma case vere: è
possibile predisporre
anche in
Italia un piano di edilizia popolare
per gli stranieri?" Ha
chiesto il
sottoscritto. "Stiamo valutando le
priorità e
predisponendo le misure
necessarie.."
Stessa domanda
quest'ultima,
posta al Prefetto Mosca: "La casa a Roma
è il problema
numero 1:
bisogna costruire case" Popolari? ( chiedo
io) " Bisogna
fare
edilizia sociale" E iò Velodromo era
indispensabile demolirlo?
"Il
militare comandante del Genio non ha
dato alternative, si
poteva
sminare ma ogni dilazione poteva essere
pericolosa"
Strano... Quei
militari li conosco bene e rischiano
grosso pur di
mostrare le
proprie capacità. Ho chiesto lumi ad un
esperto che mi
ha spiegato:"
nel caso del Velodromo non si trattava di
ordigni da
disinnescare ma
di cariche innocue senza l'innesco...".
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----Messaggio originale----
Da: talarico.silvio@...
Data: 29-
ago-2008 20.07
A: <rete12@...>
Ogg: Il Filobus di Pulcinella
L'arte della politica è quella di prendere per i fondelli i cittadini
ottenendo consensi da questi ultimi. Operazione apparentemente
impossibile con persone dotate di normale intelligenza, capacità di
analisi e senso critico, ma, evidentemente, l'uso smodato della
televisione nel nostro Bel paese fa si che tali normali capacità si
atrofizzino. Uno degli ultimi capitoli (assieme al Lodo Alfano,
all'immunità per le cariche da 90, alle impronte ai rom, ai militari
di ronda per garantire la sicurezza del piffero ed altre amenità) è,
a
livello locale romano, quello dei cosiddetti "corridoi della
mobilità", che già hanno prodotto effetti devastanti in diverse zone,
quali via Togliatti e via Nomentana, tanto da meritarsi il nuovo
appellativo di "corridoi dell'immobilità".
Ora si prova a rinnovare
l'impresa con il Filobus EUR-Tor de' Cenci-
Laurentina-Tor Pagnotta,
progettato, finanziato e mandato in gara
(attualmente sospesa dal
nuovo Assessore Marchi) nonostante
l'opposizione del 90% dei
cittadini interessati dall'opera che avevano
richiesto a gran voce
il
prolungamento della Metropolitana e la
trasformazione della Roma
Lido
in Metropolitana. Rutelli a suo tempo
si mangiò le mani e fece
una
lavata di capo al delegato del PD Patanè
il quale, in piena
campagna
elettorale, incautamente rispose ad una
lettera pubblicata
sul
Corriere della Sera che il candidato Rutelli
era per il Filobus
e non
per la Metro. Alemanno rispose che invece era
la Metro il
mezzo
efficace per risolvere il problema.
Rutelli perse le elezioni e
Alemanno vinse: molti dei voti sono
arrivati dalla promessa della
Metropolitana al posto di un lentissimo,
anacronistico e
controproducente Filobus, le cui corsie preferenziali
bloccherebbero
il traffico in quanto realizzate restringendo oltremodo
strade già
al
collasso quali la Colombo, la Pontina, la Laurentina,
via
dell'Oceano
Atlantico, via Pechino, via della Grande Muraglia e
tante altre.
Infatti la truffa del Filobus sta proprio nel fatto che
non è un
mezzo
"su sede propria" ( così viene definito nel progetto)
ma su
"sede di
strade esistenti e ormai al collasso". Restringere
la
Laurentina di 3
metri nei punti più difficili (altezza COOP
Laurentina Cecchignola,
Villaggio Giuliano Dalmata) o addirittura di
7,5 metri la Colombo (es.
