Ave,
ecco un'altra parte di conoscenza che vorrei dividere con voi:
Dal libro di Mario Polia, Le Rune e i Simboli:
"Rùna "runa" conserva nell'antico norreno il significato arcaico
attribuito ai segni alfabetici. Il termine, passato poi ad indicare la
scrittura propriamente detta "runica", all'origine designava il
"segreto", il "mistero": Il plurale rùnar è usato per indicare una
tradizione segreta, un "mistero": joetna rùnar sono "i misteri dei
giganti" detentori di un'antichissima ed arcana saggeza (il gigante
Mìmir custodisce la fonte della sapienza).
La Vòluspà (str. 60) menziona "fimbultys fornar rùnar" "le antiche rune
del possente dio".
La moglie è chiamata in una kenning (una forma antica utilizzata dai
poeti norreni per esprimere una metafora, n.d. Flavia Wolfrider) poetica
"eyra rùna": letteralmente "colei che sussurra agli orecchi", quindi "la
confidente" (colei che partecipa ai segreti dello sposo)".
Questo è ciò che dice Mario Polia. Secondo me e secondo i miei studi,
"eyra rùna" è "colei che sussurra agli orecchi nel senso di "colei che
dà la conoscenza".
Approfondendo lo studio sui popoli norse si viene a sapere che gli Aesir
ricevono dai Vanir la conoscenza segreta della magia, la conoscenza
delle "cose segrete" e che Freyja (letter. Signora) ha diritto alla
prima scelta dei caduti in battaglia con onore, prima di Odino stesso. I
guerrieri migliori non entreranno quindi nella sala del Valhalla a
Gladsheim, la casa di Odino, ma nella casa di Freyja, la Folkvang
(letter. il campo dei guerrieri) formata da NOVE castelli...
Per oggi basta così. Spero che l'argomento interessi qualcuno altrimenti
è inutile parlarne ancora.
Live Long and Prosper
Flavia Wolfrider