«…Ambrogio Trovati detto Tramonto aveva trascorso l’adolescenza tra la prigione e il palcoscenico, e sembrava che le due istituzioni non fossero nettamente divise nella sua mente confusa.
Viveva nell’innocenza, nei paradiso terrestre: era barbiere, padrone di bottega, ed era stato visitato. Erano venuti due messaggeri a tentarlo, a fargli la satanica proposta di vendere la bottega e darsi all’arte. Conoscevano bene il suo punto debole: lo avevano adulato, avevano lodato le forme del suo corpo, la sua voce, l’espressione e la mobilità del suo viso. Lui aveva resistito due, tre volte, poi aveva ceduto, e con in mano l’indirizzo del teatro di posa si era messo a girare per Milano. Ma l’indirizzo era falso, da ogni porta lo rimandavano a un’altra porta; finché si era accorto della congiura. I due messaggeri, nell’ombra, lo avevano seguito con la macchina da presa puntata, avevano rubato tutte le sue parole e i suoi gesti di disappunto, e così lo avevano fatto diventare attore a sua insaputa. Gli avevano rubato l’immagine, l’ombra, l’anima. Erano stati loro a farlo tramontare, e a battezzarlo «Tramonto».
Così era finita per lui: era nelle loro mani. Il negozio venduto, contratti niente, soldi pochi, qualche particina ogni tanto, qualche furto per tirare avanti. Fino alla sua grande epopea, l’omicidio polposo.
Aveva incontrato per strada uno dei suoi seduttori, e lo aveva accoltellato: si era reso reo di omicidio polposo, e per questo suo delitto era stato trascinato in tribunale.
Ma non aveva voluto avvocati, perché il mondo intero, fino all’ultimo uomo, era contro di lui, e lui lo sapeva. E tuttavia era stato così eloquente, e aveva esposto cosi bene le sue ragioni, che la Corte lo aveva assolto su due piedi con una grande ovazione, e tutti piangevano.
Questo leggendario processo stava al centro della nebulosa memoria del Trovati; lo riviveva in ogni istante della giornata, non parlava d’altro, e spesso, a sera dopo cena, costringeva noi tutti ad assecondarlo, e a ripetere il suo processo in una sorta di sacra rappresentazione. Assegnava a ciascuno la sua parte: tu il presidente, tu il pubblico ministero, voi i giurati, tu il cancelliere, voi altri il pubblico, e a ciascuno assegnava perentoriamente la sua parte. Ma l’imputato, e ad un tempo l’avvocato difensore, era sempre e solo lui, e quando ad ogni replica giungeva l’ora della sua torrenziale arringa, spiegava prima, in un rapido «a parte», che l’omicidio polposo è quando uno pianta il coltello non nel petto, o nella pancia, ma qui, fra il cuore e l’ascella, nella polpa; ed è meno grave.
............................
Mailing list moderate da Francesco Cascioli:
"storia" - segnalazione di notizie, fatti emblematici e false credenze, dedicato a chi si diletta di Storia - 200 iscritti. Frequenza: settimanale. Per leggere i messaggi: http://groups.yahoo.com/group/nuova-storia/messages Per iscriversi inviare una email del tutto vuota all'indirizzo: nuova-storia-subscribe@yahoogroups.com
''Berlusconi'' - satira politica - 294 iscritti. Frequenza: in media ogni 15 giorni. Messaggi: http://it.groups.yahoo.com/group/berlusconi/messages Per iscriversi inviare una email del tutto vuota all'indirizzo: berlusconi-subscribe@yahoogroups.com
''File umoristici'' - comicità & allegati dal peso tra i 100 e i 1.000 K - 131 iscritti. Frequenza: mensile. Messaggi: http://groups.yahoo.com/group/file-umoristici/messages Per iscriversi inviare una email del tutto vuota a: file-umoristici-subscribe@yahoogroups.com
339 - 14.81.034 06 - 230.48.20 Via dei Licheni 13, 00172 Roma.
email: fr.cascioli@...
c.v.: http://www.ilpalo.com/docente-di-comunicazione.htm
web marketing: www.ilpalo.com