Mostacciano) significa paralizzare
completamente non solo il traffico
privato ma anche tutti gli altri
mezzi pubblici urbani ed extraurbani
che oggi percorrono queste
strade. Unico vantaggio, seppur misero, per
i cittadini della futura
lottizzazione di Caltagirone e soci (Tor
Pagnotta 2), mentre gli
abitanti di Tor Pagnotta Fonte Laurentina
dovrebbero prendere un
autobus per raggiungere le fermate del Filobus
o percorrere, a
seconda della distanza delle abitazioni, dai 100 ai
500 metri a
piedi. Tor Pagnotta 2 secondo le normative (Norme Tecniche
Attuative
del nuovo Piano Regolatore, Studio di Impatto Ambientale
della
Lottizzazione) non poteva essere costruita senza la
Metropolitana,
che tra l'altro era prevista persino nel progetto del
piano di
edilizia popolare C 6 Tor Pagnotta ( Fonte Laurentina).
Ma il Comune
ha
subito aggirato l'ostacolo, e pur di far partire la
lottizzazione
di
Caltagirone e soci, ha proposto prima un Tram su
gomma (2004)
ed
infine l'attuale Filobus, affiancato alla linea Tor de
Cenci, in
penosa gestazione da oltre 20 anni.
Nel Febbraio 2005 Quattroruote
pubblicò un mio primo articolo
sull'argomento, dal titolo abbastanza
esplicativo "Un Tram chiamato
compromesso".
Dopo tante lotte ed un
ricorso dei Cittadini al TAR (dopo un primo
rinvio ad opera di un
Giudice noto per la propria indipendenza, fu
cambiato.... Giudice
e... giudizio) partì la gara, sospesa poi
dall'Assessore Marchi a
seguito di un incontro in cui comitati,
tecnici ed esperti
spiegarono
i danni che avrebbe potuto provocare il
Filobus (per
costruire il
capolinea di Tor Pagnotta è già stato
distrutto un sito
archeologico
ed il fatto sta per essere vagliato
dalla
Magistratura). A
quell'incontro un solo comitato era favorevole
al
Filobus: quello di
Trigoria. quartiere per il quale l'ex assessore
Calamante, fece
disegnare una previsione di prolungamento che
sarebbe
comunque
rimasta sulla carta sia perchè non finanziata e
quindi non
inserita
nel progetto andato in gara d'appalto, sia
perchè il
progetto,
costosissimo e fantascientifico, prevedeva
passaggi su
strade
impossibili da realizzare (es proprio sopra il
torrente Rio
Vallerano, protetto da vincolo di Tutela Integrale, o
all'interno del
Parco Decima Malafede, anche questa area vincolata da
Tutela
Integrale, tanto che Roma Natura non ha potuto proprio dare
parere
favorevole). Di fronte a questa favola qualsiasi persona di
buon
senso, in buona fede e non militante politicamente fino a
sposare
cause impossibili, avrebbe sorriso. Ma a Trigoria si sono
incazzati
come belve impedendomi di parlare. Viva la democrazia.
Qualcuno ha
pure urlato che ero ospite del centro anziani, come se
quel centro
fosse un Feudo PD, (e, a ben vedere lo è) e non un luogo
costruito
con
finanziamenti pubblici, cioè con i soldi di tutti noi.
Mi
sorprende il
fatto che una persona esperta come De Priamo possa,
dopo
che il suo
partito in campagna elettorale ha affisso ovunque
il
manifesto
"FILOBUS DI VELTRONI, SPRECO DI MILIONI", ammorbidire
e,
per certi
versi contraddire, una posizione ufficiale di un
Partito
politico
verso un progetto tanto dannoso e controproducente
da essere
bocciato
anche dall'Ordine degli Ingegneri di Roma.
Pochi
giorni dopo
la sospensione AN affisse manifesti trionfanti
"Sospesa
la gara del
Filobus". Il PD non si fece attendere e dopo
breve tempo
replicò con
altri manifesti, affissi dapprima a firma di
sedicenti
comitati
cittadini ( i veri comitati non hanno denaro per
affiggere
tanti
manifesti) e poi, proprio di recente, con volantini
distribuiti a
firma del PD nei quartieri.
Un pacco di questi volantini
è stato
distribuito ieri sera (Mercoledì
6 Agosto 2008), presso il
Centro
Anziani di Trigoria dal Presidente
del Centro stesso (..
qualora
qualcuno avesse ancora dei dubbi....),
dove il neo
consigliere
comunale De Priamo ha partecipato ad una
assemblea con
uno sparuto
gruppo di partecipanti capitanati dal Cdq e
dal Centro
Anziani locale
e con il neo acquisto del PD Contenta
(passato di
recente nel PD dopo
militanza in Sindacato, Rifondazione
Comunista
e Verdi). Assieme a
De Priamo i consiglieri municipali
Cacciotti
(AN), Culasso e Santoro
( PD). De Priamo ha sottolineato che
il
prolungamento fino a Trigoria
è per ora solo un disegno sulla
carta
in quanto non finanziato, la
sospensione della gara è temporanea
e
si è resa necessaria non per
cancellare il progetto ma per esaminare
alcune modifiche in punti di
maggiore impatto quali il Villaggio
Giuliano Dalmata. Marchi invece,
dopo la riunione in seguito alla
quale fu sospesa la gara, si impegnò
con i comitati a valutare la
proposta emersa dai comitati presenti
(tranne ovviamente quello di
Trigoria), e cioè verificare con il
Governo la disponibilità di
fornire fondi o di girare i 200 milioni
di euro del Filobus sul
prolungamento della Metro B e sulla
trasformazione della Roma Lido
in
Metropolitana, così come proposto
anche dall'Ordine degli
Ingegneri
(cioè le persone più competenti
della materia).
La tesi
diffusa tra i pochissimi presenti (quasi tutti
esponenti del
Cdq
locale) era semplice: la Metro è la cosa migliore
ma costa troppo
e
non si farà prima di dieci anni, così noi vogliamo
subito il
Filobus, che trasformerà il nostro quartiere in una sorta
di Eden:
in
ogni caso, comunque, meglio l'uovo oggi che la gallina
domani.
Ma
il bello è venuto quando ho preso la parola per informare
i
presenti
sulla verità dei fatti: è vero che la Metro è costosissima
e
di
lentissima realizzazione ma ciò vale solo per Roma. A Parma con
la
stessa cifra prevista per i Filobus ci stanno realizzando 12 km
di
Metropolitana che passa sotto al Centro e lo strato archeologico.
In
Europa la Metro costa tra i 10 e i 30 milioni di Euro, a Roma
costa
dieci volte tanto, tra i 150-200 milioni.
Una cifra folle,
secondo gli
esperti che interpellai all'epoca
(ingegneri, imprese di
scavi
specializzate, soprintendenza) non
giustificata nè tecnicamente
nè
per motivi archeologici, tra l'altro
evidenti anche nel sottosuolo
di Parma antica città romana. La
risposta la diede Calamante proprio
a Tor Pagnotta, rispondendo ad una
cittadina che metteva in risalto
i
costi "Nella altre città sono più
bravi o rubano di meno". Evviva
la
sincerità.
Comunque il mio intervento di informazione è stato
subito
interrotto
con insulti del tipo "chi ha mandato qui quel
provocatore"
da parte di
chi doveva difendere ad oltranza il
progetto del Filobus:
insulti tra
l'altro già sentiti, diffusi sul
mio conto da lungo tempo
da esponenti
politici loro si, molto
interessati a far si che
Caltagirone e soci
possano assieme ai
palazzinari dell'art.11
laurentino ed altri godere
di un'opera utile
unicamente alle loro
lottizzazioni ma dannosa per
tutti gli altri
quartieri) da
rappresentanti del Comitato locale, veri
e propri
Padaran di un
prolungamento di Filobus a Trigoria che per
ora sta
solo sul libro
delle favole di Pulcinella. Una storia che
merita un
riepilogo nei
suoi fatti principali: Il Prolungamento del
Filobus a
Trigoria era
stato inizialmente progettato nel seguente modo:
-PRIMO
PROGETTO
PROLUNGAMENTO FILOBUS A TRIGORIA: il Percorso iniziava
dal
Capolinea
di Tor Pagnotta, attraversando via Castel di Leva
all'altezza del
pericoloso incrocio con via Caccioppoli dove le auto
ora arrivano in
piena corsa dal lungo rettilineo che parte da via
Darwin. Quindi
prosegue su una strada parallela a via Castel di Leva
(ora
inesistente e in futuro irrealizzablle, disegnata esattamente
sopra
al torrente Rio Vallerano, un fosso tutelato da vincolo
integrale),
per attraversare nuovamente la via Laurentina in un
punto
delicatissimo ed intasatissimo quali gli incroci con v Castel
di
Leva
e v Vallerano, inserirsi su quest'ultima strada e poi,
impegnando la
rotatoria da poco aperta, proseguire su via della
Selcetta fino al
Polo Biomedico. VISTA L'IMPOSSIBILITA' DI PASSARE
SU
VIA DELLLA
SELCETTA (STRADA A UNA SOLA CORSIA DOVE O PASSA IL
FILOBUS
O LE AUTO)
E VISTO IL PARERE NEGATIVO DI ROMA NATURA A
CONCEDERE LE
AREE DELLA
RISERVA DI DECIMA MALAFEDE PER REALIZZARE LE
CORSIE
DEDICATE AL
FILOBUS E' STATO REDATTO UN NUOVO PROGETTO
-
SECONDO
PROGETTO PROLUNGAMENTO FILOBUS A TRIGORIA: Il Percorso
attraversa
sempre via Castel di Leva, proseguendo su una strada
irrealizzabile
sopra il torrente, per girare subito a sinistra su
una
nuova strada
che affiancherebbe la Laurentina in fase di
raddoppio.(La
Provincia
non autorizzò il passaggio poichè sarebbe
stato inutile
raddoppiare
la strada per poi togliere nuovamente una
corsia da
dedicare al
Filobus) proseguendo proprio sopra il
Distributore della
Erg, una
casa colonica, ed un quartiere (Torretta
Vallerano) prima di
attraversare la Laurentina all'incrocio con via
di Trigoria. Dal
momento che il passaggio del Filobus su via di
Trigoria impedirebbe
la
circolazione di auto a altri mezzi pubblici
( essendo questa una
strada a una sola corsia per senso di marcia)
verrebbe istituita una
ZTL (si, avete letto bene, una Zona a
Traffico Limitato, proprio
come
nel Centro Storico) Ma gli
intelligenti progettisti, hanno
dimenticato
un particolare non
secondario: come potranno tutti i
residenti di
Trigoria uscire e
rientrare a casa? Infatti la ZTL
riservata ai
residenti non potrebbe
che passare all'interno della
corsia riservata
del Filobus che
diventerebbe opera inutile poichè
bloccato dalle auto.
Il progetto
prevedeva una ulteriore costosissima
strada che correva
esternamente
al quartiere sul lato del Cimitero
fino ad arrivare alla
rotatoria
prevista con il raddoppio della
Laurentina: non era dato
sapere come
sarebbe passata la strada, cioè
se sopra, dentro o sotto
al
Cimitero...
Una favola di Pulcinella, ma,
si sa, a molti le favole
piacciono e
sono più rassicuranti della
realtà.. Fatto sta che
rimangono
intollerabili incongruenze per i
cittadini di normale
intelligenza e
senso critico: perchè a Roma non
si iniziano a
realizzare le
Metropolitane a 20 milioni di euro al km
come a Parma
a Madrid a
Barcellona?
Perchè un Filobus a Roma costa
quanto una
Metropolitana a Parma e nel
resto d'Europa? Che senso ha
realizzare
un Lento e vecchio Filobus che
non sta su sede propria ma
restringe
strade già bloccate? Perchè
lottizzazioni come Tor Pagnotta
2 non
vengono sospese assieme al
Filobus in assenza della
Metropolitana?
Perchè il IX Dipartimento mi
ha detto che non è vero
che il Filobus
è sospeso in quanto loro hanno
l'ordine di andare
avanti con la
lottizzazione che aggiungerà 15.000
residenti con
relative auto alla
zona? perchè il Sindaco Alemanno,
l'Assessore ai
Lavori Pubblici
Ghera e la maggioranza attuale, che in
campagna
elettorale ha
promesso NO al Filobus SI alla Metro e No a
nuove case
senza Strade
e Metropolitana non bloccano una lottizzazione
quale Tor
Pagnotta 2
che AN ha sempre contrastato per il gravissimo
impatto
ambientale
votando contro assieme a Rifondazione Comunista?
Sia
chiaro che i
comitati ed i cittadini presenti alla riunione con
Marchi e tutti i
romani che pur di sinistra hanno espresso a livello
locale un voto di
rottura con le vecchie logiche politico
affaristiche
(palazzinari)
dando il consenso a chi proponeva mezzi di
trasporto
efficaci non si
faranno prendere in giro così facilmente...
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----Messaggio originale----
Da: g.teodoro@...
Data: 28-ago-2008
1.08
A: <<Undisclosed-Recipient:>, <>>
Ogg: LA PROVINCIA DI ROMA
LANCIA
IL WI-FI: ZINGARETTI VUOLE ABBATTERE IL DIVARIO DIGITALE, MA
NON
DIFENDE LA SALUTE !
Coordinamento dei Comitati Romani contro
l'elettrosmog
www.noelettrosmogroma.org
info@...
COMUNICATO STAMPA
LA PROVINCIA DI ROMA LANCIA IL WI-FI: ZINGARETTI
VUOLE ABBATTERE IL DIVARIO DIGITALE, MA NON DIFENDE LA SALUTE !
Roma,
28 agosto '08
Da giorni i muri di Roma sono tappezzati di manifesti
in
cui la Provincia informa con enfasi di aver impegnato ingenti
risorse
per dotare il territorio amministrato di una rete di
infrastrutture
wireless, idonea a garantire l'accesso gratuito ed a
tutti ai servizi
internet.
L'annuncio dello stanziamento di ben 7 mln
di euro per la
diffusione della banda larga, preceduto di qualche
giorno da uno
analogo, con cui la Provincia intende utilizzare una
parte dei 90 mln
di linea di credito concessi dalla Banca Europea, per
sviluppare e
potenziare la banda larga ed il wi-fi, si inquadrano
nell'obiettivo,
pur condivisibile, di abbattere il divario digitale,
che attualmente
separa i cittadini della Capitale e la gran parte
delle comunità del
territorio provinciale.
Si tratta, pur tuttavia, di
scelte opinabili se
assunte, come è accaduto, senza aver avviato alcun
processo consultivo
e di coinvolgimento del territorio e, quel che è
peggio, senza aver
preventivamente valutato le conseguenze in termini
di rischi per la
salute pubblica, che un selvaggio proliferare delle
infrastrutture
connesse a queste nuove tecnologie potrebbe causare.
Infatti, la
realizzazione capillare di una rete di antenne a supporto
del wireless
determina lo sviluppo di campi elettromagnetici che,
localmente,
assumono elevata potenza ma che, possono rivelarsi letali
se gli
impianti sono installati in luoghi chiusi (abitazioni, scuole,
biblioteche, ecc..).
Il riferimento a quanto accaduto nei mesi scorsi
in Francia ed in Inghilterra, ove le autorità hanno dovuto
repentinamente sospendere la diffusione del Wi-fi a causa dei malori e
disturbi accusati a più riprese dagli utenti di alcune biblioteche e
da
studenti di alcune scuole, dovrebbe far riflettere anche i nostri
amministratori, per evitare che l'enfasi di un nuovo "Rinascimento
telematico" si trasformi in un pericoloso boomerang per la salute dei
cittadini ed un odioso sperpero di finanze pubbliche.
Ecco il senso
del
richiamo al principio di responsabilità che il Coordinamento dei
Comitati romani contro l'Elettrosmog ha ritenuto di formulare al
Presidente della Provincia, Zingaretti, già durante la campagna
elettorale, segnalando il rischio che un dissennato approccio alle
nuove tecnologie wireless, privo di un attento e condiviso esame sulle
possibili conseguenze sanitarie per l'uomo, potrebbe indurre le
amministrazioni del territorio (Municipi, Comune, Provincia) ad
assumere scelte controproducenti agli interessi dell'intera
collettività.
Ma, a quanto pare, a nulla sono valsi richiami ed
appelli, poichè il Presidente della Provincia, Zingaretti, presentando
autonomamente le linee dello sviluppo informatico del territorio, che
recepiscono unicamente le esigenze di business economico dettate dagli
operatori del settore, ha scelto di non collaborare con i cittadini,
mostrando sfacciata incompatibilità con la annunciata vocazione
partecipativa del suo governo.
Pertanto, nell'esprimere profondo
dissenso per le recenti scelte assunte dalla Giunta provinciale in
questo settore, il Coordinamento annuncia l'avvio di energiche forme
di
mobilitazione e protesta nonché di sensibilizzazione della
popolazione,
contro decisioni di governo non partecipate e condivise,
i cui effetti,
se non monitorati preventivamente, rischiano di colpire
pesantemente la
comunità di cittadini dell'intero territorio
provinciale.
Giuseppe
Teodoro
Coordinatore dei Comitati romani
contro l'Elettrosmog
3476643318 - g.teodoro@...
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----Messaggio originale----
Da: marcello_paolozza@...
Data:
31-ago-2008 17.28
A: <<Undisclosed-Recipient:>, <>>
Ogg: Spazio
pubblico? Distrutto.
Augurandovi un buon rientro dalle ferie, spero
di
fare cosa utile nell'inviarvi questo bell'articolo di apertura del
n.
34 della rivista "LEFT Avvenimenti" in edicola dal 22 agosto u.s.,
con
articoli di Paolo Berdini, Vezio De Lucia, Edoardo Salzano,
Angela
Barbanente.
Marcello
Trovato su: http://eddyburg.it/article/articleview/11841/0/14/
Spazio pubblico? Distrutto
L'articolo di apertura di LEFT Avvenimenti,
n. 34 del 22 agosto 2008
Stanno distruggendo tutto. Dai valori
fondanti del nostro Stato al ruolo del lavoro, dai bilanci delle
famiglie alla solidarietà. Operano modificando il modo in cui le
persone pensano, giudicano, valutano, scelgono, e le abitudine
quotidiane, ciò che si compra, si mangia, si indossa, si guarda. Non
ci
sarebbe nulla di male, se distruggessero ciò che non serve più.
Invece
no. Stanno distruggendo tutto quello che conta, tutto quello
che è
stato costruito in un faticoso processo di sviluppo: quello
vero,
quello che migliora le persone e il loro modo di vivere con gli
altri,
di essere e di sentirsi uguali e ugualmente degni di rispetto,
non
quello consistente nel´aumento della produzione di merci utili,
inutili
o dannose.
Stiamo parlando dei nuovi barbari, quelli che
sono
rappresentati e conquistati da Silvio Berlusconi. Ma in realtà
dovremmo
parlare, più che di Berlusconi, del "berlusconismo": quella
ideologia
che pervade larghissimo parte dello schieramento politico,
che nacque
con le "modernizzazioni" di Bettino Craxi e con l´
insofferenza delle
regole comuni, che ha la sua cornice mondiale in
ciò che Oltralpe e
Oltreoceano si chiama "neoliberalismo". È un´
ideologia che ha il suo
centro nella affermazione più piena, sfrenata,
"libera" dell´individuo,
il cui metro di misura è costituito
unicamente dalla ricchezza e dal
potere che è in grado di accumulare,
quali che siano i mezzi impiegati.
L´unico strumento valido per
misurare le cose (tutte le cose, dalle
merci ai sentimenti) è il
mercato; l´unica dimensione della vita
sociale che conti è quella
economica (e dell´economia data, dell´
economia capitalistico-borghese).
Molti hanno compreso e denunciano
numerosi aspetti di questa
ideologia, e delle pratiche sociali che ne
conseguono: nella sinistra
"radicale", nei gruppi intellettuali e
sociali che criticano la
globalizzazione neoliberista, in parti
consistenti del mondo dell´
ambientalismo e di quello cattolico. Molto
scarsa è invece la
consapevolezza del danno enorme che i barbari stanno
apportando nel
campo dell´organizzazione dell´habitat dell´uomo: nella
città e nel
territorio. Qui, nella città e nel territorio la
devastazione che sta
avvenendo è immane. E che il grosso dell´opinione
pubblica (a partire
dai politici) non se ne accorga rende il danno
ancora più
preoccupante. Riflettiamo su alcuni aspetti di ciò che sta
avvenendo.
Gli spazi pubblici
Gli spazi e gli edifici destinati alla
vita e alle
funzioni sociali (dalle piazze alle scuole, dai parchi agli
ospedali)
sono spazi pubblici per definizione, e aperti alla pubblica
fruizione:
tali sono stati da quando la città esiste (la nostra città,
la città
europea, la città come luogo del municipio e della libertà,
dell´
autogoverno e della cittadinanza). Il loro peso nella città è
cresciuto, nella storia, man mano che si sono sviluppate le funzioni
legate alla solidarietà, alla diffusione della cultura, alla cura
della
salute, agli impieghi del tempo libero. Sono stati una
componente di
rilevo del welfare state. In Italia la loro conquista è
stato il
risultato di una lunga lotta del movimento delle donne, del
sindacato
dei lavoratori, della cultura progressista, dei partiti
della sinistra.
Si era ottenuto che nei piani urbanistici venissero
riservati a queste
necessità aree di dimensioni adeguate, da acquisire
alla proprietà
pubblica e alla pubblica gestione (gli standard
urbanistici, con una
legge del 1967). Si era ottenuto poi che ogni
intervento edilizio
dovesse destinare una quota del maggior valore
ottenuto dai proprietari
alla realizzazione delle previsioni pubbliche
dei piani (gli oneri di
urbanizzazione, con una legge del 1977).
Oggi
è in marcia la loro
demolizione, adoperando tre strumenti. (1) La
riduzione delle risorse
destinate alla loro acquisizione,
realizzazione, gestione: quegli
"oneri di urbanizzazione" che erano
destinati a ciò sono utilizzati dai
comuni per coprire i loro deficit
di bilancio, per pagare stipendi e
altre spese correnti. (2) La
progressiva privatizzazione degli spazi
pubblici: il percorso era
stato avviato trasformando le piazze in
parcheggi, prosegue oggi
sollecitando i comuni a "valorizzare" le
proprietà pubbliche (venderle
o trasformarle in utilizzazioni
commerciali), e proponendo di
utilizzare le aree vincolate a spazi
pubblici per realizzarvi edilizia
residenziale solo provvisoriamente
"sociale", poi utilizzabile dagli
immobiliaristi più o meno "furbetti".
(3) l´abolizione dell´obbligo di
rispettare gli standard urbanistici,
prevista da una legge bloccata in
extremis nella scorsa legislatura e
ripresentata in quella attuale, ma
già anticipata in alcune regioni.
Il diritto alla casa a un prezzo
equo
La rivendicazione popolare della
"casa come servizio sociale"
era stata tradotta, negli anni Settanta,
in una strategia che
prevedeva la programmazione decennale dell´
intervento pubblico nel
settore (con l´edilizia pubblica per i ceti
meno abbienti e quella
privata convenzionata e agevolata, l´una e l´
altra su aree
parzialmente depurate degli incrementi della rendita
fondiaria) e il
controllo dei prezzi del mercato edilizio esterno all´
area dell´
intervento pubblico (l´equo canone), Tutto ciò è stato
smantellato.
Non solo: fedeli al principio di utilizzare anche la
povertà per
arricchire i già ricchi, prevedono di finanziare interventi
immobiliari privati, agevolati dal contributo pubblico, con il solo
vincolo di affittare le case a prezzi contenuti ai meno abbienti.
Tutto
ciò costituisce la sostanza della politica aggressiva della
destra al
potere. Ma è stato avviato per più d´un aspetto nella
politica del
centrosinistra, ogni volta che si è dimenticato che il
mercato, se è
utile per misurare il valore delle merci, non serve né a
comprendere né
a governare qualcosa che merce non è: come la città e
il territorio. La
speranza di arrestare la privatizzazione dell´
habitat dell´uomo è
affidata soprattutto alla resistenza di chi ha
compreso ciò che sta
accadendo, e sa unirsi agli altri per difendere
ciò che fa della città
un bene comune: a partire dagli spazi
pubblici.
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